Citazione di: laziAle82 il 21 Ott 2016, 09:39
É bellissimo.
Tirate su argomenti che nessuno ha difeso e vi date di gomito ridacchiando..
nessuno ridacchia. Non dico tu li abbia difesi, dico che non li hai messi a bilancio in nessuno dei tuoi interventi di valutazione di Expo. Il peso dei vari elementi dipende dai propri valori politici.
Non ci sono bene e male assoluto, come ho tentato di far capire a Warp. Non ci sono mai.
Ci sono bene e male relativi ai propri principi.
Se il tuo principio è il profitto (magari perchè sei pure convint@ che porti benessere in via indiretta) propenderai per un certo tipo di interventi.
Se il tuo principio è la redistribuzione della ricchezza propenderai per altri.
A me che Expo abbia generato soldi importa veramente poco se poi chi ci lavora non viene pagato perché al posto di "lavoro" si usa il termine "stage". Perchè a me interessa a chi vanno quei soldi, non semplicemente il fatto che vengano generati.
Se si generano 100 milioni di ricchezza e vanno 82 a profitto e 12 distribuiti in lavoro e in forma indiretta con una spesa pubblica di 50 l'intervento è na sola per la collettività, è vantaggioso solo per il profitto. Il quale ti martella co sti 100 milioni realizzati come se fossero entrati in tasca a te e non a lui.
Manco a dì che poi il profitto privato fosse fonte di discussione per come è prodotto. No no, ad oggi è difeso come inviolabile, intoccabile, indiscutibile. Guai, quello è PROPRIETA' e DIRITTO di chi l'ha guadagnati. Come non importa, so SUOI.
I commercianti e i costruttori so' contenti? E ce mancherebbe. Ma i loro interessi non coincidono con i miei, molto semplicemente. Il problema oggi è che una parte ha chiarissimi i propri interessi e un'altra parte invece ce li ha talmente confusi da identificarsi con quelli altrui.
Senza alcun rancore, mi limito al dato di fatto, ma la visione dell'economia che si trae dagli interventi dello stimatissimo Rugiule o da quelli di Warp è in larga parte quella della scuola di Chicago.
L'importante è facilitare l'impresa privata, che porta lavoro e fa girare l'economia, tutto il resto verrà di conseguenza.
Non implica che ti difendi lo sfruttamento in Expo, ma diventa il sacrificio necessario pur di averlo.
Un fattore subordinato rispetto ai 100 milioni generati. Ma che sia subordinato o principale lo danno i tuoi valori, mica parametri oggettivi.
Ecco, se anche a sinistra iniziano a girare queste convinzioni a causa della vulgata economico-politica assunta dalle sue forze politiche, quali saranno le implicazioni?
Quelle che vediamo: resta in campo una sola logica, quella del profitto, che ha praterie sconfinate in cui operare e raccogliere consensi avendo sfondato ideologicamente.
Dall'altra parte l'incapacità a cogliere la criticità e darle valore, l'incapacità di dire NO e tenere il punto, l'incapacità di dire "se non paghi chi lavora tu expo non lo fai", "se non rispetti i vincoli urbanistici tu non costruisci", ecc.
Non c'è "bene" o "male" in questo, c'è solo il risultato di un rapporto di forza.
Io questo rapporto di forza lo combatto per tornare a spostarlo, c'è chi invece lo accetta come dato di fatto. Tutto qui.