Va fermata questa spirale, non so in che modo ma fa fermata. Non è una questione religiosa, non si può ne si deve ridurre in ambito di scontro fra "noi" e "loro". Questo è terrorismo. Terrorismo che usa la religione, quale collante ideologico trasversale e transnazionale, per raccogliere un consenso. La crisi economica, l'immigrazione, le bombe e le guerre, la fame. E' una polveriera che può trasformarsi in nome di questo "collante" in qualcosa di micidiale. Ma la religione, l'Islam non c'entra un cazzo in se. E' come se qui da noi (e secondo me ci siamo vicini...) si costituiscano gruppi di crociati armati al servizio del "nostro" dio per praticare altrettanto terrorismo. Sarebbero cristiani questi?
Il terrore punta sempre a raggiungere un risultato politico. Da una parte la radicalizzazione dell'avversario che aumentando il livello di sconto favorisce l'assenza di canali di dialogo, dall'altra una risposta politica violenta e indiscriminata, accompagnata da politiche discriminatorie e xenofobe, porta all'allargamento dell'area di un lroro consenso.
Come se ne esce? Con la lucidità politica, con un ottimo lavoro di intelligence e con una politica internazionale (dell'Europa) capace di governare il processo migratorio e ripudiare la logica dello scontro fra civiltà.
Non posso far altro che sperare, ma ci credo poco. Basta leggere le dichiarazione dei "falchi". Se ieri citavo fatti interni che hanno suscitato un senso di schifo a alteadler (fra l'altro rispondendo a JS, terzo post credo, che poneva il ricasco in Italia e su "certa sinistra") lo facevo per questa ragione. La nostra classe politica è sciacallescamente tesa a monetizzare in voti questa tragedia. Qui non ci si stringe attorno ad un no al terrore e un si al dialogo col mondo. Qui si va a caccia di voti.
Alzare il livello dello scontro e puntare al " o noi o loro" in modo indiscriminato è lo stesso percorso ideologico dei terroristi.
Lo stesso. Identico.