Questione meridionale: borboni, garibaldi, unità ecc.

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Offline Blueline

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Questione meridionale: borboni, garibaldi, unità ecc.
« il: 12 Nov 2015, 17:43 »
Nei libri di scuola trovi sempre scritto che Garibaldi con soli 1000 uomini sconfisse un esercito 100 volte più grosso(mentre più logicamente sono state usate delle gabole), esercito di una nazione cattiva(come consideravamo adesso un Iraq o una Libia, prima che venissero aggrediti....), arretrata e dispotica(ancora adesso si usa l'aggettivo borbonico per dire grezzo, inefficiente e dispotico).

Invece il regno delle due Sicilie era floridissimo, ricchissimo e aveva infrastrutture di prim'ordine..
Quale delle due tesi è vera? dove inizia l'una o l'altra? Una cosa è certa, l'emigrazione in massa di meridionali c'è stata DOPO l'unità, non prima(vuol dire che in quello stato dispotico stava molto meglio...).

Perchè mi sono interessato a ciò? Perchè ho saputo, quasi per caso, che gli inglesi avevano molta stima del Granducato di Toscana(altro stato che facevano passare per arretrato....) e allora mi sono chiesto "vuoi vedere cche potrebbe essere la stessa cosa per i borboni"?

Voi che ne pensate?


Offline Neal

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Re:Questione meridionale: borboni, garibaldi, unità ecc.
« Risposta #1 il: 12 Nov 2015, 18:07 »
Credo che, come spesso accade, la verità sia nel mezzo.

È vero che il sud era ricco ma è anche vero che aveva un'economia basata principalmente sul latifondo e sulla concentrazione della ricchezza (a differenza del nord dove era diffusa la mezzadria).

L'unità peggiorò la loro condizione ma, probabilmente, il loro modello sarebbe crollato anche senza i piemontesi.

È vero pure che gli "italiani" furono un esercito di invasione con relativi eccidi (es. Bronte) ma è anche vero che i "briganti" che si opposero erano sostenuti dai Borboni in esilio, con fini non esattamente libertari.

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Re:Questione meridionale: borboni, garibaldi, unità ecc.
« Risposta #2 il: 13 Nov 2015, 02:48 »
La storia è lunga e complessa, to be honest:

Entrambe le parti si spartiscono una discreta dose di caxxate, sia gli "unionisti", quando parlano in modo esagerato della differenza di sviluppo tra il piemonte-savoia rispetto alle due sicilie borboniche, che appunto, sti presunti neo-borbonici, revisionisti da due soldi che dipingono i borboni come vittime innocenti ed illuminate dell'imperialismo e (sic!) della massoneria. 

Diciamo che i borboni furono piuttosto ottusi nel muoversi in un periodo estremamente multi-polare e finendo così per legarsi ai cavalli perdenti, confidando che lo status quo sarebbe rimasto intoccato e i borbone si sarebbero continuati a godere il loro isolamento dorato.

La ricchezza potenziale delle due sicilie veniva limitata dall'ottusità di cui sopra, aver le casse piene ed il popolo affamato, non aver amici nell'europa 800esca eccetto l'austria e la russia zarista (....) non furono esattamente scelte sagge e lungimiranti, con il senno di poi.

Offline Lativm88

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Re:Questione meridionale: borboni, garibaldi, unità ecc.
« Risposta #3 il: 13 Nov 2015, 10:26 »
Bene, un tema su cui sono molto sensibile. Metterò pensieri sparsi, magari poi li organizzo.

