Prendo spunto da svariati argomenti emersi in maniera sparsa nel topic sulla guerra in Ucraina e, da ultimo, dalla considerazione sulla "russificazione" dell'Europa, quanto a metodi e dinamiche democratiche, per cercare di convogliare qui le riflessioni su quello che probabilmente tra cinquant'anni gli storici analizzeranno come un periodo di transizione dall'epoca delle democrazie sociali a un'età ancora non ben definita ma facilmente riassumibile nel termine di postdemocrazia.
Il termine rimanda a un lucidissimo e anticipatore saggio del sociologo e politologo inglese Colin Crouch, nel quale mi imbattei non molto dopo l'uscita quando, una ventina d'anni fa, mi ero orientato verso studi pubblicistici e che mi riprometto di riprendere, con l'ottica ben diversa del presente.
In sintesi e al di là del riferimento bibliografico, stiamo assistendo, con diverse modalità, da circa tre decenni a un processo di trasformazione delle democrazie del secondo Novecento: una trasformazione che va nel senso della sottrazione di garanzie ordinamentali e diritti collettivi, incluso quello della partecipazione.
Le cause sono molteplici, anche esterne ma soprattutto interne a quei sistemi, che nella maggior parte dei casi vengono digradati ed erosi nel rispetto (solo) formale delle regole o in nome di ragioni economiche o di stati di necessità intesi come risposta a situazioni di crisi più o meno reali.
Sul piano ordinamentale, assistiamo alla delegittimazione degli organi "di garanzia" e di quelli che per loro natura dovrebbero essere quanto più possibile neutri e indipendenti dalla politica. Su quello della politica economica, abbiamo Stati che di fatto non possiedono più il controllo dei propri indirizzi, per cui qualsiasi misura che incida sulla spesa finisce per essere necessitata da vincoli esterni o, semplicemente, da dinamiche che le regole nazionali non sono più in grado di orientare, bensì subiscono e semmai ratificano. Su quello dei diritti, l'aspetto economico svuota sempre di più le prestazioni sociali, alterando di fatto le enunciazioni del principio di uguaglianza sostanziale. Su quello della partecipazione, il cittadino è spinto sempre più ai margini delle istanze decisionali e tende a prenderne atto disertando non solo le urne ma anche le piazze, nella convinzione sempre più diffusa che la partecipazione sia inutile perché tutto è deciso da oligarchie politico-economiche chiuse o al massimo aperte soltanto per cooptazione.
Per ora mi fermo qui, ma direi che in questo topic si possano condividere riflessioni, ma anche riportare situazioni specifiche, come quella delle elezioni in Romania o di singoli Paesi che mostrano in concreto più spiccate derive postdemocratiche.
Veramente molto difficile immaginare cosa possa succedere alla fine del parlamentarismo. La democrazia non é iniziata nel 1945 e non finisce con la rielezione di trump.
A me sembra che stiano cadendo tutta una serie di costrutti ideologici legati a quella che potremmo definire l´idea e l´ideologia della democrazia liberale.
Per me vanno sempre scissi l´agire e l´essere democratico con sistemi di potere e governo che si autodefiniscono democratici. Ad oggi l´analisi dei "sistemi democratici" di Aristotele é paradossalmente piú utile di altre scritte 2300 anni dopo.
Cosa ha d´interessante Aristotele? Che non parte del presupposto che la "democrazia come sistema" non sia il migliore dei mondi possibili...dunque é piú critico di altri.
Ora arriveranno i liberali a urlare "aaaa libbbbertaaaa" perché concepiscono il politico come una binarietá in cui se non democrazia allora dittatura. Tuttavia la dittatura non é l´opposto della democrazia come sistema. Per me é proprio tale dicotomia che va messa in questione se vogliamo capirci qualcosa del passato come del presente.
Tolta l´analisi...la storia procede se non per cicli quanto meno per scosse telluriche. Ci sono state fasi di stagnazione e poi rotture improvvise, in parte casuali e sono nate lotte e resistenze.
A volte abituati alla velocitá delle notizie, pensiamo di poter quasi comprendere i cambiamenti storici. Tuttavia a me sembra al contrario che questi si muovano indipendentemente dalla nostra percezione cosí come non percepiamo il movimento della terra.
Non é che la massa ubriaca parigina che prese la bastiglia fosse cosciente che stesse iniziando a distruggere di botto l´ordine feudale (uso non a caso il termine ubriaca...pare che il consumo di alcolici nelle settimante pre-rivoluzionarie a parigi abbia avuto un ruolo tutt´altro che marginale). Lo fecero i basta.
Noi pensiamo che i nostri figli saranno "peggiori" o meglio piú "mosci" di noi. Io invece penso che in maniera inconscente e ad cazzum manderanno il sistema gambe all´aria.
Citazione di: RG-Lazio il 09 Mar 2025, 16:53
A me sembra che stiano cadendo tutta una serie di costrutti ideologici legati a quella che potremmo definire l´idea e l´ideologia della democrazia liberale.
Non sai manco te ndo te sei infilato, porello.
Citazione di: RG-Lazio il 09 Mar 2025, 16:53
Ora arriveranno i liberali a urlare "aaaa libbbbertaaaa"
Ah no, lo sai
:lol:
A mio avviso la torsione democratica si è avuta più o meno a metà anni 90. Quando il pensiero liberale globalista ha invaso il pianeta presentandosi come unica opzione praticabile nel mondo visti i fallimenti del socialismo reale che anche agli occhi della gente di sinistra non esercitava per chi piu chi meno il fascino di una alternativa. In poche parole un altro mondo non era possibile per parafrasare uno slogan del movimento no global di quegli anni.
In quel momento si sono verificati accanto a questo altri di eventi centrali alla presa di potere del liberalismo globalista.
- la creazione dell'unione europea a trazione economicista nordeuropea con il suo fondamento capitalista protestante e relativismo culturale
- la delocalizzazione della produzione in paesi a basso costo
- la crescita della cina
- la svendita della russia e delle sue immense ricchezze agli oligarchi e ai fondi americani che hanno immesso nel mondo finanziario una mole enorme di denaro con il passaggio da una economia di produzione ad una sostanzialmente finanziaria.
- la crisi della rappresentanza politica.
- l'invecchiamento della popolazione del cd mondo occidentale
- la crisi del welfare generato dalla precarizzazione del lavoro che ha scardinato il sistema sindacale e di sicurezze sociali che ha impattato principalmente sulle categorie più deboli, generando una guerra tra poveri a vantaggio del darwinismo sociale.
Le vecchie categorie politiche appaiono superate e altre non se ne vedono perchè sostanzialmente la politica non serve.
La politica è stata svuotata del senso ideale, i partiti non sono più comunità di persone con idee e progetti, ma grandi aggregati di lobby e interessi che promuovono.
Siamo confluiti dentro un "superstato" dove tutto viene deciso da strutture sovranazionali non elette o in certi casi nominate da governanti di paesi pure non eletti al governo del loro paese e che governano in virtù di conventio ad excludendum (vedi la francia, dove LFI primo partito è stato escluso dal governare a favore del secondo che è anche il partito del presidente della repubblica che ha preso parte attiva nelle trattative per creare una coalizione con un partito che alle elezioni era alleato del primo e avversario del secondo con cui adesso governa)
Assistiamo in queste ore ad un colpo di stato in romania gestito dalla oligarchia europea che non può permettersi di perdere un paese centrale anche a costo di scatenare la violenza di piazza come quella che è stata condannata in georgia poche settimane fa.
Leggiamo l'articolo 3 della nostra costutizione
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Chiedo a chi scenderà in piazza con elkann e michele serra in difesa della democrazia dell'europa, scatenando una guerra contro putin o semplicemente armandoci fino ai denti riusciremo a realizzare questi principi sanciti in costituzione? Oppure meglio fare carta straccia della costituzione e vivere alla giornata in base alle decisioni della borsa del consiglio d'europa o di trump?
Oppure siamo in un grande truman show come quello delle armi di distruzione di massa di blair, del bombardamento di belgrado per liberare il kosovo (e oggi diventato un portofranco di tutte le mafie), dello sterminio in palestina nel silenzio assordante del giardino fiorito europeo come ebbe a dire un ex commissario ue, del ritorno del nucleare e della sostanziale abolizione del welfare state dopo che innumerevoli giornalisti prezzolati e mr. draghi ci stanno convincendo che l'europa lavora troppo poco, facciamo troppe vacanze, abbiamo stipendi troppo alti ,pensioni troppo generose e ospedali e scuole troppo economici?
E su quanto accaduto in Romania è intervenuto il leader di Italia Viva, Matteo Renzi: "Vado ancora una volta controcorrente e magari anche qualcuno dei miei amici liberali o riformisti si stupiranno. Impedire a un candidato di competere alle elezioni perché filorusso, come sta avvenendo in Romania, è uno scandalo totale". "Uno scandalo - aggiunge - che di democratico non ha nulla. Se un candidato ha idee non condivisibili non puoi buttarlo fuori dalle elezioni. Perché se lo fai, smetti tu di essere democratico. Tu, non il filorusso. È chiaro? La democrazia si difende nelle urne, non dalle urne".
avrà preso i soldi pure lui da putin
e il premier olandese ha stanziato 3,5 mld di euro per l'ucraina senza che il parlamento ne fosse informato.
Altro che postdemcrazia.
(https://i.ibb.co/pjgwq38L/Screenshot-20250314-192231-Samsung-Internet.jpg) (https://ibb.co/WvQ5Ccw2)
Citazione di: Warp il 09 Mar 2025, 20:58
A mio avviso la torsione democratica si è avuta più o meno a metà anni 90.
La chiave di volta anche per me è in quel periodo, sia a livello di erosione interna degli stati democratici, sia di prospettiva globale.
In Italia impazzava il berlusconismo (e non a caso il Cav si definiva liberale...), in Europa prendevano piede ipocrite "terze vie" e gli Stati Uniti reduci dagli Ottanta reganiani si trovavano alla guida il conservatore texano e guerrafondaio Bush senior.
Nel frattempo, decaduto il blocco del socialismo reale, le porte erano aperte per la globalizzazione, che da fenomeno economico si è via via trasformato in fenomeno "politico".
Da un lato, non vi è mai stato il passaggio alla globalizzazione del/dei diritto/i, dall'altro le logiche economiche (anzi, economiciste) si sono elevate a regolazione, più o meno "soft", anche dei rapporti tra individui e Stati.
Lo step successivo è arrivato a metà degli anni Duemila, quando dopo un decennio di tentativi ed elaborazioni concettuali, si è di fatto rinunciato a estendere a livello sovranazionale principi e meccanismi degli Stati nazionali. Il fallito tentativo di costituzionalizzare l'Unione Europea è stato il primo segnale di un'inversione di marcia, di abdicazione del ruolo di bilanciamento delle regole condivise in favore delle dinamiche naturali del mercato.
A quel punto prima le stesse istituzioni sovranazionali, poi di conseguenza anche gli Stati sono stati travolti nella loro capacità di orientare le politiche interne. Dai famosi "ce lo chiede l'Europa" all'attuazione di politiche necessitate dalle dinamiche capitalistiche, come la riduzione dei diritti e dei salari dei lavoratori, a fronte dei rischi di delocalizzazione da parte delle imprese e, soprattutto, da parte delle multinazionali.
In tutto ciò, quella che Peter Häberle teorizzava come cultura europea comune sottostante all'ipotesi di costruzione di una democrazia sovranazionale ha trovato attuazione uguale e contraria. Non solo le regole comuni (?) non sono mai diventate capaci a essere percepite come tali dai cittadini, ma anche quelle preesistenti a livello nazionale sono state via via erose, dalla narrazione della magistratura "comunista" e quindi di parte a quella della burocrazia che impedisce l'attuazione del volere del governante. Se nessun potere "terzo" viene più legittimato come tale, allora tutto il potere risiede nell'esecutivo, che piega e plasma le regole a propria immagine e somiglianza, per perseguire le finalità proprio o comunque quelle dettate dalle dinamiche economiche e dalle sue relazioni internazionali.
Oltre a essere governo di istanze non rientranti nel circuito democratico, sul piano istituzionale la postdemocrazia è di per sé democrazia esecutiva, che passa dalle urne in maniera sempre più formale e in esse si esaurisce. Una volta ricevuto il mandato, rispettando formalmente le procedure, quello che succede dopo è sempre più slegato dal circuito democratico e dall'accountability del governante. Quanto tutto ciò è davvero distante dalle pratiche orbaniane, per non dire putiniane?
Citazione di: hafssol il 15 Mar 2025, 08:12
La chiave di volta anche per me è in quel periodo, sia a livello di erosione interna degli stati democratici, sia di prospettiva globale.
In Italia impazzava il berlusconismo (e non a caso il Cav si definiva liberale...), in Europa prendevano piede ipocrite "terze vie" e gli Stati Uniti reduci dagli Ottanta reganiani si trovavano alla guida il conservatore texano e guerrafondaio Bush senior.
Nel frattempo, decaduto il blocco del socialismo reale, le porte erano aperte per la globalizzazione, che da fenomeno economico si è via via trasformato in fenomeno "politico".
Da un lato, non vi è mai stato il passaggio alla globalizzazione del/dei diritto/i, dall'altro le logiche economiche (anzi, economiciste) si sono elevate a regolazione, più o meno "soft", anche dei rapporti tra individui e Stati.
Lo step successivo è arrivato a metà degli anni Duemila, quando dopo un decennio di tentativi ed elaborazioni concettuali, si è di fatto rinunciato a estendere a livello sovranazionale principi e meccanismi degli Stati nazionali. Il fallito tentativo di costituzionalizzare l'Unione Europea è stato il primo segnale di un'inversione di marcia, di abdicazione del ruolo di bilanciamento delle regole condivise in favore delle dinamiche naturali del mercato.
