Isis, la Russia e lo scacchiere in MO

Aperto da Giako77, 02 Ott 2015, 14:01

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

Monsieur Opale

*
Lazionetter
* 8.681
Registrato
per me questa è una carta fondamentale, sotto molti aspetti, capitata nelle mani di Putin
in un momento anche complesso politicamente per lui
e se la giocherà

Giako77

*
Lazionetter
* 8.692
Registrato
Citazione di: VeniVidiLulic il 03 Ott 2015, 20:44
Su questo ci sarebbe da fare un'analisi molto più approfondita a livello sociale/culturale, soprattutto sul livello di sostegno di cui, piacia o meno, il regime di assad gode a Damasco e dintorni (certo, l'alternativa sono tagliagole e fanatici che parlano di califfato con un millennio di ritardo...), ossia nelle aree più abitate della siria e sotto il controllo governativo.

La maggior opposizione all'intervento russo in Siria è appunto in Russia, non tanto nella Duma, ovviamente, quanto nell'opinione pubblica dei russi stessi, per ragioni ben diverse da quelle che potrebbero essere le istanze pacifiste, non interventiste etc,etc,etc.

Ciò detto, Putin e la Russia stanno facendo pubblicità alla loro prima leva economica nazionale in un momento di crisi globale(l'industria di armamenti).
Non a caso infatti hanno già piazzato, tra gli altri, sistemi anti-aerei all'Iran,
sistemi radar ad Israele,
Carri ed aerei (seppur antiquati ed in leasing) alla Siria e forse alla Giordania,
Navi ed aerei a Cinesi e Turchi...

Si in parte ti do ragione, anche se mi trovo spesso in disaccordo con te...comunque 'sto giro stanno mettendo in mostra i Sukoi che non ricordo a chi vogliono vendere, mi sembra ad un paese asiatico, non vorrei sbagliare. Detto questo non è che stanno facendo questa campagna militare per fare una specie di expo degli armamenti!

VeniVidiLulic

*
Lazionetter
* 5.091
Registrato
Non dimenticherei che l'obiettivo primario di putin rimane la sfera di sicurezza nazionale della Russia , ossia le sorti del donbas e dell'Ucraina tutt'ora in stalemate, la Siria è una contingenza capitata in un momento politico in cui Putin ha deciso di azzardare.
L'ampliamento delle basi in Siria e il mantenimento di una forza operativa così lontana ha comunque costi notevoli per l'economia russa.
E l'opinione pubblica russa, per quanto nazionalista e putiniana sia, difficilmente sarà disposta ad accettare una continuazione ad infinitum di un simile intervento.

Krypto

*
Lazionetter
* 1.151
Registrato
Citazione di: galafro il 03 Ott 2015, 12:29
Poi caso strano si da addosso proprio a quelli laici, vedi Saddam, Gheddafi, Assad e Mubarak, se fosse vissuto oggi anche il grande Ataturk se la sarebbe passata male. Invece quelli che sappiamo tutti promuovono è finanziano l'ntegralismo islamico grandi amici e pacche sulle spalle.

Mustafa Kemal aveva il pieno appoggio economico e militare dei Sovietici, Francesi, Italiani, Inglesi.
Il processo di trasformazione dei resti dell'Impero Ottomano in una nazione moderna secondo il modello occidentale è passata per gli amele taburlari, il genocidio di armeni, greci ed assiri per non parlare della violenta oppressione di qualsiasi opposizione.
Si sono addormentati con il fez e si sono svegliati con il cappello a cilindro, con l'uso della frusta, un vero faro di democrazia.

Per quello che riguarda l'Arabia Saudita, stiamo parlando di un paese centro dell'Islam dove tra la popolazione non si notano significativi movimenti democratici, destituire re Salman non garantisce una svolta democratica probabilmente il contrario.

