Scusatemi, ma faccio a fatica a seguirvi con i ragionamenti. Mi spiego, durante queste 50 pagine di riflessioni e confronto all'indomani dell'attentato si sono fatte varie congetture sul perché di certe azioni. Dapprima è stato messo sotto accusa il risvolto sociale. In pratica la teoria del ghetto, l'emarginazione, questo ascensore che impedisce di arrivare ai piani alti. Da qui la fragilità e l'influenza negativa capaci di catturarli. Poi, e spero di aver compreso, è stato detto che il processo di autodistruzione è legato alle promesse proprio di eguaglianza, libertà e fraternità inevase. Se non erro stessa medaglia e due volti con le stesse sfaccettature. Certo Italcibold che l'equazione "ricco-non islamista" è fragile, molto superficiale (mi viene in mente il titolo della telenovela "anche i ricchi piangono"). Però uno potrebbe dire lo stesso dell'equazione "povero-islamista". E io a questo punto rimango con i dubbi e senza perché validi! Penso a quello più banale dell'emulazione, dell'avventura, dell'invincibilità...ma neanche questo mi convince del tutto. Perché nessuno credo immoli la propria vita in modo così irrazionale. E carib mi dici perché cacchio fai distinzioni su chi e non chi si pone certi interrogativi?