A quel punto prima le stesse istituzioni sovranazionali, poi di conseguenza anche gli Stati sono stati travolti nella loro capacità di orientare le politiche interne. Dai famosi "ce lo chiede l'Europa" all'attuazione di politiche necessitate dalle dinamiche capitalistiche, come la riduzione dei diritti e dei salari dei lavoratori, a fronte dei rischi di delocalizzazione da parte delle imprese e, soprattutto, da parte delle multinazionali.
In tutto ciò, quella che Peter Häberle teorizzava come cultura europea comune sottostante all'ipotesi di costruzione di una democrazia sovranazionale ha trovato attuazione uguale e contraria. Non solo le regole comuni (?) non sono mai diventate capaci a essere percepite come tali dai cittadini, ma anche quelle preesistenti a livello nazionale sono state via via erose, dalla narrazione della magistratura "comunista" e quindi di parte a quella della burocrazia che impedisce l'attuazione del volere del governante. Se nessun potere "terzo" viene più legittimato come tale, allora tutto il potere risiede nell'esecutivo, che piega e plasma le regole a propria immagine e somiglianza, per perseguire le finalità proprio o comunque quelle dettate dalle dinamiche economiche e dalle sue relazioni internazionali.
Oltre a essere governo di istanze non rientranti nel circuito democratico, sul piano istituzionale la postdemocrazia è di per sé democrazia esecutiva, che passa dalle urne in maniera sempre più formale e in esse si esaurisce. Una volta ricevuto il mandato, rispettando formalmente le procedure, quello che succede dopo è sempre più slegato dal circuito democratico e dall'accountability del governante. Quanto tutto ciò è davvero distante dalle pratiche orbaniane, per non dire putiniane?
FRANCO CARDINI: "RUSSIA? EPPURE IL VOTO LIBERO STA SPARENDO ANCHE QUI, SIAMO ALL'OLIGARCHIAFranco Cardini, storico medievista, studioso di sistemi politici, nel mondo ci sono oggi più autocrazie che democrazie...
Il voto libero sta scomparendo in tutto il mondo[1]. Ci sono forme nuove, diciamo. Ma la semplificazione per cui Putin è un autocrate e qui è il paradiso delle libertà è una mistificazione[2].
Partiamo dai distinguo dell'Occidente su autocrazie amiche e nemiche. L'Egitto per la premier Meloni va bene, la Russia no.
Quali elementi costituzionali portano Meloni a stabilire che l'Egitto di Al Sisi vada bene e la Russia di Putin no?
L'invasione di un paese sovrano?
Anche l'America ha più volte invaso e attaccato paesi sovrani, ma siamo rimasti amici di Washington. Le democrazie liberali nella storia spesso sono state aggressori di altri Stati. Mi devono spiegare anche perché la non soluzione del caso Regeni va bene e la non soluzione del caso Navalny non va bene. Il punto è che siamo nel blocco NATO, completamente allineati agli Stati Uniti. Il resto sono davvero chiacchiere difficilmente sostenibili.
Non vorrà dire che le democrazie occidentali siano uguali alla Russia?
Le nostre democrazie sono zoppicanti, ma mica da ora. Nelle nazioni occidentali più della metà delle persone non va più a votare. Certo che la Russia, che definirei democrazia autoritaria e non autocrazia, è caratterizzata da restrizioni nell'esercizio del potere democratico. Ma anche qui dalle nostre parti il meccanismo di scelte, seppur quantitativamente più largo, è sempre più qualitativamente ristretto. Sono delle oligarchie che scelgono i candidati. E spesso "al ribasso", privilegiando persone poco colte, poco capaci, poco preparate, spesso poco oneste, ma per questo più inclini ad agire da yes men e magari più facilmente corruttibili e ricattabili
Ma abbiamo ancora un sistema con più partiti. In Russia c'è di fatto il partito unico, no?
In Russia, Putin e pochi sodali disegnano la Duma. Da noi è maggiore il numero dei partiti, ma siamo sempre di fronte a piccole élites con poche unità dirigenziali che scelgono i componenti delle liste, quindi i candidati. E la sostanza, in presenza di un'astensione sempre più elevata, è quella di oligarchie che sono solo apparentemente alternative.
Be', nei nostri sistemi il potere è contendibile. O no?
Da noi i partiti e i loro rappresentanti sono formalmente più liberi. Ma la sovranità è limitata, questo è evidente. In politica estera e in economia ci sono tutte queste differenze fra destra e sinistra? Direi proprio di no. E questo è determinato anche dal fatto che ospitiamo circa 120 basi americane sul nostro suolo [negli ultimi anni la presenza militare degli americani in Italia è aumentata. Nel 2013, le basi con presenza Usa in Italia erano 59, adesso – secondo alcuni osservatori qualificati – sono salite a circa 120, più altre che si ritiene siano tenute segrete per motivi di sicurezza. Non tutte sono basi Nato, ci sono quattro tipi di strutture diverse: quelle concesse agli Stati Uniti in base a due accordi firmati negli anni Cinquanta, che rimangono sotto comando italiano mentre gli Stati Uniti detengono il controllo militare su equipaggiamento e operazioni; le basi Nato propriamente dette (quindi con una propria catena di comando); le basi italiane messe a disposizione della Nato in base agli accordi dell'Alleanza atlantica e le basi condivise da Italia, Stati Uniti e Nato][3]. C'è una differenza fra paese legale e paese reale, fra alto e basso: il basso è la metà di cittadini che non si riconosce nel sistema e non va a votare. Ma a governare e decidere, per conto di qualcun altro, sono le oligarchie. Ad esempio l'Occidente esita a condannare Israele, che dell'Occidente fa parte, su quanto sta avvenendo nella Striscia di Gaza. Eppure per Putin è stato oggetto di un mandato di arresto internazionale per molto meno di quanto sta facendo Netanyahu ai palestinesi.
Non si può sostenere, però, che in paesi come Russia o Cina sia consentito il dissenso, mentre da noi lo è.
Noi siamo più vicini a loro di quanto si pensi anche da questo punto di vista. E sarà sempre peggio. Quello che mi rifiuto di fare è tirare una linea tra libere democrazie e tirannide, perché non è così[4].
Può paragonare mai i nostri Parlamenti a quelli di Russia e Cina?
Soprattutto in Cina in Parlamento, le posso assicurare, finiscono persone ultracompetenti e preparate. Con grandi specializzazioni tecnologiche e organizzative. Quindi dal punto di vista qualitativo non c'è partita. Poi mi può fare un discorso di uniformità politica al proprio governo. Ma come dicevo prima poi, anche da noi, rispetto alle grandi scelte di politica internazionale o di sistemi economici, l'uniformità emerge eccome, la scarsa qualità non è affatto compensata quindi da una quantità di punti di vista che compare solo prima delle elezioni e poi svanisce[5].
(il Fatto Quotidiano, 22 marzo 2024)https://www.francocardini.it/minima-cardiniana-460-3/
E qual è lo stato di salute della nostra civiltà, nell'era della postdemocrazia? Aldous Huxley ed Erich Fromm provano a darci delle risposte. Scomode. Da notare; "il Ritorno al mondo nuovo", da cui prendo la citazione, è stato pubblicato nel 1958. Forse, quello che siamo oggi è il risultato di quello che eravamo ieri.
Ebbene, i progressi tecnologici di questi ultimi anni in che senso hanno agito sull'individuo? Ecco la risposta del filosofo e psichiatra dottor Erich Fromm: 'La nostra società occidentale contemporanea, nonostante il progresso materiale, intellettuale e politico, è sempre meno capace di condurre alla sanità mentale, e tende a minare invece la sicurezza interiore, la felicità, la ragione, la capacità d'amore nell'individuo; tende a trasformarlo in un automa che paga il suo insuccesso di uomo con una sempre più grave infermità mentale, con la disperazione che si cela sotto la frenetica corsa al lavoro e al cosiddetto piacere'. La nostra «sempre più grave infermità mentale» può esprimersi in sintomi nevrotici, palesi, quanto mai desolanti. Ma «attenti» continua il dottor Fromm «a non ridurre l'igiene mentale alla semplice prevenzione dei sintomi. I sintomi, in quanto tali, sono per noi non nemici, ma amici; dov'è un sintomo, là è conflitto, e conflitto significa sempre che forze vitali lottano ancora per l'integrazione e per la felicità.» Le vittime veramente disperate dell'infermità mentale si trovano proprio fra gli individui che paiono normalissimi. «Molti di essi sono normali solo perché si sono adattati al nostro modo d'esistenza, perché la loro voce di uomini è stata messa al silenzio in età così giovane che essi nemmeno lottano, né soffrono, né hanno i sintomi del nevrotico.» Non sono normali, diciamo così, nel senso assoluto della parola; sono normali solamente in rapporto a una società profondamente anormale. Il loro perfetto adattamento a quella società anormale è la misura della loro infermità mentale. Questi milioni di individui abnormemente normali, che vivono senza gioia in una società a cui, se fossero pienamente uomini, non dovrebbero adattarsi, ancora carezzano «l'illusione della individualità» ma di fatto sono stati in larga misura disindividualizzati. Il loro conformismo dà luogo a qualcosa che somiglia all'uniformità. Ma «uniformità e libertà sono incompatibili. Uniformità e salute mentale sono anch'esse incompatibili... L'uomo non è fatto per essere automa, e se lo diventa, va distrutta la base della sanità mentale»
(Aldous Huxley, Ritorno al Mondo Nuovo, pag. 232-233).
Noi si continua a pensare di avere a che fare con una forma in qualche modo democratica, perché non abbiamo realizzato che abbiamo a che fare con un simulacro di democrazia.
Una struttura tecnocratica di carattere autoritario che ha bisogno semplicemente di salvare le apparenze.
Peraltro il fatto che l'Unione Europea sia un sistema di carattere tecnocratico è risaputo visto che non si contano i libri dedicati al tema.
I Parlamenti sono elementi poco più che folkloristici che vengono scavalcati per ragioni superiori da gruppi dirigenti che non rispondono alle popolazioni europee.
Si creano maggioranze spurie tra gruppi di interesse solo apparentemente avversari per tenere fuori dalla porta chi potrebbe (almeno a parole) spezzare la catena verticali di potere (francia, austria, romania, moldavia, germania. I chihuahua baltici hanno tagliato la testa al toro e deciso direttamente di escludere pezzi della popolazione, russi e bielorussi residenti, dal diritto di voto).
Ecco perché la discussione neoliberismo/neoliberalismo mi pare inutile.
Qui non parliamo di libero mercato, di laissez-faire, valerio zanone, reagan, thatcher e tutto l'armamentario del secolo scorso.
Il neoliberismo non ha colore politico, (come dice giustamente FD comprende gente dal pd fino a fdi), è una colore che sta bene su tutto diciamo, è una teoria in cui lo stato è perfettamente presente, può essere anche estremamente intrusivo ma lo fa in funzione delle oligarchie finanziarie quindi la sua funzione non è quella di lasciare il mercato stare a stesso ma come sta facendo la Von der Leyen svuotare le casse pubbliche per riempire le commesse private attraverso la produzione di armamenti a vantaggio delle oligarchie finanziarie ed economiche.
Il punto ora è che si tratta di realizzarlo evitando forme troppo spettacolari di repressione.Il simulacro di democrazia va salvaguardato mica possiamo fare come in argentina dove si massacra la gente che protesta in strada
A questo servono le forme mediatiche pubblicitarie propagandistiche le manifestazioni, per in qualche modo riuscire a creare un'atmosfera se non proprio di consenso almeno non palese opposizione, dire, vedete i cittadini ci seguono.
Il resto va silenziato dal discorso pubblico attraverso leggi che già esistono in Italia e in tutti gli altri paesi europei, come il Digital Services Act, per tacitare censurare bloccare e sanzionare tutte le forme che si ritengono essere in qualche modo pericolose (es. sono stati chiusi tutti i siti e canali social riconducibili alla russia o a certi gruppi filopalestinesi con la ridicola accusa di antisemitismo).
Il sistema mediatico che è strettamente e totalmente dipendente dalle dinamiche economiche e finanziarie delle oligarchie europee, è il braccio armato della tecnocrazia autoritaria visto che il mercato editoriale non dipende più dagli acquirenti dei giornali in crollo da almeno 20 anni ormai.
Quindi possiamo prevedere che ci saranno manifestazioni pacifiste e di protesta contro questo progetto criminale di riportare la guerra in europa a spese delle classi più deboli, nel momento in cui ci saranno queste manifestazioni di dissenso verranno fatte degenerare, verranno inviati agenti provocatori in modo da creare il servizio televisivo e dire ecco vedete i finti pacifisti che poi rovesciano i cassonetti, bastonano le vecchiette e bruciano la roba in strada e tutte le solite provocazioni che vediamo da almeno 60 anni in italia e in occidente.
Le ultime manifestazioni filo palestinesi sono un esempio di questa strategia, dove "casualmente" il giornalista era piazzato con camera e microfono dove "casualmente" appariva la bandiera di hamas o qualche slogan ritenuto non presentabile. E in questo modo si squalificava l'intero corteo composto da migliaia di persone, annullandone la manifestazione del pensiero e la partecipazione democratica.
Io sono molto pessimista sulla possibilità di un ritorno a dinamiche democratiche vere, perché non credo che chi è a guardia di questo regime mollerà il potere di spontanea volontà, penso che le alternative alla rivolta violenta non ci siano.
Tifiamo rivolta
"non perdiamoci di vista" (cit.)
Il Pride vietato per legge, la proposta del partito di Viktor Orban in Ungheria
Il testo afferma che la limitazione è necessaria «per assicurare che in Ungheria si svolgano solamente le assemblee che tengono conto del diritto dei bambini a uno sviluppo fisico, psichico e morale adeguato»
https://www.open.online/2025/03/17/ungheria-orban-vs-diritti-lgbt-legge-divieto-pride/
intanto in paio di notizie dal "giardino fiorito della democrazia"
l'estonia ha approvato la riforma costituzionale per privare del voto russi e bielorussi residenti.
