Roma (in maiuscolo, la città)

Aperto da meanwhile, 27 Apr 2016, 14:24

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Citazione di: FatDanny il 19 Set 2016, 16:55
Citofonateme e scendo.

Il citofono é un retaggio dello sfruttamento capitalista.
Semmai tu scendi e poi, solo poi, noi arrivamo.


Sbracchiosauro

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Citazione di: kelly slater il 19 Set 2016, 17:00
no io vengo da una famiglia piccolo borghese di una periferia di Roma nord, proprio come la Raggi

non quadra
dovresti quindi difendere gli interessi piccolo borghesi, non quelli dei comici già ricchi di famiglia o degli spregiudicati imprenditori del webbe (che, ricordiamolo, ospita il male)


Citazione di: FatDanny il 19 Set 2016, 17:02
:lol: :lol: :lol:

eh ma tanto tu sulla riuscita dei grillini non scommetteresti mai, quindi al massimo potresti fare da banco pure tu.
:poof:

così va meglio, sono cambiato
niente più azzardo
ora faccio volontariato nei cantieri, supporto ai palazzinari
8)

kelly slater

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Citazione di: kelly slater il 19 Set 2016, 17:00
no io vengo da una famiglia piccolo borghese di una periferia di Roma nord, proprio come la Raggi

tra l'altro il quartiere dove sono nato e cresciuto ovevro Valle Aurelia sta per venire stuprato dalla costruzione di un nuovo centro commerciale, delibera voluta da alemanno.
un'area verde che poteva essere utilizzata per mille altri scopi e su cui c'erano dei progetti interessanti come "parco artistico" sulla falsariga di un progetto analogo realizzato a Marsiglia.

l'unico urbanista che si è speso contro lo scempio del centro commerciale e' stato Paolo Berdini.
la Raggi me l'ha fatto assessore.
questi sono fatti non svegl1111eee££££

JoeStrummer

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Citazione di: FatDanny il 19 Set 2016, 16:55
Citofonateme e scendo.

Daje scenni...scenni che è tardi,
daje scenni e porta quello che sai... (cit.)

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kelly slater

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Citazione di: Sbracchiosauro il 19 Set 2016, 17:04
webbe (che, ricordiamolo, ospita il male)

OT
io questo non l'ho mai detto ne' lo penso.
EOT

MisterFaro

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Citazione di: FatDanny il 19 Set 2016, 16:55
in questo possibilismo c'è tutta l'illusione grillina. Potremmo quasi dire che è una cartina al tornasole.
L'illusione che tutto si giochi sull'honestà senza tener conto dei meccanismi di fondo.

Senza tener conto del fatto che se a me costruttore non garantisci un determinato profitto semplicemente non conviene espormi perché a quel punto mi indirizzo su altri progetti dalla maggiore redditività.
Senza tener conto del fatto che se non è il pubblico ad accollarsi determinate spese non lo farà nessuno perché sono a redditività zero (ossia portano solo a debiti).
Senza tener conto del fatto che un sistema che funziona come un orologio non è che inizia a girare in modo antiorario per una breve e circoscritta parentesi perchè tu sei honesto.


Chiaro che "qualcuno" voglia far fare le Olimpiadi ai grillini.
Se l'amministrazione di Roma è il potenziale suicidio politico augurato da Renzi, le Olimpiadi sarebbero cappio e patibolo. Al 100%, firmo qualsiasi scommessa a qualsiasi somma.

Perchè corruzione e speculazione non sono categorie etico-morali, ma conseguenze sistemiche di una logica ferrea.
Mutabile eh, ma per mutarla devi andare a toccare corde che né i grillini né altri hanno alcuna intenzione di toccare. Poi oh, se in nome delle olimpiadi vogliamo mettere al bando i grossi profitti e instaurare una proto-democrazia socialista io sto qua eh.
Citofonateme e scendo.