Citazione di: PARISsn il 03 Ott 2015, 20:28
cioe' a me non me mandano in pensione co' 39 anni de servizio..devo lavora' fino a 42..perche non ce stanno i soldi..tagliano 208 prestazioni sanitarie alla asl.... pero' mantenemo i soldati in afghnistan a combatte Al Quaida...che pero' mo' esce fori per gli americani so' diventati moderati..combattono contro Assad e so' amici ?? ma se si riuscisse a far arrivare questa  informazione alla gente..ce sarebbe speranza de qualche  moto di piazza ?? magno tranquillo ve'??  8)

Considera che in Iraq di Saddam c'era una minoranza sunnita che governava un paese di maggioranza sciita mentre in Siria di Assad era il contrario (minoranza sciita che governava un paese prevalentemente sunnita). Per questo i due paesi non avevano buoni rapporti, tant'è vero che durante la prima guerra del Golfo la Siria inviò dei soldati nell'alleanza americana contro Saddam.
Dopo il 11/09 i neo conservatori negli USA hanno fatto grande pressione per la caduta di Saddam, secondo la logica che il terrorismo è conseguenza della mancanza di democrazia nel mondo arabo e con la costruzione di un modello democratico arabo si poteva combattere il terrorismo e diventare esempio per altri paesi.
L'Iraq è stato scelto perché era un paese anti americano e avendo risorse petrolifere non servivano grandi somme per la ricostruzione.
Dopo la caduta di Saddam lo scenario politico si è diviso in tre parti, quella sciita, quella sunnita e quella curda e considerando che la parte sciita è il 60% della popolazione hanno formato subito il nuovo governo. Nello stesso tempo la parte sunnita non voleva lasciare la sua posizione privilegiata dai tempi di Saddam così hanno cominciato a combattere,in sostanza ex sostenitori di Saddam con una nuova ideologia.
In Siria abbiamo Assad contro la primavera araba, a questo punto la maggioranza sunnita siriana (sostenuta dal resto degli arabi sunniti ed i turchi di Erdogan) va dagli americani dicendo, visto che voi volete la democrazia perché lasciate al suo posto Assad?
Ovviamente gli americani sanno benissimo che gli sunniti che gridano per la democrazia dove sono maggioranza non la pensano così dove non lo sono, così è cominciata la storia dei moderati del FSA che devono essere sostenuti contro gli estremisti di Al Nusra che bisogna combattere.
Dal momento che il confine tra Siria e Iraq è una linea nel deserto era questione di tempo prima che qualcuno pensasse l'unione dei due fronti.

Citazione di: VeniVidiLulic il 03 Ott 2015, 21:07
Non dimenticherei che l'obiettivo primario di putin rimane la sfera di sicurezza nazionale della Russia , ossia le sorti del donbas e dell'Ucraina tutt'ora in stalemate, la Siria è una contingenza capitata in un momento politico in cui Putin ha deciso di azzardare.
L'ampliamento delle basi in Siria e il mantenimento di una forza operativa così lontana ha comunque costi notevoli per l'economia russa.
E l'opinione pubblica russa, per quanto nazionalista e putiniana sia, difficilmente sarà disposta ad accettare una continuazione ad infinitum di un simile intervento.

Non credo si tratti di one men's bet, ha deciso di intervenire adesso perché è evidente che la politica occidentale è arrivata ad un punto morto, non esiste una forza di opposizione non estremista.
Il dilemma è Assad o jihad e a questo l'Occidente non può rispondere. Lui si è inserito a questo vuoto con la risposta Assad.









Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Giako77

*
Lazionetter
* 8.692
Registrato
@krypto hai una visione tutta tua dell'evolversi degli eventi in MO potremmo dire una lettura idealista, mentre io da Marxista ti dico che ho una versione materialista. Metti al centro le cose religiose, ma la questione è tutta economica e geopolitica. La religione è la scusa che si utilizza per nascondere i conflitti che sono solo ed unicamente per il controllo dell risorse energetiche che da quelle parti abbondano...