(tralaltro sempre in estonia un paio di giorni fa è stato condannato a 15 anni (15 anni) un estone con doppia cittadinanza russa per aver incendiato una macchina con targa ucraina.
in Moldavia il governo filo ue della sandu ha fatto arrestare la governatrice della regione autonoma (filorussa) Gagauzia con le solite accuse di finanziamenti illeciti (ormai sono il fil rouge di pancaldi e olivieri dei regimi ue) con l'intenzione di applicare lo stato di emergenza nella regione ed esautorare il governo legittimamente eletto.
nel frattempo quelle 2 testadi.inchia di starmer e Macron continuano a sognare interventi armati in ucraina.¹
Alla Commissione Europea ci hanno spiegato che dobbiamo armarci fino ai denti perché incombe la minaccia di un'invasione da parte della prima o seconda potenza nucleare del pianeta.
Poi ci hanno raccomandato di tenere scorte necessarie per 72 ore (perché 72 e non 48 o 96? Boh.)
Fino a questo punto c'erano tutti gli elementi per credere che stessero prendendo maledettamente sul serio una minaccia che il buon senso comune reputa del tutto remota.
Ma poi, ecco che arriva un video.
Protagonista, da attrice consumata, la Commissaria Europea Hadja Lahbib (Commissaria specificamente per la parità, la preparazione e la gestione delle crisi, dunque non una che passava di là).
Il video è assolutamente sconcertante.
Il tono è lieve, salottiero, con un sottofondo da piano bar con aperitivo; si succedono umorismo e garbatezza; e si squaderna un incredibile pressapochismo in tutto ciò che viene detto (se qualcuno avesse la tentazione di prenderlo sul serio).
Infatti - esattamente come nel caso di minaccia bellica - se qualcuno volesse davvero "prepararsi a una crisi" deve prepararsi a una crisi specifica.
Viene meno il riscaldamento? L'elettricità? Il tetto sulla testa? C'è un'alluvione? Un terremoto? Un bombardamento? Una perdita di gas? Una contaminazione radioattiva? Sei vicino al mare o in montagna o in pianura? Devi poterti muovere a lungo o stare in un luogo? In un centro urbano o in una periferia agricola? Perché non una coperta termica? Perché non un binocolo? Perché non una corda? Perché non un asciugamano come nella Guida Galattica per Autotoppisti? Ecc. ecc.
Semplicemente NON ESISTE il "prepararsi ad una crisi" quale che sia. Devi sapere quale tipo di imprevisto, quale crisi.
E invece no, con quell'aria serena di chi casca sempre in piedi e può ironizzare su tutto, con il tono di simpatia paternalistica di chi si abbassa a spiegare alla mesta plebe alcune chicche da "survivalist" la nostra commissaria procede nella sua narrazione.
Ecco i documenti di identità, ecco l'accendino, ecco le carte da gioco per distrarsi. Quando ha estratto con aria maliziosa il suo "special friend" ci si aspettava, coerentemente con il contesto, che comparisse un dildo.
Il dicorso sulla borsetta della resilienza si conclude con un momento di serietà, in cui ogni speranza che si trattasse di cabaret, svanisce:
"The EU is preparing its strategy to be sure that every citizen is safe in case of crisis. Be prepared, be safe."
[L'UE sta preparando la sua strategia per garantire che ogni cittadino sia al sicuro in caso di crisi. Siate preparati, siate al sicuro.]
Ora, di fronte ad un video del genere fluttua l'eterna drammatica questione:
"Ci sono o ci fanno?"
Qualcuno potrebbe azzardare un'interpretazione machiavellica, pensando che un video del genere sia una semplice operazione di distrazione pubblica: ci fanno discutere di video demenziali mentre cose più importanti e drammatiche covano nelle segrete stanze. Forse, ma improbabile. I palazzi di Bruxelles, nonostante la trasparenza degli edifici, sono il luogo più opaco del mondo, e non c'è bisogno di ulteriori distrazioni che facciano da copertura.
No, credo che l'intepretazione possibile sia una sola, tragica: questa gente è davvero così completamente sprovveduta, vacua, impreparata come sembra; è così scollegata dalla realtà, da non percepire l'assurdità dei propri gesti. La sicurezza da ricchi che promana da ogni gesto è quella della Contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare che invita i ragionieri alla polentata.
E il problema, naturalmente, non sono i video involontariamente umoristici, ma lo sguardo che ci consentono di gettare su istituzioni da cui dipende il funzionamento delle nostre scuole o del servizio sanitario, da cui dipendono i rapporti internazionali, da cui dipendono occupazione o disoccupazione, da cui dipende la produzione industriale, da cui dipendono guerra e pace.
In questo momento, come un lampo che squarcia le tenebre notturne, per un istante si riesce a vedere cosa si agita dietro le quinte e si mettono in fila con coerenza i tappi di plastica che non si staccano, le politiche green di autoevirazione industriale, i contratti miliardari per la fornitura di 10 vaccini a testa fatti via sms (e distrattamente cancellati), e la sfida in leasing alla Russia (si finalizza nel 2030, intanto paghiamo le rate), ecc. ecc.
A morte il tedioso principio di realtà: finalmente la fantasia al potere.
Tanto il conto è a carico vostro.
Andrea Zhok
Professore di Filosofia Morale all'Università di Milano
Orban, l'amico delle democrazie, ha annunciato che l'Ungheria è fuori da ICC così da poter accogliere il criminale di guerra BeeBee.
Tutto molto bello.
Giustamente uno xenofobo va d'accordo con un altro.
Citazione di: Lativm88 il 03 Apr 2025, 19:07
Orban, l'amico delle democrazie
Da quando?
In UE è isolato, il leader a cui è più vicino è Putin, in che senso sarebbe un amico delle democrazie?
Citazione di: cartesio il 03 Apr 2025, 19:22
Da quando?
In UE è isolato, il leader a cui è più vicino è Putin, in che senso sarebbe un amico delle democrazie?
purtroppo durante il "regno merkel" gli è stato concesso di fare un po' di tutto senza che nessuno avesse obiezioni, ovviamente perché serviva alla germania per "delocalizzare" e non far pagare tasse alle proprie aziende che aprivano da lui...
Citazione di: cartesio il 03 Apr 2025, 19:22
Da quando?
In UE è isolato, il leader a cui è più vicino è Putin, in che senso sarebbe un amico delle democrazie?
Amico delle democrazie come Bielorussia e Russia
Il senso della democrazia del figgicciotto panterino cappellini che riscopre la sua antica indole stalinista.
(https://i.ibb.co/N6nVjF6w/Screenshot-2025-04-04-at-16-13-56-N-pacifista-n-di-sinistra-alla-larga-dalla-piazza-di-Travaglio-e-O.png) (https://ibb.co/FbqxwhbG)
Citazione di: Warp il 28 Mar 2025, 13:16
Andrea Zhok
Professore di Filosofia Morale all'Università di Milano
Metti in testa il nome dell'autore, così si evita di leggere 8)
Orsini qualche tempo fa disse che non era intenzione di Hitler scatenare la guerra :=)) :=)) :=))
Io dalla sua piazza starei lontano anche professasse il paradiso in terra.
Citazione di: Lativm88 il 04 Apr 2025, 19:12
Orsini qualche tempo fa disse che non era intenzione di Hitler scatenare la guerra :=)) :=)) :=))
Io dalla sua piazza starei lontano anche professasse il paradiso in terra.
il problema non è Orsini con cui si può essere d'accordo o meno ma che un giornalista scriva in pezzo esplicitamente dicendo di non andare ad una manifestazione. detto da gente che un paio di settimane da celebrava "la partecipazione popolare" a piazza del popolo pagata dal comune di roma.
Feccia piddina
Penso che i giornalisti possano dire quello che più aggrada loro, si può essere d'accordo o meno.
Sempre per non andare a scivolare nella post democrazia.
I giornalisti scrivono quello che gli pare, i politici non attaccano i giudici e i giudici fanno indagini dove ritengono.
Queste 3 cose sono abbastanza importanti e proprio quelle che stiamo vedendo attaccate da molti anni.
Negli ultimi anni, soprattutto per il martirio palestinese, la questione stampa è molto molto evidente.
Citazione di: Warp il 04 Apr 2025, 16:15
Il senso della democrazia del figgicciotto panterino cappellini che riscopre la sua antica indole stalinista.
(https://i.ibb.co/N6nVjF6w/Screenshot-2025-04-04-at-16-13-56-N-pacifista-n-di-sinistra-alla-larga-dalla-piazza-di-Travaglio-e-O.png) (https://ibb.co/FbqxwhbG)
siccome alla fine alla manifestazione c'è anche il pd, verdi e sinistra, acli, anpi e non so quanti altri (nelle immagini tv ho visto Boccia e Ruotolo), i repubblichini hanno riproposto "l'articolo" in home page sostituendo il titolo con il solo concetto che era espresso nel vecchio "catenaccio"...
(https://i.postimg.cc/nzQNP1H0/Screenshot-2025-04-05-at-14-50-17-la-Repubblica-News-in-tempo-reale-Le-notizie-e-i-video-di-poli.png) (https://postimages.org/)
L'Europa dei cannoni: Il tramonto del Diritto tra riarmo e nichilismo politico
Daniele Trabucco
La corsa al riarmo promossa in sede europea e spalleggiata da diversi Governi occidentali, sempre più forte soprattutto dopo le recenti vicende del conflitto russo-ucraino, rappresenta uno dei sintomi più evidenti di un'involuzione epocale del pensiero politico e giuridico contemporaneo. Non si tratta soltanto di un mutamento strategico, bensì di un capovolgimento assiologico: ciò che un tempo costituiva l'eccezione, cioè l'uso della forza armata, diventa oggi il principio ordinatore della politica internazionale, sancendo un ritorno alla preistoria del diritto delle genti.
L'Unione Europea, nata (almeno in teoria) dal rifiuto radicale della guerra come strumento ordinario di risoluzione delle controversie, abdica alla sua missione originaria per allinearsi a una logica di potenza che ne svuota la natura giuridico-costituzionale e la priva di ogni spessore filosofico. Lo stesso progetto «ReArm Europe», ideato come risposta strategica alla crescente instabilità globale e come deterrente nei confronti della Federazione Russa, si presenta come un massiccio piano di investimenti pubblici nella difesa, con l'obiettivo dichiarato di costituire un'autonomia strategica europea.
Tuttavia, sotto questa formula si cela un nuovo paradigma securitario che riconduce l'identità politica dell'Unione non più all'integrazione giuridica (peraltro fortemente discutibile e problematica), bensì all'unità militare. Un tale progetto segna il tramonto della cultura del diritto a favore della cultura del dominio. In esso si può riconoscere l'inquietante influenza di un realismo politico divenuto cinico decisionismo, per cui l'efficacia strategica soppianta ogni criterio di legittimità sostanziale.
A ciò si aggiunge l'irrilevanza manifesta delle forze politiche nazionali teoricamente più vicine a una visione garantista dell'Europa. Il Presidente del Consiglio dei Ministri italiano pro tempore, On. Giorgia Meloni, pur esprimendo dubbi semantici e tecnici sul piano «ReArm», si dimostra incapace di articolare una visione alternativa realmente incidente sul piano europeo. Il suo dissenso, confinato alla forma e privo di forza argomentativa giuridico-filosofica, conferma l'evanescenza della classe dirigente italiana nella costruzione del futuro europeo. In altri termini, si registra un deficit di «auctoritas» ancor prima che di «potestas»: l'Italia non propone un ordine alternativo perché ha smarrito il suo pensiero politico.
Diversa e ancor più allarmante è la traiettoria britannica. Il Premier inglese, Keir Starmer, insediatosi con la promessa di una restaurazione istituzionale post-johnsoniana, ha rapidamente assunto i tratti di un tecnocrate bellicista. Il suo piano di rafforzamento militare, volto a preparare il Regno Unito al «combattimento entro il 2035», non è solo una scelta strategica, ma una dichiarazione ontologica sulla funzione dello Stato: non più garante di diritto e libertà, bensì centro di comando e minaccia.
Le sue stesse aperture all'ipotesi di invio di truppe in Ucraina sotto l'etichetta di «peacekeeping» riflettono una concezione strumentale del diritto internazionale, ridotto a copertura retorica di decisioni già prese in base a logiche di potere. L'interventismo democratico si rovescia, come già nella stagione post-2001, in imperialismo umanitario. Il problema, in realtà, è più profondo: è l'architettura stessa del pensiero giuridico moderno ad essere in crisi.
La legittimazione del riarmo si fonda su un'idea hobbesiana della sovranità come monopolio della forza, rafforzata dal paradigma schmittiano dell'«amico-nemico». In questa visione, il diritto si ritrae dinanzi all'emergenza e l'ordinamento si riduce a decisione. Il problema è che questa logica, fondata sull'eccezione, viene ora normalizzata: la guerra non è più il limite estremo del diritto, ma diventa la sua matrice.
Il pensiero giusnaturalista classico ci ricorda, invece, che la pace è non solo un bene politico, ma il telos intrinseco del diritto. Il diritto, nella sua essenza, è ordinamento razionale al bene comune e questo non può essere perseguito attraverso strumenti intrinsecamente disordinati come la guerra o il riarmo sistemico. La legittima difesa è giustificabile solo come extrema ratio e secondo criteri di necessità, proporzionalità e finalità retta. Purtroppo, nel progetto europeo odierno tali limiti sono cancellati: si prepara la guerra per abitudine, si investe nella difesa senza finalità determinata, si accetta la logica dell'armamento come fine in sé. È il trionfo dell'irrazionalismo politico.