100%

ma c'entra poco con il dettaglio su cui non ero d'accordo  ;)

Davy_Jones

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Citazione di: FatDanny il 19 Set 2016, 16:25
qualsiasi persona dotata di senno e di responsabilità istituzionale non promuoverebbe MAI le Olimpiadi. MAI.
Non è questione - semplicemente - di corruzione, ma di indebitamento e priorità di spesa pubblica.
Non si facesse lo stesso errore dei grillini in modo capzioso: il problema di eventi come le Olimpiadi non risiede semplicemente negli amministratori corrotti che prendono le mazzette (come potrebbe pensare un grillino), ma nella logica del profitto che muove gli investimenti pre, durante e post.

hai ragione, e' un rischio concreto. i 5s possono non voler gestire un evento del genere per calcolo in un verso o nell'altro. ma secondo me e' anche ora di uscire da questa logica per cui, gira e rigira, non se po' fa' perche' non se po' fa' (le cose non possiamo farle in modo ragionevole, in modo irragionevole e' meglio non farle, quindi meglio se non le facciamo). non e' un problema di olimpiadi. con questa logica qui oramai e' tutto fermo. tutto.

in italia abbiamo banche al collasso perche' le aziende falliscono (e ci fosse uno che lo dice chiaramente), draghi che le tiene in vita assicurando giorno e notte che non smettera' manco quando gli usa alzeranno i tassi (lo voglio vedere), un governo incapace di dare qualsiasi stimolo all'economia, un sistema paese in cui tutto puo' saltare per aria in tre minuti se succede la cosa sbagliata, cittadini tenuti col fiato sospeso per un referendum che non spostera' di un'acca la nostra economia... qui oramai e' tutto talmente congelato che chi ha dei soldi (pochi eh, mica tanti, parlo di gente normale che in altri tempi ci avrebbe fatto cose utili, tipo comprarsi una casa) non sa che farci. la cosa migliore e' non farci niente, tenerseli in casa, il che e' privo di senso. che sistema e' uno in cui la circolazione del denaro e' scoraggiata? che senso ha? io sono neoliberista quanto sono riommico ma mi sembra una situazione  assurda. quello che mi chiedo e', visto lo stato delle cose (del governo, del'industria, della finanza, ecc.),  come dovremmo uscire da sta situazione? riparando le buche nelle periferie? a furia di fare santi e beati  in piazza san pietro? in qualche modo bisogna fare si' che le aziende lavorino, che i lavoratori lavorino, che tutti guadagnino, che l'amministrazione possa amministrare (spendendo soldi), che la citta' abbia un piano di sviluppo e non solo di contenimento del degrado, che si possa pianificare... possibile che tutte ste cose non sono mai prioritarie? o si ha fiducia enorme nelle capacita' dei nostri politici di tirarci fuori dalla buca in cui siamo infilati da un decennio (e io dopo i berlusconi, i monti, i letta e i renzi l'ho persa...) oppure ci vuole qualcosa di diverso. questa e' na cosa. i 5s hanno roma? la vogliono fa'? se la sentono?

FatDanny

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Certo che si può fare. Tutto si può fare.
Ma siamo disposti ad accettarne le conseguenze?

Io non sono disposto ad accettare le conseguenze di Olimpiadi svolte con questo sistema (indebitamento, speculazione, devastazione del territorio)

Molti credo non siano disposti ad accettare le conseguenze di un cambio di sistema
(per ennemila motivi che non elenco per evitare i miei offtopic che tanto piacciono a sbracchio)


Ne deriva che nun se po fa. Non perché non si può. Ci sono ragioni di merito.

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Davy_Jones

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Citazione di: FatDanny il 19 Set 2016, 17:18
Certo che si può fare. Tutto si può fare.
Ma siamo disposti ad accettarne le conseguenze?

Io non sono disposto ad accettare le conseguenze di Olimpiadi svolte con questo sistema (indebitamento, speculazione, devastazione del territorio)

Molti credo non siano disposti ad accettare le conseguenze di un cambio di sistema
(per ennemila motivi che non elenco per evitare i miei offtopic che tanto piacciono a sbracchio)


Ne deriva che nun se po fa. Non perché non si può. Ci sono ragioni di merito.


nemmeno io farei le olimpiadi sbracando il territorio (eddai...) ma anche le tue ragioni di merito hanno conseguenze che bisogna essere disposti ad accettare. io credo che stiamo andando a sbattere, ma magari andra' tutto meglio.

FatDanny

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no no, stiamo proprio andando a sbattere. Confermo.
Non si può fare una "rivoluzione" a prescindere da chi dovrebbe farla.
Per cui... buon atterraggio (almeno per il momento).

kelly slater

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Citazione di: FatDanny il 19 Set 2016, 16:55
in questo possibilismo c'è tutta l'illusione grillina. Potremmo quasi dire che è una cartina al tornasole.
L'illusione che tutto si giochi sull'honestà senza tener conto dei meccanismi di fondo.