PARISsn

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 22.508
Registrato
"La Russia di Vladimir Putin è entrata in guerra in Siria contro il terrorismo dello "Stato islamico" dell'Isis e, logicamente, a sostegno dell'esercito regolare del legittimo regime di Assad al potere. Si tratta dell'estremo tentativo di impedire che tutta la Siria cada nelle mani dei terroristi islamici che sono ormai, dallo scorso luglio, a soli 8 chilometri dal centro di Damasco. Per farlo non c'è alternativa che sostenere l'unica forza in grado di contrastare sul terreno i tagliagole dell'Isis: l'esercito regolare siriano che è leale nei confronti del regime di Assad.
Ebbene, ora più che mai sorprende e sgomenta l'atteggiamento degli Stati Uniti di Barack Hussein Obama, che immagina che si possa combattere e sconfiggere il terrorismo islamico e, al tempo stesso, combattere e sconfiggere l'esercito regolare siriano e il regime di Assad. È del tutto illogico e folle quanto ha detto ieri il segretario alla Difesa americano Ash Carter: "La Russia deve fermare la sua aggressione in Siria. La Russia sta gettando benzina sul fuoco in Siria. C'è una logica contraddizione tra le parole della Russia e le sue azioni. Non si possono combattere i terroristi e sostenere Assad".
Qualcuno, dall'alto dei cieli, visto che non ci si riesce qui sulla terra, può illuminare la mente di Barack Hussein Obama per spiegargli che i terroristi islamici tagliagole sono quelli dell'Isis e che Assad è vittima di questo terrorismo? Possibile che non capisca che finora l'Occidente ha compiuto una madornale pazzia nel sostenere i terroristi islamici scatenando la guerra civile che dal 2012 ha provocato 250 mila morti, 4 milioni di profughi, 7,5 milioni di sfollati e ridotto l'80% dei siriani in uno stato di povertà? Un giorno la Storia condannerà di crimini contro l'umanità Barack Hussein Obama e l'Occidente per la distruzione degli Stati nazionali sovrani in Siria, Iraq e Libia, con il massacro delle loro popolazioni. Meno male che c'è Putin a combattere i terroristi islamici senza se e senza ma".
Magdi Cristiano Allam, 1 ottobre 2015

Giako77

*
Lazionetter
* 8.692
Registrato
altro rticolo interssante di contropiano.org

Isis in fuga dalla Siria, i raid russi cambiano lo scenario



In qualsiasi guerra la prima vittima è la verità. Qualsiasi notizia va dunque presa con le pinze, perché è arduo – per tutti coloro che non stanno sul terreno o nella sala comandi di un esercito – sapere con qualche precisione quel che sta accadendo.

Ma una cosa sola sembra certa, a quasi una settimana dall'inizio dell'intervento russo in appoggio di Assad: la situazione sul campo è molto cambiata.

Ogni ora arrivano segnalazioni di nuovi raid del Mig e dei Sukhoi sulle basi jihadiste, sia appartenenti all'Isis che alle altre formazioni fin qui sostenute da Usa, Unione Europea, Turchia, Qatar, Arabia Saudita in funzione anti-Assad e anti-iraniana (Al Nusra, affiliata ad Al Qaeda, Ahrar Al Sham, ecc).

Il ministero della difesa di Mosca ha comunicato che l'aviazione russa ha colpito almeno 3 strutture del sedicente Stato islamico nella zona di Homs, e ha distrutto 2 depositi di armi. In particolare l'offensiva sembra essersi concentrata sulla provincia di Idlib, confinante con la Turchia e considerata uno dei principali canali di passaggio di jihadisti stranieri e rifornimenti per le strtutture combattenti di diverse milizie, Isis compresa. Ma Idlib è anche la provincia più a ridosso della costa nord della Siria, dove c'è sia la base navale di Tartus che l'aeroporto di Latakia, entrambi centri operativi dei militari russi.

Innumerevoli, infine, le segnalazioni di depositi di armi, comandi, strutture di addestramento, ecc, distrutti dai bombardamenti.

Sembra dunque chiara la strategia in questa prima fase: eliminare le sacche anti-Assad che spezzano la continuità del territorio sotto il controllo dei governativi siriani, e intanto colpire pesantemente le basi strategiche dell'Isis, territorialmente più distanti.

