Citazione di: Il nostro Giorgione il 21 Mar 2023, 22:35
C'è da precisare che il procedimento legislativo che sta seguendo Macron è perfettamente legale e costituzionale. Poi, si può non condividere la scelta, su un piano schiettamente politico, ma il potere viene esercitato conformemente alle regole di uno dei migliori sistemi costituzionali democratici del mondo.
Sarei molto cauto a istituire parallelismi, si perde di vista la realtà.
Stocazzo. Perdonami. La storia del 49.3 è molto complessa e difficilmente rientra nella categoria di espressione democratica. Anche solo perché viola uno dei principi fondamentali delle democrazie moderne, ovvero la separazione del potere legislativo e del potere esecutivo. Una specie di ius primae noctis costituzionale. Un obbrobrio civile, anche se scritto nella costituzione.
La costituzione su cui si basa la repubblica francese è un pastrocchio, abbastanza pessimo, nato nel 1958 dopo un colpo di stato freddo operato da Charles De gaulle che doveva dotarsi di strumenti rapidi per risolvere
les troubles d'Algerie, che per 30 anni nessuno Francia aveva, e ha avuto, il diritto legale di chiamare guerra. Tra questi il famoso terzo comma dell'articolo 49.
Il problema di fondo è che negli ultimi 60 anni c'è stata una fortissima degradazione del panorama politico francese, da De Gaulle (non uno stinco di santo ma comunque dotato di un certo carisma e una qualche remora etica) si è passati a un'elezione presidenziale, l'ultima, i cui i candidati erano un giovane trader da quattro soldi (peraltro presidente uscente), la figlia sbarazzina di un torturatore durante la guerra d'Algeria, un giornalista di gossip ultrareazionario e altri personaggi bizzarri. A cui un voto minoritario assegna strumenti come questo famoso 49.3, un seggio permanente nel consiglio di sicurezza dell'ONU oltre alla valigetta con il bottone per quelle quattro bombe atomiche che posseggono. Il
miglior sistema costituzionale(sic) assegna al presidente della repubblica francesi poteri abnormi rispetto a qualsiasi altra democrazia. Un quasi potere assoluto nelle scelte di politica estera, il potere di sciogliere il parlamento anche senza la necessità di avere particolari motivi (Chirac nel 97 ma rimase fregato). Se la costituzione francese fosse instaurata in un qualsiasi altro paese in via di sviluppo si parlerebbe di dittatura in pectore (perché questo è) o di democrazia parziale. Il Venezuela per molto molto meno viene considerato, a furor di popolo, una dittatura.
Ora veniamo alla famosa riforma delle pensioni che non solo è osteggiata dal 75% dei francesi, ma soprattutto non era necessaria. NON ERA NECESSARIA. NON ERA NECESSARIA.
Questa riforma ruba soldi ai contribuenti francesi. E non. Quindi anche a me. Ruba parecchio.
E me rode parecchio er culo.
Tutte le casse pensioni francesi sono in una situazione di sostanziale equilibrio. A cui nel corso degli anni si sono aggiunte alcune riserve costituite attraverso contributi forzosi sui salari e sui redditi. Riserve che, secondo la COR (Conseil d'orientation de retraites), ammontano già a più di 200 miliardi di euro. 200 MILIARDI DI EURO. Un bel pacchetto di soldi che lo stato, malgrado non gli appartenga, utilizza spesso per finanziare acquisti di armi, a proposito è di qualche settimana fa l'annuncio dell'aumento spaventoso delle spese militari accompagnato a una fortissima riduzione degli investimenti in scuole, ospedali e altre cose inutili.
A memoria eterna andrebbe ricordato che la prima iniziativa presa da Macron appena arrivato all'Eliseo è stata quella di abolire l'ISF, la tassa sulla fortuna (di cui abbiamo discusso anche qua dentro anni fa) che era descritta come una cosa medievale che puniva i ricchi in maniera esagerata e che impediva ai capitali esteri di investire in Francia. Una immensa supercazzola quando poi, in realtà, il costo per patrimonio superiori ai 10 milioni di euro era intorno ai 3000 euro l'anno.
Ho anche spesso ricordato che l'emiro del Qatar, che compra palazzi, imprese e squadre di calcio in Francia, paga probabilmente meno tasse di me, che c'ho giusto un appartamento. Per decisione autonoma e mai discussa dell'ex presidente Sarkozy.
Io Mbappé non me lo posso permettere, senno' da mo che sgambettava a Formello.