Secondo me non è che si gioca tutto sull'onesta', la contraddizione c'e' ed esplodera', ma non su questo.
L'ideologia m5s prevede che esista un'imprenditoria "sana" ovvero la piccola imprenditoria e una "corrotta" ovvero le multinazionali e le grosse industrie.
Prevede anche uno stato sociale allargato e tutele al lavoro piu' significative di quelle inesistenti di fornero e jobs act.
Di fatto è come se ci fosse una coincidenza: combattendo i capitalisti italiani perche' sono disonesti vai di fatto a combattere il capitalismo, anche  se non è quello che stai rivendicando.


kelly slater

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Citazione di: FatDanny il 19 Set 2016, 16:55
Perchè corruzione e speculazione non sono categorie etico-morali, ma conseguenze sistemiche di una logica ferrea.

su questo sono d'accordo fino a un certo punto.
o meglio: c'e' una gradazione.
magari pure a copenhagen c'e' corruzione e speculazione, ma a un livello tollerabile, per dire.
a Roma ha talmente mangiato qualsiasi cosa che bloccato tutti i meccanismi ed è diventata una cosa dannosa per lo stesso capitalismo.
il successo clamoroso dei 5 stelle a Roma non è basato su categorie etico-morali ma su un giudizio di funzionalita'.
la gente l'ha votati in massa non perche' voleva l'honesta' ma perche' quando non funziona piu' un cazzo c'e' bisogno di un reset.


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Monsieur Opale

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Citazione di: MisterFaro il 19 Set 2016, 16:42
Condivido totalmente il ragionamento generale e l'evidenza della ipocrisia (di una parte politica, non mi riferisco ai netter) nel chiedere SOLO QUESTA VOLTA, in cui non sono loro a decidere, di consultare il popolo.

Però su un particolare non sono d'accordo:
in campagna elettorale su specifica domanda, se fosse possibile provare a organizzare le olimpiadi liberandosi dei vincoli clientelari, la risposta era sempre possibilista. Quindi, il margine per fare una scelta politica diversa l'attuale giunta lo ha. Certo che poi dovremo sorbirci la contraerea di quelli che ora chiedono di cambiare idea, che ci* bombarderanno dicendo che l'attuale giunta ha tradito il mandato ricevuto dagli elettori.



(*) il "ci" è riferito a tutti coloro che auspicherebbero un'Informazione e un livello del dibattito meno inquinato

1 - il referendum lo ha chiesto Fassina, uno che era ministro (mica cazzi) e se ne è andato dal pd per ragioni politiche.

2 - la domanda è: perchè non gestiscono questa che potrebbe essere una opportunità? Perche non creano strutture, servizi, impianti etc. Il tutto onestamente.
Perchè gli imprenditori magna-magna senza avallo politico sono disarmati. Non magnano-magnano na ceppa

FatDanny

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Un MASTODONTICO Montanari su micromega parla della giunta Raggi, spiega il NO alle Olimpiadi e soprattutto perché il PD non può e non potrà mai essere una valida alternativa ai pentastellati

http://temi.repubblica.it/micromega-online/montanari-%E2%80%9Cbasta-con-i-grandi-eventi-il-m5s-meglio-del-pd%E2%80%9D/

intervista a Tomaso Montanari di Giacomo Russo Spena

"Ma quali Olimpiadi, governare la normalità è la vera sfida: il resto è distrazione di massa e carne da macello per la corruzione". Tomaso Montanari, storico dell'arte e professore universitario, si schiera con la scelta della sindaca Virginia Raggi di ritirare la candidatura per Roma 2024. Nello stesso momento, non risparmia critiche al M5S per la sua condotta nella Capitale: "La nomina della Muraro va sicuramente rivista".


Professore, partiamo dal terribile terremoto dello scorso 24 agosto. Ad Amatrice molti cittadini non vogliono abbandonare le proprie case e chiedono di essere ascoltati nei progetti di ricostruzione. Teme si possano ripetere gli stessi errori commessi all'Aquila dove è sta edificata una new town senza ascoltare le richieste della popolazione?

Renzi e Del Rio, in modo condivisibile, hanno detto che Amatrice ed Accumoli risorgeranno com'erano e dov'erano. Come Venzone in Friuli, per capirsi. All'Aquila è avvenuto qualcosa di atroce, che ancora non si è ben capito: si è distrutta a tavolino una città, forse per sempre. Il tessuto sociale difficilmente si rimarginerà, e l'Aquila che c'era prima del 2009 è volata via per sempre. Certo, il rischio c'è anche ad Amatrice: bisogna dare alloggi decenti subito e partire con la ricostruzione. Di corsa.