Lo stesso portavoce ha reso noto che «Circa 600 militanti dell'Isis hanno abbandonato le loro posizioni per tentare di fuggire in Europa», quindi passando attraverso la Turchia, fin qui retroterra molto ospitale per i jihadisti delle varie sette. Altre fonti parlano di 3.000 combattenti che avrebbero invece valicato il confine desertico della Giordania, il che implica a breve un coinvolgimento – sia pure indiretto – della monarchia giordana nel conflitto.

Va sottolineato che, contrariamente al solito, questo notizie provenienti dai russi non sono affatto smentite dai comandi militari occidentali. Al massimo, come nei giorni scorsi, gli occidentali lamentano il fatto che vengono colpite anche le milizie jihadiste dal loro formate e protette, anziché soltanto l'Isis.

Agli occhi di un osservatore esterno, sembra dunque che in pochi giorni di intervento aereo russo siano stati ottenuti risultati mai visti in oltre un anno di bombardamenti dichiarati da Usa e alleati occidentali contro l'Isis. La cui unica risposta degna di nota non è neppure militare, ma puramente simbolica: la distruzione dell'Arco di Trionfo nella città romana di Palmira, ancora sotto il loro controllo.

Senza cadere nei deliri apologetici dei tifosi di Putin, ci sembra di poter dire che la diversa efficacia sia dovuta – come accennato indirettamente da numerosi analisti esperti di Medio Oriente – a una maggiore chiarezza e semplicità di obiettivi da parte russa. I quali voglio mantenere al potere in Siria gli alauiti, non necessariamente con alla guida Assad, in modo da conservare sia una presenza militare nel Mediterraneo che un ruolo decisivo in Medio Oriente.

Mentre gli Usa, sul piano diplomatico come – quindi – sul piano militare, sembrano aver fin qui tentato di mantenere vivo il caos, cambiando alleanze e priorità in modo da non far mai emergere una soluzione stabile, che avebbe ben presto potuto diventare da loro indipendente. Non potevano del resto schierarsi più apertamente con l'Islam sunnita, con al centro i sauditi, perché da lì è nato (sollecitato inizialmente dagli stessi Usa in funzione antisovietica) il jihadismo che da alcuni decenni si rivolge ormai anche contro l'imperialismo occidentale. Né potevano farlo con gli sciiti, quasi sempre catalogati come "terroristi" o "finanziatori del terrorismo", neanche ora che hanno raggiunto un sospettoso accordo con Teheran dopo quasi 40 anni di guerra non dichiarata.

Ed è sul piano politico che cose stanno diventando decisamente più chiare. L'alleanza tra Russia, Iran, Assad e Iraq è ormai apertamente rivendicata da tutti questi soggetti. E nelle ultime ore anche l'Egitto dei militari al potere ha deciso di considerare "positivo e utile" l'intervento russo.

Finendo così per isolare, tra i musulmani "moderati", il presidente turco Erdogan, che invece continua a definirlo "inaccettabile", visto che distrugge buona parte delle ambizioni turche a ritrovare un ruolo egemonico nell'area.

Anche la lunga intervista concessa da Assad alla televisione di stato iraniana porta nuovi elementi in qualche misura favorevoli per chi dice di voler trovare una soluzione politica alla lunga crisi siriana. Pur mostrandosi estremamente consapevole della ritrovata forza militare sul terreno, infatti, Assad ha per la prima volta parlato di una sua possibile uscita di scena: «Se ciò potesse essere di aiuto, non esiterei a dimettermi».

