Citazione di: Monsieur Opale il 10 Mag 2016, 12:03
saranno le contraddizioni, una volta fattesi inaccettabili, a dare impulso ad "altro"
stare al passo coi tempi, significa poco e niente, è soltanto un accomodamento (più o meno gradito/accettato..) alla contemporaneità
agire sulla contemporaneità non dipende da "avanguardie illuminate" che tracciano la strada alle masse (questo dovrebbe esser chiaro da un secolo), quanto dalle tensioni (vere e traumatiche) che si esercitano sulla realtà e che necessariamente avviano un processo di mutazione
le cose accadono indipendentemente dalla nostra volontà (lo diceva anche GLF ai tempi belli)
sembra una roba conservatrice, apolitica, rassegnata
ma non lo è
perchè poi, in quel processo, li si con un senso, ti inserisci
a me pare che la Storia abbia invece detto l'esatto contrario e questa mi sembra una visione un po' determinista dell'evoluzione storica, come se gli stadi umani siano predeterminati e sia solo questione di tempo il passaggio dall'uno all'altro.
Cito Marx rispetto alle ragioni per cui l'impero romano non è riuscito a sviluppare il capitalismo nonostante ne avesse le capacità oggettive (ma non quelle soggettive) così come il cosidetto
dibattito Brenner sulle cause del passaggio dal feudalesimo al capitalismo.
E' esattamente l'opposto. Non c'è sviluppo storico che non dipenda da una volontà soggettiva che riesce, cogliendo l'opportunità storica, a sviluppare un'azione e dunque una Storia alternativa.
Mi sembra chiaro che le tue "contraddizioni divenute inaccettabili" siano in un certo senso l'equivalente di questa opportunità.
Ma tali condizioni davvero pensiamo non esserci? Guardiamo ai migranti, alla questione del debito e di come sia ormai un giogo dittatoriale sulle nostre teste, al progressivo imbarbarimento delle società mediterranee, al disastro ecologico crescente cosa ci serve di più?
Quello che manca non è l'opportunità storica ma proprio la soggettività che la coglie, la volontà soggettiva, il soggetto che prende in mano le redini del processo.
Ed esattamente nella latenza di questo soggetto che l'opportunità non viene colta e la barbarie aumenta.
Marx non ha mai detto che le contraddizioni avrebbero portato inevitabilmente al mutamento.
Al contrario, nella PRIMA pagina del capitale avverte: il conflitto può portare alla vittoria del proletariato così come alla sconfitta di tutti. Proprio sottolineando come la cosa essenziale sia proprio la nostra volontà molto più che le condizioni oggettive.
A prescindere da come la si pensi sulla "vittoria del proletariato" mi sembra abbastanza evidente che al momento siamo diretti a tutta velocità verso la sconfitta di tutti.
E tornando a Roma la sconfitta di tutti si traduce in quattro candidati che non hanno un vero e proprio progetto per la città e vorrebbero limitarsi ad amministrare l'esistente. Sommando barbarie a barbarie.