Citazione di: Davy_Jones il 28 Apr 2022, 09:59
alcuni stati europei stanno (apparentemente) ridisegnando i loro rapporti con la russia (e quindi con la cina, che segue a ruota) perche' costretti dalla situazione cucinataci in casa da washington per almeno un decennio e servitaci in tavola il 24 febbraio dai russi (e dai cinesi). ma la cosa in se e' insensata. noi e i russi abbiamo ogni interesse (politico, culturale, economico ecc ecc) ad andare d'accordo e cosi' sara'. nei fatti per me non ci sara' nessun decoupling energetico, finanziario o commerciale, semplicemente perche' le conseguenze per noi sarebbero devastanti (magari anche per loro ma io penso a noi). da questo punto di vista sul gas non c'e' proprio niente da decidere, solo da far passare tempo. c'e' chi queste cose le sa bene e sta facendo ammuina (tipo i tedeschi che mandano a kiev "tank" dismessi da 12 anni e senza munizioni) e chi puo' ancora fare finta di non saperle e continua con la storiella di "tutte le democrazie unite contro il dittatore" (tipo noi e gli usa).
se e' solo una questione di scontro fra imperi allora l'unico numero che conta per le decisioni e' questo qui: per ogni missile americano o nato installato in europa e puntato verso est ce ne sono 10 installati a est e puntati verso di noi. questi sono i rapporti di forza in europa. alla luce di questo numero riempire l'ucraina di armi e' solo una specie di psicoterapia per noi europei, l'impatto sul campo non puo' che essere zero. se vogliamo impattare dobbiamo entrare noi in ucraina preparati ad andare a mosca, chiudere ogni ponte con l'eurasia, entrare in modalita' guerra lunga in casa, prepararci a subire il tipo di danni che finora abbiamo visto solo in tv o nei documentari sulla prima guerra mondiale, e soprattutto avere un obiettivo chiaro. quello che vedo e' che qui molti di noi sono ancora in fase "rifiuto" (rifiuto-rabbia-contrattazione-depressione-accettazione)... dobbiamo prendere atto della realta'. l'alternativa e' diventare concime per uno dei due blocchi (o magari per entrambi).
sulla cina, re-itero: fare i conti con la loro testa (sono pronti, non sono pronti) secondo me e' pericoloso oltre che inutile. e comunque e' il tandem cina/russia che conta (politico, militare, economico). stanno facendo tutto insieme. l'ucraina e' solo l'inizio, questa cosa durera' anni.
qui non mi ritrovo.
hai assunto un punto di vista, concentrandoti solo sui (presunti) punti di forza.
se la russia avesse la forza avrebbe chiuso le forniture di idrocarburi, da subito.
la russia dipende dalla tecnologia occidentale in molti ambiti.
la loro enorme forza è che, non essendo abituati a standard occidentali ed avendo una forte coscienza collettiva di sé come impero, se i treni non partono o gli aerei non hanno pezzi di ricambio non ne fanno un dramma.
ma, a parte un enorme arsenale atomico, non hanno una potenza di fuoco neanche lontanamente paragonabile alla NATO, come ammesso da Putin. che infatti deve agitare lo spauracchio nucleare per avere credibilità.
senza considerare che nel medio periodo un'europa che investa il 2% del PIL in armamenti supererà l'arsenale russo in termini quantitativi e qualitativi.
ti ri-giro la questione.
Putin non si aspettava questa reazione (traduco: non si aspettava che gli europei si sarebbero piegati così facilmente agli USA)
aveva immaginato che la dipendenza dagli idrocarburi russi e l'instancabile lavoro di lobbying - ovvero comprarsi intere forze politiche occidentali - sarebbe stato sufficiente ad allontanare USA e Europa. anche perché l'Europa ci rimette dal punto di vista economico.
adesso è di fronte ad un bivio.
consegnarsi mani e piedi alla cina (vendendogli grano e materie prime a prezzi di favore) oppure prendersi il donbass, far finta di aver vinto e far passare un paio d'anni sperando che la situazione si acquieti.
perché
oggi la russia non ha nulla da dare in cambio alla cina.
zero.
non è un mercato appetibile.
è una concorrente lungo il confine.
è una potenza che si immagina globale (pur non essendolo), quindi inevitabilmente in conflitto nel lungo periodo.
a meno che la Cina non voglia sfidare militarmente gli USA in una guerra (che sarà per forza di cose l'ultima), facendo attaccare la russia in europa e provando a prendere taiwan sul pacifico.