L'emergenza – come è risaputo – è diventata un enorme business, come evitare che questa nuova tragedia diventi la solita mangiatoia per avvoltoi e speculatori?

L'unico modo è la totale trasparenza. Sembreranno concetti estranei al terremoto ma invece sono collegati: bisogna depenalizzare la diffamazione a mezzo stampa e togliere gli strumenti civilistici con cui viene strangolata la libertà di cronaca. La battaglia per la ricostruzione pulita è la stessa di una democrazia trasparente e si vince con una stampa senza bavagli oltre che con una magistratura che dispone di mezzi adeguati.

Oltre che un discorso di civiltà, molti ne fanno anche una questione meramente economica: i costi per la ricostruzione post terremoto sono elevatissimi, quelle cifre non potrebbero essere utilizzate in prevenzione?

A noi purtroppo manca totalmente la cultura della prevenzione. L'unica grande opera necessaria di cui avremmo bisogno è la messa in sicurezza del territorio mentre il governo insiste su progetti come il Ponte sullo Stretto. Prossimamente il premier Renzi andrà ad inaugurare il Crescent di Salerno, uno scempio paesaggistico e urbanistico del suo amico De Luca. Finché la cultura della politica è quella dei palazzinari, nulla verrà messo in sicurezza. Ricordo che per il 2016 abbiamo in bilancio per la prevenzione antisismica di tutta Italia 44 milioni di euro. Solo l'arena del Colosseo – progetto del ministro Franceschini (che è una boiata pazzesca) – ne costa 18. Ecco le nostre priorità.

Al di là dei facili slogan è possibile mettere in sicurezza il nostro territorio e allontanarlo dal pericolo di distruzione insito nei terremoti? L'Italia non è un Paese dal punto di vista paesaggistico estremamente diverso, ad esempio, dal Giappone?


È possibile limitare al minimo i morti e le distruzioni. Il rischio zero non esiste, e l'Italia non è il Giappone. Ma chi non vorrebbe aver avuto solo il 5 per cento di questi morti. È un risultato tecnicamente possibile. Ci vogliono soldi. Ma quando si approverà la prossima Legge di Stabilità quanti politici e quanti direttori di giornale si ricorderanno delle bare di Amatrice? È in quei giorni che tutto si deciderà.

Il governo ha designato Vasco Errani commissario straordinario alla ricostruzione delle aree colpite dal terremoto. Alle spalle ha un'esperienza maturata quale Commissario delegato per l'attuazione degli interventi sui territori emiliani colpiti dal sisma del 20 e 29 maggio 2012. Eppure c'è chi critica la sua nomina per le sue vicende giudiziarie – dove recentemente è stato assolto – e per i finanziamenti in Emilia Romagna alla coop del fratello. Lei che idea si è fatto, Errani è l'uomo giusto?

Non un'idea felicissima. Il partito della nazione sembra trasformarsi nella nazione del partito: il Pd si prende tutto, anche quando bisognerebbe essere lontanissimi da logiche di partito. E la ricostruzione in Emilia non è esente da zone d'ombra, sia per la tutela del patrimonio artistico, sia per le infiltrazioni malavitose. Prendiamo il buono: Errani ha l'occasione di dimostrare che si è imparato dagli errori.

Passiamo alle Olimpiadi 2024. Lei è d'accordo con la candidatura di Roma?

Sono radicalmente contrario. Lo dissi a suo tempo personalmente a Virginia Raggi e sono tornato a scriverlo, insieme ad altri, in questi giorni.

Non trova che, se fatte con trasparenza e sotto l'attenta vigilanza dei Corti dei Conti, possano essere un'immensa risorsa per rilanciare l'immagine della Capitale? Faccio presente che Paolo Berdini, l'assessore all'urbanistica della giunta Raggi e ostile ai poteri forti, è possibilista all'ipotesi di Olimpiadi.


Basta fare politica con l'immagine e con il grande evento! Me lo faccia dire male: la sindrome della «grande occasione», questo miserabile anelito alla vincita della lotteria, è una delle cose che fottono l'Italia. Basta. Abbiamo bisogno di normalità.