Il silenzio della cultura giuridica dinanzi a questa deriva è assordante. Solo un pensiero che riscopra la priorità del diritto, quale partecipazione della giustizia, sulla forza, la centralità della persona sulla macchina bellica e la trascendenza della giustizia sulla pura efficienza, potrà offrire un'alternativa. Ciò implica, però, una rottura con il cinismo dominante, un recupero del diritto naturale come criterio critico dell'azione politica e un ripensamento radicale della stessa idea di sicurezza. In assenza di questo sforzo filosofico e giuridico, l'Europa è destinata a diventare ciò che aveva giurato di non essere mai più: un continente armato contro se stesso, guidato da Governi che, nella migliore delle ipotesi, si limitano a gestire l'inevitabile; e, nella peggiore, lo accelerano con cieca determinazione.
La corsa al riarmo non è segno di forza, bensì manifestazione della debolezza di un progetto politico che ha smarrito la propria ragion d'essere.
*Le scimmie del IV Reich mettono al bando Marx*
Come diceva giustamente Honecker, a Berlino non c'era un muro ma una barriera che proteggeva i tedeschi e i paesi sovietici dal fascismo.
Un fascismo congenito a certi popoli europei, in quanto connaturato al loro sistema di potere e dominio di classe.
A ratificare il pieno compimento del ritorno al fascismo della Germania ci pensa la corte di Amburgo che definisce incostituzionale la teoria sociale di Marx.
La sentenza stabilisce: "Le attività del ricorrente, incentrate sulle teorie di Karl Marx, sono fondamentalmente contrarie all'ordinamento fondamentale liberale e democratico".
Inoltre: "La teoria sociale fondata da Marx (...) è verosimilmente incompatibile, sotto aspetti essenziali, con i (...) principi dell'ordinamento fondamentale libero e democratico".
A quando il rogo dei libri e della Entartete Kunst?
Come ho sempre detto, l'Ucraina è uno schermo su cui viene proiettato ciò che accadrà in Europa nel prossimo futuro.
A questo porta il viscerale anticomunismo dei liberali, partono con Stalin e l'Unione sovietica per colpire quelle teorie che parlano di equità sociale, fine dell' oppressione dell' uomo sull'uomo, fine della divisione della società in classi, di emancipazione dei popoli.
Il liberalismo non è altro che l'anticamera arcobaleno del fascismo.
https://taz.de/Klage-der-Marxistischen-Abendschule/!6101920/
la truffa macron ormai è scoperta
Lecornu
Di Marco Travaglio
Chi l'avrebbe mai detto: Macron, il presidente più disastroso e detestato dai francesi di tutti i tempi, dunque popolarissimo in Italia, ha trasformato la Francia in un'Italia messa un po' peggio. Dopo aver cambiato sei premier in otto anni, di cui quattro negli ultimi due, si accinge a nominare un altro Carneade (noi facciamo il tifo per il mitico Lecornu) per non dover ammettere che il problema è lui. Il motto è quello andreottiano: tirare a campare per non tirare le cuoia. Infatti la stampa francese, per descrivere la pochade, usa il nostro politichese: "governo balneare" o "tecnico", "larghe intese", "non sfiducia", "autunno caldo". Ma la deriva italiota della Francia è anche istituzionale: pure là, come qui nel 2011 e nel 2021, è passata l'idea che chi governa non lo decidono gli elettori. È una vita che i francesi premiano la destra di Le Pen e la sinistra di Mélenchon ma, grazie a una delle leggi elettorali più antidemocratiche del mondo, si ritrovano al governo i centristi che arrivano sempre terzi. L'anno scorso il genio incompreso dell'Eliseo, dopo aver perso le elezioni anticipate (da lui), disse di non poter incaricare la sinistra che le aveva vinte perché i "mercati" non volevano, allarmati dallo sfascio dell'economia. Infatti la sinistra è all'opposizione da otto anni e i conti pubblici li ha sfasciati lui.
Comicamente gli esperti italiani di cose francesi che non ci hanno mai capito nulla (quelli che turibolano Renzi e Calenda come se fossero Macron e viceversa, perché "si vince al centro") continuano ad attribuire i disastri del mini-Napoleone agli oppositori di destra e di sinistra, rei di non portargli l'acqua con le orecchie: "tenaglia rossobruna", "populisti", "massimalisti", "estremisti", "mosche cocchiere dei gilet gialli", "fronte del caos", nemici della "democrazia rappresentativa" (che in Francia da anni non rappresenta nessuno). Intanto, mentre guardavano altrove, Micron ne combinava di cotte e di crude. Impoveriva i poveri e arricchiva i ricchi. Dichiarava la "morte cerebrale della Nato" per poi diventarne il servo più volenteroso. Voleva trattare con Putin per "non umiliarlo", poi ne veniva umiliato e invocava le truppe in Ucraina (tanto per perdere qualche altro voto, credendo di guadagnarne). Si faceva sbatter fuori dall'Africa subsahariana e rimpiazzare da russi e cinesi. E quando persino la moglie l'ha preso a sberle sull'aereo presidenziale, ha detto che era un video fake con l'IA dagli hacker russi. Però il Bonaparte bonsai almeno un merito ce l'ha: incarna alla perfezione le classi dirigenti europee che, a furia di fregarsene degli elettori, li stanno perdendo tutti. E, pur di non sloggiare, inventano trucchi da magliari, giochi delle tre carte e magari, perché no, una bella guerra mondiale.
Citazione di: Warp il 10 Set 2025, 11:57
la truffa macron ormai è scoperta
Lecornu
Di Marco Travaglio
Chi l'avrebbe mai detto: Macron, il presidente più disastroso e detestato dai francesi di tutti i tempi, dunque popolarissimo in Italia, ha trasformato la Francia in un'Italia messa un po' peggio. Dopo aver cambiato sei premier in otto anni, di cui quattro negli ultimi due, si accinge a nominare un altro Carneade (noi facciamo il tifo per il mitico Lecornu) per non dover ammettere che il problema è lui. Il motto è quello andreottiano: tirare a campare per non tirare le cuoia. Infatti la stampa francese, per descrivere la pochade, usa il nostro politichese: "governo balneare" o "tecnico", "larghe intese", "non sfiducia", "autunno caldo". Ma la deriva italiota della Francia è anche istituzionale: pure là, come qui nel 2011 e nel 2021, è passata l'idea che chi governa non lo decidono gli elettori. È una vita che i francesi premiano la destra di Le Pen e la sinistra di Mélenchon ma, grazie a una delle leggi elettorali più antidemocratiche del mondo, si ritrovano al governo i centristi che arrivano sempre terzi. L'anno scorso il genio incompreso dell'Eliseo, dopo aver perso le elezioni anticipate (da lui), disse di non poter incaricare la sinistra che le aveva vinte perché i "mercati" non volevano, allarmati dallo sfascio dell'economia. Infatti la sinistra è all'opposizione da otto anni e i conti pubblici li ha sfasciati lui.
Comicamente gli esperti italiani di cose francesi che non ci hanno mai capito nulla (quelli che turibolano Renzi e Calenda come se fossero Macron e viceversa, perché "si vince al centro") continuano ad attribuire i disastri del mini-Napoleone agli oppositori di destra e di sinistra, rei di non portargli l'acqua con le orecchie: "tenaglia rossobruna", "populisti", "massimalisti", "estremisti", "mosche cocchiere dei gilet gialli", "fronte del caos", nemici della "democrazia rappresentativa" (che in Francia da anni non rappresenta nessuno). Intanto, mentre guardavano altrove, Micron ne combinava di cotte e di crude. Impoveriva i poveri e arricchiva i ricchi. Dichiarava la "morte cerebrale della Nato" per poi diventarne il servo più volenteroso. Voleva trattare con Putin per "non umiliarlo", poi ne veniva umiliato e invocava le truppe in Ucraina (tanto per perdere qualche altro voto, credendo di guadagnarne). Si faceva sbatter fuori dall'Africa subsahariana e rimpiazzare da russi e cinesi. E quando persino la moglie l'ha preso a sberle sull'aereo presidenziale, ha detto che era un video fake con l'IA dagli hacker russi. Però il Bonaparte bonsai almeno un merito ce l'ha: incarna alla perfezione le classi dirigenti europee che, a furia di fregarsene degli elettori, li stanno perdendo tutti. E, pur di non sloggiare, inventano trucchi da magliari, giochi delle tre carte e magari, perché no, una bella guerra mondiale.
ma travaglio scrive cosi'? ma che e' sta roba, dagospia?
Citazione di: Pomata il 10 Set 2025, 14:47
ma travaglio scrive cosi'? ma che e' sta roba, dagospia?
fa benissimo, il potere va ridicolizzato, bisogna evidenziarne contaddizioni e assurdità. Queste figure di politicanti ignoranti e triviali non le si deve prendere sul serio e analizzarne i profili sotto aspetti teorici e politoligici, sono figure imbarazzanti che fanno ribrezzo e vanno solo prese per il qulo.
Che vuoi analizzare di trump, di una von der leyen, di una meloni, di una kallas che pochi giorni pensando di fare pure la spiritosa ha celiato sulla "novità" di considerare Cina e Russia vincitori della Seconda guerra mondiale (27 milioni di morti sovietici e 30 milioni di morti cinesi) ignorando implicitamente anche il motivo per cui Pechino e Mosca sono fra i cinque membri permanenti nel Consiglio di Sicurezza Onu. Dobbiamo analizzare il profilo politico di questa scappata di casa piu stupida di un criceto come ebbe a dire un europarlamentare tempo fa?
Che vuoi analizzare senza ridere delle "rampogne di draghi all'europa" lui che l'ha guidata e l'ha fatta diventare quello che è si permette di fare dei rimproveri e nessuno che gli rida in faccia.
Travaglio fa benissimo a prenderli per il qulo, non si meritano altro.
Il potere ha sempre odiato la satira e lo sbarleffo come ha insegnato Dario Fo.
Una risata li seppellirà
https://www.repubblica.it/esteri/2025/09/17/video/gran_bretagna_proiettate_le_immagini_di_trump_e_epstein_sul_castello_di_windsor_quattro_arresti-424851709/?ref=RHRT-BG-P1-S1-F-vd01
Gran Bretagna, proiettate le immagini di Trump e Epstein sul castello di Windsor: quattro arresti
Gli attivisti anti-Tump hanno proiettato le immagini del presidente degli Stati Uniti insieme a Jeffrey Epstein sul Castello reale di Windsor, proprio dove Trump è ospite per una visita di Stato e un incontro con re Carlo III. Quattro persone sono state arrestate per il gesto, dopo che avevano anche srotolato uno striscione con una foto di Trump ed Epstein. Le proiezioni includevano anche una presunta lettera di compleanno che Trump avrebbe scritto a Epstein più di 20 anni fa, oltre a foto delle vittime di violenza sessuale compiute da Epstein e ritagli di giornale sul caso. Trump aveva una precedente amicizia con Epstein, terminata nel 2019, e la vicenda è diventata un tema di forte interesse politico.
Reuters
scusate il doppio post...
La Casa Bianca: "Colpiremo le organizzazioni di sinistra"
https://www.msn.com/it-it/notizie/mondo/la-casa-bianca-colpiremo-le-organizzazioni-di-sinistra/ar-AA1MDc06
quindi un (per usare il linguaggio di vance) "lunatico" di destra-destra che uccide un estremista di destra sarebbe il pretesto per "abolire/far sparire" la "sinistra" in america?
se davvero si verificasse questo sarebbe, paradossalmente, anche peggio dell'incendio del reichstag...
ma del resto se viviamo in un mondo in cui c'è gente che pensa che le banconote da 50 euro ci sia il diavolo, manipolare questa gente (che probabilmente è maggioranza nel mondo) diventa un gioco da ragazzi...
"Sulla banconota da 50 euro c'è il Diavolo". E la Bce è costretta a smentire
https://www.msn.com/it-it/notizie/mondo/sulla-banconota-da-50-euro-c-%C3%A8-il-diavolo-e-la-bce-%C3%A8-costretta-a-smentire/ar-AA1MFRSJ
Citazione di: mr_steed il 17 Set 2025, 12:25
"Sulla banconota da 50 euro c'è il Diavolo". E la Bce è costretta a smentire
Ci hanno messo la foto de Draghi?
Citazione di: kelly slater il 17 Set 2025, 13:42
Ci hanno messo la foto de Draghi?
no :=))
però se affianchi due banconote da 50 appaiono le corna del diavolo :elec: :sisisi:
(https://i.postimg.cc/7Z0tvFRz/AA1MFUmV.jpg) (https://postimages.org/)
Citazione di: mr_steed il 17 Set 2025, 13:53
no :=))
però se affianchi due banconote da 50 appaiono le corna del diavolo :elec: :sisisi:
(https://i.postimg.cc/7Z0tvFRz/AA1MFUmV.jpg) (https://postimages.org/)
Io ci vedo un toro. Quindi il toro di Wall Street. Tutto torna. :=))
so du' cervi (cit.)
già, è sicuramente per via del fatto che ha "zero talento"...
Jimmy Kimmel sospeso e il suo show interrotto: i commenti su Charlie Kirk e Donald Trump che hanno causato il provvedimento
Il comunicato della ABC non lascia dubbi: "Jimmy Kimmel Live è stato sospeso a tempo indeterminato". Provvedimento contro il comico e conduttore per le sue frasi sull'omicidio di Charlie Kirk e su Donald Trump. Esulta il Presidente USA: "Ottima notizia, finalmente ABC ha avuto il coraggio di farlo. Kimmel ha zero talento".
continua su: https://www.fanpage.it/spettacolo/personaggi/jimmy-kimmel-sospeso-e-il-suo-show-interrotto-i-commenti-su-charlie-kirk-e-donald-trump-che-hanno-causato-il-provvedimento/
Show di Kimmel cancellato da Abc dopo le frasi su Kirk. E Trump applaude alla decisione della Disney
Il colosso proprietario dell'emittente tv blocca il comico e conduttore televisivo più famoso di Hollywood che aveva contestato la campagna Maga dopo l'omicidio dell'attivista. Il presidente: "Ottima notizia per l'America". E mette all'indice anche Antifa
https://www.repubblica.it/esteri/2025/09/18/news/kimmel_show_abc_trump_kirk-424853937/?ref=RHLM-BG-P11-S1-T1-fdg19
Arrivano tardi gli ammeregani, noi facevamo gli editti bulgari 25 anni fa.
poi quando la bomberleyen vi parla di ambiente mettete mano alla cerbottana (che almeno è ecologica).
