Citazione di: FatDanny il 14 Dic 2021, 12:38
L'ape e l'architetto è un libro del 1976.
Lì c'è scritto tutto in modo molto chiaro, ma siamo politicamente regrediti in termini generali.
Ristampato una decina di anni fa con saggi, tra gli altri, di Giorgio Parisi.
Visto che si cita molto spesso il recente premio nobel io consiglierei di leggerlo.
Perché quando si dice che la scienza è condizionata dal capitale (o più in generale dalla società) temo che spesso se ne manchi di cogliere il senso.
Perché non si sta parlando di semplice eterodirezione, sia che si voglia confermare questo dato sia che si voglia smentirlo. Il discorso è ben più complesso e affonda le radici sul senso stesso della ricerca scientifica, il suo movente all'agire.
Perché è la conoscenza stessa ad essere segnata in termini storici, a seconda dei bisogni e delle concezioni del mondo (ah la filosofia) del momento. Può arrivare a dati oggettivi, ma parte sempre da una localizzazione soggettiva - storica appunto - dell'essere umano.
https://www.francoangeli.it/Ricerca/scheda_libro.aspx?Id=18971
Cito dalla quarta di copertina:
Uno dei principali intenti del volume era stato quello di portare la riflessione sul carattere storico della scienza fuori dalle strettoie tanto di una critica distruttiva della scienza quanto di una sua santificazione come sapere assoluto e oggettivo. Missione intrapresa ma non compiuta se, ancora oggi, la critica alla neutralità dei saperi scientifici è spesso accolta con imbarazzo quando non con fastidio. Atteggiamento cui fanno da contraltare elaborazioni che trasformano la critica al neutralismo scientifico in critica allo statuto stesso della scienza. Il tertium di una storicizzazione della scienza che ne sappia preservare le specificità metodologiche resta quindi, allora come ora, una porta stretta ma necessaria: necessaria per chi la scienza la fa, per chi la racconta e per chi ritiene di doverla guidare. E anche per tutti, indifferentemente, utilizzatori più o meno coscienti delle tecnologie non neutre che la scienza genera.
Si ma secondo me c'è un falso problema: la legittimazione/delegittimazione della scienza.
Nessuno ha detto che la scienza, siccome è condizionata dal capitale, è male a prescindere.
Nessuno.
Io ho fatto un discorso, appunto, sull'uso distorto che si fa della retorica riguardante la scienza.
Ovvero: dietro la foglia di fico della divinizzazione, mitizzazione, non so come altro descriverlo, della Scienza, si giustificano scelte politiche ed economiche spesso inique e liberticide che hanno un impatto diretto sulla vita delle persone.
Il problema non è la Scienza in se, ma come essa viene raccontata dal "sistema" (passami questo termine marcusiano).
Perchè c'è un dislivello molto forte tra chi si occupa di scienza e chi non ha gli strumenti per comprenderne neanche le basi: sappiamo che il nostro sistema educativo è fortemente classista, sappiamo che l'accesso ai saperi non è uguale per tutti, nei fatti.
Uno Stato equo dovrebbe volere e sapere comunicare e divulgare i fatti scientifici con grande rigore e apertura: dare modo ai cittadini di sapersi orientare sopratutto quando ci sono periodi particolari come l'attuale momento emergenziale.
Tutto il contrario di ciò che è successo in Italia: i cosiddetti divulgatori ala burioni si atteggiano in pose pseudofasciste e hanno interessi milionari in ballo, i critici della misura
politica green pass sono stati assimilati automaticamente nel calderone no-vax, che è stato alimentato e foraggiato ad arte, in quanto idiota utile a spostare il piano vero del discorso sul falso piano SCIENZA/ANTISCIENZA.
Sullo sfondo ovviamente c'è la paura: e la paura ti fa rifugiare in ciò che non capisci ma pensi ti possa proteggere: ieri era Dio, oggi la Scienza, ma non la Scienza in quanto tale: ma ciò che il Potere ha deciso, spacciato per Scienza.
Per esempio (lo dico per chi insulta con la bava alla bocca e manco se legge tutto il topic) l'EMA ha deciso che Soberana non era un vaccino affidabile, e l'EMA per noi E' la scienza. Ora si stanno ricredendo (come era prevedibile) ma giusto in tempo per pfizer per dire che ora c'è il Pavloxid ( e i vaccini che si dovevano spingere se li sono più o meno già spinti tutti ).
Quindi : da una parte c'è una maggioranza spaventata che ha abiurato a qualsiasi capacità critica nei confronti del potere ( perchè il potere si poggia sulla Scienza ) e dall'altra una minoranza che con altrettanta incapacità critica verso il reale ripiega nel complottismo, nelle teorie esoteriche, nell'antiscienza o anche nella VERA scienza (ovvero che soddisfa il loro bisogno di negazione) e non riesce a incanalare la propria diffidenza verso il potere nei binari della razionalità.
Nei giorni scorsi ho citato il caso della scuola di mio figlio messa in quarantena per colpa della vicina parrocchia che ha fatto di tutto senza alcun controllo, per dire che in casi come questi ( che ce ne sono a bizzeffe ma non vanno mai in televisione) emerge tutta la contraddizione possibile rispetto alla retorica distorta della Scienza: dove sono i burioni, i virologi del bambin gesù (tra i primi a raccomandare la vaccinazione alla fascia 5/11), quando scoppiano i contagi a messa, nella parrocchie, negli oratori?
E' abbastanza evidente la spiegazione: davanti al Potere la Scienza si accomoda.