Virginia Raggi sembra in serie difficoltà. Il M5S, a Roma, vive una faida interna e, tre mesi dopo le elezioni, la città non ha ancora un assessore al Bilancio. Col senno di poi, gongola per la sua scelta di non aver accettato un ruolo nella giunta Raggi?


Non gongolo affatto. Non ho accettato per questioni che riguardavano la mia vita, non la qualità di Raggi. E sarebbe irresponsabile gongolare per i guai di Roma, così come è irresponsabile gongolare per i guai dell'Italia in mano a Renzi (che non sono minori). Credo che a Roma il Movimento 5 Stelle stia dando una pessima prova, per ora: lacerazioni, carrierismi, inettitudine, improvvisazione. Scelte sbagliate: la nomina dell'assessore Paola Muraro va rivista. Invece, quelle di Bergamo e Berdini sono davvero ottime. E più a sinistra che in qualunque giunta Pd. Se pensiamo all'inettitudine di Matteo Orfini, alla corruzione del Pd e alla farsa in cui è stata trasformata l'esperienza a sindaco di Ignazio Marino...

Proprio ieri su Repubblica Michela Serra ha scritto che "dopo una vita a tifare per l'opposizione e a diffidare dei governanti, il livello della presente opposizione italiana mi fa sentire pericolosamente incline a sorvolare sulle colpe del governo (che sono tante). Piuttosto che essere governato da uno come Di Maio, che non sa niente ma se la tira come se sapesse tutto, sopporto, anche se non la supporto, Maria Elena Boschi". È in disaccordo?

Il senso critico non può andare a corrente alternata. Questa sfiducia generale che rasenta il cinismo è parte del problema, la sindrome di un Paese che non vede alternative. Di Maio non è la soluzione ma a maggior ragione non lo è la ministra Boschi. In questo momento il pericolo concreto di uno scadimento oligarchico della democrazia italiana sta nella riforma costituzionale scritta dal Pd, mentre i 5 Stelle sostengono le ragioni del No. Credo che non dovremmo dimenticarlo.

Lo scorso 7 maggio è stato tra i promotori della manifestazione "E' emergenza cultura" e aveva denunciato che "il paesaggio e il patrimonio storico e artistico sono in grave pericolo". Cosa è successo da allora?

Nessuna risposta dal governo Renzi, se non un'escalation di imbarbarimento del governo del patrimonio culturale. Ad Amatrice, Franceschini ha detto di aver subito mandato i caschi blu della cultura: cosa mai sarebbero, se non miserabile propaganda? La riforma della dirigenza dello Stato, con il suo ruolo unico, è la mazzata finale al sistema di tutela, che di fatto non esiste più. Siamo tornati a prima del 1939, con una regressione secolare. E il concorsone per i 500 funzionari del Mibact si sta celebrando in modo farsesco, per molto meno avremmo chiesto la testa dell'ex ministro Bondi a furor di popolo. Il sito di Emergenza cultura è uno dei pochissimi luoghi che accolgono le mille voci che denunciano, dall'interno, l'agonia del patrimonio culturale della nazione italiana. E non smetterà di farlo.

Ultima questione: recentemente è stato siglato presso l'ambasciata italiana a Mosca, un accordo – fortemente voluto dal premier Matteo Renzi – tra le Gallerie degli Uffizi e il Museo Puškin di Mosca. Un segnale di distensione e collaborazione con la Russia di Vladimir Putin. Ne gioveranno l'arte e la cultura italiana o siamo alla spreco di denaro pubblico?

Solo nei regimi, sono i governi a usare il patrimonio artistico come ostaggio delle relazioni diplomatiche. E noi non siamo un regime. Lo faceva Mussolini, ma Renzi non è il Duce. In Occidente le mostre si fanno per ragioni scientifiche, con un progetto culturale. Da noi le opere d'arte famose seguono i politici in catene, come i prigionieri seguivano gli imperatori romani durante i trionfi. È una regressione barbara. Il direttore degli Uffizi ha fatto un grave errore, che speriamo non abbia conseguenze: si è piegato al volere del governo che l'ha nominato, e che dovrà confermarlo, e ha spedito a Mosca opere il cui viaggio era stato definito letteralmente "molto rischioso" dall'Opificio delle Pietre dure, massima istanza italiana per il restauro. Una scelta molto miope anche perché, si sa, i ministri cambiano.

