Questo e' quello che Biden ha detto l'altro ieri a un meeting in Maryland:
US' Biden faults Saudis, Russia for rising gas prices (Anadolu)
"I was able to bring gasoline down well over $1.60, but this is inching up because of what the Russians and the Saudis just did. I'm not finished with that yet,"(video:
https://www.youtube.com/watch?v=mIxIBPUcYh4&t=1777s)
Notare:
I was able... I'm not finished...Biden si riferisce al taglio della produzione di petrolio deciso dall'Opec, taglio che per gli usa e' un problema gigantesco: gli usa stanno dando fondo alle loro riserve di petrolio (stanno al 30% ma piu' probabilmente, per motivi tecnici, al 18%) e la fed sta alzando i tassi in modo sconsiderato (secondo le UN) per, fra l'altro, tenere bassi i prezzi del petrolio (nel mondo) e del gasolio (in usa) e controllarne la richiesta (in usa). solo che devono stare attenti a come lo fanno perche', se esagerano, rischiano di mandare l'economia in recessione. opec, tagliando, compensa per i ridotti acquisti americani, tiene alto il prezzo del petrolio e soprattutto costringe la fed ad alzare i tassi ancora di piu', il che aumentera' i rischi per gli usa. insomma il taglio sembra molto un attacco diretto agli usa. la novita' e' che, oltre ai russi, biden ha accusato i sauditi, che dopo 50 anni sono evidentemente passati, per gli usa, dall'altra parte della barricata (un cambiamento epocale, si puo' dire?). in realta' pero' i russi non c'entrano, e' una cosa tutta saudita: i sauditi basano il loro budget su un prezzo di 80$/barile, i russi su 40 (ma col prossimo budget passeranno a 70, il che per inciso da' l'idea di quanto stanno spendendo). L'opec ha tagliato la produzione quando il prezzo era sceso a 83. chi rischiava di finire sotto, i saudi o la russia?
tanto per essere chiari sugli effetti, oggi il petrolio (brent) sta a 98 (
https://oilprice.com). vista la gravita' della situazione, a yale (quelli de "l'economia russa sta implodendo") sono andati alla giugulare:
Saudi Arabia's Sabotage of the Economy Will Backfire Da questo articolo manca solo la chiamata a un cambio di regime in KSA. la risposta usa, a parte minacce tipo
US says 'nothing off table' in response to Opec+ oil cuts (FT)
per ora e' stata questa:
U.S. Looks to Ease Venezuela Sanctions, Enabling Chevron to Pump Oil (WSJ)
cioe' hanno proposto ai venezuelani di eliminare le sanzioni per ricominciare a pompare petrolio. pero', a meno di non prendere il controllo dell'intera industria petrolifera venezuelana, quello che chevron potrebbe (in teoria) pompare sono noccioline rispetto a quello che servirebbe:
Chevron Faces Tough Job Restarting Venezuela's Damaged Oil Fields (WSJ)
e per queste noccioline gli usa sembrano disposti a fare marcia indietro su sanzioni che un mese fa il congresso usa voleva inasprire:
U.S. does not have infinite patience on renewal of Venezuela talks - official (Reuters)
in aggiunta, questo succede lo stesso giorno in cui la casa bianca ha detto:
U.S. needs to be less dependent on OPEC+, White House says (reuters)
giustamente su zerohedge (estremisti ma diretti) parlano di "loss of deterrent power and loss of face":
War Breaks Out As "OPEC+ Takes On The Entire West" (ZH)
ora: fra un mese esatto in usa ci sono le elezioni di midterm, e questo lo sanno i sauditi e lo sanno i russi. lo sanno tutti. e la situazione degli usa si complica ogni giorno di piu'. e, secondo me, piu' si complica piu' cercheranno il caos, nella speranza di uscire in piedi dal casino globale. nell'economia la fed lo sta facendo da mesi. ora il rischio e' che lo facciano anche in ucraina.
stamattina gli ucraini hanno colpito il kerch bridge. se e' vero che putin sperava nell'escalation usa (cosa che personalmente non credo), mi sa che c'e' appena stata.