La cultura garantista

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Offline Zanzalf

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Re:La cultura garantista
« Risposta #20 il: 11 Set 2015, 21:57 »
E' che mi sembra l'unico caso al mondo di omicidio colposo con queste dinamiche. Magari mi sbaglio io.

La tesi dell'accusa, che a me sembra verosimile, fu che stessero giocando con la pistola dalla finestra *sapendo* che poteva partire un colpo ma confidando nel fatto di poter controllare l'arma. Per esemplificare, facevano "pam" "pam" dalla finestra.
Si chiama "colpa cosciente" ed è la fattispecie più grave dell'omicidio colposo: so che può partire un colpo, ma sono convinto di essere così abile che non lo farò partire.

Diversa era l'ipotesi del "dolo eventuale", ovvero: so che se parte un colpo ammazzo qualcuno, ma non mi importa, lo faccio lo stesso. In questo caso si considera la versione più lieve di omicido preterintenzionale. Che prevede comunque una pena molto maggiore della "colpa cosciente".

(prima avevo invertito le due cose)

Offline Neal

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Re:La cultura garantista
« Risposta #21 il: 11 Set 2015, 22:44 »
Che poi sarebbe lo stesso impianto accusatorio di Spaccarotella
Re:La cultura garantista
« Risposta #22 il: 12 Set 2015, 12:40 »
ma guarda non è un fatto emotivo, quanto una vera e propria scelta.
Accettare il principio di IB sarebbe di fatto accettare l'esistente e aspettare idealmente qualcosa di diverso.
Io invece agisco diversamente per affermare nella pratica un altro esistente rischiando, è chiaro, gli effetti della repressione.

Non perché mi fa male accettare quanto vedo attorno a me (non solo), ma sulla base di una riflessione lucida scelgo di percorrere un'altra strada che so portarmi a volte in quello che la controparte considera illecito (perché facenti riferimento a valori diversi e a volte opposti). Ma nella misura in cui queste pratiche producono attorno a loro consenso affermano una nuova legalità, prima de facto e poi de iure, percorso che d'altronde hanno attraversato tutti i diritti acquisiti.
Questa per me è la politica. Questa è la mia politica.

E proprio perché mi muovo borderline per affermare principi diversi, la controparte cercherà di definire i miei comportamenti all'esterno, sul piano dell'illegalità, per poi poter reprimere quegli stessi comportamenti.

Occupare uno stabile per necessità per la Legge vigente è illecito.
Riallacciare le utenze staccate per una legge infima che oggi permette che l'acqua ti venga tolta perché non paghi l'affitto è illecito.
E potrei andare avanti a lungo.

Ma proprio da questo deriva la mia cultura garantista.
Proprio perché il potere non definisce un limite statico, ma lo muove alla sua bisogna, è essenziale che si venga garantiti il più possibile dinanzi a questo.
Non è un garantismo astratto, quasi asettico, in cui ogni essere umano è visto come un corpo senza contesto.
e infatti per me il garantismo non è universale esattamente come non lo sono alcune tutele sociali.
Il garantismo verso un agnelli è folle. Non perché lui non abbia diritti inalienabili, chiunque ne ha, ma perché lui quei diritti ce li ha già stra-garantiti cento volte più che ciascuno di noi. Esattamente perché, come dicevo a IB, quella magistratura, quelle leggi e quelle pene non sono neutre.
E la prova è nei fatti più che in mille parole e teorie.

Quindi il mio è un garantismo partigiano, come d'altronde in modo celato lo è anche quello della controparte (che infatti massacra il povero cristo che fa una rapina ed è ultragarantista col senatore di turno).
La differenza è che lo esplicito e me ne faccio carico, non faccio finta che la legge sia uguale per tutti.

Applausi.
E' la stessa mia idea ma non avrei saputo articolarla cosi' bene.

Offline Charlot

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Re:La cultura garantista
« Risposta #23 il: 12 Set 2015, 12:46 »
Difficile dimostrare la "volontà".
Più facile dimostrare la coglionaggine... sparare da una finestra in direzione di esseri umani inermi, giovani, felici, qualifica il gesto. Possiamo discutere sul "cavillo giuridico", ma il gesto rimane.
Quindi si torna alla domanda iniziale, è giusto che chi ha compiuto un gesto simile abbia la possibilità di svolgere quella professione?  vale per lui, vale per il politico che "ruba", vale per l'amministratore di una azienda pubblica "corrotto" ecc.

Offline cartesio

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Re:La cultura garantista
« Risposta #24 il: 12 Set 2015, 16:33 »


Chi ha scontato la pena comminata deve essere ritenuto immacolato.


