Guerra in Medio Oriente

Aperto da anderz, 03 Ago 2016, 19:52

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FatDanny

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Citazione di: kelly slater il 16 Giu 2025, 13:49
Vabbè si certo, se dipendesse da lui avrebbe fatto anche molto di peggio, ma anche a Gaza e in Libano.
Però Trump non può dire a Nethanyahu di ritirarsi da Gaza o di non bombardare l'Iran. Non lo può fare.

certo che potrebbe.
E bibi troverebbe il modo di farla passare come decisione autonoma ovviamente, ma calerebbe la testa e si metterebbe a cuccia.
Sempre dentro una dialettica.

kelly slater

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Sì ma a parte che la dialettica non è con Trump in quanto Trump che secondo me ha il cervello fritto, casomai coi vertici dell'apparato economico politico militare americano, ma quello che sto dicendo è che la dialettica non è tra due soggetti autonomi: la dialettica è anche sempre interna, perchè una parte di quell'apparato agisce per usa e israele come se fossero una cosa sola.

Lativm88

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Questo perché sinora i due interessi hanno coinciso quasi perfettamente.
Nel mondo post 11 settembre era necessario, dal punto di vista del potere americano e ANCHE dal punto di vista delle aspirazioni egemoniche israeliane, destabilizzare l'intero MO. Iraq, Iran, Libano, Yemen.
Per metterci una potenza amica, prendersi le risorse necessarie e fare miliardi nella ricostruzione.
Le due agende per decenni hanno coinciso e Israele ne ha approfittato.
Anche la narrazione islamofobica e il battere per decenni sulle radici giudeo cristiane come entry point per fare passare tutto in cavalleria hanno giocato un ruolo e ora giocano a favore di continuare la destabilizzazione.
Perché dopotutto sono tutti terroristi e i terroristi non sono umani né hanno diritto all'auto determinazione né a essere chiamati resistenti.

Warp

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Un ministro della Difesa che querela un professore universitario/ giornalista è roba che si vede solo in Italia.
Poi ci si chiede perché l'Italia è al 49° posto della classifica sulla libertà  di stampa.

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Warp

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intanto fuori dai riflettori, il genocidio va avanti.

Gaza: "45 palestinesi in attesa di aiuti uccisi dall'Idf a Khan Younis"

Almeno 45 palestinesi sono stati uccisi dai militari israeliani a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, mentre erano in attesa di ricevere aiuti umanitari. Lo ha dichiarato il ministero della Sanità di Gaza aggiungendo in una nota che "il pronto soccorso, la terapia intensiva e le sale operatorie" del Nasser Medical Complex "sono sovraffollate a causa dell'elevato numero di feriti e morti"

Ormai a Gaza la vita vale meno di una manciata di riso.
A immaginare queste scene mi viene in mente l'ufficiale nazista che spara dalla finestra in Schindler's list.

Warp

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L'aggressore buono
Di Marco Travaglio

Da venerdì Israele bombarda l'Iran facendo 224 morti e 1300 feriti in tre giorni perché – secondo l'Aiea dell'Onu, che in Israele non può mettere piede mentre conta pure i peli delle barbe degli ayatollah – violerebbe il Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp) – che Israele non riconosce – per costruirsi forse qualche testata nucleare che non ha, mentre Israele ne ha a bizzeffe: quante non si sa perché non aderisce al Tnp, non riconosce l'Aiea e il suo premier considera l'Onu una "palude antisemita" e le sue risoluzioni carta da cesso. Per un attimo abbiamo temuto che, in omaggio alla regola aurea aggressore/aggredito, Nato e Ue riempissero l'aggressore di sanzioni e l'aggredito di armi, senza escludere l'invio di truppe volenterose all'Iran dagli avanguardisti Starmer, Macron, Merz e Tusk fino alla sconfitta definitiva dell'[...] aggressore macellaio assassino. Invece le peggiori sanzioni sono le nuove armi inviate da Starmer e Macron all'aggressore per aiutarlo a "difendersi" dall'aggredito. E ieri il Parlamento europeo, sempre sul pezzo, ha votato un nuovo "regolamento in materia di benessere di cani e gatti e loro tracciabilità". Così Augias e Benigni andranno ancor più fieri della nostra bella Europa. Intanto i giornaloni pubblicano paginate di "storie e volti delle vittime": tutte israeliane però (gli iraniani sono come i cinesi: non muoiono mai). E Polito el Drito denuncia sul Corriere la doppia morale sulle due guerre, ma per dire che tutti assolvono Putin e condannano Netanyahu, mentre è l'opposto: tipico caso di doppia morale sulla doppia morale. Così il genio non si accorge che l'amato Occidente, spalleggiando l'amico aggressore contro il nemico aggredito dopo i silenzi complici sullo sterminio di Gaza, perde anche l'ultima foglia di fico dalle pudenda e regala un gigantesco salvacondotto a Putin.

