Guerra in Medio Oriente

Aperto da anderz, 03 Ago 2016, 19:52

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sharp

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30 civili morti in ucraina sotto le bombe russe ,si sono indignati,giustamente, tutti (la guerra è uno schifo e la paga la gente comune), hanno parlato di abominio, bombardamento inaccettabile ecc ecc
in palestina i nazisti del governo genocida ed di idf perpetrano stragi su stragi tutti i cazzo di giorni, addirittura di fronte alle immagini della strage tra gli operatori umanitari della croce rossa hanno fatto i vaghi (alcuni sembra abbiano ricevuto anche un colpo in testa, quindi una vera e propria esecuzione, e le merde di idf li hanno nascosti dentro una fossa comune),impunemente, e nessuno dei paesi cosiddetti "democratici" nemmeno alza un sopracciglio anzi li riempiono di armi e sovvenzioni.

Warp

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Citazione di: sharp il 14 Apr 2025, 14:28

La condanna dei fatti di sumy (su cui bisognerà capire la dinamica e cosa sia effettivamente successo) fatta dai vertici dei paesi e delle istituzionali europee è screditata moralmente proprio perché mostra evidente i due pesi e due misure. Questa gente non può dare nessuna lezione morale ne giudizio visto che sta assistendo in silenzio complice ad un abominio 100 volte maggiore.
In ucraina si stanno confrontando 2 eserciti, in palestina un esercito sta macellando una popolazione inerme che non può difendersi nel silenzio della nato della ue e dei governanti della "civile" europa.
L'europa è  il nulla.

Maffetto81

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Rega',con tutto rispetto per le opinioni altrui,a maggior ragione su questo Forum de fratelli Laziali... Però quanno se tratta de Israele Ve parte la brocca davvero!!
Ma ste idee le avete soltanto su Israele o  più in generale sugli Ebrei?!!
SSL RIONE XXII

Lativm88

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Molti fanno differenza tra chi bombarda chi, in entrambi i campi. Ammesso che si possa parlare di 2 campi ben distinti.
C'è chi è contro usa e nato a prescindere, c'è chi è antisemita, chi anti sionista, chi è russofobo. C'è un po' di tutto ed è difficile stabilire tante cose.
In questo confuso momento ci sguazzano i media e i social e canali telegram, ognuno portando avanti la propria propaganda moralmente flessibile.
È molto difficile scegliere delle fonti il più imparziali possibile nel mondo della post verità.

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kelly slater

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Citazione di: Lativm88 il 16 Apr 2025, 11:22
Molti fanno differenza tra chi bombarda chi, in entrambi i campi. Ammesso che si possa parlare di 2 campi ben distinti.
C'è chi è contro usa e nato a prescindere, c'è chi è antisemita, chi anti sionista, chi è russofobo. C'è un po' di tutto ed è difficile stabilire tante cose.
In questo confuso momento ci sguazzano i media e i social e canali telegram, ognuno portando avanti la propria propaganda moralmente flessibile.
È molto difficile scegliere delle fonti il più imparziali possibile nel mondo della post verità.

Ma infatti questa deriva è inaccettabile.
L'unico discorso sensato è che la guerra è una follia, sempre.
I bombardamenti sui civili poi sono la cosa più orrenda e vile che possa esistere, e toglie ogni dignità a qualsiasi discorso che voglia definire "accettabili" le guerre.
Quindi le atrocità sui civili, che vengano dai Russi o dagli Ucraini o dagli Israeliani o anche da Hamas o in Sudan dove due fazioni sterminano popolazioni solo per il potere, sono sempre da condannare senza se e senza ma.

Però è chiaro che in quello che sta facendo Israele c'è qualcosa di diverso e quel qualcosa è che Israele di fatto fa parte dell'Occidente.
Noi siamo suoi alleati di fatto, per i rapporti economici, culturali, politici che abbiamo con loro.
Basti vedere nello sport : Israele è regolarmente nel Comutato olimpico internazionale e la Russia no.

