Si va in scena.
JUST IN: CNN compiles a series of clips showing Israeli PM Netanyahu warning since 1996 that Iran is close to developing a nuclear weapon.
https://x.com/BRICSinfo/status/1935164821164429597Ieri è stata resa una dichiarazione di una gravità inaudita. Il cancelliere tedesco Merz ha affermato che: "In Iran, Israele sta facendo il lavoro sporco per tutti noi". Si è preso una vagonata di insulti come è giusto che sia, ma credo la sua dichiarazione, per quanto atroce, sia l'unica realmente autentica che ho letto e ascoltato finora. Forse ha peccato d'ingenuità, o forse è una bestia come gli altri. E infatti Merz continua a sperticarsi di elogi:
German Chancellor Merz praises Israel's strikes on Iranian nuclear sites.
"I have the greatest respect for the fact that the Israeli army and the Israeli government had the courage to do this."
Non ha più alcuna rilevanza che l'intelligence americana dichiari da anni che l'Iran non aveva alcuna velleità di sviluppare l'atomica. L'Occidente la scavalca, come è ormai abituato a fare con tutte le istituzioni di casa propria (figuriamoci le altre). E in prima fila c'è Potus, che guida il carro dei violatori di ogni regola di convivenza civile e in un impeto incontrollabile (tanto cosa gliene frega di essere almeno coerente, non lo chiede più nessuno) scavalca anche se stesso e le sue dichiarazioni precedenti, che lo vedevano ben disposto verso la negoziazione e assolutamente non intenzionato a entrare in guerra al fianco di Israele. Poi, all'improvviso, il colpo di teatro. Lascia in fretta e furia il G7 come se gli avessero sterminato la famiglia, fa dichiarazioni sibilline, del tipo "voi non sapete cosa sono andato a fare" e il registro comincia a cambiare. Dalla ricerca di improbabili mediatori, si passa alle minacce: "Se l'Iran avesse sottoscritto l'accordo che IO avevo sottoposto, non saremmo a questo" e "sappiamo dove si nasconde Khamenei...". Nemmeno un cane tranne la controinformazione gli fa presente le sue stesse parole di qualche giorno prima che sono più o mene queste: "Le persone con cui avevo parlato nei giorni scorsi sono morte e non di influenza o Covid" (a proposito dell'attacco di Israele e la strage di negoziatori e scienziati nucleari). Perché il teatro ha molti più attori (nel senso di coloro che hanno parte attiva nell'azione) di quanto si pensi. Ha sostituti, tecnici, trovarobe, rumoristi, suggeritori e se è uno spettacolo ricco, anche l'orchestra che suona. Quando ciascuna parte fa il proprio lavoro attenendosi al copione, lo spettacolo riesce. Può essere di infimo livello, ma è uno spettacolo riuscito perché rispetta l'intento di coloro che lo hanno concepito. E arriviamo al climax, il momento cui tutto ciò che viene prima è sottomesso, quando Trump dichiara: "Noi abbiamo il controllo totale dello spazio aereo iraniano". E' già guerra, può anche non dichiararla, perché di questi tempi nessuno perde più il tempo nemmeno ad avvertire, non ci sono più regole. Si sfrutta l'effetto sorpresa, come in un film d'azione. Poi gli USA sono veterani in tal senso. E proprio perché gli USA sono già parte in campo, il primo aereo abbattuto dall'Iran sui propri cieli è pilotato da un'americana. La stessa americana che sarebbe stata intervistata un'ora dopo dalla tv iraniana che è stata bombardata da Israele. Implacabile devo dire da un punto di vista tattico, se questo fosse solo un gioco, la strategia è di elevato livello. C'è la possibilità che l'Iran firmi un accordo sul nucleare? Ti ammazzo i negoziatori e anche gli scienziati. C'è la possibilità che l'americana parli in tv e sveli chissà quale trama mefistofelica che renda chiara la strategia (come se non lo fosse già, ma lasciamo perdere)? Rado al suolo la tv, tanto