Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici

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Offline FatDanny

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Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« il: 09 Apr 2020, 22:23 »
Proseguiamo qui la discussione su quanto comporta l'epidemia al di fuori degli aspetti scientifici.


Offline fiord

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1 il: 09 Apr 2020, 22:34 »
ok ho ricontrollato il dato: 2 mln di domande per 4.5 mln di beneficiari.
Al momento il finanziamento ne copre 330mila.
Sarà rifinanziato, dicono, ma la differenza tra coperto e (al momento) scoperto è terrificante.

(Teleborsa) - Secondo i dati forniti dall'Inps, aggiornati alle 11.00 di oggi, 8 aprile, le domande arrivate telematicamente all'Istituto per le prestazioni previste dal decreto Cura Italia sono state 4.141.072 per 7.942.001 beneficiari.

La maggior parte delle richieste ha riguardato l'indennità di 600 euro, con 3.650.000 domande. A seguire i congedi parentali, 196.414 e le richieste per il Bonus baby sitting, 37.587.

I beneficiari della Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) sono 2.561.000, con 168.471 domande pervenute. Le richieste per l'Assegno ordinario – previsto per i dipendenti dei datori di lavoro che sono destinatari delle provvidenze dei Fondi di solidarietà bilaterali, previsti dall'art. 26 e 27 del D.L.vo n. 148/2015 e del Fondo di Integrazione Salariale (FIS) – sono state, infine, 88.600 per 1.497.000 beneficiari.


https://www.ilmessaggero.it/economia/news/cura_italia_inps_oltre_4_milioni_di_domande_pervenute-5160054.html
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #2 il: 09 Apr 2020, 22:36 »
Io non sono un esperto ma per quanto riguarda la parte economica vanno tenute presenti due ben distinte direzioni:

- il sostegno alle famiglie (o ai single) in difficoltà economica tramite reddito (tipo reddito di cittadinanza) oppure cassa integrazione;

- il sostegno alle imprese in difficoltà tramite prestiti. Io direi prestiti a tasso zero.

Online TheVoice

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #3 il: 09 Apr 2020, 22:52 »
Fat, ti stavo leggendo di là e quindi non posso quotare per replicare.
Quello che scrivi è parzialmente giusto; parzialmente per due ordini di ragioni.

1. Abbiamo un debito pubblico enorme: il finanziamento di ulteriore debito (per il reddito di "sussistenza") è operazione complicata considerando che il resto del mondo non se la passa poi così bene. A maggior ragione senza un avallo europeo.
Chi te li presta i soldi?
E la seconda domanda non è poi più a quali tassi ma "a quali scopi?"

2. Il reddito di sussistenza risolve un pezzo del problema, certamente il più importante, quello della sopravvivenza appunto, ma tutto il resto (servizi pubblici, P.A., ecc...) con cosa lo finanzi se nessuno è in grado (per quei pochi che lo fanno) di pagare le tasse? Con altro debito?
E quando non avremo risorse per pagare stipendi, pensioni, per acquistare beni e servizi che si fa?
Altro reddito di sussistenza.

E attenzione, perché qui serve liquidità non amlire (o ameuro, finché c'è): anche una patrimoniale secca (ipotesi per me non probabile ma certa) la puoi applicare quindi solo alle disponibilità liquide di cittadini ed (?) aziende perché chi ha patrimoni, anche di grande entità, non è certo che abbia quello che serve ora: liquidità.

Quindi ci affideremmo al caso.
Hai venduto una casa, una macchina, un'azienda duo o tre mesi fa?
Ottimo.

Hai cinquanta case, 1 milione di ettari di terreno ed un portafoglio azionario da un miliardo?
Sei a tutti gli effetti intoccabile.

Una riflessione seria andrebbe a mio avviso fatta sugli istituti bancari e sulla loro ambiguità: si sta a tutti gli effetti chiedendo loro di svolgere un ruolo pubblico rimanendo soggetti privati.

Una sorta di notai, insomma.

Certificheranno la nostra morte, forse.
Sempre che non saltino prima, ovvero quando il botto forte (quello vero, una trentina di volte superiore all'economia reale, altro che Lehman...) lo farà la finanza.


Non ho ricette.
E' depressione (qualcuno lo inizia a dire) e farà molte vittime.
O per ragioni sanitarie, o per ragioni economiche o, peggio ancora, per ragioni sociali.

Si, temo una guerra, anche la peggiore di tutte: quella civile.

Convivere con quest'orrida idea è il peggio che potesse capitare alla nostra generazione.

