Allora. La comunita' internazionale e' una comunita' anarchica, le cui norme vengono spesso stabilite in base ai rapporti di forza (might is right per sintetizzare). Per evitare una situazione di assoluto "homo homini lupus", si e' cercato di codificare le norme di diritto internazionali, anche sulla base del diritto consuetudinario. Per quanto riguarda il diritto pattizio, ogni contraente di un accordo internazionale si impegna a rispettarne le norme. Per questo non mi convince quanto sostiene RG. Ma che vuol dire che l'ONU e' ridicola ed e' ridicolo sostenere che "Il diritto internazionale universalmente riconosciuto, compresi gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite, deve essere rigorosamente osservato. La sovranità, l'indipendenza e l'integrità territoriale di tutti i paesi devono essere efficacemente sostenute" in quanto una legge/norma senza potere che la metta in atto é carta igienica?
Questo significa non prendere in considerazione la natura della comunita' internazionale stessa e le sue forme di autoregolamentazione. Nessuno e' obbligato a far parte delle Nazioni Unite e si puo' anche recedere. Ma se non si rispettano le norme liberamente accettate si compie una violazione del diritto internazionale. Le eventuali assenze di sanzioni (e non e' sempre cosi'), la polizia internazionale, lo scioglimento degli eserciti nazionali mettono insieme diverse fattispecie non omogenee. L'assenza di sanzioni in una norma (e nel diritto internazionale questo e' piu' frequente appunto per la natura della comunita' internazionale stessa) ne mina l'efficacia, non e' che da' il diritto di violarla