(https://i.ibb.co/FN30BPz/FB-IMG-1758195639269.jpg) (https://ibb.co/zjx7SkZ)
Citazione di: Slasher89 il 18 Set 2025, 13:24
Arrivano tardi gli ammeregani, noi facevamo gli editti bulgari 25 anni fa.
ma infatti alla fine trump è una sorta di berlusconi 2.0 "dopato" dall'aggressività social, che ai tempi "d'oro" dell'ex cavaliere aveva un impatto assai minore...
i danni reali fatti dal berlusca si potranno valutare solo tra diversi anni, soprattutto quelli su base "mondiale", dato che quelli su scala nazionale li stiamo pagando già da anni...
Citazione di: mr_steed il 18 Set 2025, 16:05
ma infatti alla fine trump è una sorta di berlusconi 2.0 "dopato" dall'aggressività social, che ai tempi "d'oro" dell'ex cavaliere aveva un impatto assai minore...
i danni reali fatti dal berlusca si potranno valutare solo tra diversi anni, soprattutto quelli su base "mondiale", dato che quelli su scala nazionale li stiamo pagando già da anni...
E l'Italia non ha mai contato una fava.
Trump, invece, quando parla lo devi stare, purtroppo, a sentire e battere i tacchi
Citazione di: Lativm88 il 18 Set 2025, 22:18
E l'Italia non ha mai contato una fava.
Trump, invece, quando parla lo devi stare, purtroppo, a sentire e battere i tacchi
come starmer e i reali inglesi: che finaccia "l'impero" britannico... per primeggiare je rimasta solo la premier league
Citazione di: mr_steed il 18 Set 2025, 22:32
come starmer e i reali inglesi: che finaccia "l'impero" britannico... per primeggiare je rimasta solo la premier league
Questo perché dal punto di vista geopolitico il regno unito è quello che praticamente si sovrappone totalmente agli usa. Gli americani hanno semplicemente ereditato l'impero britannico quasi interamente e di conseguenza anche gli interessi.
Nessuno stato occidentale ha l'autonomia che si immagina, se non da un punto di vista puramente fittizio. Vale lo stesso per tutti i paesi che dipendono da una potenza/superpotenza ma noi siamo in più di 70 anni di totale connessione con il centro dell'impero.
Quindi a me tutti i discorsi su "l'Italia dovrebbe fare questo o quello" fanno solo che ridere.
Paradossalmente l'unica alternativa, poi se ne può parlare dei modi, sarebbe davvero l'unione europea. Ma una vera unione europea (lasciando perdere che sarebbe comunque un'espressione del capitale) e se fosse davvero un centro di potere vero e alternativo sarebbe odiata da americani e russi ovviamente.
E sia Russia che Usa hanno attivamente lavorato su Brexit e partiti nazionalisti (ma sottomessi) e sovranisti.
Citazione di: Lativm88 il 19 Set 2025, 10:08
Questo perché dal punto di vista geopolitico il regno unito è quello che praticamente si sovrappone totalmente agli usa. Gli americani hanno semplicemente ereditato l'impero britannico quasi interamente e di conseguenza anche gli interessi.
Nessuno stato occidentale ha l'autonomia che si immagina, se non da un punto di vista puramente fittizio. Vale lo stesso per tutti i paesi che dipendono da una potenza/superpotenza ma noi siamo in più di 70 anni di totale connessione con il centro dell'impero.
Quindi a me tutti i discorsi su "l'Italia dovrebbe fare questo o quello" fanno solo che ridere.
Paradossalmente l'unica alternativa, poi se ne può parlare dei modi, sarebbe davvero l'unione europea. Ma una vera unione europea (lasciando perdere che sarebbe comunque un'espressione del capitale) e se fosse davvero un centro di potere vero e alternativo sarebbe odiata da americani e russi ovviamente.
E sia Russia che Usa hanno attivamente lavorato su Brexit e partiti nazionalisti (ma sottomessi) e sovranisti.
sono d'accordo... anche sull'italia, benché a me basterebbe almeno che avessimo qualche "guizzo" su diversi aspetti come fa la spagna, che non è tra i paesi di punta nella UE e ha pure 10 milioni di abitanti meno di noi eppure ci mangia in testa su molti aspetti...
d'accordo anche sull'unione europea: dovrebbe fare un salto di qualità per fare da "terzo polo"... del resto siamo odiati pure oggi sia da russia che usa, quindi cosa cambierebbe?
ma con i "nani della storia" che ci ritroviamo come leader europei, senza contare personaggi tipo orban (che ha un paese che per numero di abitanti non dovrebbe contare quasi nulla ma che invece conta perché era utile alla germania della merkel), i guerrafondai baltici, i paesi come olanda, eire, lussemburgo che fanno dumping finanziario agli altri stati dell'unione e senza contare che alla fine ognuno tira l'acqua al suo mulino, non credo ci sia molto margine di manovra per migliorare le cose... altrimenti da un pezzo si sarebbe attuata una delle poche cose intelligenti dette da draghi, ossia la necessità di mettere il debito in comune tra tutti gli stati...
Trump: "non voglio guadagnare soldi nella guerra in Ucraina, ma ciò accade comunque perché la NATO acquista i nostri armamenti"
L'umile Trump afferma di non voler speculare sul conflitto in Ucraina, quando fino a pochi giorni fa si vantava di proseguire a rifornire di armi Kiev a spese dell'Europa, guadagnandoci il 10%.
È lo stesso Trump che a fine luglio ha ricattato l'Ue con la minaccia di aumentare i dazi qualora la von der Leyen non si fosse impegnata ad effettuare 600 miliardi di dollari in investimenti negli Usa e ad acquistare 750 miliardi di dollari in energia statunitense e armi. Il presidente statunitense si vantò di aver piazzato un'enorme quantità di equipaggiamento militare, "il migliore al mondo".
Ovviamente noi crediamo alle parole di Trump, il quale non è certamente interessato a lucrare sulla morte di centinaia di migliaia di persone. E allo stesso modo ha sicuramente a cuore il benessere di noi europei, per cui ci tiene a farci avere le migliori armi, il miglior petrolio ed il miglior gas, incassando a malincuore miliardi di dollari.
Vittorio Rangeloni
https://x.com/clashreport/status/1969148028851192049
a proposito della disinformazione, funzionalissima alle nascenti democrature...
La nuova, triste frontiera dell'IA: i rocker che rendono omaggio a Charlie Kirk
Non bastavano le immagini (finte) dei musicisti che vanno a trovare i colleghi in ospedale. Ora ci si mettono pure quelli che la buttano in politica. No, Springsteen, Dylan e Jagger non hanno dedicato canzoni all'attivista
https://www.rollingstone.it/musica/storie-musica/la-nuova-triste-frontiera-dellia-i-rocker-che-rendono-omaggio-a-charlie-kirk/1004927/
(https://i.postimg.cc/PxMNHWM8/Screenshot-2025-09-23-at-11-17-34-La-nuova-triste-frontiera-dell-IA-i-rocker-che-rendono-omaggio-a-C.png) (https://postimages.org/)
scusate il doppio post...
Trump firma ordine esecutivo: "Antifa organizzazione terroristica interna"
https://www.msn.com/it-it/notizie/politica/trump-firma-ordine-esecutivo-antifa-organizzazione-terroristica-interna/ar-AA1N6U6a
altro che democratura...
Citazione di: mr_steed il 23 Set 2025, 12:31
scusate il doppio post...
Trump firma ordine esecutivo: "Antifa organizzazione terroristica interna"
https://www.msn.com/it-it/notizie/politica/trump-firma-ordine-esecutivo-antifa-organizzazione-terroristica-interna/ar-AA1N6U6a
altro che democratura...
stanno preparando lo stesso progetto anche al parlamento europeo
Citazione di: Warp il 23 Set 2025, 12:41
stanno preparando lo stesso progetto anche al parlamento europeo
io sapevo di orban, non di tutta l'unione... se passasse questo "consiglio" di orban non sarebbe un autogol per l'unione ma proprio un suicidio, anche se in effetti sarebbe solo un ennesimo suicidio dopo quello sui dazi e quello sul riarmo...
L'Ungheria invita l'Ue a seguire Trump e dichiarare 'Antifa' gruppo terroristico https://www.agi.it/estero/news/2025-09-20/ue-ungheria-chiede-antifa-in-lista-organizzazioni-terrorismo-33257817/
ho guardato un pezzo del discorso di trump all'ONU, mi viene fisicamente da vomitare
Citazione di: Pomata il 23 Set 2025, 16:40
ho guardato un pezzo del discorso di trump all'ONU, mi viene fisicamente da vomitare
mi verrebbe da dire a tutti gli zerbini europei trump ve lo meritate.
una classe politica europea vergognosa sottosta' ad ogni sua follia a cominciare dalla meloni e dal cancelliere black rock che guidano il plotone.
Avessimo avuto dei governanti pur solo decenti lo avrebbero lasciato solo nei suoi deliri egomaniaci a sprofondare.
Nel paese dei ciechi chi ha un occhio è re.
finalmente ci voleva un americano con la loro logica binaria e primitiva per spiegare le ragioni dei passi da gigante dell'Europa verso la guerra contro la Ruussa.
"solo la corsa agli armamenti può salvare l'economia europea".
leggere per credere
https://www.milanofinanza.it/news/perche-solo-la-corsa-agli-armamenti-puo-salvare-l-economia-europea-202503140954476041
spero sia chiaro dove questi criminali vogliono portarci
applausi
Les Cornus
Di Marco Travaglio
E niente, dopo soli 836 minuti anche Lecornu è venuto prematuramente a mancare, anche se lo tengono attaccato alle macchine per altri due giorni. Strano, perché per fare un'ottima riuscita aveva proprio tutto: è un "moderato riformista" e, com'è noto, "si vince al centro"; l'ha scelto Macron, il liderino amato dalla gente che piace (soprattutto in Italia) e odiato dal suo popolo (notoriamente "populista"); non lo voterebbero manco i parenti stretti e questo fa curriculum nell'Occidente che, a furia di esportare la democrazia, l'ha quasi finita; pretendeva, come i predecessori, di governare la Francia contro i 9/10 dei francesi con un governo quasi uguale a quello appena sfiduciato, per salvare la poltrona al mini-Napoleone dell'Eliseo, il genio incompreso che programma il futuro di Russia, Ucraina, Ue e Nato senza sapere se arriva a Natale. Cosa poteva mai andargli storto? Purtroppo quegli estremisti, populisti, sovranisti e ovviamente putiniani della destra e della sinistra che fanno sempre il pieno di voti non lo hanno capito e, anziché perdere milioni di elettori per portargli l'acqua con le orecchie, l'han bocciato. Ma non disperiamo. Prima di ammettere che forse il problema è lui e tornarsene a casa da Brigitte a suon di sberle, Micron ha ancora parecchie frecce al suo arco: gli basterà attingere al vasto catalogo di opzioni della democrazia 2.0 regnante da 15 anni in Europa.
Modello Italia. Si prende un banchiere o un prof che lavora per qualche banca d'affari, lo si promuove "tecnico super partes" per un "governo dei migliori" che trasformi l'esigua minoranza delle élite in maggioranza oceanica.
Modello Romania. Si va alle Presidenziali e, se vince il candidato sbagliato, si annulla tutto e si arresta il vincitore perché "ha stato Putin". Poi si rivota a oltranza finché non vince quello giusto.
Modello Georgia. Se vince quello sbagliato grazie al solito Putin, si foraggiano cortei "spontanei" della minoranza democratica contro la maggioranza anti-democratica che pretende di governare solo perché ha vinto.
Modello Moldova. Si mettono fuorilegge i partiti sbagliati, dunque antidemocratici perché telecomandati dalla guerra ibrida russa, così vincono i democratici.
Modello Ucraina. Se vince il candidato sbagliato tipo Yanukovich nel 2004 e nel '10, si finanzia una "rivoluzione arancione" per cacciarlo. E, se rivince, si assoldano cecchini per una "rivoluzione rossa" (di sangue) che lo ri-cacci.
Modello baltico-polacco-tedesco-danese-israeliano. Si nomina primo ministro un altro Carneade, tipo Bayrou o Lecornu. Poi si fa volteggiare qualche drone non identificabile su un paio di aeroporti e si dichiara guerra alla Russia fingendo che sia stata la Russia a dichiarare guerra alla Francia.
NO KINGS!
https://x.com/daviddunn177/status/1979890383426633877
È crollata una torre medievale nel cuore di Roma, uccidendo un lavoratore, Octay Stroici, (r.i.p.) e ferendone altri. Doveva essere un cantiere simbolo; è diventato l'ennesimo omicidio sul lavoro e simbolo della decadenza.
Poche ore dopo, la portavoce russa Maria Zakharova ha commentato: "Finché il governo italiano continuerà a sprecare inutilmente i soldi dei contribuenti, l'Italia crollerà, dall'economia alle torri"
Una metafora ruvida, ma lucida. Eppure, è bastata per l'apriti cielo e scatenare l'intero arco parlamentare con la solita compagnia di opinionisti a tassametro e pensatori un tanto al chilo che dalle loro poltrone, improvvisamente colpiti da un rigurgito di alato patriottismo, di "Nazione, con la n maiuscola" hanno dato sfoggio di indignazione a gogo, convocazioni di ambasciatore "cori di vibrante protesta". Tutti offesi, tutti moralmente puri.
Questi ipocriti dovrebbero dedicare il loro sdegno all'ennesimo lavoratore morto nei cantieri
Ma poi chi ha insultato chi, in questi anni?