No, deve essere ritenuto un colpevole che ha scontato la condanna.
Ormai la cosa fa parte del suo "curriculum" sociale, così come molte altre cose, di cui sicuramente alcune positive.
Re:La cultura garantista
« Risposta #25 il: 12 Set 2015, 23:54 »
Scattone insegna da dieci anni. Questo (falso) problema non è esistito fino a che non è diventato di ruolo. Qualcuno si è preso la briga di sentire cosa ne pensano i suoi ex ed attuali studenti?

Indecoroso quello che sta accadendo.
conosco il caso indirettamente nel senso che sono amico di docenti che hanno insegnato con lui
in qualsiasi istituto in cui abbia insegnato quando entra in aula non vola una mosca e parlo anche di istituti dove il casino è la normalità
diciamo che si fa ascoltare
Re:La cultura garantista
« Risposta #26 il: 13 Set 2015, 04:42 »
conosco il caso indirettamente nel senso che sono amico di docenti che hanno insegnato con lui
in qualsiasi istituto in cui abbia insegnato quando entra in aula non vola una mosca e parlo anche di istituti dove il casino è la normalità
diciamo che si fa ascoltare

te credo, se cagano tutti sotto

Offline laziAle82

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Re:La cultura garantista
« Risposta #27 il: 13 Set 2015, 10:30 »

conosco il caso indirettamente nel senso che sono amico di docenti che hanno insegnato con lui
in qualsiasi istituto in cui abbia insegnato quando entra in aula non vola una mosca e parlo anche di istituti dove il casino è la normalità
diciamo che si fa ascoltare

Si, ho letto tramite miei contatti di persone ce lo hanno avuto, in veste di alunni o genitori di, e ne ho solo letto bene..
Re:La cultura garantista
« Risposta #28 il: 01 Ott 2015, 14:48 »
Qualcuno mi spiega cosa significa cultura garantista ? .

Questa e' la mi interpretazione : Un processo giusto ed una pena adeguati ai singoli casi .
(E qui ha ragione FD)

Della redenzione me ne sbatto le palle . Me ne sbatto le palle di questo buonismo figlio di una cultura cristiana del catso . Quanti crimini sono impuniti ? Quanti si costituiscono dopo un crimine , chiedono perdono dei loro atti e chiedono una pena giusta per quello che hanno fatto ? Andate dal confessore che vi dira' BRAVI , per voi dopo questo pentimento (del catso , vedi sopra) si spalancheranno le porte del paradiso , ma senza vergini .

Parliamo di Scattone : Una corte lo ha ritenuto colpevole . Omicidio . Poi discutete se Volontario , Preterintenzionale , Colposo . Non me ne frega un catso . Ha scontato la sua pena . Puo' fare quello che vuole nella sua vita , ma NON insegnare . Commercialista , salumiere , Manager . Facesse quello che gli pare , ma insegnare NO . Pensate ai vostri insegnanti , pensate a quelli che considerate i MIGLIORI . Sono quelli che vi hanno insegnato qualcosa di piu' di 2+2=4 . Immagino mia figia che gli chiede , PERCHE' HAI UCCISO MARTA ? PERCHE' ?Quale catso di risposta non provocherebbe danni ? quale ?

Le garanzie devono esistere (arivedi FD)  , il perdono e la redenzione sono minchiate .

La cultura garantista , non la giusta pena dopo giusto processo e giudizio , mette sullo stesso piano Cuffaro e la nonnina che ruba il parmigiano al supermercato .
Certa genta andrebbe condannata alla Damnatio Memoriae . Loro . I loro figli e nipoti . Sparire nell'oblio e chiedere l'elemosina per strada , incrociare gente come Salvini che li prende a calci in culo scambiandoli per zingari accattoni .

La cultura garantista se in malafede e' figlia del potere .

conosco il caso indirettamente nel senso che sono amico di docenti che hanno insegnato con lui
in qualsiasi istituto in cui abbia insegnato quando entra in aula non vola una mosca e parlo anche di istituti dove il casino è la normalità
diciamo che si fa ascoltare

a questo punto , io avrei voluto Pasquale Barra ('o animale ) , non solo non volava una mosca in classe ma nessun genitore avrebbe protestato per i voti del figlio .

Diciamo che si fa ascoltare : ma che catso scrivete ?  In caso pessima battuta .