Cioè noi come occidente (e parlo ovviamente dei governi) stiamo chiudendo entrambi gli occhi su un genocidio.
Questo significa che da ora in poi sterminare donne e bambini, diatruggere ospedali, assassinare medici infermieri e giornalisti, diventa una cosa accettabile.
Prima non andava bene in assoluto
Da ora in poi può andare bene.

FatDanny

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Citazione di: Maffetto81 il 16 Apr 2025, 11:14
Rega',con tutto rispetto per le opinioni altrui,a maggior ragione su questo Forum de fratelli Laziali... Però quanno se tratta de Israele Ve parte la brocca davvero!!
Ma ste idee le avete soltanto su Israele o  più in generale sugli Ebrei?!!
SSL RIONE XXII

beh non è facile trovare un posto in cui dei civili si piazzano sui belvedere al confine per ammirare la devastazione compiuta dall'esercito durante i bombardamenti.
Ammetterai che la società israeliana ha subito una deriva raccapricciante, che a confronto quella italiana gode di buona salute. Certamente le condizioni sono diverse e la sindrome d'accerchiamento ha i suoi effetti, ma quanto si legge sui quotidiani israeliani in inglese (tolto Haaretz) o sulle principali TV è imbarazzante: razzismo ostentato con estrema tranquillità, i palestinesi descritti come animali e trattati come tali, a me ricorda molto il modo con cui sento gli italiani parlare dei rom, con la differenza che - almeno per il momento - lo stato italiano non autorizza raid militari per trucidare i rom con la scusa del terrorismo, probabilmente perché non c'è alcuna reazione degli stessi che non sia la microcriminalità, altrimenti non mi stupirebbe vedere anche da noi derive simili.

Il sionismo, come tutti i nazionalismi sorti in europa a cavallo tra 800 e 900, è un problema.
Non è una prospettiva politica augurabile, ma un credo intrinsecamente suprematista.

In tutto questo discorso l'ebraismo c'entra zero, nulla, nada.
Anzi, è un aspetto strumentalizzato dal sionismo ai suoi fini politici. Né più né meno del cristianesimo usato dall'impero spagnolo per la sue conquiste oltreoceano.

kelly slater

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Si Fat però non è un colonialismo come gli altri dai.
Fino al 45 si ma poi no.
Il senso di colpa dell'europa per la shoah ha avuto un peso enorme in questa storia.

Quello però che ripeto a Maffetto è che nel mondo, in ogni parte, e in estrema minoranza nella stessa Israele, ci sono ebrei che rifiutano l'orrore e la profonda ingoustizia che si sta compiendo a Gaza e in Cisgiordania.

Warp

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Citazione di: kelly slater il 16 Apr 2025, 12:30
Ma infatti questa deriva è inaccettabile..

questa deriva è inaccettabile perché "noi" civili occidentali siamo degli ipocriti e immorali.
A Gaza chiudiamo gli occhi. In ucraina l'europa sta pompando la guerra da 10 anni ed è  contro qualsiasi trattativa di pace anche ipotetica rimanendo ancorata ad un irrealistico progetto di riconquista. I governanti europei hanno introiettato una logica di guerra  che prevede la sconfitta della Russia come unica opzione , ma quando poi il nemico opera nella stessa logica di guerra , ovvero bombardando un obiettivo militare fregandosene degli effetti collaterali come ha fatto la nato in Serbia in iraq e Afghanistan e in 100 altri posti, ci si scandalizza.
La guerra è  questa signori, volete la guerra? la grande vittoria ucraina? questa è  la guerra. lo era a dresda a Coventry a san lorenzo.
Gaza è  troppo asimmetrica per definirla guerra e Hamas pur con tutti i suoi errori e tattiche criminali sta resistendo. perche non hanno neanche 1/100 delle armi ucraine
Quindi eviterei ogni paragone.