Nel febbraio 2025, tanto per citare l'ultima e del piu' alto in grado in questo disgraziato paese il presidente Mattarella ha paragonato la Russia alla Germania nazista.
A scendere in questi ultimi 3 anni abbiamo offese da parte di politicanti, dal pd a fdi e truppe cammellate mediatiche al seguito alla Russia, alla cultura, alla storia, ai russi che ci si potrebbe riempire un libro grande come l'elenco telefonico di new york.
E oggi l'Italia di meloni crosetto calenda picierno si indigna per una metafora? Dovrebbero essere indignati gli italiani per essere costretti a farsi governare da questa feccia.
La frase di Zakharova brucia perché tocca il punto vero: l'Italia crolla davvero, e non per colpa dei russi. Mentre il governo italiano ha destinato altri due miliardi di euro in forniture militari e garanzie all'Ucraina, nei primi nove mesi del 2025, 777 lavoratori sono morti sul posto di lavoro (non contando quelli clandestini non denunciati) nella democratica italia esportatrice di democrazia con le bombe.
È un Paese che predica diritti e libertà all'estero mentre esporta bombe e morte e produce macerie in casa propria. Che convoca ambasciatori per una frase, invece di convocare se stesso davanti allo specchio e trovare il coraggio di guardare l'immagine della propria ipocrisia.
Un tema molto serio da affrontare in tempo prima che sia tardi.
I No Pax ieri hanno squillato le trombe. La nuova iniziativa della Commissione europea sulla "protezione della democrazia e del processo elettorale" parla il linguaggio levigato delle burocrazie orwelliane del XXI secolo, ma l'odore è quello di un vecchio manuale di sorveglianza politica. L'UE dice di voler usare il suo Scudo per la Democrazia per difendere lo spazio pubblico da "manipolazioni", "interferenze" e "campagne ostili", ma lo strumento concreto che costruisce è un sistema di amministrazione del pensiero che separa l'informazione "affidabile" da quella sotto sospetto, come se la democrazia fosse una serra da custodire con pesticidi e controllori. È l'anticamera di un mondo in cui il dissenso sarà tollerato solo se filologico e ornamentale, mai se sostanziale.
Il problema non è tanto l'intenzione dichiarata, quanto semmai il dispositivo che la sorregge. Quando un potere politico decide chi è disinformatore e chi è "resiliente", chi è manipolato e chi è virtuoso, quando le definizioni sono ampie e gommose e si legano a un tema incandescente come la guerra in Ucraina, inevitabilmente si apre lo spazio per l'abuso. L'UE non introduce censura per decreto: introduce un apparato che 'prepara' la censura, che la normalizza, che la rende un fatto amministrativo invece che politico. È la logica del "noi proteggeremo la vostra democrazia da voi stessi", che ogni sistema di potere ama ripetere quando comincia a dubitare della propria legittimità.
Il secondo pilastro, ancora più insidioso, è quello del finanziamento diretto ai media e alle organizzazioni della cosiddetta società civile. Già oggi, in Italia e in Europa, intere testate sopravvivono quasi esclusivamente grazie a fondi pubblici, a programmi europei, a bandi che premiano chi sposa una certa visione del mondo: europeista, atlantista, "valoriale", conformata ai codici della nuova ortodossia. È un modello che non censura con il manganello, ma con la sovvenzione. Il giornale che vive di fondi europei non ha bisogno di essere zittito: si zittisce da solo. Il giornalismo che dovrebbe controllare il potere diventa un suo dipartimento esterno. Questo meccanismo, inserito dentro il nuovo pacchetto sulla "resilienza democratica", rischia di trasformare la stampa in una cinghia di trasmissione delle narrazioni ufficiali, con un effetto di "corruzione legalizzata" che mina alla radice il pluralismo. In Ucraina sono bastati pochi anni di questa cura per consegnare decine di milioni di persone al disastro. La scala è ora continentale, e molte lingue redazionali sono già rodate da anni di sudditanza.
Il punto, qui, non è ideologico: è costituzionale. L'articolo 21 della Carta italiana protegge la libertà di manifestazione del pensiero senza limiti preventivi e senza che esista un'autorità che stabilisca quali opinioni siano "affidabili" o quali fonti meritino cittadinanza nello spazio pubblico. L'articolo 49 tutela la partecipazione politica, che ha senso solo in un contesto di informazione non filtrata dal potere, mentre l'articolo 98 richiede alla pubblica amministrazione imparzialità e non adesione a narrative precostruite. Quando il potere politico–amministrativo definisce l'ortodossia e al tempo stesso finanzia gli attori deputati a diffonderla, si crea un corto circuito che la Costituzione non contempla e che avrebbe fatto rabbrividire i padri costituenti.
Tutto questo avviene mentre l'Europa si avvita in una spirale di riarmo colossale, e prepara le opinioni pubbliche all'idea che il nemico sia ovunque: nelle piazze, nelle periferie del web, nelle parole che non si allineano. La chiamano sicurezza, solo che somiglia sempre di più a un nuovo maccartismo d'ordinanza, alimentato da figure che hanno fatto della russofobia una professione, da Pina Picierno a Carlo Calenda, che non a caso adesso ci vengono proposti in tutte le salse dagli algoritmi social, laddove in piazza riescono a portare appena pochissimi sfigati, come ieri a Torino quei sedicenti "liberali" che volevano tappare la bocca agli studiosi di Gobetti e Gramsci.
La retorica è sempre la stessa: ogni dissenso è sospetto, ogni dubbio è un assist al Cremlino, ogni analisi che non coincide con quella della NATO è "interferenza straniera". È un clima politico costruito su una patologica semplificazione del reale, indispensabile per preparare l'opinione pubblica alla grande riconversione economica e industriale che richiede l'economia di guerra europea.
La misura della Commissione non va letta in isolamento. È un tassello di una più ampia architettura ideologica che punta a blindare il continente dentro una narrazione univoca, con la scusa dell'emergenza permanente. E non è nemmeno necessario sforzarsi per immaginare scenari distopici: basta osservare la traiettoria degli ultimi anni. Ogni crisi — pandemica, energetica, geopolitica — ha prodotto un arretramento degli spazi democratici, una crescita del decisionismo tecnocratico, una riduzione del pluralismo. La novità è che adesso si vuole dare a tutto ciò una base normativa permanente, costruita intorno a un concetto di "democrazia difesa dall'alto" che, per difendersi, finisce per assomigliare ai sistemi che dice di combattere.
Rendiamoci conto del rischio: una democrazia in cui la verità è decisa per protocollo, in cui i media dipendono dal finanziatore pubblico, in cui il dissenso viene incasellato come "interferenza", è una democrazia solo nel lessico, non più nella sostanza. E i nostri diritti costituzionali, purtroppo per Ursula e Pina, richiedono sostanza. I loro ascari e gerarchi sono già più abbaianti del solito, non fanno che polarizzare ogni spazio di discussione per far poi raccogliere ai loro danti causa i frutti della militarizzazione del dibattito.
Anche alle persone lontane dal mio pensiero, anche ai membri dei partiti totalmente inseriti nel paradigma europeista e atlantista, mi sento di rivolgere un appello: non sottovalutate l'intento liberticida di molti di quelli che militano nelle vostre fila! Avete vicini pericolosi che porteranno voi, i vostri partiti e interi paesi al totale disastro bellico passando per la definitiva manomissione dei media e delle elezioni. Serve il senno del prima, non quello del poi. Fermate la corsa del treno della guerra.
(Pino Cabras)
altro che "democratura": se continua così questo termine diventerà riduttivo
Gli Usa vogliono esaminare i social media dei turisti stranieri in ingresso, la stretta sui controlli: «Revisione fino a 5 anni della loro attività»
https://www.open.online/2025/12/10/usa-controlli-social-media-turisti-stranieri-ingresso/
Dall'ingresso nell'Unione Europea, il 10% più ricco degli italiani è passato dal percepire il 22,2% del reddito nazionale complessivo al 26% (un aumento del 17,1%)¹.
L'1% più ricco detiene oggi il 23,1% della ricchezza nazionale: 84 volte la ricchezza detenuta complessivamente dal 20% più povero della popolazione italiana. Il 10% più ricco detiene il 60% della ricchezza nazionale, oltre 8 volte la ricchezza della metà più povera dei nuclei familiari².
Dopo l'ingresso nella UE la ricchezza detenuta dall'1% e dal 10% più ricchi è cresciuta rispettivamente del 36,5% (passando dal 16,2% del 1991 al 22,1% attuale) e del 26% (dal 44,5% al 56,1%) mentre quella detenuta dal 50% più povero è crollata del 75,7% (dal 10,3% al 2,5%)³.
La quota salari è scesa dal 59% del 1991 al 52,5% attuale mentre la quota profitti è salita dal 41% al 47,5% 4.
Non è stato un aumento della ricchezza, ma una differente distribuzione. Realizzata a scapito di tutte le altre fasce di reddito (basse, medio-basse e medio-alte).
Unione Europea ed Euro sono strumenti della lotta di classe contro i lavoratori. Tutti i lavoratori (pubblici e privati, dipendenti e autonomi).
Come disse Warren Buffett nel 2006, «È in corso una lotta di classe, è vero, ma è la mia classe, la classe ricca, che sta facendo la guerra, e stiamo vincendo».
Per questi e per tanti altri ottimi motivi l'Unione Europea va distrutta per poi cospargere di cenere le sue rovine di modo che non rinasca mai più. Non perché lo dicono Trump o Musk.
FONTI
¹ Banca d'Italia, Indagine sui bilanci delle famiglie italiane - serie storiche
https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/indagine-famiglie/bil-fam2022/index.html?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHqUqt4QE5gs1OKWr24kqo4ND4LAQXrDkFbHmwNcZUdjGM2EJh2CsDnFOLy4z_aem_dzETFcN_xCXexkaEP7LiGw
² OXFAM, rapporto sulla disuguaglianza 2025
https://www.oxfamitalia.org/disuguaglianza-poverta-ingiusta-e-ricchezza-immeritata/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHiHpdQjuf70F3hi2WJFP5fbUC3DwOQ_jqzYTfEKfqY4qgqu4mMUtNfAiGTIW_aem_9BsGRNIu0ScN6CTtLX0zZw
³ Wordl inequality database
https://wid.world/country/italy/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBExRUl2NHFqZkFzUmM1Vlp4NHNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR6wX1SYUK5GNgXb3xvINUWf_-pdIcNw4NS2ZcVsuGxNIDUpuXyn_bhmnRw-gA_aem_PNL8TVbZLqMSHvOrmrP-zA
4 AMECO, quota salari in percentuale al PIL
https://dashboard.tech.ec.europa.eu/qs_digit_dashboard_mt/public/sense/app/667e9fba-eea7-4d17-abf0-ef20f6994336/sheet/2f9f3ab7-09e9-4665-92d1-de9ead91fac7/state/analysis
"Immunità totale" [...]
Minneapolis, gli attimi dopo gli spari. «Posso controllarle il polso? Sono medico». L'agente Ice lo gela: «No, non mi interessa» – Le immagini girate dai presenti subito dopo che la polizia ha aperto il fuoco contro Renee Nicole Good. L'auto ferma, lei riversa sul sedile. E la richiesta di un testimone rimasta inascoltata
https://www.open.online/2026/01/08/minneapolis-dopo-omicidio-renee-nicole-good-sono-medico-ice-video/
Considerato che ICE ha più fondi stanziati di tutte le altre agenzie federali (e quindi hanno reclutato molto) sono pronto a scommettere che hanno assunto i proud boys et similia di Jan 6.
Una specie di squadraccia privata.
Fun fact: ricevono solo 47 giorni di addestramento prima di essere impiegati perché Trump è il 47esimo presidente.
Fico.
speriamo che entro massimo sto mese siano costretti ad aggiungere un giorno di addestramento in più
c'ho un Barolo DOCG 'Ravera' 2017 Vietti da aprire ,
a me i tappi in sughero mettono paura; mi dovesse andare a male
a che servono le bodycam se gli agenti le possono spostare in basso e non inquadrare nulla? dovrebbero essere omnidirezionali...
https://x.com/AlphaNews/status/2009679932289626385 (https://x.com/AlphaNews/status/2009679932289626385)
https://www.open.online/2026/01/09/omicidio-renee-good-minneapolis-ice-jd-vance-video/
Citazione di: Warp il 12 Dic 2025, 15:59Dall'ingresso nell'Unione Europea, il 10% più ricco degli italiani è passato dal percepire il 22,2% del reddito nazionale complessivo al 26% (un aumento del 17,1%)¹.
L'1% più ricco detiene oggi il 23,1% della ricchezza nazionale: 84 volte la ricchezza detenuta complessivamente dal 20% più povero della popolazione italiana. Il 10% più ricco detiene il 60% della ricchezza nazionale, oltre 8 volte la ricchezza della metà più povera dei nuclei familiari².
Dopo l'ingresso nella UE la ricchezza detenuta dall'1% e dal 10% più ricchi è cresciuta rispettivamente del 36,5% (passando dal 16,2% del 1991 al 22,1% attuale) e del 26% (dal 44,5% al 56,1%) mentre quella detenuta dal 50% più povero è crollata del 75,7% (dal 10,3% al 2,5%)³.
La quota salari è scesa dal 59% del 1991 al 52,5% attuale mentre la quota profitti è salita dal 41% al 47,5% 4.
Non è stato un aumento della ricchezza, ma una differente distribuzione. Realizzata a scapito di tutte le altre fasce di reddito (basse, medio-basse e medio-alte).
Unione Europea ed Euro sono strumenti della lotta di classe contro i lavoratori. Tutti i lavoratori (pubblici e privati, dipendenti e autonomi).
Come disse Warren Buffett nel 2006, «È in corso una lotta di classe, è vero, ma è la mia classe, la classe ricca, che sta facendo la guerra, e stiamo vincendo».
