Ma poi è veramente assurdo che si tenti di provare che non ci sia apartheid portando gli arabi "integrati", senza pensare che è esattamente lo stesso identico spiccicato modo usato negli USA o in Sud Africa per la stessa ragione esattamente negli anni dell'apartheid.
Come se fosse un' equazione matematica, se porto il nero benestante dimostro che non c'è apartheid.
Sfugge il fatto (ma è tipico del liberalismo, piaccia o no a qualche utente qui dentro) che un fenomeno sociale non è una legge matematica valida se tutti quelli con determinate caratteristiche vi rientrano, ma se l'avere quella caratteristica aumenta drasticamente la possibilità di vivere una determinata condizione.
Quindi possono esserci anche 200mila neri benestanti, anzi straricchi, ma se la popolazione di neri è di 2 mld e il rapporto straricchi poveracci è 1/4 di quello dei bianchi c'è un fenomeno razzista lo stesso.
Possono esserci migliaia di arabi integrati e benestanti, ma se ci sono mln di arabi alla fame e dunque l'essere arabo rende nettamente più probabile morire di fame e non avere diritti di cittadinanza l'apartheid è assolutamente palese e comprovata
L'errore nasce dal partire dall'individuo, come se questo non fosse già un prodotto di varie determinazioni che lo presuppongono. Robinsonate, le chiamava un vecchio saggio.