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kelly slater

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Citazione di: Warp il 16 Apr 2025, 14:25
questa deriva è inaccettabile perché "noi" civili occidentali siamo degli ipocriti e immorali.
A Gaza chiudiamo gli occhi. In ucraina l'europa sta pompando la guerra da 10 anni ed è  contro qualsiasi trattativa di pace anche ipotetica rimanendo ancorata ad un irrealistico progetto di riconquista. I governanti europei hanno introiettato una logica di guerra  che prevede la sconfitta della Russia come unica opzione , ma quando poi il nemico opera nella stessa logica di guerra , ovvero bombardando un obiettivo militare fregandosene degli effetti collaterali come ha fatto la nato in Serbia in iraq e Afghanistan e in 100 altri posti, ci si scandalizza.
La guerra è  questa signori, volete la guerra? la grande vittoria ucraina? questa è  la guerra. lo era a dresda a Coventry a san lorenzo.
Gaza è  troppo asimmetrica per definirla guerra e Hamas pur con tutti i suoi errori e tattiche criminali sta resistendo. perche non hanno neanche 1/100 delle armi ucraine
Quindi eviterei ogni paragone.
Quindi Putin non è na merda lo stesso secondo te?

Su Hamas il discorso è diverso effettivamente.
C'è troppa sproporzione di forze in campo per chiamarla guerra, siami d'accordo.
Ma Hamas è cmq un regime iper totalitario in cui chi osa defilarsi viene punito duramente.
E Hamas non propone certo una società inclusiva e aperta...
Ma il punto non è neanche questo, il punto è che io di certo non gli posso dare lezioni di resistenza dal mio l-shaped couch qui all'Aurelio e però lo stesso mi sento di dire: che cazzodi strategia è stata il 7 ottobre?
Lo sapevi o no che la risposta sarebbe stata questa?
E se lo sapevi hai permesso che accadesse?
Mettiamo che miracolosamente tra un tot di tempo tutti i paesi del mondo (ovvero gli usa) riescono a convincere isrele che ha rotto il cazzo e gli fanno il famoso stato a Gaza.
Sarà valsa la pena sacrificare 50, 60, 70 k vite umane per arrivare a quello?

Lativm88

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Questa è una risposta che non si può dare.
L'alternativa, però, era la morte lenta nell'indifferenza più assoluta.
Non ho una risposta, la risposta, ben prima del 7 ottobre, doveva essere della comunità internazionale che doveva imporre quantomeno la legge internazionale a Israele: ovvero smantellamento outposts illegali (poi vabbè ci sono quelli illegali persino per la legge israeliana e quelli illegali per tutti tranne che per loro) e rimozione dell'embargo a Gaza.
Poi da qua si poteva evitare un oceano di sangue che ne è seguito.
Le soluzioni erano svariate, quella dei due stati era resa impossibile dai coloni, l'altra era un unico stato con diritti civili e di voto uguali per tutti, ma questo era impossibile per i fasci israeliani che vogliono un etno stato suprematista.
Noi abbiamo fallito come pianeta e specie umana per i palestinesi.
Hamas è solo un sintomo nato in risposta di una malattia coloniale.
La convivenza era possibile.
Era possibile, ora finalmente dicono ad alta voce quello che hanno sempre sussurrato basandosi su stupidaggini bibliche di proporzioni bibliche: la pulizia etnica.

FatDanny

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Citazione di: kelly slater il 16 Apr 2025, 14:06
Si Fat però non è un colonialismo come gli altri dai.
Fino al 45 si ma poi no.
Il senso di colpa dell'europa per la shoah ha avuto un peso enorme in questa storia.

Quello però che ripeto a Maffetto è che nel mondo, in ogni parte, e in estrema minoranza nella stessa Israele, ci sono ebrei che rifiutano l'orrore e la profonda ingoustizia che si sta compiendo a Gaza e in Cisgiordania.

Invece è esattamente all'opposto di quanto dici.
in particolare dopo il 45 diventa colonialismo allo stato puro.
Fino ad allora era la legittima aspirazione a vivere in una terra che si considera santa per la propria religione. Dopo, passando dall'idea di nazione a quella di stato uniconfessionale, è pura pretesa coloniale.
Cioè siccome in europa so stronzi e incivili e non in grado di garantire diritti universali (nonostante sostengano che la loro civiltà si basi esattamente su di essi), siccome si sentono in colpa per quel che hanno fatto negli ultimi anni, allora gli europei resi insicuri sono legittimati a prendere la terra qui e farne uno Stato? Ma che senso ha? è un totale no sense, soprattutto se visto con gli occhi di chi lì già viveva.

