Citazione di: Zarathustra il 23 Set 2016, 18:54
Non saprei neanche io. Non conosco la persona. Il curriculum sembrava buono. Come anche quello dei vertici ama e atac. Ma forse hai ragione tu (io parlo, parlo, ma sto a Roma una settimana al mese quindi mi manca molto della percezione).
Relativamente parlando mi sembra che prima la Giunta poteva comunque contare su dei tecnici non male. Ora, boh.
L'esodo è stato impressionate. Temo che difficilmente troveranno figure equivalenti.
Per questo tenderei a pensare che il problema della Raggi sia (oltre la schizofrenia del Movimento a cui appartiene) anche le sua rete relazionale a cui sembra non voglia rinunciare per nessun motivo.
Dall'estero la percezione che si è avuta è che quella gente abbia abbandonato in blocco a causa dei vari Marra e compagnia cantante.
Se Minenna non convinceva pensa De Domincis. Lui me lo ricordo bene ai tempi del Gomblotto delle agenzie di rating.
Su De Dominicis, diciamo che abbiamo avuto la Grazia. Sarebbe stato come nominare in blocco la Procura della Repubblica di Trani ...
Per quanto riguarda Minenna, non so neppure io quale sia la percezione che se ne abbia a Roma. Quello che so è che, pure prima della vicenda assessorato, al di là di stretti rapporti con certa parte della magistratura di Milano, nel suo ambiente (accademico e di lavoro) in parecchi nutrissero qualche dubbio circa le sue capacità tecniche.
Lo stesso fatto, poi, che anche lui costituisca (o almeno si presenti come) espressione di quell'ambiente chiuso e connotante che è la Bocconi ai miei occhi non è cosa positiva. Ma questo - ossia il mio giudizio negativo sul "club Bocconi", sulla sua opacità e sulla sua volontà di imporre i propri modelli sulla base di una indimostrata (e, ritengo, contestabile) superiorità - è chiaramente soggettivo.
Quello che mi sembra oggettivo è che, usando una tua ricostruzione che ho reputato appropriato, anche la presenza di Minenna (come quella di Sammarco) avrebbe potuto rappresentare l'indice dell'esistenza di una certa rete di relazioni di potere non necessariamente positive per la città.