Con che faccia l'Occidente rifiuta di riconoscere i territori ucraini occupati dai russi mentre fischietta sulle sette guerre illegali di Bibi contro altrettanti vicini, inclusa l'occupazione del Sud della Siria? Infatti Putin vuole mediare: dopo il plauso postumo di Trump a Israele che bombarda l'Iran e i suoi negoziati, è rimasto il solo a mantenere ottimi rapporti con Teheran e relazioni decenti con Tel Aviv. E si spera che glielo lascino fare prima che Israele riesca nell'insano e illegale proposito di cambiare regime in Iran. I precedenti di regime change sono noti: in Iraq al posto di Saddam arrivò l'Isis, in Afghanistan al posto dei Talebani deboli abbiamo i Talebani forti, in Libia al posto di Gheddafi c'è il caos tribale, all'Olp subentrò Hamas in Palestina e Hezbollah in Libano, in Siria dopo Assad imperversa al Jolani. Ora tocca all'Iran: dopo gli ayatollah cosa può mai andare storto?

Fiammetta

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Reuters
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·
44m
Israeli tanks fired into a crowd trying to get aid from trucks in the Gaza Strip, killing at least 59 Palestinians, according to medics, in one of the bloodiest "incidents" yet involving desperate residents struggling to get food
https://x.com/i/status/1934986894200263111
Questi sono satana incarnato. Povera Palestina.

Fiammetta

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BREAKING: 🇺🇸🇮🇷 President Trump says "we now have complete and total control of the skies over Iran."
Che sorpresa. L'estinzione sarà un sollievo per me. Non ne posso più di questi [...].

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Warp

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una riflessione magistrale di Pino Cabras sulla politica e l'informaione in questi tempi inphami.