Monsieur Opale

*
Lazionetter
* 8.681
Registrato
ogni volta che vedo sto topic mi viene: Isis, la Russia e lo scacchiere in Monsieur Opale

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

MisterFaro

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 18.005
Registrato
Citazione di: Giako77 il 04 Ott 2015, 15:37
...
La religione è la scusa che si utilizza per nascondere i conflitti che sono solo ed unicamente per il controllo dell risorse energetiche che da quelle parti abbondano... e per avere manovalanza (truppe) a basso costo (che quelli che ci credono che sia una guerra di religione fanno taaaanto comodo)

;)

VeniVidiLulic

*
Lazionetter
* 5.091
Registrato
Citazione di: Giako77 il 04 Ott 2015, 15:37ma la questione è tutta economica e geopolitica.

100% questo, in tutte le guerre della storia dell'umanità.

I sukhoi sono gli aerei multiruolo più performanti del mondo da anni, bene o male vengono acquistati da tutti quelli che non ricadono sotto l'ombrello NATO e/o non hanno accesso alle fonti tecnologiche US .
Dopotutto gli Usa sono restii a concedere l'uso completo delle proprie tecnologie anche a paesi alleati (con le eccezioni di rari casi come UK, Israele, Danimarca, Giappone), mentre i russi adottano da sempre una politica diversa.
Pare che alla luce degli sviluppi f35 / f22 anche Israele si stia volgendo al mercato Russo (soprattutto perchè hanno in sviluppo un carro migliore del merkava IV), ma queste sono -al momento- solo voci...

Nota di interesse:
Notare la diversa copertura mediatica che godono conflitti perfettamente simmetrici , da una parte la Siria dall'altra lo Yemen.... 8)

anderz

*
Lazionetter
* 8.271
Registrato
L'intervento russo dipende.
Potrebbe essere una iattura clamorosa e, se dovessi buttarci due spicci, penserei proprio che sia così, oppure potrebbe creare un nuovo equilibrio nella regione. Certamente un labile equilibrio da stato di polizia feroce, ma pur sempre un equilibrio.
Io non so cosa possa aver detto Putin ai sauditi, agli iraniani, ai turchi e agli israeliani; non ho idea dei retroscena che pure mi sembrano corposi ma, vista da fuori, questa "avventura" russa è estremamente preoccupante perché impone un gioco delle parti certamente più rischioso per il mondo esterno  rispetto a quello che è stato il conflitto siroiracheno fino ad oggi. Una guerra per procura dentro una guerra per procura, non proprio una bella prospettiva.

Appoggiare Assad per avere altre basi in Siria è una mossa in.fame e le fanfare sulla lotta all'ISIS, lo sanno anche i sassi, sono una semplice copertura per agire più o meno indisturbati contro i ribelli oggi, anche quelli democratici (che esistono), e domani chissà contro quei curdi del Rojava da sempre vessati da Assad padre e figlio.
Ho anche molti dubbi sull'entità di questi aiuti, non so se la Russia possa permettersi un intervento militare impegnativo, costante e ampio fuori dallo spazio ex sovietico. Non si hanno nemmeno cifre esatte e non si conosce la reale entità del corpo di spedizione - attivo almeno da un paio di mesi, di nascosto, come da tradizione putiniana. Bombardare anche chi vuole la libertà, certamente un bel modo di aiutare il Medio Oriente.

Gli Stati Uniti hanno ridotto di molto le capacità di proiezione offensiva dello Stato Islamico, che non pare più in grado di poter espandersi ulteriormente, ma adesso sono in confusione diplomatica, pur avendo dato un contributo fondamentale all'autonomia curda, nonostante gli "alleati" turchi, che hanno ben pensato di dare uno schiaffetto all'ISIS e sonore botte ai combattenti curdi.

La causa del Rojava (appoggiata anche da quell'esercito libero siriano che Putin e Assad voglio eliminare), lo dico senza mezzi termini, è l'unica che politicamente e emotivamente vale davvero la pena supportare in questo marasma disgustoso. Un'area circondata da pescecani, vicini e lontani. Speranza per l'umanità: meno di zero.