Innanzitutto una premessa: quando la storia diventa mito (unità) e non la si può toccare e cerchi per forza degli eroi, poi, non lamentarti se cicciano fuori i revisionisti che mettono in discussione i tuoi dogmi. La storia è fatta per essere rivista, sempre, ma a volte ci si accoccola su versioni superate e si affida la revisione a dei non professionisti che diventano dei fanatici del contro-dogma.

questione meridionale: prima dell'unità, non c'è. Non c'è emigrazione da sud a nord. Quindi mi pare che sia abbastanza evidente come l'unità abbia danneggiato una parte di paese per favorirne un'altra. Più avanti mi spiegherò

Esercito di occupazione piemontese: massacri di Auletta, Pontelandolfo, Bronte e sicuramwnte me ne scordo altri. Il tutto condito da una serie di considerazioni di Cialdini e company su come andava trattato il popolo meridionale. Rimando alla famosa intervista a porta a porta della nipote di Garibaldi e quello che pensava dell'occupazione del Sud.

Il regno di Sicilia (questo il nome corretto prima della più recente dicitura Due Sicilie: unione di ultra faro e citra faro) esisteva dal 1130. Ecco, soffermiamoci su questo. RIcordate i vostri libri di storia delle medie o superiori? Bene. Andate intorno al XIII e XIV secc. Solitamente il libro diceva: Nord italia frazionato in comuni, questo favoriva questo, favoriva quello etc. Sud unico regno, con re, con vassalli, unica legge e questo forse frustrava "il fermento culturale" etc. Bene, andate al capitolo successivo: Inghilterra, Francia: essendo unici regni (più o meno) con re, vassalli, unica legge sviluppano un sentimento nazionale e ordine statale migliore rispetto alla situazione italiana. Ah sì? allora mi prendi per il cul.o

Ok, ora vi dico la mia del perché dell'unità. Se è vero che il Piemonte era il paradiso terreno perché attaccare, in modo ovviamente illegale allora come ora, un altro Stato sovrano più povero e che esiste, con dinastie che stanno ai savoia come Elisabetta d'Inghilerra al fruttarolo che le vende la papaya, da almeno 700 anni?
la risposta che mi sono dato è economica, come sempre avviene.
Banco di Napoli, che aveva le riserve aurifere più grandi di tutti gli altri stati preunitari messi assieme, vuoto dopo l'unità.
I pochi poli industriali, San Leucio, l'agronolano, il salernitano etc, smontati e portati via.
Indirizzi politici che davano queste disposizioni: “I meridionali non dovranno più essere in grado di intraprendere”. Parole dette dall'ottimo Carlo Bombrini, governatore della neonata Banca Nazionale del Regno d’Italia.
La mia sensazione è che le industrie del nord avessero semplicemente bisogno di un "mercato" dove vendere le loro cose e si sono prese il Sud.
Cosa che continua ancora oggi eh. Andate in un supermercato, guardate quelli che sono prodotti tipicamente meridionali: passate di pomodoro, pasta, mozzarelle etc. Leggete le etichette. Dove le fanno?

Ho scritto da cellulare senza rileggere. Sono punti un po' sparsi, poi vedo di sistemare.
Il tutto per dire che la storia è complessa, molto. Ovviamente non si deve contrapporre al mito (falso) del piemontese liberatore che civilizza il povero siciliano, un mito (falso) di un Sud florido e che sarebbe sopravvissuto, in quella forma, al procedere della storia, appunto.
Però certe bestialità sui libri di storia non si possono più sopportare. Cominciassero i divulgatori di storia, professionisti seri, a rivedere sulla base di documenti e cifre, quello che per anni è stato propinato agli studenti così ci evitiamo pure leghisti e neo borbonici.

Offline cartesio

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Re:Questione meridionale: borboni, garibaldi, unità ecc.
« Risposta #4 il: 13 Nov 2015, 17:35 »
Bell'argomento.
Da quanto letto tempo fa, i Savoia non volevano uno stato unitario. A loro andava bene qualcosa che neanche comprendesse lo stato della Chiesa, e non avevano neanche tanta fretta di arrivarci.
Ricordo male?

