potrebbe anche non essere l'età. potrebbe anche essere che, come si dice tanto volentieri a destra, i casi di "radical chic" con annesso pontificare al calduccio della propria terrazza romana, vengano obliati, in questo caso dalla destra salviniana, quando non conviene loro.
non credo che una persona dica questo nel 2020:
"Ribellatevi, protestate, urlate e non state mai zitti di fronte a un torto, a chiunque capiti; che sia nero, bianco, giallo, ebreo, musulmano. Rispettate il prossimo, accettate quello che è e rispettate quello che crede. Non odiate mai nessuno perché dall'odio nasce l'odio. Dal male nasce il male. La vendetta è la cosa peggiore che ci sia. Credo che bisogna rispettare il diritto, accettare la non verità non assoluta di tutti."
e poi rilasci dichiarazioni come quelle di ieri. l'antisemitismo di alcuni/molti/moltissimi ma non l'intera umanità, non può portare a annullare le bellissime parole progressiste che hai usato tutta la tua vita, al coperto e nella bambagia del mondo della letteratura e del cinema evidentemente.
io credo che alcune maschere di progressismo siano cadute anche in personaggi illustri, alla stessa stregua di quei cosidetti elementi di sinistra che per una vita sono andati a comprare nei negozi equo e solidale, si vestivano frikkettone, si mettevano collane etniche e parlavano col birignao, e poi, appena gli africani/nord africani se li sono ritrovati sul pianerottolo, si sono tirati indietro. e infatti adesso, ma guarda un po', si sentono così vicini a meloni. le maschere cadono per tutti.
più prosaicamente: penso che la bruck, e tanti altri che sto leggendo, ascoltando, dell'informazione, politica, professionismo, siano rimasti sconvolti e dell'attacco orribile del 7 ottobre, un attacco terroristico senza pietà, barbaro e crudele. ma soprattutto da altro. dalla sollevazione di popolo, mondiale, accorata che ha sfilato e ha fatto alzare il proprio dissenso. io penso che molti di questi esponenti se ne siano sentiti traditi, abituati da 80 anni a sentire le voci di solidarietà e di pura condanna per quello capitato loro. sì, perché, checché se ne dica, a parte il mondo fascio/nazi/razzista/integralista, l'Olocausto, la tragedia subita dagli ebrei è sempre stata raccontata, condannata, la solidarietà autentica sempre dimostrata, la commozione e l'orrore autentici. è così, la si potrà raccontare in maniera diversa, per calcoli che non voglio analizzare, ma la gente, il popolo, ha sempre capito e condannato.
il governo israeliano sta compiendo qualcosa di inenarrabile, di epocale, che assomiglia molto all'orrore vissuto dagli ebrei e il popolo comune che si ribella fa scattare una sorta di lesa maestà del vittimismo.
le esternazioni più forti, infatti, anche di molti ebrei, non sono arrivate ai margini del 7 ottobre ma al cospetto delle manifestazioni causate dalla reazione (governo) israeliana spropositata, dalle 9000 persone massacrate, i bambini spappolati, con scene agghiaccianti, senza umanità, senza cuore. questo per me è stato il pungolo di molti ebrei. non tanto l'appartenenza, che c'era anche prima, quanto vedere come l'orrore istituzionalizzato venga proprio dal loro paese e che giusta reazione di indignazione ha causato.
meglio credere quindi, e non a caso in questi giorni si parla solo di questo, che tutte quelle folle oceaniche siano superficiali, ignari, non capiscono, pacifinti, e, ovviamente, razzisti antisemiti.
fare i conti anche con sé stessi non è facile, se si è abituati a essere dalla parte del giusto per 80 anni ancora più arduo.