Per questi e per tanti altri ottimi motivi l'Unione Europea va distrutta per poi cospargere di cenere le sue rovine di modo che non rinasca mai più. Non perché lo dicono Trump o Musk.
FONTI
¹ Banca d'Italia, Indagine sui bilanci delle famiglie italiane - serie storiche
https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/indagine-famiglie/bil-fam2022/index.html?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHqUqt4QE5gs1OKWr24kqo4ND4LAQXrDkFbHmwNcZUdjGM2EJh2CsDnFOLy4z_aem_dzETFcN_xCXexkaEP7LiGw
² OXFAM, rapporto sulla disuguaglianza 2025
https://www.oxfamitalia.org/disuguaglianza-poverta-ingiusta-e-ricchezza-immeritata/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAc3J0YwZhcHBfaWQQMjIyMDM5MTc4ODIwMDg5MgABHiHpdQjuf70F3hi2WJFP5fbUC3DwOQ_jqzYTfEKfqY4qgqu4mMUtNfAiGTIW_aem_9BsGRNIu0ScN6CTtLX0zZw
³ Wordl inequality database
https://wid.world/country/italy/?fbclid=IwZXh0bgNhZW0CMTAAYnJpZBExRUl2NHFqZkFzUmM1Vlp4NHNydGMGYXBwX2lkEDIyMjAzOTE3ODgyMDA4OTIAAR6wX1SYUK5GNgXb3xvINUWf_-pdIcNw4NS2ZcVsuGxNIDUpuXyn_bhmnRw-gA_aem_PNL8TVbZLqMSHvOrmrP-zA
4 AMECO, quota salari in percentuale al PIL
https://dashboard.tech.ec.europa.eu/qs_digit_dashboard_mt/public/sense/app/667e9fba-eea7-4d17-abf0-ef20f6994336/sheet/2f9f3ab7-09e9-4665-92d1-de9ead91fac7/state/analysis
Mi ricollego a questo post che riporta dati di fatto inconfutabili e opinioni rispettabili alle quali secondo me manca una qualche idea propositiva sul dopo. Sotto vorrei iniziare un lunghissimo discorso dove quelle che esprimo sono
opinioni personali. Magari supportate dall'osswrvazione di alcuni fenomeni e delle loro conseguencze nel tempo. Non detengo veritàassolute ma soltanto opinioni consolidate nel corso degli anni. Vorrei evitare però che, come successe anni fa, ad un mio post di commento sulla scuola fui insultato e tacciato di essere fascista da 2 o 3 degli intransigenti detentori della verità che allignano anche qui. Poi quel passaggio lo riproporrò, spero che se qual uno non lo condivide argomenti le sue obiezioni senza aggredire.
Personalmente sono anni che sono convinto della crisi irreversibile delle democrazie occidentali, che per come le abbiamo vissute noi boomers da giovani sono destinate a sparire forse prima di quanto possiamo immaginare. La lotta di classe di cui parla con onestà intellettuale Buffett è iniziata ben prima secondo me. Programmata da "destra" e "sinistra" con lo stesso fine già sfruttando a proprio tornaconto le spinte spontanee giovanili (Berkeley, 68). La strategia di abbindolare enormi masse di persone dietro falsi miti di libertà individuale e prosperità.Uso le categorie politiche tra virgolette perché nel tempo si sono sempre più allontanate da ciò che dovrebbero rappresentare.
Per adesso riporto sotto solo un elenco di quelli che sono secondo me i punti chiave di questa guerra di classe scatenata dalle élite, altrimenti mi occorrerebbero 36 pagine. Notate bene che negli punti che riporto non c'è nessuna critica o apprezzamento personale del fenomeno, solo la convinzione che istanze nate con un certo intento siano state fagovitate e indirizzate per fini ben diversi. Se qualcuno è interessato ad approfondire e discutere si faccia vivo, altrimenti tornerò senza rancore ad occuparmi di argomenti più frivoli. :D Mi farebbe piacere proseguire qui perchè a parte il tifo che ci accomuna tutti trovo un livello culturale delle persone abbastanza alto.
Punti chiaveMi concentro sull'Italia perchè la mia vita è sempre stata qui, non ho la presunzione di identificare all'estero. Se qualcuno che magari vive in altri paesi da tanti anni portasse il suo contributo di idee sarebbe prezioso. Preciso che nel 68 ero troppo piccolo per poter avere maturato un'esperienza diretta.
1968L'anno della contestazione. La diffusione della droga. Pasolini.
1976-77 La seconda contestazione. Il 6 politico. Il salario come variabile indipendente dal lavoro.
La stagione delle stragi e gli anni di piomboQuesto punto secondo me seppur dolorosissimo esula dal presente contesto. Ci si può sovrapporre per alcuni aspetti, ma nasce e si sviluppa per fini diversi (la politica dei blocchi).
La rivoluzione khomeinista Gli anni 80 e il riflussoLa Reaganomics e la Thatcher (get rich). I paninari e le radio libere .
1989Il crollo del muro. Il fallimento del piano di democratizzazione russo e la nascita delle oligarchie. Putin. La trasformazione di un progetto "occidentale" in una lotta di classe planetaria.
Primi anni 90Gli articoli della Repubblica: i costi eccessivi del welfare; la guerra etnica in Kosovo. L'avvio dei flussi migratori.
Per ora mi fermo, sono un po' stanco e dovrei capire il periodo dagli anni 90 ad oggi, oltre alle previsioni per il futuro (per ora pessime) e alle possibilità di formare almeno dei movimenti di prigione, pur con idee diverse ma convergenti su un u ico fine. Aspetto di vedere se qualcuno è interessato.
Citazione di: mr_steed il 10 Gen 2026, 13:35a che servono le bodycam se gli agenti le possono spostare in basso e non inquadrare nulla? dovrebbero essere omnidirezionali...
https://x.com/AlphaNews/status/2009679932289626385 (https://x.com/AlphaNews/status/2009679932289626385)
https://www.open.online/2026/01/09/omicidio-renee-good-minneapolis-ice-jd-vance-video/
No, da quello che ho capito, gli agenti della ICE non sono identificabili e non hanno le body-cam. Quel filmato è ripreso dal cellulare dell'assassino (perché di questo si tratta). Fa rabbrividire e rende tutto più surreale, che in un confronto che porta alla morte di una persona, pochi secondi prima si stiano tutti guardando in cagnesco filmandosi l'un l'altro. Questa cazzo di società schiava di social e smartphone è sempre più distopica.
Citazione di: Kappa il 10 Gen 2026, 19:13No, da quello che ho capito, gli agenti della ICE non sono identificabili e non hanno le body-cam. Quel filmato è ripreso dal cellulare dell'assassino (perché di questo si tratta). Fa rabbrividire e rende tutto più surreale, che in un confronto che porta alla morte di una persona, pochi secondi prima si stiano tutti guardando in cagnesco filmandosi l'un l'altro. Questa cazzo di società schiava di social e smartphone è sempre più distopica.
Ma come può essere, mi chiedo, che persone non identificabili ed a volto coperto possano fare quello che vogliono, ed avere anche supporto da parte della popolazione? Va bene che gli USA sono la terra del Ku Klux Klan, ma sembra veramente impossibile questa situazione.
Io volevo organizzare un viaggio da quelle parti, ma non ci penso proprio (prima per Trump e i suoi amichetti, ora perché ho timore per la libertà personale...).
Citazione di: Pippo Jones il 10 Gen 2026, 18:13Mi ricollego a questo post che riporta dati di fatto inconfutabili e opinioni rispettabili alle quali secondo me manca una qualche idea propositiva sul dopo. Sotto vorrei iniziare un lunghissimo discorso dove quelle che esprimo sono opinioni personali. Magari supportate dall'osswrvazione di alcuni fenomeni e delle loro conseguencze nel tempo. Non detengo veritàassolute ma soltanto opinioni consolidate nel corso degli anni. Vorrei evitare però che, come successe anni fa, ad un mio post di commento sulla scuola fui insultato e tacciato di essere fascista da 2 o 3 degli intransigenti detentori della verità che allignano anche qui. Poi quel passaggio lo riproporrò, spero che se qual uno non lo condivide argomenti le sue obiezioni senza aggredire.
Personalmente sono anni che sono convinto della crisi irreversibile delle democrazie occidentali, che per come le abbiamo vissute noi boomers da giovani sono destinate a sparire forse prima di quanto possiamo immaginare. La lotta di classe di cui parla con onestà intellettuale Buffett è iniziata ben prima secondo me. Programmata da "destra" e "sinistra" con lo stesso fine già sfruttando a proprio tornaconto le spinte spontanee giovanili (Berkeley, 68). La strategia di abbindolare enormi masse di persone dietro falsi miti di libertà individuale e prosperità.Uso le categorie politiche tra virgolette perché nel tempo si sono sempre più allontanate da ciò che dovrebbero rappresentare.
Per adesso riporto sotto solo un elenco di quelli che sono secondo me i punti chiave di questa guerra di classe scatenata dalle élite, altrimenti mi occorrerebbero 36 pagine. Notate bene che negli punti che riporto non c'è nessuna critica o apprezzamento personale del fenomeno, solo la convinzione che istanze nate con un certo intento siano state fagovitate e indirizzate per fini ben diversi. Se qualcuno è interessato ad approfondire e discutere si faccia vivo, altrimenti tornerò senza rancore ad occuparmi di argomenti più frivoli. :D Mi farebbe piacere proseguire qui perchè a parte il tifo che ci accomuna tutti trovo un livello culturale delle persone abbastanza alto.
Punti chiave
Mi concentro sull'Italia perchè la mia vita è sempre stata qui, non ho la presunzione di identificare all'estero. Se qualcuno che magari vive in altri paesi da tanti anni portasse il suo contributo di idee sarebbe prezioso. Preciso che nel 68 ero troppo piccolo per poter avere maturato un'esperienza diretta.
1968
L'anno della contestazione. La diffusione della droga. Pasolini.
1976-77
La seconda contestazione. Il 6 politico. Il salario come variabile indipendente dal lavoro.
La stagione delle stragi e gli anni di piombo
Questo punto secondo me seppur dolorosissimo esula dal presente contesto. Ci si può sovrapporre per alcuni aspetti, ma nasce e si sviluppa per fini diversi (la politica dei blocchi).
La rivoluzione khomeinista
Gli anni 80 e il riflusso
La Reaganomics e la Thatcher (get rich). I paninari e le radio libere .
1989
Il crollo del muro. Il fallimento del piano di democratizzazione russo e la nascita delle oligarchie. Putin. La trasformazione di un progetto "occidentale" in una lotta di classe planetaria.
Primi anni 90
Gli articoli della Repubblica: i costi eccessivi del welfare; la guerra etnica in Kosovo. L'avvio dei flussi migratori.
Per ora mi fermo, sono un po' stanco e dovrei capire il periodo dagli anni 90 ad oggi, oltre alle previsioni per il futuro (per ora pessime) e alle possibilità di formare almeno dei movimenti di prigione, pur con idee diverse ma convergenti su un u ico fine. Aspetto di vedere se qualcuno è interessato.
EDIT. Ero MOLTO stanco. Passi COPRIRE al posto di capire nell'ultimo capoverso, ma "movimenti di prigione" non si può proprio leggere! Ovviamente, volevo dire movimenti di opinione.
Citazione di: jp1900 il 10 Gen 2026, 19:40Ma come può essere, mi chiedo, che persone non identificabili ed a volto coperto possano fare quello che vogliono, ed avere anche supporto da parte della popolazione? Va bene che gli USA sono la terra del Ku Klux Klan, ma sembra veramente impossibile questa situazione.
Io volevo organizzare un viaggio da quelle parti, ma non ci penso proprio (prima per Trump e i suoi amichetti, ora perché ho timore per la libertà personale...).
Lascia fare, devo andare in Wisconsin per lavoro la prossima settimana. Ci vado col magone.
Bild: "Le forze armate tedesche hanno lasciato l'isola"
"Le forze armate tedesche hanno segretamente lasciato la Groenlandia, senza alcun annuncio, notifica o altra spiegazione. Il portavoce della missione sul posto non ha risposto alle domande o alle chiamate. Nessuna spiegazione è stata fornita nemmeno da Berlino". Lo afferma la Bild. Secondo il media tedesco, l'ordine di partenza è stato ricevuto da Berlino "solo questa mattina molto presto" e "nessuna spiegazione è stata data alle truppe sul campo". Tutti gli appuntamenti in programma hanno dovuto essere cancellati con urgenza. La partenza è avvenuta a mezzogiorno.
Non ci lasceremo ricattare da Trump :puke: :puke: :puke:
Citazione di: Warp il 18 Gen 2026, 15:32Bild: "Le forze armate tedesche hanno lasciato l'isola"
"Le forze armate tedesche hanno segretamente lasciato la Groenlandia, senza alcun annuncio, notifica o altra spiegazione. Il portavoce della missione sul posto non ha risposto alle domande o alle chiamate. Nessuna spiegazione è stata fornita nemmeno da Berlino". Lo afferma la Bild. Secondo il media tedesco, l'ordine di partenza è stato ricevuto da Berlino "solo questa mattina molto presto" e "nessuna spiegazione è stata data alle truppe sul campo". Tutti gli appuntamenti in programma hanno dovuto essere cancellati con urgenza. La partenza è avvenuta a mezzogiorno.
Non ci lasceremo ricattare da Trump :puke: :puke: :puke:
parafrasando una celebre frase morettiana "con questi dirigenti [europei] non vinceremo mai..." nessuna battaglia, politica, di civiltà o proprio di guerra vera e propria...
Citazione di: mr_steed il 18 Gen 2026, 16:22parafrasando una celebre frase morettiana "con questi dirigenti [europei] non vinceremo mai..." nessuna battaglia, politica, di civiltà o proprio di guerra vera e propria...