(15 settembre 2016)

Davy_Jones

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Citazione di: FatDanny il 19 Set 2016, 19:52
Un MASTODONTICO Montanari su micromega parla della giunta Raggi, spiega il NO alle Olimpiadi e soprattutto perché il PD non può e non potrà mai essere una valida alternativa ai pentastellati


su alcune cose sono d'accordo con lui, su altre no. ma sulle olimpiadi che dice? primo, sono contrario. secondo, chi le vuole e' un miserabile. perche? perche' abbiamo bisogno di normalita'. a me lui non dispiace, anzi, ma ha spiegato il no alle olimpiadi? con quello slogan? boh.

FatDanny

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Citazione di: Davy_Jones il 19 Set 2016, 20:26
su alcune cose sono d'accordo con lui, su altre no. ma sulle olimpiadi che dice? primo, sono contrario. secondo, chi le vuole e' un miserabile. perche? perche' abbiamo bisogno di normalita'. a me lui non dispiace, anzi, ma ha spiegato il no alle olimpiadi? con quello slogan? boh.

con lo slogan no, con tutto quel che dice prima (e in parte dopo) si.

Thorin

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Dal Corriere della Sera di ieri (scusate l'impaginazione ma sto col cellulare) :

ROMA  / CRONACA
Goffredo Bettini (Fotogramma) TESTIMONE IN AULA Milano, 19 settembre 2016 - 18:12
Mafia Capitale, Bettini «salva»
Buzzi e condanna il Pd
di Lavinia Di Gianvito

Il finanziamento di Salvatore Buzzi, l'«intermediazione» offerta al ras delle coop per un appuntamento con Gianni Letta, un Pd «esasperato da correnti e personalismi», «balcanizzato» già nel 2009. È lunga e articolata la deposizione nel processo Mafia Capitale di Goffredo Bettini, europarlamentare dem, più volte deputato, stratega della candidatura di Francesco Rutelli e braccio destro di Walter Veltroni, amico di Gianni Borgna e Pier Paolo Pasolini, insomma punto di riferimento della sinistra romana in tutte le sue molteplici trasformazioni e contorsioni.


Il contributo elettorale
«Ho ricevuto dalla coop 29 giugno un contributo di diecimila euro per la mia candidatura alle Europee - rivela Bettini in aula -. Un bonifico che non ricordo se fu fatto alla campagna elettorale o all'associazione che mi sostiene, so però con certezza che è stato registrato». Eppure, è lo stesso testimone a precisare che non c'erano legami particolari con Buzzi: «Mi ricordo di averlo incontrato solo in due occasioni pubbliche», sostiene. I rapporti erano più stretti con Carlo Guarany, uno dei collaboratori del ras delle coop: «Una volta - racconta l'europarlamentare - Guarany mi accennò a un progetto sociale sull'accoglienza degli immigrati, in Sicilia. Non lo feci parlare, gli dissi che non mi occupavo di queste cose e di rivolgersi a Gianni Letta se voleva un consiglio. Ho favorito le condizioni per quell'incontro. Lui li accolse e poi li mandò dal prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro». Infatti, chiarisce l'ex deputato, «con Letta ci passavamo qualche seccatura reciproca: lui era il factotum all'epoca del governo Berlusconi, io il factotum dell'opposizione. Poi entrambi abbiamo vissuto gli anni dell'Auditorium dove è nata un'amicizia fraterna».
«Buzzi militante della sinistra»
Nonostante ciò che è emerso con l'inchiesta Mafia Capitale, Bettini sembra voler rendere al ras delle coop l'onore delle armi: «La 29 giugno - sostiene - è sempre stata un fiore all'occhiello nella storia della sinistra romana. È stata la prima coop che non si occupava di edilizia ma di recupero sociale. Ricordo che quando fu fondata era presente Pietro Ingrao». Quanto a Buzzi, aggiunge l'europarlamentare, «non so se avesse la tessera del partito, ma sicuramente era ritenuto un militante, prima del Pci poi della sinistra. Era considerato una persona meritevole, espressione dell'area politica dalemiana-bersaniana, un'area a me ostile».
Il Pd e la corruzione
Non Buzzi, dunque, ma il Pd è l'oggetto delle recriminazioni di Bettini: «Ho scritto un libro nel 2009 per segnalare il degrado nel partito, non dovevamo aspettare i giudici, tutto si vedeva già ad occhio nudo», sottolinea l'ex deputato. Il suo è un pesante j'accuse: «Dal centro alla periferia nessuno risponde più a nessuno. Personalismi, capi bastone, tutti autocentrati con l'assillo di non perdere posizione. Un partito balcanizzato. Non servono i magistrati per capire come la corruzione sia diventata la forma normale del rapporto tra politica e impresa. Una degenerazione complessiva , un partito esasperato da correnti e personalismi. La mia è un'accusa politica, non ho ricevuto notizie di reato: il partito andava verso il burrone e io l'ho segnalato».