"UCCIDERE KHAMENEI": IL GIORNALISMO COME ARMA DI GUERRA. ABBOCCHI SEMPRE ALL'AMO?
La prima pagina di oggi del quotidiano 'la Repubblica' è uno spartiacque. Non si tratta di un titolo esagerato, ma di un preciso segnale culturale e politico: "Uccidere Khamenei", in caratteri gridati, è qualcosa che va ben oltre la cronaca. È una legittimazione della guerra d'aggressione, dell'omicidio politico, della disumanizzazione selettiva. È una frase che in altre epoche avrebbe fatto inorridire le coscienze. Oggi invece, con inquietante naturalezza, si presenta come realismo geopolitico.
Nel mondo capovolto di questa informazione atlantista e totalmente prona al Sionismo Reale, le parole non descrivono più i fatti: li fabbricano. Se un giornale occidentale può titolare come legittima possibilità l'assassinio del capo supremo di uno Stato sovrano, allora significa che la guerra totale non è più un tabù. È diventata una scelta politica accettabile.
Il titolo non è tra virgolette per distanziarsene, bensì per farne lo strillo principale della giornata. Viene usato il verbo "uccidere" con una leggerezza tabloid per riferirsi alla massima autorità di uno Stato sovrano. È un atto che – se rivolto, ad esempio, a un presidente occidentale – sarebbe considerato impensabile, scandaloso, criminale. Invece qui diventa quasi un'esortazione o un "pensiero strategico". Anche se, c'è da dire, il giornale degli Elkann fu indecente nella colpevolizzazione della vittima nel caso di Robert Fico, il premier slovacco ferito gravemente un anno fa in un attentato. Ma Fico, certo, non era abbastanza occidentale per Repubblica e fogli simili.
Chi legge, recepisce come "naturale" che si possa assassinare un capo di Stato straniero se "nemico" dell'Occidente.
La frase ripresa da Netanyahu – "Abbiamo il controllo dei cieli. Senza l'Ayatollah la guerra finisce" – è un'espressione glaciale che la Repubblica assume nel proprio titolo senza distacco, senza condanna, senza filtro. Se un giornale arabo scrivesse "Uccidere Netanyahu", il mondo urlerebbe al terrorismo. Qui invece la stessa formula diventa una proposta strategica, addirittura un'apertura diplomatica: togliete di mezzo l'uomo e tutto si sistema. Uno schema che ha già generato una catena di disastri: Stati distrutti, massacri, migrazioni bibliche. Ma ancora non gli basta.
In gioco non c'è solo Khamenei. In quel volto, in quel turbante, c'è l'identità religiosa, culturale e politica di milioni di persone. Che piaccia o no, per molti l'Ayatollah è un punto di riferimento spirituale, una guida, un simbolo di resistenza. Chi non è disposto nemmeno a comprendere perché tanti lo considerino tale, non capisce il mondo e non capisce nemmeno sé stesso.
Lo diceva con la consueta grazia obliqua Franco Battiato, in un verso sfuggente e mai del tutto spiegabile:
"L'Ayatollah Khomeini per molti è Santità. Abbocchi sempre all'amo."
È un monito a non farsi ingannare dalle semplificazioni. A non fidarsi dei riflessi automatici dell'informazione occidentale, che trasforma i suoi nemici in mostri e i propri crimini in azioni difensive.
Quel "abbocchi sempre all'amo" è rivolto a chi, leggendo titoli come quello di oggi, non si accorge della brutalità in cui è immerso, della propaganda che lo guida, dell'etnocentrismo feroce che chiama "pace" solo quella imposta con la minaccia delle armi.
Il titolo di Repubblica è uno strappo non solo al giornalismo, ma alla convivenza internazionale, al senso stesso di umanità plurale. È un residuo coloniale che ci parla da un mondo in cui le democrazie liberali non sono più capaci nemmeno di fingere di dialogare, ma solo di colpire.
E dove l'eliminazione fisica dell'altro è spacciata per soluzione geopolitica.
Non è un caso isolato. È una tendenza crescente: l'informazione si militarizza, si fa megafono di poteri che non hanno più freni, e prepara l'opinione pubblica a guerre "inevitabili". A poco a poco, ci tolgono anche la capacità di indignarci, di leggere il mondo con occhi diversi, di capire che ci sono altri modi di esistere, di pensare, di credere.
Chi oggi ha il coraggio di restare umano, deve denunciare questa deriva. Deve rifiutarsi di abboccare all'amo.
E deve ricordare, con Battiato, che la verità non è dove grida più forte il potere, ma dove c'è silenzio, dubbio, profondità, sguardo sull'altro.

Grazie Pino, leggere queste parole mi fa sentire meglio. Nutre la mia inkazzatura ma mi fa sentire che ci sono persone che la pensano come me.

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🔴 FLASH— TRUMP VALUTA "SERIAMENTE" DI ENTRARE IN GUERRA CON L'IRAN AL FIANCO DI ISRAELE +++ AXIOS // @ultimoranet

A breve riunione della Sicurezza Nazionale

https://x.com/ultimoranet/status/1935018413602345063?t=UljlFnIefR17V0imi0veSA&s=19

Costa87

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Citazione di: Costa87 il 17 Giu 2025, 19:31
🔴 FLASH— TRUMP VALUTA "SERIAMENTE" DI ENTRARE IN GUERRA CON L'IRAN AL FIANCO DI ISRAELE +++ AXIOS // @ultimoranet

A breve riunione della Sicurezza Nazionale

https://x.com/ultimoranet/status/1935018413602345063?t=UljlFnIefR17V0imi0veSA&s=19

https://x.com/ultimoranet/status/1935020239760048600?t=8Y2jVu4oebVDw4G7FiyFhg&s=19