Giako77

*
Lazionetter
* 8.692
Registrato
Non sono d'accordo con te. E premetto da subito che non sono un sostenitore di Putin che ritengo un dittatore e fascista. Ma di inesattezze ne hai dette tante. Ti rsispondo al volo che sono a lavoro:

Citazione di: anderz il 05 Ott 2015, 22:29
L'intervento russo dipende.
Potrebbe essere una iattura clamorosa e, se dovessi buttarci due spicci, penserei proprio che sia così, oppure potrebbe creare un nuovo equilibrio nella regione. Certamente un labile equilibrio da stato di polizia feroce, ma pur sempre un equilibrio.

Forse equilibrio, ma non credo che alla Russia interessi l'equilibrio dell'area ma solo che la Siria non diventi un vassallo Yenkee, quindi non credo. Sullo stato di polizia feroce andrei a vedere come mantengono gli equilibri gli americani: stati islamici (vedi Arabia Saudita) e neoliberisti, 0 diritti.


Citazione di: anderz il 05 Ott 2015, 22:29
Appoggiare Assad per avere altre basi in Siria è una mossa in.fame e le fanfare sulla lotta all'ISIS, lo sanno anche i sassi, sono una semplice copertura per agire più o meno indisturbati contro i ribelli oggi, anche quelli democratici (che esistono), e domani chissà contro quei curdi del Rojava da sempre vessati da Assad padre e figlio.
Ho anche molti dubbi sull'entità di questi aiuti, non so se la Russia possa permettersi un intervento militare impegnativo, costante e ampio fuori dallo spazio ex sovietico. Non si hanno nemmeno cifre esatte e non si conosce la reale entità del corpo di spedizione - attivo almeno da un paio di mesi, di nascosto, come da tradizione putiniana. Bombardare anche chi vuole la libertà, certamente un bel modo di aiutare il Medio Oriente.

La Russia ha già la sua base in Siria (Tartus dagli anni '70) e non si uò permettere di istallarne altre come dici tu, sono entrati in guerra quando l'Isis era a 7km da Damasco, i ribelli democratici hanno mollato la rivolta da almeno 2 anni perchè hanno capito benissimo che erano strumentalizzati...poi che ribellione avrebbero dovuto fare? Cacciare Assad, che nonstante tutto si può considerare un laico, per istaurare un regigme islamico?
I Curdi hanno da sempre il loro centro di comando a Damasco come altre formazioni comuniste turche (illegali), quindi non mi preoccuperei per i Kurdi. Assad ha già dichiarato, come nel mio post precedente, che se ne andrà sta solo contrattando la sua exit strategy con un po' d'oro e senza essere impiccato come Saddam.

Citazione di: anderz il 05 Ott 2015, 22:29
Gli Stati Uniti hanno ridotto di molto le capacità di proiezione offensiva dello Stato Islamico, che non pare più in grado di poter espandersi ulteriormente, ma adesso sono in confusione diplomatica, pur avendo dato un contributo fondamentale all'autonomia curda, nonostante gli "alleati" turchi, che hanno ben pensato di dare uno schiaffetto all'ISIS e sonore botte ai combattenti curdi.

Gli Stati Uniti non hanno per niente ridotto le capacità dell'IS tant'è che erano a 7km da Damasco e come detto a quel punto è intervenuta la Russia...poi diciamo pure che se gli USA avessero voluto seriamente annientare l'IS l'avrebbero fatto in 5 minuti...rimangono di gran lunga l'esercito più potente ed equipaggiato del mondo. Il loro obiettivo era quello di abbattere Assad, non l'IS anche consegnando la Siria ai tagliagola oppure ad Al Qaeda nemico giurato in Afganistan.

Citazione di: anderz il 05 Ott 2015, 22:29
La causa del Rojava (appoggiata anche da quell'esercito libero siriano che Putin e Assad voglio eliminare), lo dico senza mezzi termini, è l'unica che politicamente e emotivamente vale davvero la pena supportare in questo marasma disgustoso. Un'area circondata da pescecani, vicini e lontani. Speranza per l'umanità: meno di zero.

Sono d'accordo sull'appoggiare la causa del Rojava ma fose confondi i turchi con la Siria come già detto. Anzi penso che stretti tra l'IS, i turchi e i ribelli "democratici" di al qaeda non avrebbero fatto una bella fine...