ho già ammazzato più di duecento giornalisti in Palestina e nessuno me ne fa una colpa, nemmeno la stampa. Lo posso fare. Io posso fare tutto. Perciò ti bombardo le università, gli ospedali e le ambulanze (lo faccio regolarmente a Gaza, posso farlo con chiunque, non faranno niente, non diranno niente). Sul territorio ci sono già i miei agenti, perciò ti faccio dono di qualche autobomba, così magari riesco a farlo passare per terrorismo interno. E invece no, stavolta a Israele l'effetto terrorismo non riesce, perché l'Iran cattura gli agenti, perché l'Iran bombarda la sede centrale del Mossad, perché l'Iran non è la Palestina: è uno stato sovrano, governato da una teocrazia sanguinosa, ma è uno stato a tutto gli effetti. E l'Iran deve innanzitutto badare alla propria platea, perciò annuncia anche l'orario degli attacchi, perché la guerra è santa e va fatta in pompa magna. L'iron dome israeliano fa pippa, ben due missili lanciati verso l'Iran tornano indietro e bombardano Tel Aviv, perde 4 F-35 nei cieli iraniani e il titolo in borsa si inabissa. L'Iran la registra come una grande vittoria e la rende nota al mondo. A quel punto Trump si spazientisce (Corrado Guzzanti lo imiterebbe alla perfezione), e usa il noi (il controllo dei cieli), perché gli F-35 sono americani e "nessuno al mondo è in grado di fare le cose meglio degli USA". Il boia può tirare un sospiro di sollievo, finalmente l'atmosfera lo premia con il suo elemento preferito: il vento di guerra.
E all'improvviso, così, come un fulmine a ciel sereno (ma anche no), l'opinione pubblica mondiale dovrà rovesciare ciò che le è stato detto fino a quel punto e sposare la puntuale visione salvifica dell'Occidente: fare milioni di morti per piazzare il solito governo fantoccio compiacente. Perché ci sono le armi che poi non ci sono mai ma chi se ne frega, perché i regimi vanno rovesciati, perché gli USA sono in pericolo, metafora globale che cela il solo vero motivo occidentale: che i nostri gusci vuoti e "democratici" si fondano sul sangue. Poco importa che questa sia una pratica più volte fallita e che l'Occidente sia in realtà molto più fragile, consumato da guerre incessanti che non riesce più a vincere perché è percorso da una presunzione oramai insopportabile. Come in un film horror di pessima fattura, la verità non conta niente. C'è il male, il sangue e la platea che applaude. Poi ci sono i popoli, completamente scollati da coloro che dovrebbero rappresentarli che urlano invano il proprio sdegno, ma l'azione popolare non incide più, perché l'unica Internazionale ormai sopravvissuta è quella del potere. Però noi siamo liberi

. Nel frattempo ciò che si profila all'orizzonte per l'Iran è questo signore qui:
BRICS News
@BRICSinfo
JUST IN: 🇺🇸🇮🇷 Exiled Crown Prince of Iran Reza Pahlavi says the Islamic Republic of Iran is collapsing and coming to an end.
"The Islamic Republic has come to its end and is collapsing. Khamenei, like a rat, has gone into hiding underground and lost control of the situation.
In esilio negli USA, figlio del tiranno che è il vero motivo della rivoluzione islamica che portò al governo degli Ayatollah, dicono si batta per i diritti umani e per la democrazia in Iran. Non ho elementi per esprimermi, posso solo sperare non sia una versione anche pallida di suo padre che era un vero pezzo di merda, ma non riesco a crederci, è più forte di me. Non ricordavo nemmeno esistesse, figuriamoci se posso dire chi sia.
Spero che l'Iran non si arrenda e dia una lezione a questa banda di farabutti, e che gli iraniani rovescino il loro regime, perché è la loro terra, è la loro vita e spetta solo a loro. Su Gaza non ho più speranze, posso solo piangere.
Io vado a dormire. Svegliatemi quando avrà inizio l'impero dell'Asia.