 
Re:La cultura garantista
« Risposta #29 il: 02 Ott 2015, 21:59 »
certo che è una battuta
ma essendo stato un ricercatore alla sapienza, in una materia umanistica chi diventa ricercatore è il migliore almeno a livello accademico mentre per le materie scientifiche è diverso, per cui con tutta probabilità è più capace di un professore che è entrato in ruolo per punteggio, attira maggiormente l'attenzione ma che questo sia dovuto al suo passato criminale non lo so anche perché mi è stato riferito
non capisco invece perché se può fare quello che vuole avendo scontato la pena non può fare quello che sa fare. chi decide? perché è meglio manager o salumiere, a questo punto perché non ti dovrebbe fare effetto che chi ti affetta il prosciutto è un assassino
ognuno ha la propria sensibilità e magari c'è chi può restarci male a ricevere prosciutto insanguinato
e a quel punto alla faccia della cultura garantista resta il buon vecchio colpo alla nuca
ma comunque nel caso specifico se uno studente o i suoi familiari hanno problemi con scattone hanno modo per evitarlo
poiché ritengo che chi commetta un omicidio preterintenzionale non debba andare in galera è evidente che le nostre idee sono antitetiche e radicate anche se da ateo le colpe dei padri ricadano sui figli mi sa che lo hai preso dalla bibbia

Offline reds1984

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Re:La cultura garantista
« Risposta #30 il: 02 Ott 2015, 22:49 »
Ritieni che non debba andare in carcere finché non se tu a portare i fiori sulla tomba di tua figlia.
Io avrei fatto alte riflessioni solo dopo averli uccisi a mani nude.


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Re:La cultura garantista
« Risposta #31 il: 03 Ott 2015, 00:34 »
io non capisco perché in questo forum se ne debba fare sempre una questione personale
allora un omicidio preterintenzionale è quando compi una cosa che non si deve fare che porterà alla morte di qualcuno senza che avessi intenzione di uccidere
in poche parole non sono una persona pericolosa ma ho commesso un omicidio
dato che è un discorso personale dalla mia ho circa 5 anni di volontariato in un carcere per adulti e un anno di obbiezione (otto ore al giorno) in un carcere per minorenni
per me dopo esperienze dirette il carcere se non eri pericoloso ti rende pericoloso e se sei pericoloso ti rende più pericoloso
ma credo dal tuo intervento che tu sei a favore della legge del taglione per cui il problema del carcere non ci riguarda
pensa però ragioni come un secondino (si chiamano agenti di custodia non ti sbagliare, li ho visti operare durante sommosse interne, non è il caso farli arrabbiare) perché dicevano le stesse cose tue: sei obbiettore, se ti ammazzano tua madre cosa fai? che cazzo di domanda è? perché uno può avere una opinione solo se gli uccidono un parente stretto? ma anche in questo caso poiché stiamo sul personale io ho mio padre ucciso da un auto guidata da un rumeno che non sono andato ad uccidere a mani nude e non proverei nessuna soddisfazione a saperlo in carcere
ognuno ha il diritto di mantenere la propria opinione anche l'occhio per occhio ma esistono opinioni differenti anche se si portano fiori sulla tomba del padre (poche volte in verità)

Offline reds1984

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Re:La cultura garantista
« Risposta #32 il: 03 Ott 2015, 07:52 »
Vedi, innanzitutto mi dispiace per il tuo papà.
In secondo luogo, non sono favorevole all'occhio per occhio, ma trovo piuttosto che ad una azione debba corrispondere una reazione da parte della società.
Nel momento in cui questa reazione è blanda, giustificatoria o addirittura assente si innesca un meccanismo perverso in cui le persone chiederanno pene sempre più severe, sproporzionate o addirittura la pena di morte.
Occorre rispondere secondo giustizia, e questo implica che se hai ucciso una persona  perché giocavi con una pistola DEVI pagare lo scotto di quello che hai fatto. Perché la vita non è una borsa piena di soldi. La vita è una è insostituibile.

PS: la frase sui secondini è piuttosto indicativa, amico mio. Indicativa di una visione della società. Le guardie carcerarie tengono a bada la parte peggiore della popolazione, quella che delinque (ed è stata presa): credi che sia facile o occorre pelo sullo stomaco?