O meglio, il senso logico ce l'ha, ma ne consegue chiaramente che gli eurodiscendenti, di qualsiasi credo religioso e politico, sono convinti di poter disporre dell'intero pianeta come meglio credono.
Ripeto, è tutto l'opposto da quel che sostieni.
Gli ebrei devono essere liberi di viveri dove vogliono nel mondo, compresa la Palestina. Ma questo non dà diritto a uno STATO, come non lo dà ai musulmani, ai cristiani o agli atei.
Ma l'idea per cui siccome in europa non lo sono stati allora hanno diritto ad uno stato lì è il non plus ultra dell'insensatezza e soprattutto del pensiero coloniale. Per cui dall'Occidente si dispone dell'intera geografia terrestre in base a quel che accade qui.

Warp

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Citazione di: kelly slater il 16 Apr 2025, 18:16
Quindi Putin non è na merda lo stesso secondo te?
ma che pure tu mo mi fai "e allora putin"? :D

penso di averlo scritto una decina di volte nel topic apposito:
Putin è na merda di dittatore che magari more domattina. (anche se ho la quasi totale certezza che verrebbe uno peggio).
Si metta agli atti.
Il problema siamo noi che ci sentiamo migliori.

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MisterFaro

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OT

A me "Il senso di colpa dell'europa per la shoah" è sempre sembrato un grande alibi per giustificare il voler impiantare un avamposto legato all'occidente in pieno Medioriente

(sensazioni di un ignorante in storia)

EOT

12.maggio.74

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Citazione di: kelly slater il 16 Apr 2025, 18:16
Quindi Putin non è na merda lo stesso secondo te?

Su Hamas il discorso è diverso effettivamente.
C'è troppa sproporzione di forze in campo per chiamarla guerra, siami d'accordo.
Ma Hamas è cmq un regime iper totalitario in cui chi osa defilarsi viene punito duramente.
E Hamas non propone certo una società inclusiva e aperta...
Ma il punto non è neanche questo, il punto è che io di certo non gli posso dare lezioni di resistenza dal mio l-shaped couch qui all'Aurelio e però lo stesso mi sento di dire: che cazzodi strategia è stata il 7 ottobre?
Lo sapevi o no che la risposta sarebbe stata questa?
E se lo sapevi hai permesso che accadesse?
Mettiamo che miracolosamente tra un tot di tempo tutti i paesi del mondo (ovvero gli usa) riescono a convincere isrele che ha rotto il cazzo e gli fanno il famoso stato a Gaza.
Sarà valsa la pena sacrificare 50, 60, 70 k vite umane per arrivare a quello?
senzA la tragedia del 7.ottobre avrebbero trovato un altro motivo per fare ciò che stanno facendo, così come lo avrebbe trovato Putin senzA il donbass ( dove peraltro amava i separatisti).

FatDanny

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Il sionismo è la realizzazione delle teorie antisemite, non a caso la soluzione palestinese alla questione ebraica era propria anche di moltissimi antisemiti.
Questo perché sancisce che gli ebrei non sono parte di noi, sono altro. E come altro è giusto che stiano "a casa loro".
E questa roba qui, passata ormai in cavalleria grazie al peso egemonico che il sionismo ha assunto nelle comunità ebraiche, è scandalosa. Gli ebrei sono parte del Noi, delle nostre comunità. Sono romani, milanesi, londinesi, parigini. Sono italiani, francesi, tedeschi, polacchi. Sono europei, statunitensi, russi.
Il fatto che siano ANCHE di confessione ebraica non significa che abbiano diritto a uno Stato. E se sono resi insicuri dall'antisemitismo la battaglia è renderli sicuri qui, non mandarli altrove. Così come se è insicuro per i gay non è che dici loro "fatevi il vostro stato in Madagascar" (la località scelta non è casuale).
Nei campi di sterminio, oltre ai 5 mln di ebrei, morirono 3,5 mln di sovietici e quasi 2 mln di dissidenti politici, ma non mi pare si dica loro: fatevi il vostro stato comunista nel corno d'Africa.