Se l'UE avesse avuto persone intelligenti e lungimiranti, invece di farsi trascinare dentro un colpo di stato architettato dagli usa in Ucraina volto a causare una guerra e sanzioni che hanno non solo devastato l'economia europea ma che ci costringono pure a comprare il gas americano a prezzi maggiori di quello scontato russo, sarebbero diventate amiche della Russia e dei BRICS da tempo e avrebbero formato un'Unione Eurasiatica, e avrebbero collettivamente pisciato in testa agli americani in risposta a qualsiasi lamentela. Ma non ci sono persone intelligenti nell'UE. Uno spettacolo patetico. La Groenlandia non sarà l'ultima delle stazioni che il Trump show ha in serbo per i servi stupidi. Difficile dire di più che uno sconsolato "chi è causa del suo male pianga se stesso"
Citazione di: Warp il 18 Gen 2026, 20:45Se l'UE avesse avuto persone intelligenti e lungimiranti, invece di farsi trascinare dentro un colpo di stato architettato dagli usa in Ucraina volto a causare una guerra e sanzioni che hanno non solo devastato l'economia europea ma che ci costringono pure a comprare il gas americano a prezzi maggiori di quello scontato russo, sarebbero diventate amiche della Russia e dei BRICS da tempo e avrebbero formato un'Unione Eurasiatica, e avrebbero collettivamente pisciato in testa agli americani in risposta a qualsiasi lamentela. Ma non ci sono persone intelligenti nell'UE. Uno spettacolo patetico. La Groenlandia non sarà l'ultima delle stazioni che il Trump show ha in serbo per i servi stupidi. Difficile dire di più che uno sconsolato "chi è causa del suo male pianga se stesso"
Pienamente d'accordo sul fatto che la classe dirigente europea è stupida e che avrebbe dovuto essere amica (anche) di Russia e Brics. Su questo però ricordiamoci sempre che siamo vassalli e che non siamo pienamente liberi di fare quel che vorremmo. Vedi come ci han fatto ritirare di corsa dalla via della seta quando abbiamo osato tentare di entrarci...
A parte questo, non è il caso di cadere nelle fake news propagandistiche. La missione tedesca era di due giorni dall'inizio, un messaggio simbolico e nulla più. Non sono rientrati per colpa dei dazi.
Per me alla fine Trump vuole possibilmente comprarsi la Groenlandia, se non riesce piano B far costruire megabasi USA là dagli europei (un pò come con l'Ucraina, le armi sono americane ma le paghiamo noi). Ma sta storia mi sa che gli è un pò sfuggita di mano e stavolta potrebbe aver esagerato con l'arroganza.
Citazione di: LaFonte il 19 Gen 2026, 00:03Pienamente d'accordo sul fatto che la classe dirigente europea è stupida e che avrebbe dovuto essere amica (anche) di Russia e Brics. Su questo però ricordiamoci sempre che siamo vassalli e che non siamo pienamente liberi di fare quel che vorremmo. Vedi come ci han fatto ritirare di corsa dalla via della seta quando abbiamo osato tentare di entrarci...
A parte questo, non è il caso di cadere nelle fake news propagandistiche. La missione tedesca era di due giorni dall'inizio, un messaggio simbolico e nulla più. Non sono rientrati per colpa dei dazi.
Per me alla fine Trump vuole possibilmente comprarsi la Groenlandia, se non riesce piano B far costruire megabasi USA là dagli europei (un pò come con l'Ucraina, le armi sono americane ma le paghiamo noi). Ma sta storia mi sa che gli è un pò sfuggita di mano e stavolta potrebbe aver esagerato con l'arroganza.
questa cosa della missione di 2 giorni mi puzza di "pezza messa a coprire una figurademmer.da" visto che è uscita solo a rientro avvenuto.
Per il resto se l'europa volesse davvero fare male ma tanto male agli americani basterebbe vendere una parte dell'immenso patrimonio in titoli di stato usa che detiene.
Causeresti un tracollo in borsa di proporzioni 1929. Questi idioti non hanno capito che a trump come a tutti i bulli devi fargli male una volta, poi impara la lezione e la smette di ca2re il catzo. Se ti pieghi sempre e fai sempre quello che vuole lui ti chiederà sempre di più. Quando si prenderà il Canada (il prossimo piatto a tavola) che diranno?
vendi i titoli di stato, metti una digital tax su meta google amazon etc, apri alla russia cercando un trattato di pace onorevole per tutti e riprendi a importare gas regalandone un po all'ucraina sfanculando il gas e il pretrolio americano.
Alza l'affitto delle basi usa in europa a prezzi esorbitanti
poi vediamo che dice Donnie. Le armi le hanno ma non vogliono usarle perchè la UE è piena di lobbisti che lavorano per il giaguaro.
Mammagari! Solo che a qualunque presidente USA basta un foglio di carta per ordinare a Google Amazon ecc. di non fare più affari con gli europei, e siamo rovinati noi. Ormai dipendiamo quasi totalmente dai servizi 'gratuiti' di Google, dai server Amazon, dal software Microsoft...
Una reazione europea ufficiale come quella che dici tu causerebbe una risposta come dico io: Una specie di mutual assured destruction non nucleare. Forse basterebbe che i cittadini europei cominciassero spontaneamente ma in massa a boicottare i prodotti USA, partendo da quelli meno essenziali tipo Netflix, e a disinvestire dalle azioni USA, e vedi come i grossi capitalisti vanno a Washington a dire a Trump che deve darsi una calmata.
posto qui perché è una parte del problema della "post democrazia"...
Due terzi dei pagamenti con carta nell'area euro passa da operatori stranieri. E le sanzioni ai giudici dell'Aia dimostrano cosa succederebbe se Washington decidesse di "staccare la spina"
https://www.open.online/2026/02/16/dipendenza-usa-ue-carte-credito-banche/
Io che non ci capisco un caxxo dico una cosa: la liberalizzazione, la globalizzazione, vanno bene, sono un'ottima cosa sotto tanti punti di vista (meno sotto altri), agevolano lo sviluppo in tante parti del mondo.
Però ci sono alcuni diciamo "beni", capacità, ecc. che sono strategici, di cui bisogna mantenere il controllo, a volte anche se è antieconomico.
Per esempio la guerra in Ucraina ci ha insegnato che sarebbe meglio avere una produzione energetica nazionale importante, se possibile.
Questione Biennale:
se alla Russia viene impedito di esporre che lo si faccia anche per usa e Israele.
Allora lo accetto.
Altrimenti facciamo la solita doppia morale con regole internazionali che valgono "fino ad un certo punto" per qualcuno e non per altri.
Ennesima figura di fango per la speriamo quanto prima morente unione europea.
il faraonico progetto dell'Arco di Trionfo voluto da Trump a Washington
https://www.repubblica.it/esteri/2026/04/11/video/stati_uniti_il_faraonico_progetto_dellarco_di_trionfo_voluto_da_trump_a_washington-425277663/
Sconfitta netta di Orban, bella notizia.
Citazione di: genesis il 12 Apr 2026, 22:07Sconfitta netta di Orban, bella notizia.
beh questo è un allievo che lo ha ripudiato, ed in parlamento entra un solo altro partito, neonazista
bel posticino l'ungheria
ps intanto vediamo se ripristinerà la costituzione cambiata da orban a colpi di maggioranza,se come sembra avrà i numeri per farlo
Citazione di: genesis il 12 Apr 2026, 22:07Sconfitta netta di Orban, bella notizia.
Citazione di: genesis il 12 Apr 2026, 22:07Sconfitta netta di Orban, bella notizia.
Relativamente, non so se sia tanto meglio, l'unica cosa positiva, al momento, é che non lecca il culo a quel criminale di guerra che è putin.
Citazione di: sharp il 12 Apr 2026, 22:11beh questo è un allievo che lo ha ripudiato, ed in parlamento entra un solo altro partito, neonazista
bel posticino l'ungheria
ps intanto vediamo se ripristinerà la costituzione cambiata da orban a colpi di maggioranza,se come sembra avrà i numeri per farlo
Orban aveva fatto una legge elettorale che lo favoriva, per questo i partiti di centro sinistra non si sono presentati, per non disperdere il voto e ottenere la sconfitta della
democratura.
Questo è il primo passo, i successivi saranno le modifiche alla costituzione ungarese, vedremo se verranno effettuate.
Intanto meno male che il pupillo di ursula ha vinto facendo tirare un sospiro di sollievo a tutti.
Significa che le elezioni sono state regolari, per default quando vince un candidato dei ´nostri´, non ci sono stati brogli che certamente ci sarebbero stati se il risultato fosse stato opposto.
Le minacce fisiche fatte da zelensky verranno derubricate a momenti di frustrazione giovanile e la propaganda russa che aveva investito milioni e' stata sconfitta. Che Bandera sia lodato nell'alto del cielo blu con 27 stelle disposte a cerchio.
Orban disegnato dai media liberali in questi anni come un incrocio tra gengis Khan mussolini e vlad l'impalatore ha perso le elezioni si e' congraturato con il vincitore, ha ammesso la sconfitta senza assalti al parlamento, accuse di brogli e spargimenti di violenza, probabilmente irritando diversi governi europei.
Vedremo nei prossimi mesi come questo pupillo della democrazia si comportera'. Ho paura che deludera' parecchi di quelli che da ieri sera stanno ancora a scappellarsi dopo la sua legittima e squillante vittoria.
Citazione di: Warp il 13 Apr 2026, 17:48Intanto meno male che il pupillo di ursula ha vinto facendo tirare un sospiro di sollievo a tutti.
Significa che le elezioni sono state regolari, per default quando vince un candidato dei ´nostri´, non ci sono stati brogli che certamente ci sarebbero stati se il risultato fosse stato opposto.
Le minacce fisiche fatte da zelensky verranno derubricate a momenti di frustrazione giovanile e la propaganda russa che aveva investito milioni e' stata sconfitta. Che Bandera sia lodato nell'alto del cielo blu con 27 stelle disposte a cerchio.
Orban disegnato dai media liberali in questi anni come un incrocio tra gengis Khan mussolini e vlad l'impalatore ha perso le elezioni si e' congraturato con il vincitore, ha ammesso la sconfitta senza assalti al parlamento, accuse di brogli e spargimenti di violenza, probabilmente irritando diversi governi europei.
Vedremo nei prossimi mesi come questo pupillo della democrazia si comportera'. Ho paura che deludera' parecchi di quelli che da ieri sera stanno ancora a scappellarsi dopo la sua legittima e squillante vittoria.
Però bisogna anche dire che la legge elettorale cambiata proprio da Orban è bella incasinata e volutamente scelta per favorire il candidato più forte nelle coalizioni. Magyar è stato appoggiato da quasi tutta la politica, certamente non sarà un progressista illuminato ma quantomeno è apertamente schierato con l'Europa. Indipendentemente da come la si pensi, se il tentativo di rendere l'UE più forte deve passare dalle elezioni delle singole Nazioni allora tocca turarsi il naso e scegliere il male minore. Francamente Orbàn mi sembrava in pieno delirio di onnipotenza, tra criminalizzazione delle minoranze, scelte bislacche economiche e vicinanza quasi devota a Putin; ci voleva un cambiamento, e magari l'ha capito pure lui.
Citazione di: Achab77 il 20 Apr 2026, 17:15Però bisogna anche dire che la legge elettorale cambiata proprio da Orban è bella incasinata e volutamente scelta per favorire il candidato più forte nelle coalizioni. Magyar è stato appoggiato da quasi tutta la politica, certamente non sarà un progressista illuminato ma quantomeno è apertamente schierato con l'Europa. Indipendentemente da come la si pensi, se il tentativo di rendere l'UE più forte deve passare dalle elezioni delle singole Nazioni allora tocca turarsi il naso e scegliere il male minore. Francamente Orbàn mi sembrava in pieno delirio di onnipotenza, tra criminalizzazione delle minoranze, scelte bislacche economiche e vicinanza quasi devota a Putin; ci voleva un cambiamento, e magari l'ha capito pure lui.
orban è un pezzo di fango senza se e senza ma.
Che qualcuno che si definisce di sinistra gioisca perche la destra conservatrice è stata sconfitta dalla destra liberale mette abbastanza tristezza sulle prospettive che si hanno. Sto magyar poi si sta muovendo in modo molto ambiguo quindi aspetterei a dare giudizi.
Certamente aspettiamo che cambi la legge elettorale in senso più democratico e pluralista. Quella sarebbe dovuta essere la prima richiesta di una Ue decente e non "leva il veto per mandare le armi a kiev" sottolineando ancora, se mai ce ne fosse stato bisogno, quali siano le vere priorità della ue. Non la "democratizzazione di una paese sotto simil dittatura" ma la continuazione della guerra ad ogni costo.
Von der Leyen e Lagarde sostengono l'intangibilità delle regole del Patto di Stabilità perché la situazione non è a loro dire sufficientemente grave. Dunque nessuna deroga per i paesi europei nel loro indebitamento anche se questo significa un impoverimento sociale e una crisi pesantissima per famiglie e imprese. Restano saldamente in vigore, invece, le deroghe per il riarmo. Gli Stati membri possono richiedere infatti l'attivazione di una specifica clausola che consente di deviare temporaneamente dal percorso di spesa netta concordato con l'UE per finanziare l'aumento della spesa per "la difesa".
Ciò significa quindi che per la Commissione esiste un debito "buono", non vincolato, che è quello destinato al riarmo, e un debito "cattivo" che è quello per la spesa sociale, l'istruzione, la sanità, la tutela del territorio, l'ambiente: insomma è cattivo tutto ciò che non ha a che fare con la guerra.
Questa è la vera cultura di pace dell'Europa, la stessa Europa che vuole l'apertura di Hormuz invocando il diritto internazionale e chiede la chiusura del Baltico e l'abbordaggio e sequestro delle navi russe
Come queste idee possano essere espresse dalle stesse teste lo lasciamo studiare ai medici psichiatri.