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

anderz

*
Lazionetter
* 8.271
Registrato
E io direi inesattezze?  :pp :pp :pp
Eddaje su  ;)

Non posso rispondere ora ma LOL


anderz

*
Lazionetter
* 8.271
Registrato
Idlib e Hama, direi che siamo decisamente lontani dal territorio di daesh. Chi mai l'avrebbe detto.

Giako77

*
Lazionetter
* 8.692
Registrato
da internazionale.it

L'ipocrisia della Nato sui bombardamenti russi in Siria

Gwynne Dyer, giornalista



I bombardamenti russi in Siria vanno avanti ormai da una settimana e la cosa non piace agli Stati Uniti e ad altri paesi della Nato, che già da un anno sono impegnati militarmente sullo stesso terreno. I russi, dicono, non stanno bombardando le persone giuste, uccidono i civili, sono spietati, pericolosi, semplicemente malvagi.

Lo scorso fine settimana la Nato ha messo in guardia contro "l'estremo pericolo derivante da un comportamento così irresponsabile", e ha intimato alla Russia di interrompere le operazioni. Quando un aereo russo ha sconfinato in Turchia per qualche minuto, il segretario di stato americano John Kerry ha dichiarato che i turchi avrebbero avuto tutto il diritto di abbatterlo.

Il tempo era cattivo, l'obiettivo era vicino al confine e i russi si sono scusati, eppure il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg ha affermato che l'incursione "non sembra un incidente". E quindi da cosa sarebbe stata motivata? Forse i piloti russi si annoiano e fanno a gara per vedere chi riesce a rimanere nello spazio aereo turco il più a lungo possibile senza essere abbattuto?

Che gli Stati Uniti diano lezioni etiche ai russi a proposito di bombardamenti aerei è particolarmente fuori luogo

In più, da quel che ci viene detto, i perfidi russi stanno uccidendo dei civili con le loro bombe. Sì, certo che è così. Ma lo stesso sta facendo la coalizione guidata dagli Stati Uniti con le sue, di bombe. A meno di non trovarsi in guerra in mare aperto o in pieno deserto, ci saranno sempre dei civili nella stessa area in cui si trovano i bersagli "legittimi".

Che gli Stati Uniti diano lezioni etiche ai russi a proposito di bombardamenti aerei è particolarmente fuori luogo, visto che allo stesso tempo stanno cercando di spiegare perché il 3 ottobre la loro aviazione abbia bombardato un ospedale in Afghanistan, uccidendo 22 civili. Né gli statunitensi né i russi traggono alcun giovamento dall'uccidere dei civili: è solo un inevitabile effetto collaterale dei bombardamenti.

La critica principale degli occidentali è che i russi stanno bombardando le persone sbagliate. Ma contrariamente a quanto affermano gli statunitensi e gli europei, i russi stanno davvero bombardando le persone "giuste", ovvero i jihadisti dello Stato islamico che le forze aeree occidentali hanno colpito nel corso dell'ultimo anno. Però i russi stanno bombardando anche il Fronte al nusra e Ahrar al sham. Potrebbero colpire anche le truppe dell'Esercito siriano libero, se riuscissero a trovarne.

Distinzioni che creano confusione

I russi non capiscono che queste persone stanno cercando di rovesciare il malvagio dittatore siriano Bashar al Assad, mentre i crudeli fanatici del gruppo Stato islamico stanno cercando di... Be', stanno cercando anche loro di rovesciare il malvagio dittatore Assad. Il che ci porta al cuore della questione.

La propaganda occidentale fa una distinzione sistematica tra lo Stato islamico (cattivo) e le forze di "opposizione" (ovvero tutti gli altri gruppi). Il problema è che tra loro c'è davvero poca differenza: vogliono tutti rovesciare il regime siriano, e sono tutti jihadisti, fatta eccezione per quel che rimane dell'Esercito siriano libero.