Fiammetta

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Si va in scena.
JUST IN: CNN compiles a series of clips showing Israeli PM Netanyahu warning since 1996 that Iran is close to developing a nuclear weapon.
https://x.com/BRICSinfo/status/1935164821164429597
Ieri è stata resa una dichiarazione di una gravità inaudita. Il cancelliere tedesco Merz ha affermato che: "In Iran, Israele sta facendo il lavoro sporco per tutti noi". Si è preso una vagonata di insulti come è giusto che sia, ma credo la sua dichiarazione, per quanto atroce, sia l'unica realmente autentica che ho letto e ascoltato finora. Forse ha peccato d'ingenuità, o forse è una bestia come gli altri. E infatti Merz continua a sperticarsi di elogi:
German Chancellor Merz praises Israel's strikes on Iranian nuclear sites.
"I have the greatest respect for the fact that the Israeli army and the Israeli government had the courage to do this."
Non ha più alcuna rilevanza che l'intelligence americana dichiari da anni che l'Iran non aveva alcuna velleità di sviluppare l'atomica. L'Occidente la scavalca, come è ormai abituato a fare con tutte le istituzioni di casa propria (figuriamoci le altre). E in prima fila c'è Potus, che guida il carro dei violatori di ogni regola di convivenza civile e in un impeto incontrollabile (tanto cosa gliene frega di essere almeno coerente, non lo chiede più nessuno) scavalca anche se stesso e le sue dichiarazioni precedenti, che lo vedevano ben disposto verso la negoziazione e assolutamente non intenzionato a entrare in guerra al fianco di Israele. Poi, all'improvviso, il colpo di teatro. Lascia in fretta e furia il G7 come se gli avessero sterminato la famiglia, fa dichiarazioni sibilline, del tipo "voi non sapete cosa sono andato a fare" e il registro comincia a cambiare. Dalla ricerca di improbabili mediatori, si passa alle minacce: "Se l'Iran avesse sottoscritto l'accordo che IO avevo sottoposto, non saremmo a questo" e "sappiamo dove si nasconde Khamenei...". Nemmeno un cane tranne la controinformazione gli fa presente le sue stesse parole di qualche giorno prima che sono più o mene queste: "Le persone con cui avevo parlato nei giorni scorsi sono morte e non di influenza o Covid" (a proposito dell'attacco di Israele e la strage di negoziatori e scienziati nucleari). Perché il teatro ha molti più attori (nel senso di coloro che hanno parte attiva nell'azione) di quanto si pensi. Ha sostituti, tecnici, trovarobe, rumoristi, suggeritori e se è uno spettacolo ricco, anche l'orchestra che suona. Quando ciascuna parte fa il proprio lavoro attenendosi al copione, lo spettacolo riesce. Può essere di infimo livello, ma è uno spettacolo riuscito perché rispetta l'intento di coloro che lo hanno concepito. E arriviamo al climax, il momento cui tutto ciò che viene prima è sottomesso, quando Trump dichiara: "Noi abbiamo il controllo totale dello spazio aereo iraniano". E' già guerra, può anche non dichiararla, perché di questi tempi nessuno perde più il tempo nemmeno ad avvertire, non ci sono più regole. Si sfrutta l'effetto sorpresa, come in un film d'azione. Poi gli USA sono veterani in tal senso. E proprio perché gli USA sono già parte in campo, il primo aereo abbattuto dall'Iran sui propri cieli è pilotato da un'americana. La stessa americana che sarebbe stata intervistata un'ora dopo dalla tv iraniana che è stata bombardata da Israele. Implacabile devo dire da un punto di vista tattico, se questo fosse solo un gioco, la strategia è di elevato livello. C'è la possibilità che l'Iran firmi un accordo sul nucleare? Ti ammazzo i negoziatori e anche gli scienziati. C'è la possibilità che l'americana parli in tv e sveli chissà quale trama mefistofelica che renda chiara la strategia (come se non lo fosse già, ma lasciamo perdere)? Rado al suolo la tv, tanto ho già ammazzato più di duecento giornalisti in Palestina e nessuno me ne fa una colpa, nemmeno la stampa. Lo posso fare. Io posso fare tutto. Perciò ti bombardo le università, gli ospedali e le ambulanze (lo faccio regolarmente a Gaza, posso farlo con chiunque, non faranno niente, non diranno niente). Sul territorio ci sono già i miei agenti, perciò ti faccio dono di qualche autobomba, così magari riesco a farlo passare per terrorismo interno. E invece no, stavolta a Israele l'effetto terrorismo non riesce, perché l'Iran cattura gli agenti, perché l'Iran bombarda la sede centrale del Mossad, perché l'Iran non è la Palestina: è uno stato sovrano, governato da una teocrazia sanguinosa, ma è uno stato a tutto gli effetti. E l'Iran deve innanzitutto badare alla propria platea, perciò annuncia anche l'orario degli attacchi, perché la guerra è santa e va fatta in pompa magna. L'iron dome israeliano fa pippa, ben due missili lanciati verso l'Iran tornano indietro e bombardano Tel Aviv, perde 4 F-35 nei cieli iraniani e il titolo in borsa si inabissa. L'Iran la registra come una grande vittoria e la rende nota al mondo. A quel punto Trump si spazientisce (Corrado Guzzanti lo imiterebbe alla perfezione), e usa il noi (il controllo dei cieli), perché gli F-35 sono americani e "nessuno al mondo è in grado di fare le cose meglio degli USA". Il boia può tirare un sospiro di sollievo, finalmente l'atmosfera lo premia con il suo elemento preferito: il vento di guerra.
E all'improvviso, così, come un fulmine a ciel sereno (ma anche no), l'opinione pubblica mondiale dovrà rovesciare ciò che le è stato detto fino a quel punto e sposare la puntuale visione salvifica dell'Occidente: fare milioni di morti per piazzare il solito governo fantoccio compiacente. Perché ci sono le armi che poi non ci sono mai ma chi se ne frega, perché i regimi vanno rovesciati, perché gli USA sono in pericolo, metafora globale che cela il solo vero motivo occidentale: che i nostri gusci vuoti e "democratici" si fondano sul sangue. Poco importa che questa sia una pratica più volte fallita e che l'Occidente sia in realtà molto più fragile, consumato da guerre incessanti che non riesce più a vincere perché è percorso da una presunzione oramai insopportabile. Come in un film horror di pessima fattura, la verità non conta niente. C'è il male, il sangue e la platea che applaude. Poi ci sono i popoli, completamente scollati da coloro che dovrebbero rappresentarli che urlano invano il proprio sdegno, ma l'azione popolare non incide più, perché l'unica Internazionale ormai sopravvissuta è quella del potere. Però noi siamo liberi  :lol:. Nel frattempo ciò che si profila all'orizzonte per l'Iran è questo signore qui:

BRICS News
@BRICSinfo
JUST IN: 🇺🇸🇮🇷 Exiled Crown Prince of Iran Reza Pahlavi says the Islamic Republic of Iran is collapsing and coming to an end.
"The Islamic Republic has come to its end and is collapsing. Khamenei, like a rat, has gone into hiding underground and lost control of the situation.
In esilio negli USA, figlio del tiranno che è il vero motivo della rivoluzione islamica che portò al governo degli Ayatollah, dicono si batta per i diritti umani e per la democrazia in Iran. Non ho elementi per esprimermi, posso solo sperare non sia una versione anche pallida di suo padre che era un vero pezzo di merda, ma non riesco a crederci, è più forte di me. Non ricordavo nemmeno esistesse, figuriamoci se posso dire chi sia.
Spero che l'Iran non si arrenda e dia una lezione a questa banda di farabutti, e che gli iraniani rovescino il loro regime, perché è la loro terra, è la loro vita e spetta solo a loro. Su Gaza non ho più speranze, posso solo piangere.
Io vado a dormire. Svegliatemi quando avrà inizio l'impero dell'Asia.

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Warp

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Intanto dai pappagalli atlantisti si ripete a nastro la litania Israele ha diritto di difendersi e che l'Iran non deve avere un'arma nucleare.  Avrei piacere di capire la ragione per la quale a Israele è concesso possedere l'arma atomica e all'Iran no. E in tal caso, da quale autorità superiore (Nazioni Unite, Congresso Mondiale dei Popoli, Allah, Geova, altri eventuali)  hanno ricevuto il mandato di adottare  questa decisione.