Dunque, l'aver riconosciuto questo diritto al "popolo ebraico" è stato un senso di colpa estremamente selettivo e interessato politicamente dalle ragioni indicate da MF.

Ciò non significa negare la possibilità agli ebrei che vogliano vivere in terra santa di farlo. Figuriamoci, io sono per la libera circolazione assoluta delle persone, abbatterei ogni frontiera oggi stesso, mi sembra il minimo che ognun@ possa vivere dove desidera. Ma attenzione a sovrapporre questo diritto al diritto a uno Stato proprio e distinto dagli assetti sociali e istituzionali vigenti in quello specifico posto.

sharp

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Citazione di: Maffetto81 il 16 Apr 2025, 11:14
Rega',con tutto rispetto per le opinioni altrui,a maggior ragione su questo Forum de fratelli Laziali... Però quanno se tratta de Israele Ve parte la brocca davvero!!
Ma ste idee le avete soltanto su Israele o  più in generale sugli Ebrei?!!
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dovresti un attimo spiegarti meglio, qui sopra non ho mai letto un minimo attacco a gente di religione ebraica,
si è sempre, giustamente, parlato, di uno stato ,israele,che si sta macchiando (e lo fa da anni) di crimini contro l'umanità,e che ora è passato proprio direttamente alla fase tentato genocidio. Il fatto che israele sia una sorta di stato confessionale, non ha mai portato nessuno (almeno qui sopra) a far ricadere sulle persone di religione ebraica, le colpe dei comportamenti del governo di israele.Io personalmente poi sono ateo, quindi la religione ebraica mi provoca solo la sensazione che ho verso tutte le religioni, mi interessano a livello storico/filosofico, ma le trovo la più grande stronzata mai inventata dall'uomo

kelly slater

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Citazione di: FatDanny il 16 Apr 2025, 18:51
Invece è esattamente all'opposto di quanto dici.
in particolare dopo il 45 diventa colonialismo allo stato puro.
Fino ad allora era la legittima aspirazione a vivere in una terra che si considera santa per la propria religione. Dopo, passando dall'idea di nazione a quella di stato uniconfessionale, è pura pretesa coloniale.
Cioè siccome in europa so stronzi e incivili e non in grado di garantire diritti universali (nonostante sostengano che la loro civiltà si basi esattamente su di essi), siccome si sentono in colpa per quel che hanno fatto negli ultimi anni, allora gli europei resi insicuri sono legittimati a prendere la terra qui e farne uno Stato? Ma che senso ha? è un totale no sense, soprattutto se visto con gli occhi di chi lì già viveva.

O meglio, il senso logico ce l'ha, ma ne consegue chiaramente che gli eurodiscendenti, di qualsiasi credo religioso e politico, sono convinti di poter disporre dell'intero pianeta come meglio credono.
Ripeto, è tutto l'opposto da quel che sostieni.
Gli ebrei devono essere liberi di viveri dove vogliono nel mondo, compresa la Palestina. Ma questo non dà diritto a uno STATO, come non lo dà ai musulmani, ai cristiani o agli atei.
Ma l'idea per cui siccome in europa non lo sono stati allora hanno diritto ad uno stato lì è il non plus ultra dell'insensatezza e soprattutto del pensiero coloniale. Per cui dall'Occidente si dispone dell'intera geografia terrestre in base a quel che accade qui.