Offline Blueline

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Re:Questione meridionale: borboni, garibaldi, unità ecc.
« Risposta #5 il: 13 Nov 2015, 18:47 »
Non dimentichiamoci di 1 milione di morti che la questione meridionale è costata al sud, morti avuti più col brigantaggio che non con la guerra vera e propria(sembra che molti vertici borbonici dell'esercito fossero campioni di backgammon, grazie alla perfida albione....). Se il Piemonte esteso era un paradiso perchè molti si sono fatti ammazzare e molti altri sono emigrati? E' indubbio e assodato che per la gente del sud fu un peggioramento.

Lo stato borbonico aveva il petrolio dell'epoca, lo zolfo(ci fu pure una questione con gli inglesi), aveva una flotta che poteva tenere testa a quella inglese e godeva di una posizione strategica nel mediterraneo(importante soprattutto grazie all'apertura del canale di Suez), ma non era comunque una potenza militare e perciò il suo destino era, fare gli interessi delle potenze giuste(e qui i duosiciliani hanno pestato una bella zolla di fango con la questione degli zolfi) o appunto sparire(come sono spariti molti governi della nostra epoca, tipo la Libia di Gheddafi), e se non era per Garibaldi magari sarebbe diventato una colonia britannica o il nord della nazione della grande Malta(tanto per dirne una... :) ), gli inglesi l'avevano già puntato.... Era sicuramente un regno avanzatissimo per l'epoca sotto l'aspetto marino(flotta e qualità di vita nelle zone costiere, come Napoli, Palermo e Bari), mentre presentava molti difetti riguardo all'entroterra, complice anche il suolo prevalentemente montuoso e disconnesso, le strade sono poche e l'agricoltura non molto florida.
Re:Questione meridionale: borboni, garibaldi, unità ecc.
« Risposta #6 il: 13 Nov 2015, 19:37 »
Non dimentichiamoci di 1 milione di morti che la questione meridionale è costata al sud, morti avuti più col brigantaggio che non con la guerra vera e propria(sembra che molti vertici borbonici dell'esercito fossero campioni di backgammon, grazie alla perfida albione....). Se il Piemonte esteso era un paradiso perchè molti si sono fatti ammazzare e molti altri sono emigrati? E' indubbio e assodato che per la gente del sud fu un peggioramento.

Lo stato borbonico aveva il petrolio dell'epoca, lo zolfo(ci fu pure una questione con gli inglesi), aveva una flotta che poteva tenere testa a quella inglese e godeva di una posizione strategica nel mediterraneo(importante soprattutto grazie all'apertura del canale di Suez), ma non era comunque una potenza militare e perciò il suo destino era, fare gli interessi delle potenze giuste(e qui i duosiciliani hanno pestato una bella zolla di fango con la questione degli zolfi) o appunto sparire(come sono spariti molti governi della nostra epoca, tipo la Libia di Gheddafi), e se non era per Garibaldi magari sarebbe diventato una colonia britannica o il nord della nazione della grande Malta(tanto per dirne una... :) ), gli inglesi l'avevano già puntato.... Era sicuramente un regno avanzatissimo per l'epoca sotto l'aspetto marino(flotta e qualità di vita nelle zone costiere, come Napoli, Palermo e Bari), mentre presentava molti difetti riguardo all'entroterra, complice anche il suolo prevalentemente montuoso e disconnesso, le strade sono poche e l'agricoltura non molto florida.