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Re:La cultura garantista
« Risposta #33 il: 05 Ott 2015, 09:43 »
però chi ha parlato di dargli un premio?
io penso che il carcere serve solo in caso di pericolosità del condannato
nelle carceri invece quelli pericolosi sono pochi e creano problemi a tutti gli altri
prendi schettino ora se in appello si prende 16 anni che senso ha chiuderlo in una cella con più persone del dovuto (le carceri italiane scoppiano) a fargli passare il tempo
fagli fare 16 anni di servizio gratuito in un centro d'accoglienza
oggi se uno uccide qualcuno con la macchina ed è alla guida ubriaco si fa il carcere, fallo andare con la paletta fuori le scuole a far attraversare i bambini per il resto della vita, sarà più utile del sole a scacchi per cinque anni
prendi uno spacciatore magari dentro per traffico internazionale se lo metti dentro quando esce lo rifà se trovi pene alternative magari gli cambi il cervello e la vita
certo questo sistema è più pericoloso che chiuderli dentro perché trovi sempre quello che rovina tutto ma il sistema attuale credimi non funziona
i pochi soldi che ci sono servono per gli stipendi degli agenti, non ci sono psicologi, non ci sono attività e quelle poche sono volontaristiche e finiscono in televisione
gli agenti nel tanto tempo libero che hanno ti parlano dei terroristi sia perché sono famosi sia perchè non sono più tornati, gli altri tornano tutti
gli agenti sono i primi a sapere che il sistema non funziona e si deve passare il tempo loro come i carcerati ovviamente non te lo dicono in fin dei conti ci campano con il carcere
bada però nelle carceri non c'è la parte peggiore della popolazione, c'è un gran numero di sfigati ma i peggiori stanno fuori e non hai capito il lavoro dell'agente di custodia se pensi che sia una questione di pelo sullo stomaco
un agente deve essere molto empatico e rispettare le regole, tutte le volte che ci sono dei casini è colpa di un agente tanto che fanno molta attenzione con chi fanno servizio, il collega col pelo è un pericolo
 

Offline Zanzalf

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Re:La cultura garantista
« Risposta #34 il: 31 Ott 2015, 15:39 »
Ecco un altro caso di corda saponata per acclamazione.
Ciascuno invoca la forca a seconda di quanto gli fa comodo.

http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/15_ottobre_31/touil-5-mesi-cella-innocente-ora-automa-impazzito-3d33571a-7fad-11e5-8b57-f1b8d18d1f0e.shtml

Touil libero dopo 5 mesi in cella
«Ora è un automa impazzito»
Dalle accuse di terrorismo alla liberazione dal Cie. Il giudice di pace nega l’estradizione in Marocco: «Sarebbe a rischio». E la madre ringrazia l’Italia
Re:La cultura garantista
« Risposta #35 il: 31 Ott 2015, 17:52 »
però chi ha parlato di dargli un premio?
io penso che il carcere serve solo in caso di pericolosità del condannato
nelle carceri invece quelli pericolosi sono pochi e creano problemi a tutti gli altri
prendi schettino ora se in appello si prende 16 anni che senso ha chiuderlo in una cella con più persone del dovuto (le carceri italiane scoppiano) a fargli passare il tempo
fagli fare 16 anni di servizio gratuito in un centro d'accoglienza
oggi se uno uccide qualcuno con la macchina ed è alla guida ubriaco si fa il carcere, fallo andare con la paletta fuori le scuole a far attraversare i bambini per il resto della vita, sarà più utile del sole a scacchi per cinque anni
prendi uno spacciatore magari dentro per traffico internazionale se lo metti dentro quando esce lo rifà se trovi pene alternative magari gli cambi il cervello e la vita
certo questo sistema è più pericoloso che chiuderli dentro perché trovi sempre quello che rovina tutto ma il sistema attuale credimi non funziona
i pochi soldi che ci sono servono per gli stipendi degli agenti, non ci sono psicologi, non ci sono attività e quelle poche sono volontaristiche e finiscono in televisione
gli agenti nel tanto tempo libero che hanno ti parlano dei terroristi sia perché sono famosi sia perchè non sono più tornati, gli altri tornano tutti
gli agenti sono i primi a sapere che il sistema non funziona e si deve passare il tempo loro come i carcerati ovviamente non te lo dicono in fin dei conti ci campano con il carcere
bada però nelle carceri non c'è la parte peggiore della popolazione, c'è un gran numero di sfigati ma i peggiori stanno fuori e non hai capito il lavoro dell'agente di custodia se pensi che sia una questione di pelo sullo stomaco
un agente deve essere molto empatico e rispettare le regole, tutte le volte che ci sono dei casini è colpa di un agente tanto che fanno molta attenzione con chi fanno servizio, il collega col pelo è un pericolo

ti ho letto con attenzione, condivido molto di quello che scrivi

Offline FatDanny

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Re:La cultura garantista
« Risposta #36 il: 03 Nov 2015, 12:25 »

Offline Charlot

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Re:La cultura garantista
« Risposta #37 il: 03 Nov 2015, 12:33 »
Re:La cultura garantista
« Risposta #38 il: 03 Nov 2015, 12:40 »
In accordo con la Procura.

In effetti l'esigenza del rafforzamento della "cultura garantista" nasce proprio da qui.

Non dalle forze di sicurezza, che pure hanno le loro zone d'ombra, ma dalla magistratura inquirente, un vero e proprio contropotere fuori controllo che grazie alle indebite connessioni con i media ed alle protezioni (e anche alla debolezza) di buona parte della politica dispone a piacimento della reputazione( ed i molti casi della vita) dei cittadini.
Re:La cultura garantista
« Risposta #39 il: 03 Nov 2015, 13:03 »
 

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