Se l'Iran davvero acquisisse l'atomica, (sebbene abbia sempre dichiarato di non volerla, come certificato dall'Aiea), il Medio Oriente potrebbe finalmente conoscere pace e stabilità, esattamente ciò che i terroristi occidentali e sionisti non vogliono. In quel caso, infatti, l'Iran si doterebbe di una deterrenza e cesserebbe di essere quotidianamente minacciato e aggredito dai suddetti criminali.

Lativm88

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Ma è ovvio che è una bugia che l'Iran abbia l'arma o sia in procinto di averla.
Anzi, continuando a minacciarli si rischia che ci pensino davvero.
Se avessero l'arma non ci proverebbe nessuno a bombardarli.
Sono più di 30 anni che dicono che stanno provando ad avere l'arma o sono incapaci o evidentemente non sono interessati.
È una balla come le armi dell'Iraq.
E l'esito sarà lo stesso.

In un mondo normale si andrebbe dai fenomeni delle armi di distruzione di massa in Iraq e li si porterebbe in tribunale per i milioni di morti che hanno sulla coscienza durante la guerra, durante l'occupazione, dopo l'instaurazione di ISIS e il suo parziale smantellamento.
E invece sono ancora là che blaterano in TV e dai salotti politici.
Sti inetti criminali.

genesis

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Citazione di: FatDanny il 14 Giu 2025, 16:59
Questa è la cosa piu semplice da dire, ma fondamentalmente sbagliata. Il problema non è bibi, è israele.
Tutta l'opposizione israeliana non solo è d'accordo con l'attacco in Iran, ma i principali leader dell'opposizione hanno sostenuto l'idea di affamare i gazawi o di togliere loro i beni essenziali (acqua e medicine).
Inoltre circa l'80% degli israeliani, secondo sondaggi interni e USA, non ritiene ci siano innocenti a gaza e pensa che sia giusto punire collettivamente I palestinesi.

Chi pensa che il problema sia netanyahu nella migliore delle ipotesi è un ingenuo, nella peggiore se le racconta perché non è in grado di affrontare la verità. Ossia che il problema da affrontare è israele.
La soluzione è esautorarla da qualsiasi potere e metterla al guinzaglio della comunità internazionale con forze di occupazione che li autorizzino pure per andare a pisciare

Potrebbe andare pure peggio, viste le dichiarazioni di Merz questo guinzaglio potrebbe rilevarsi molto lungo.
L'orribile regime iraniano deve essere archiviato, questo è il punto.
Potrebbe essere la volta buona, c'è da considerare che:
-il crollo del regime conviene a molti attori della scena mondiale e medio-orientale;
-in qualsiasi modo avverrà, non sarà indolore e pacifico, è pura utopia pensarlo. Scorrerà del sangue, ci sarà morte e distruzione in qualsiasi caso.
E' chiaro che Milejkowski ragiona pro domo sua, la sua iniziativa è volta anche a far dimenticare il disastro di Gaza, e non solo lui, tra i vari attori, pensa al suo interesse.
Ma il regime iraniano deve essere archiviato e la forte presenza della società civile laicizzata lascia sperare in un futuro diverso da quello afgano e iracheno.
E' durato 45 anni, l'incubo deve finire, per noi italiani è durato molto di meno.

sharp

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beh l'incubo israele per i palestinesi dura da molto di più , quando archiviamo quello di incubo,
non è che se un serial killer(israele genocida) aiuta le vecchiette ad attraversare la strada(votano è una democrazia) è in automatico uno buono eh

Warp

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Citazione di: genesis il 18 Giu 2025, 15:26
Ma il regime iraniano deve essere archiviato e la forte presenza della società civile laicizzata lascia sperare in un futuro diverso da quello afgano e iracheno.
E' durato 45 anni, l'incubo deve finire, per noi italiani è durato molto di meno.

e a te, come occidentale non come genesis, ti ha investito del ruolo di archiviatore del regime iraniano?
Quale autorità  hai per decidere come deve essere governato e da chi uno stato terzo?
La mentalità coloniale occidentale è dura a morire.
Prima portavamo la civiltà
con bibbia e spada adesso con internet e missili, ma siamo rimasti i ba.stardi che siamo sempre stati.