Vero in parte, ma i borboni stessi furono ottusi come pomoli di porta , operando una politica da potenza che non potevano minimamente permettersi, vedi l'opporsi ad inglesi e francesi, chiudere l'accesso allo stretto ai britannici durante la guerra di crimea, un atto puramente sciocco ed inutile per voler rimanere ancorati all'ancient regime che si andava disgregando (la santa alleanza era già finita con la defezione della prussia l'indomani di olmutz).
L'aver costruito una nave a vapore (quando gli inglesi ne schieravano 3 nella sola mediterranean squadron) o un tratto ferroviario non ne facevano una potenza navale od economica ma più che altro un regno che non sapeva usare le proprie ENORMI riserve aurifere, terrestri etc per il bene della propria gente ma preferiva investire in cose di cui non aveva alcun bisogno strategico se non a livello di immagine.
La rete ferroviaria andava espansa e le risorse per farlo c'erano, oltre che le congiunzioni favorevoli di poter ottenere un regime di monopolio in tutta la penisola, se avessero agito in modo più intraprendente.
Avrebbero dovuto investire piuttosto che accumulare ed isolarsi ostinatamente nella convinzione che le casse piene potessero comprargli la stabilità quando poi, nei fatti, tanto i funzionari civili quanto quelli militari si rivelarono oltremodo facili da corrompere.
Le miniere di zolfo erano si una enorme ricchezza, ma rimasero abbandonate a loro stesse e gestite in modo tragicomico poichè non vi erano industrie capaci di assorbirne la produzione e renderla dunque una risorsa produttiva, sotto il controllo di latifondisti e funzionari corrotti che mal vedevano l'ipotesi di una cooperazione con gli inglesi o i francesi (che avrebbero pagato profumatamente per vedersi assegnare lo sfruttamento di tali miniere) per il timore che rovinassero il loro piccolo orticello.
Infine la scelta degli ufficiali da opporre ai piemontesi fu disastrosa, peraltro, non a caso von heynau giunse a ferdinando suggerendogli di accogliere ufficiali asburgici a difesa del regno ma questo temporeggiò eccessivamente non volendo pagare i consiglieri militari a vienna, perdendo così l'occasione di salvare il suo regno.

D'altra parte i savoia sfruttarono molto meglio le congiunture del momento e un genio come cavour che estrasse dal cilindro la benevolenza di francia e regno unito.....

Ora immaginando di cambiare anche solo l'impostazione borbonica rispetto al resto del mondo circostante, se si fossero mostrati meno ottusi verso due delle potenze più influenti dell'epoca forse avrebbero ottenuto perlomeno di non averle entrambe al fianco del piemonte, se avessero sostituito i retrogradi che gestivano le funzioni vitali del regno in tempo avrebbero potuto, in quel caso si, con le risorse a disposizione, diventare un polo economico e politico di maggiore importanza, se non altro a livello di potenza regionale, invece che come territorio di conquista.

Offline Lativm88

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Re:Questione meridionale: borboni, garibaldi, unità ecc.
« Risposta #7 il: 13 Nov 2015, 20:21 »
Quello che dice VVV è condivisibile, però, per quanto riguarda la ferrovia... siamo nel 2015 e ancora oggi, per me, arrivare da Avellino a Foggia è un'impresa. E non ho i numeri per riportare quanto investe lo stato italiano, oggi, nelle ferrovie del mezzogiorno rispetto al settentrione ma si trovano facilmente.
Il vantaggio del centro nord è sempre stato la posizione geografica e caratteristiche fisiche del territorio fertilissimo e pianeggiante.
Ovviamente non si può negare la genialità di Cavour ed il fatto che i Savoia, nella loro pur miserevole storia, siano stati abbastanza scaltri da fare del Piemonte un polo per la borghesia nazionale.

I Borbone erano legati ad un modello obsoleto, si mossero tardi e controvoglia, probabilmente erano destinati a cambiare o morire in ogni caso. Purtroppo è successo nel modo peggiore possibile.

Ma, bontà divina, delle strade intitolate a Bixio, cialdini etc.. fanno oggettivamente sensazione e ribrezzo.
Un vero e proprio razzismo che è stato duro a morire anche nella vicenda Passannante e ciò che ha dovuto subire il suo paese d'origine in Basilicata. Andatevi a leggere la storia di questo poveraccio e di quando e come il suo teschio, custodito a Torino al museo di Lombroso, è stato restituito.

Il brigantaggio fu una reazione, non per forza legata a nostalgie della dinastia borbonica, diffusa e sottovalutata dal punto di vista di insofferenza dei meridionali al nuovo corso.

E perchè no, la sua repressione ha portato anche un piccolo beneficio, da lí in avanti, alle associazioni mafiose.



