Io faccio notare un fatto: non ci sono mai state sorprese durante questo tipo di elezioni. Sono sempre andate tutte o quasi* verso la soluzione auspicata dalla corrente in quel momento dominante nel partito. Se la cantano e se la suonano come meglio credono, vi ricordo anche la vicenda Cofferati in Liguria.
A Milano adesso ha vinto Sala, un dirigente di azienda organizzatore di una grande abbuffata per il decrepito capitale italico che ha visto applicata su vasta scala ogni sorta di bassezza a livello lavorativo tra sfruttamento, speculazione e cieca massimizzazione del profitto. Sala, uno che ha sempre gravitato nell'orbita di Berlusconi ora è il candidato di un partito che ancora siede in gruppo politico europeo che, per qualche strana ragione, utilizza ancora l'aggettivo "socialista", e ha vinto perché si sono presentati ben due candidati "de sinistra" che, molto diligentemente, si sono annullati a vicenda per far passare il favorito del caudillo che pure rappresenta - almeno quello - una voce minoritaria nella "base" (aka valore politico).
Poi vabbè, i magheggi con le schede, i cinesi, gli stranieri comprati per votare gente che nemmeno hanno mai sentito nominare. Poi uno si stupisce che stavolta hanno votato in 18.
*non mi riferisco alle primarie di coalizione, che pure raramente hanno smosso le acque, mi vengono in mente le vittorie di Vendola e, molto parzialmente, quella di Marino.