Fiammetta

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Citazione di: genesis il 18 Giu 2025, 15:26
Potrebbe andare pure peggio, viste le dichiarazioni di Merz questo guinzaglio potrebbe rilevarsi molto lungo.
L'orribile regime iraniano deve essere archiviato, questo è il punto.
Potrebbe essere la volta buona, c'è da considerare che:
-il crollo del regime conviene a molti attori della scena mondiale e medio-orientale;
-in qualsiasi modo avverrà, non sarà indolore e pacifico, è pura utopia pensarlo. Scorrerà del sangue, ci sarà morte e distruzione in qualsiasi caso.
E' chiaro che Milejkowski ragiona pro domo sua, la sua iniziativa è volta anche a far dimenticare il disastro di Gaza, e non solo lui, tra i vari attori, pensa al suo interesse.
Ma il regime iraniano deve essere archiviato e la forte presenza della società civile laicizzata lascia sperare in un futuro diverso da quello afgano e iracheno.
E' durato 45 anni, l'incubo deve finire, per noi italiani è durato molto di meno.
Non ti rispondo io, perché altrimenti rischio di essere molto sgradevole. Ti faccio rispondere da loro:

Un po' di umiltà mai, mi raccomando.

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FatDanny

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Ma con quale autorità tu genesis dici che il regime iraniano deve essere archiviato? Con quale diritto? Questa idea che abbiamo noi bianchi europei di disporre del mondo intero, del poter decidere chi è degno di vivere, di morire, di restare al potere o cadere, dobbiamo togliercelo dalla testa. O fanno bene a provare a togliercelo a suon di bombe.
Ma guarda che è assurdo leggere certe cose. Non siamo cambiati di un cazzo in 500 anni di tragedie prodotte in tutto il globo.
E la cosa che fa veramente andare fuori di testa è che per noi possa essere assolutamente normale che noi si dica certe cose mentre se le dicono gli altri sono tiranni e terroristi.

SIAMO NOI GLI STATI CANAGLIA

genesis

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Citazione di: FatDanny il 18 Giu 2025, 17:01
Ma con quale autorità tu genesis dici che il regime iraniano deve essere archiviato? Con quale diritto? Questa idea che abbiamo noi bianchi europei di disporre del mondo intero, del poter decidere chi è degno di vivere, di morire, di restare al potere o cadere, dobbiamo togliercelo dalla testa. O fanno bene a provare a togliercelo a suon di bombe.
Ma guarda che è assurdo leggere certe cose. Non siamo cambiati di un cazzo in 500 anni di tragedie prodotte in tutto il globo.
E la cosa che fa veramente andare fuori di testa è che per noi possa essere assolutamente normale che noi si dica certe cose mentre se le dicono gli altri sono tiranni e terroristi.

SIAMO NOI GLI STATI CANAGLIA

Con la stessa autorità con la quale definisco la Germania di Hitler, l'Italia di Mussolini e la Spagna di Franco il male assoluto (non solo loro, chiaramente, sono gli esempi più facili) e, come vedi, in questo casi, il colonialismo non c'entra niente, stiamo dentro il caucasico.
Da noi, in Italia, se provo a esprimere un parere diverso dalla maggioranza non sono (ancora) incarcerato, torturato e ucciso: condannare tutto questo sarebbe colonialismo ?

Non capisco proprio: qui non parliamo di arte, cultura, gastronomia o altro, dove ci sono le ovvie differenze tra popoli.
Qui parliamo di vita e morte, noi davanti a Matteotti e gli altri non siamo rimasti insensibili, perché dovrei esserlo per i dissidenti iraniani ?

Citazione di: Fiammetta il 18 Giu 2025, 16:12
Non ti rispondo io, perché altrimenti rischio di essere molto sgradevole. Ti faccio rispondere da loro:

Un po' di umiltà mai, mi raccomando.

Fiammetta, sul web troverai le posizioni più disparate da parte degli iraniani, esiliati e ancora in patria, prenderne una e farla diventare quella ufficiale, di maggioranza non mi pare significativo.

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