 



Offline Blueline

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Re:Questione meridionale: borboni, garibaldi, unità ecc.
« Risposta #8 il: 13 Nov 2015, 21:07 »
I borboni si erano appoggiati all'Austria, ma quest'ultima era destinata a decadere viste le varie spinte insurrezionalistiche dell'epoca e la sua multietnicità. Poi l'Austria non partecipò alla corsa al colonialismo, altro segno di decadenza che andava colto. Io penso che il nostro risorgimento sia stato condotto più che altro per rompere le scatole agli austriaci e per toglierli da mezzo nello scacchiere europeo, ma senza esporsi direttamente. Basta pensare che nella seconda guerra d'indipendenza fu in pratica combattuto più dall'esercito francese che da quello piemontese, e questa guerra costò all'Italia un enorme somma di denaro(oltre a Nizza e Savoia).

Insomma, fu Cavour che riuscì a intessere ottimi rapporti oppure fece parte di un ingranaggio ben più vasto?

Offline Blueline

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Re:Questione meridionale: borboni, garibaldi, unità ecc.
« Risposta #9 il: 17 Nov 2015, 10:32 »

Offline cartesio

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Re:Questione meridionale: borboni, garibaldi, unità ecc.
« Risposta #10 il: 17 Nov 2015, 12:46 »

Lo stato borbonico aveva il petrolio dell'epoca, lo zolfo(ci fu pure una questione con gli inglesi), aveva una flotta che poteva tenere testa a quella inglese


Il petrolio dell'epoca non era lo zolfo, ma il carbone. Lo zolfo serviva a preparare la polvere da sparo, quindi essenziale in guerra. Il carbone serviva a muovere le locomotive, riscaldare gli edifici e preparare la polvere da sparo. Inghilterra e Germania avevano abbondanza di carbone, cosa che le aiutò in modo determinante a sostenere la loro politica di potenza.

Inoltre mi pare molto dubbio che la flotta borbonica potesse reggere il confronto con la flotta più potente dell'epoca.  Forse nel Mediterraneo, ma non credo in assoluto.
Re:Questione meridionale: borboni, garibaldi, unità ecc.
« Risposta #11 il: 17 Nov 2015, 14:28 »
[...]Germania avevano abbondanza di carbone[...]

Il Carbone é stato, per più di 200 anni, il casus belli delle guerre tra Germania e Francia attorno al bacino minerario del Reno.
Non é un caso che, non solo simbolicamente, la pace in Europa, nell'Europa occidentale almeno, é iniziata con la firma del trattato che istituiva la CECA.

Offline Blueline

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Re:Questione meridionale: borboni, garibaldi, unità ecc.
« Risposta #12 il: 18 Nov 2015, 08:50 »
Il petrolio dell'epoca non era lo zolfo, ma il carbone. Lo zolfo serviva a preparare la polvere da sparo, quindi essenziale in guerra. Il carbone serviva a muovere le locomotive, riscaldare gli edifici e preparare la polvere da sparo. Inghilterra e Germania avevano abbondanza di carbone, cosa che le aiutò in modo determinante a sostenere la loro politica di potenza.

Inoltre mi pare molto dubbio che la flotta borbonica potesse reggere il confronto con la flotta più potente dell'epoca.  Forse nel Mediterraneo, ma non credo in assoluto.
Con l'apertura del canale di Suez e la posizione privilegiata al centro del mediterraneo, questo mare diventava strategico per gli inglesi e il regno delle due Sicilie era in una posizione scomoda per i loro affari.

Il link dimostra che non sono solo i neoborbonici a sostenere questa tesi(forse loro esagerano un po...); al di la di quello che sono stati i borboni(non dimentichiamoci che è una terra molto inframezzata, e magari all'epoca non esistevano nemmeno le gallerie), comunque il sud ci ha rimesso non poco al cambio.