Ma si Fat stiamo dicendo la stessa cosa.
Quando dico che non è un colonialismo come gli altri intendo dire che cresce e si sviluppa in maniera inversamente proporzionale a tutti gli altri colonialismi.
Mentre altrove inizia un lento processo di decolonializzazione, le guerre di indipendenza si moltiplicano, i rapporti coi paesi coloniali si modificano, c'è una messa in discussione (sopratutto tra i 60' e i 70') dei valori che sottendono il colonialismo (ovvero di base il razzismo), in Palestina quella logica viene messa in atto in modo sempre più crudele e spietato proprio per i motivi che hai elencato tu.
E certo che alla base di tutto c'è ancora il senso di superiorità europeo del poter disporre del territorio, ma c'è anche il senso di colpa per la Shoah, quella cosa non la puoi negare o minimizzare, perchè chiarissima in tutti i libri di storia sulla questione palestinese.

Prima del 45 non è però idilliaco come lo descrivi.
Non è la legittima aspirazione ad essere cittadini del mondo: c'è un programma serratussimo di acquisti di terreni e di vessazioni atte a costringere alla vendita.
E nelle testimonianze dell'epoca emerge una mentalità spiccatamente coloniale e razzista da parte dei sionisti, ec è chiara da subito l'intenzione di arrivare prima o poi a un'appropriaziobe totale del territorio, con conseguente spostamento dei nativi.

nestorburma

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articolo del Nostro Riccardo Cucchi, un grande giornalista e una splendida persona


La ragazza di Gaza
Articoli
Riccardo Cucchi
17 Aprile 2025
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Aveva molti sogni, come tutte le ragazze della sua età. Amava i libri e la fotografia. Negli ultimi mesi intorno a lei non c'era più traccia della città nella quale era nata e dalla quale non era mai uscita. E allora, girando con la sua macchina fotografica tra le macerie e schivando le bombe assassine, ha fotografato il dolore. Otto mesi di fotografie. Fotografie che hanno preso l'unica strada possibile per uscire da Gaza: quella digitale. Sono piombate sui tablet di tutto il mondo, sui cellulari di tutto il mondo, sui pc di tutto il mondo. Hanno mostrato la morte che ogni giorno i palestinesi della striscia sono costretti ad affrontare, sapendo che prima o poi toccherà anche a chi è ancora vivo. Lo sapeva anche lei, la ragazza di Gaza.

Fatima Hassouna, 24 anni, è morta all'alba di ieri. La sua casa è stata centrata da una bomba. A lanciarla un aereo dell'esercito israeliano che cercava lei, proprio lei. Perché quelle foto che avevano catturato la morte di Gaza e le storie di chi sopravvive sotto le bombe, erano troppo. Svelavano ciò che non deve essere svelato: che quello che si sta compiendo a Gaza è un genocidio, non un'operazione antiterrorismo. Un genocidio. Non devono esserci occhi a documentarlo, non devono esserci teleobbiettivi a fermarlo in fotogrammi che giungano troppo lontano. Per questo Fatima doveva morire. Ha dato la vita per farci vedere ciò che non dovevamo vedere. Per le stesse ragioni per le quali sono stati ammazzati da Israele 210 giornalisti. Anche Fatima lo era. Non perché avesse un tesserino o perché avesse un contratto. Ma perché documentava, come deve fare un bravo giornalista. E documentare a Gaza è vietato. Da Israele.

Insieme a Fatima, sotto le macerie della sua abitazione, sono morti dieci suoi familiari. Le bombe, malgrado le idiozie con le quali tentano di riempirci la testa, non saranno mai intelligenti. Perché seminare morte non può essere frutto di intelligenza. Mai.

Fatima tra la polvere delle case distrutte, nel pianto delle madri, nei lamenti dei feriti, tra i morsi della fame, era riuscita – malgrado tutto – a trovare l'amore. E progettava di sposarsi a Gaza perché la vita trionfasse sulla morte.

Israele si sta macchiando di orribili crimini contro l'umanità. Ed è incredibile come la comunità internazionale non sia capace di una condanna forte e unanime. Chi viola i diritti umani si pone, irrimediabilmente, fuori dal consesso internazionale; fuori dalla civiltà costruita con fatica in secoli di storia. Essere al fianco di Israele oggi, vuol dire diventare complice della sua furia genocida. È bene che si gridi, che si urli: Israele va fermato, gli va impedito di armarsi e va sanzionato e isolato dal contesto internazionale.