Monsieur Opale

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http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/giochi-sono-finiti-anzi-no-roma-2024-ancora-tutto-decidere-132379.htm

Giovanna Vitale per "la Repubblica- Roma"

La partita non è ancora chiusa. Anzi. A dispetto delle previsioni di Grillo, che venerdì scorso aveva annunciato «una bella conferenza stampa » della sindaca «a breve» per dire «no alle Olimpiadi», potrebbe riaprirsi.

Se continuando a prendere tempo, per dare modo al Coni di avviare un'azione giudiziaria, oppure convocando un referendum cittadino per far esprimere i romani (ipotesi però smentita seccamente dal Campidoglio) resta tuttavia ancora da decidere. L'unica cosa certa è l'indiscrezione fatta trapelare a sera dal suo staff: Virginia Raggi e Giovanni Malagò si incontreranno nelle prossime ore, prima del weekend la sindaca darà una comunicazione ufficiale.

Quel che è certo, al momento, è che non sarà un sì. Ma forse neppure un no secco. L'avvocata cinquestelle si sente con le spalle al muro. Stretta tra un pressing fortissimo sulla conferma della candidatura di Roma ai Giochi (finora tenuta in vita dalla trattativa segreta tra il vice Daniele Frongia e Malagò) e il niet del fondatore e di buona parte del direttorio a 5Stelle, che invece premono perché lei resti fedele al programma elettorale del Movimento.

Un cul de sac che ha mandato in crisi la sindaca. Facendola ogni giorno oscillare ora da una parte, ora dall'altra, alla ricerca di una exit strategy in grado di salvare il suo rapporto con il partito che l'ha spedita sul colle romano e al tempo stesso le eviti di inimicarsi mezza città: sindacati, industriali, associazioni, ma anche lobby e corporazioni, tutti interessati alla valanga di euro pronti a piovere sull'Urbe.

Senza dimenticare il governo e il Coni, che sull'appuntamento del 2024 molto hanno puntato (e già speso) e che certo le renderebbero la vita impossibile nel caso in cui dovesse ostacolare la corsa olimpica della capitale. La coppia Raggi-Frongia ha ben chiaro che si tratta comunque di un azzardo: sia temporeggiare, sia giocare la carta del referendum. Una indecisione che ieri sera si è cercato in ogni modo di dissimulare facendo filtrare, da fonti però informali, che l'incontro con il Coni ci sarà a breve e la conferenza stampa pure: anche se per entrambi non c'è ancora una data. Perché la verità è che la sindaca non ha ancora stabilito il da farsi. Vuole capire di più.

Verificare se la sua strategia alternativa al rifiuto secco, specie dopo l'ultimatum di Grillo, possa suonare come una provocazione o, viceversa, offrire margini di manovra. Il pretesto per consumare quello strappo dal Movimento, già più volte minacciato. La vera ragione per cui fino a oggi nessuna decisione è stata formalizzata. E che alla fine potrebbe far pendere la bilancia per il no.

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COLDILANA61

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...valanga di euro pronti a piovere sull'Urbe ...

Solo a me vengono i brividi ?

Se qualcuno puo' rispondere : secondo Voi e' un investimento maggiore o minore del giubileo del 2000 ? ... perche' ... potrei citare Blade Runner ...

FatDanny

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Citazione di: COLDILANA61 il 20 Set 2016, 13:39
...valanga di euro pronti a piovere sull'Urbe ...

Solo a me vengono i brividi ?

Se qualcuno puo' rispondere : secondo Voi e' un investimento maggiore o minore del giubileo del 2000 ? ... perche' ... potrei citare Blade Runner ...

Anche per Expo c'è stata una valanga di euro.
Peccato che la valanga sia finita nelle mani di pochi e per i molti l'unica valanga ricevuta è stata quella dei debiti.
E ricordo ancora chi su queste pagine diceva "ma no, ma no, non andrà così. Expo porterà tanti benefici per i milanesi, è un'occasione da non perdere".

:lol: :lol: :lol:

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