Il Fronte al nusra è stato creato nel 2012 come filiale siriana del gruppo Stato islamico, da cui si è separata quest'anno in seguito a una disputa tattica e territoriale. Oggi è diventata la filiale siriana di Al Qaeda. Anche Ahrar al sham è stata fondata da un membro di Al Qaeda ed è alleata del Fronte al nusra. Prima che le esigenze propagandistiche del momento cambiassero, anche gli Stati Uniti ammettevano che c'era stato un tracollo tra gli elementi "moderati" dell'opposizione siriana.

Non ci sono statistiche affidabili al riguardo, ma è ragionevole pensare che il 35 per cento delle truppe ribelli che si oppongono al regime di Assad appartenga al gruppo Stato islamico, un altro 35 per cento al Fronte al nusra, il 20 per cento ad Ahrar al sham, mentre del restante 10 per cento fa parte l'Esercito siriano libero. In altre parole, almeno il 90 per cento delle opposizioni armate è composto da jihadisti, e probabilmente non più del 5 per cento da gruppi laici e favorevoli alla democrazia.

Una fantasia di troppo

Non ci sono tre alternative in Siria. Ce ne sono solo due: o Bashar al Assad resta al potere, oppure sarà sostituito dai jihadisti. Sono jihadisti che fanno sul serio, che odiano la democrazia, decapitano la gente e progettano di rovesciare tutti gli altri governi arabi prima di lanciarsi alla conquista del resto del mondo.

Forse puntano un po' troppo in alto, ma diventerebbero davvero pericolosi se potessero disporre delle risorse dello stato siriano, e sarebbero una sciagura per tutti i siriani che non sono musulmani sunniti. I russi hanno deciso che è nel loro interesse che Assad sopravviva, e stanno agendo di conseguenza.

Gli Stati Uniti e i loro alleati, invece, insistono sul fatto che Assad se ne debba andare per i crimini che ha commesso. Non possono cambiare ritornello senza perdere la faccia. Per questo non bombardano l'esercito siriano ma continuano a coltivare la loro fantasia, ovvero che in Siria possa essere creata una qualche nuova forza capace di sconfiggere sia Assad sia i jihadisti dello Stato islamico.

Inoltre anche i leader dei due principali alleati degli Stati Uniti nel mondo musulmano, la Turchia e l'Arabia Saudita, sono convinti che Assad debba andarsene (principalmente perché lui è sciita e loro sunniti), e andrebbero su tutte le furie se gli statunitensi contribuissero a salvarlo.

Per questo, oltre che per il risentimento statunitense nei confronti della Russia a proposito dell'Ucraina e l'ostilità che va avanti dai tempi della guerra fredda, la Nato condanna l'intervento russo in Siria con tanta veemenza. Ma non sono altro che sciocchezze e ipocrisia.

(Traduzione di Federico Ferrone)



anderz

*
Lazionetter
* 8.271
Registrato
Le grandi analisi di politica internazionale di Libero rilanciate da Dagospia.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Monsieur Opale

*
Lazionetter
* 8.681
Registrato
Citazione di: anderz il 17 Ott 2015, 23:14
Le grandi analisi di politica internazionale di Libero rilanciate da Dagospia.

come sei cazzilloso  :)

lo spunto é: Putin e l'Europa....

mica l'articolo

anderz

*
Lazionetter
* 8.271
Registrato
Nell'articolo la parola "Europa" non c'è nemmeno, è il titolo farlocco messo da Dagospia (un giornale online i cui contenuti sono in massima parte copiati, ma vabbe'):

L'OCCIDENTE LAICO E DEMOCRATICO HA UN NUOVO LEADER: SI CHIAMA VLADIMIR PUTIN. MENTRE BARACK OBAMA E L'EUROPA DELLA MERKEL CINCISCHIANO DA MESI, LO ZAR DI TUTTE LE RUSSIE ORDINA AI SUOI GENERALI: "PORTATEMI AL BAGHDADI VIVO O MORTO"

Della serie: ma de che stamo a parla'?  :pp

Discussione precedente - Discussione successiva