Lo dobbiamo anche a Fatima.



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nestorburma

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«Scriviamo in qualità di rappresentanti della comunità ebraica britannica, spinti dall'amore per Israele e dalla profonda preoccupazione per il suo futuro.

La tendenza a distogliere lo sguardo è forte, poiché ciò che sta accadendo è insopportabile, ma i nostri valori ebraici ci spingono a prendere posizione e a parlare apertamente.

Questo è ciò che vediamo: gli ultimi 18 mesi di guerra straziante ci hanno dimostrato che il modo più efficace per riportare a casa gli ostaggi e creare una pace duratura è attraverso la diplomazia.

Alla fine della prima fase del secondo accordo di cessate il fuoco e rilascio degli ostaggi, 135 ostaggi sono stati rilasciati tramite negoziati, solo otto con azioni militari, e almeno tre sono stati tragicamente uccisi dalle Forze di Difesa israeliane.

America, Qatar ed Egitto si sono assunti la responsabilità di garantire il rilascio di tutti gli ostaggi rimanenti nella seconda fase di questo accordo, in cambio del ritiro di Israele dalla Striscia di Gaza. La comunità internazionale ha approvato e sostenuto un solido piano per la ricostruzione di Gaza, da affidare alla leadership palestinese, che costituirebbe una valida alternativa ad Hamas, piano finanziato dalla Lega Araba.

Ma in quel momento, il governo israeliano ha scelto di rompere il cessate il fuoco e tornare in guerra a Gaza con l'«offensiva di Itamar», così chiamata perché era la condizione posta da Itamar Ben-Gvir per il ritorno nella coalizione, consentendo in questo modo l'approvazione del bilancio del governo israeliano entro la scadenza ravvicinata necessaria per evitare le elezioni. Da allora, nessun ostaggio è tornato.

Centinaia e centinaia di altri palestinesi sono stati uccisi; cibo, carburante e forniture mediche sono stati nuovamente bloccati all'ingresso a Gaza; e siamo di nuovo piombati in una guerra brutale in cui l'uccisione di 15 paramedici e la loro sepoltura in una fossa comune rischia di essere la normalità.

Simili incidenti sono troppo dolorosi e scioccanti da accettare, ma sappiamo in cuor nostro che non possiamo chiudere un occhio o rimanere in silenzio di fronte a questa nuova perdita di vite umane e di mezzi di sussistenza, con le speranze di una riconciliazione pacifica e del ritorno degli ostaggi che si stanno esaurendo.

Il più estremista dei governi israeliani sta apertamente incoraggiando la violenza contro i palestinesi in Cisgiordania, strangolando l'economia palestinese e costruendo nuovi insediamenti più che mai.

Questo estremismo prende di mira anche la democrazia israeliana, con l'indipendenza del sistema giudiziario nuovamente sotto feroce attacco, la polizia sempre più simile a una milizia e leggi repressive in atto, mentre un populismo partigiano provocatorio sta profondamente dividendo la società israeliana.

L'anima di Israele viene strappata via e noi, membri del Board of Deputies of British Jews, temiamo per il futuro di Israele, Paese che amiamo e con cui abbiamo legami così stretti.

Il silenzio è visto come un sostegno a politiche e azioni contrarie ai nostri valori ebraici. Guidati dalle famiglie degli ostaggi, centinaia di migliaia di israeliani stanno manifestando nelle strade contro il ritorno in guerra di un governo israeliano che non ha dato priorità al salvataggio degli ostaggi.

Siamo al loro fianco. Siamo contro la guerra. Riconosciamo e piangiamo la perdita di vite umane palestinesi. Aneliamo al "giorno dopo" di questo conflitto, quando potrà iniziare la riconciliazione. Mentre celebriamo la festa della libertà con così tanti ostaggi ancora prigionieri, è nostro dovere, come ebrei, far sentire la nostra voce».

Firmano Harriett Goldenberg, Baron Frankal, Sophie Hasenson, Robert Stone e altri

https://www.bbc.com/news/articles/c77ndzkz778o

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