Per l'unità d'Italia forse si dovrebbe aprire un capitolo a parte, comunque è strano che un regno minuscolo abbia preso di petto un impero gigante e infatti nelle guerre d'indipendenza ha combattuto sempre a fianco di qualche potenza e/o aiuti esterni. Alla fine della prima guerra mondiale infatti ci fu impedito di avere più territori di quelli promessi(come dire, se Francia e Inghilterra non volevano col caiser che si parlava di unità....).

Offline cartesio

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Re:Questione meridionale: borboni, garibaldi, unità ecc.
« Risposta #13 il: 18 Nov 2015, 09:18 »
Con l'apertura del canale di Suez e la posizione privilegiata al centro del mediterraneo, questo mare diventava strategico per gli inglesi e il regno delle due Sicilie era in una posizione scomoda per i loro affari.

Era più facile allearsi coi Borboni che spingere per l'unità d'Italia.
Gli inglesi non avevano avuto problemi a fare affari in Sicilia. Il Marsala l'hanno inventato loro, così come il Porto in Portogallo. La famiglia Whittaker era in ottimi rapporti con i Florio, i quali, oltre a produrre vino e ad avere attività portuali significative, si occuparono anche di attività estrattive. Da https://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Florio_(senatore)

Nel 1840 venne costituita a Palermo la Anglo-Sicilian Sulphur Company Limited una società tra il Florio e gli inglesi Benjamin Ingham e Agostino Porry per la produzione e la commercializzazione di acido solforico e derivati dello zolfo.

L'unità d'Italia arriva solo nel 1861, ma non ce n'era stato bisogno per stabilire una collaborazione con gli inglesi.

Offline anderz

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Re:Questione meridionale: borboni, garibaldi, unità ecc.
« Risposta #14 il: 18 Nov 2015, 10:55 »
I neo borbonici a me fanno anche un po' tenerezza. Era un regno di una fragilità estrema, con violente spinte indipendentiste in Sicilia (Ferdinando II si guadagnò il soprannome di re bomba non a causa del suo fisico corpulento) e un entroterra estremamente arretrato , senza vie di comunicazione, con tassi di analfabetismo tra i più elevati in Europa. Potremmo discutere sui progressi tecnologici e sulla ricchezza delle casse del banco di Napoli solo se rapportiamo questi dati all'impatto che hanno avuto sulla popolazione. Uno stato solido e dalla forte identità poi non crolla in quella maniera.

Offline adiutrix

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Re:Questione meridionale: borboni, garibaldi, unità ecc.
« Risposta #15 il: 20 Nov 2015, 08:47 »
Anche il re Vittorio Emanuele II durante gli anni dei moti insurrenzionali del 1848 bombardò pesantemente Genova ma non viene ricordato o appellato come un re bombarolo ma come padre della Patria... chi vince scrive la Storia.

Offline scignia

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Re:Questione meridionale: borboni, garibaldi, unità ecc.
« Risposta #16 il: 20 Nov 2015, 18:12 »
I neo borbonici a me fanno anche un po' tenerezza. Era un regno di una fragilità estrema, con violente spinte indipendentiste in Sicilia (Ferdinando II si guadagnò il soprannome di re bomba non a causa del suo fisico corpulento) e un entroterra estremamente arretrato , senza vie di comunicazione, con tassi di analfabetismo tra i più elevati in Europa. Potremmo discutere sui progressi tecnologici e sulla ricchezza delle casse del banco di Napoli solo se rapportiamo questi dati all'impatto che hanno avuto sulla popolazione. Uno stato solido e dalla forte identità poi non crolla in quella maniera.

Esatto, queste cose non vengono mai citate. Come non viene mai fatta la distinzione tra Briganti veri e propri cioè delinquenti post unitari e "patrioti" in bande della prima ora, per i neoborbonici Carlo Crocco, Chiavone e soci sono degli eroi...
Si citano spesso a sproposito la prima ferrovia fatta costruire dal Re come un esempio di modernità ma non si cita mai il fatto che era un unicum in tutto il regno anche se ebbe un discreto successo come numero di passeggeri la ferrovia si fermò a Portici perun tratto compessivo di 7km...
Le manifatture ciociare per esempio (cartiere) portarono benessere solo alla borghesia del posto ma i "poveracci" continuavano a morire di incidenti e a ricevere paghe da fame...
E sicuramente vero che i bersagieri e i carabinieri si comportarono in maniera atroce facendo stragi e schifezze di ogni genere e questo è documentato. Ma il popolo o appoggiò la"novità" (salvo poi pentirsi quando videro che i "piemontesi" erano pure peggio dei Borboni) o se ne fregò altamente continuando a vivere nei tuguri e fare i mezzadri dei signorotti locali...

Offline scignia

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Re:Questione meridionale: borboni, garibaldi, unità ecc.
« Risposta #17 il: 20 Nov 2015, 18:17 »
E ad onor del vero bisogna anche dire che le votazioni del famoso "plebiscito" del 1860 furono una vera farsa con i seggi all' aperto e presidiati dai carabinieri e dove chi votava no veniva malmenato o peggio anche ucciso se non cambiava il voto.

Offline scignia

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Re:Questione meridionale: borboni, garibaldi, unità ecc.
« Risposta #18 il: 20 Nov 2015, 18:27 »
Confondere un brigante con un cuoco è grave...  :oo :))
Esatto, queste cose non vengono mai citate. Come non viene mai fatta la distinzione tra Briganti veri e propri cioè delinquenti post unitari e "patrioti" in bande della prima ora, per i neoborbonici Carmine Crocco, Chiavone e soci sono degli eroi...
Si citano spesso a sproposito la prima ferrovia fatta costruire dal Re come un esempio di modernità ma non si cita mai il fatto che era un unicum in tutto il regno anche se ebbe un discreto successo come numero di passeggeri la ferrovia si fermò a Portici perun tratto compessivo di 7km...
Le manifatture ciociare per esempio (cartiere) portarono benessere solo alla borghesia del posto ma i "poveracci" continuavano a morire di incidenti e a ricevere paghe da fame...
E sicuramente vero che i bersagieri e i carabinieri si comportarono in maniera atroce facendo stragi e schifezze di ogni genere e questo è documentato. Ma il popolo o appoggiò la"novità" (salvo poi pentirsi quando videro che i "piemontesi" erano pure peggio dei Borboni) o se ne fregò altamente continuando a vivere nei tuguri e fare i mezzadri dei signorotti locali...

Offline Lativm88

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Re:Questione meridionale: borboni, garibaldi, unità ecc.
« Risposta #19 il: 20 Nov 2015, 18:33 »
E ad onor del vero bisogna anche dire che le votazioni del famoso "plebiscito" del 1860 furono una vera farsa con i seggi all' aperto e presidiati dai carabinieri e dove chi votava no veniva malmenato o peggio anche ucciso se non cambiava il voto.

Scusa se è poco  ;) questo c'è nei libri di storia dei licei? C'è auletta? C'è Pontelandolfo etc?

Comunque c'è da contare il 91% di analfabetismo in Sardegna che era sotto la corona sabauda. E che comunque Piemonte e Lombardia si aggiravano sul 60%

Per quanto riguarda i briganti criminali non è che fosse una prerogativa meridionale, il passatore per fare il nome del più famoso.

E comunque il mio discorso è proprio questo: Avendo lasciato la storia al mito risorgimentale (ampiamente amplificato durante il ventennio) si è creata una sacca altrettanto mitica fatta da neoborbonici integralisti.
Basterebbe ridiscuterne con calma, parlare dei crimini della conquista, dell'inefficienza dei Borbone, del fatto che prima dell' unità non c'era emigrazione.

E comunque per me un regno che, comunque assalito a dispetto di qualunque convenzione, che era in piedi da 700 anni (con fasi alterne, dinastie varie e qualche divisione) crolla in quella maniera... Mi lascia abbastanza perplesso.
 

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