Ma è ora che ci iniziamo a fare i  conti

Offline FatDanny

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18047
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #4 il: 09 Apr 2020, 23:54 »
seguo i tuoi punti:

1) noi, come tutti gli altri paesi, già agiremo a debito. In due mesi abbiamo coperto l'equivalente di tre manovre finanziarie annuali. L'italia due giorni fa ha coperto ben 400 mld di prestiti alle imprese, arrivando a 750 mld di liquidità mobilitata. Secondo te sti soldi da dove vengono?
E già questo fa capire come quei vincoli su cui abbiamo sbattuto il grugno per anni dicendo "non si può fare" sono belli che saltati. Si può fare, anzi si fa.
E l'UE sta facendo molto meno di USA e Cina, che hanno impegnato circa il 10% del PIL in una botta sola.
Due a mio avviso sono le questoni: possibile che di 750 mld ne vanno 730 alle imprese e forse 20 al resto?  Mi sembra una divisione piuttosto ingiusta, che andrei a rivedere. Perché va tutelata la vita oltre che la produttività e la produttività non basta a tutelare la vita come teorizzerebbe la teoria dello sgocciolamento.
Secondo poi io sono d'accordo con te che queste misure non sono a costo zero, hanno un costo enorme. Se non si immaginano adesso misure di riequilibrio fiscale (gradoni, patrimoniale, nuove tasse su rendite e patrimoni) nei prossimi anni saremo costretti a tagli monstre sul welfare, che poi è la "ricetta Draghi" detta tutta fino in fondo e non solo a metà.

2) Che nessuno sia in grado di pagare le tasse è falso, altrimenti tutto questo enorme debito (non solo nostro) con cosa lo finanzieresti? Chi li compra sti titoli?
evidentemente i soldi ci sono, altrimenti questa montagna di titoli che ci prepariamo ad emettere resterebbe totalmente invenduta. E se ci sono per comprare i titoli e ricavarne interessi ci sono anche per essere versati in tasse.
Sono soldi che noi non vediamo quelli dell'alta finanza, 33 volte il pil mondiale (2018). Inizierei a prenderli da lì invece che riversare centiaia di miliardi di debiti su contribuenti da 20mila euro l'anno di reddito.
Giustamente dici: ma se il tuo patrimonio non è in liquidità come famo? I patrimoni di cui parlo io, quelli finanziari, sono liquidità convertita in titoli, ma che di conseguenza ha un controvalore negli istituti di emissione. E' il momento che sgancino e concordo in pieno sul pretendere chiarezza sul ruolo delle attività bancarie.
Non tutto eh. Ma se l'ammontare dei titoli equivale a 33 volte il pil di tutto il mondo se ne prelevi un paio e gliene lasci 31 significa che hai l'equivalente in ricchezza della produzione mondiale di due anni.

Sono conti che ovviamente non farei al MEF in questi termini, ma servono a far capire quanto sia immensa la ricchezza disponibile in mani private e che noi non consideriamo minimamente perché non c'è uno straccio di discussione pubblica in merito. I veri ricchi non si fanno nemmeno percepire.
Quando pensiamo ai ricchi a noi vengono in mente notai, dottoroni, grandi avvocati. I ricchi professionisti. Io sto parlando dei possidenti. Di quelli che non lavorano e controllano quotidianamente quanti milioni di euro o dollari hanno fatto in un giorno.

E' facile aggredire quelle ricchezze? No, per niente.
Ma se avete un'alternativa a questo che non sia la guerra civile o la devastazione del welfare vi ascolto volentieri.

Online TheVoice

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #5 il: 10 Apr 2020, 00:32 »
E' tardi Fat e domani, a dispetto del mio ateismo, ho una giornata di passione.

Prometto però di risponderti appena posso punto per punto.

Una cosa però mi preme puntualizzare.

Sono alla faticosa ricerca di una qualche idea non prescindendo dalla sua reale fattibilità e facendo i conti sin da subito con le possibili conseguenze connesse.


La guerra civile non l'ho evocata per imporre una soluzione piuttosto che un'altra, posto che di soluzioni - come ho scritto - non ne ho nemmeno una, sfortunatamente.

E' che veramente al momento non riesco a non considerarla purtroppo come il più probabile punto di approdo del processo che si è innescato.

Offline mr_steed

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #6 il: 10 Apr 2020, 01:13 »
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #7 il: 10 Apr 2020, 05:00 »

Offline FatDanny

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18047
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #8 il: 10 Apr 2020, 08:05 »
L'accordo è molto confuso e la cosa più insopportabile è che non si trova il testo integrale, laddove per una corretta informazione la prima cosa da fare sarebbe stata proprio questa: renderlo pubblico.

Da quanto si capisce nei vari report e stralci pubblicati l'utilizzo del MES non è condizionato fintanto che i 35 mld (2% del PIL) li usiamo per spese sanitarie dirette o indirette. Passata l'emergenza però tornano totalmente attivi gli attuali vincoli di bilancio, cosa che ci comporterà una situazione propriamente di merda. Tuttavia va aggiunto che se questi soldi li recuperavamo sul mercato stavamo nella merda uguale.

Una cosa mi sembra importante: nessun media, nonostante le sottolineature a più riprese del governo, chiarisce che l'eurobond non sarebbe in alcun modo una proposta di mutualizzazione del debito.
Non si sta dicendo di emettere debito da ripagare in comune. Si sta dicendo di emettere debito ad un tasso d'interesse comune. Sono due cose totalmente diverse.
Certo che la garanzia è comune ma paventare il mancato pagamento da parte di uno stato è, allo stato attuale, poco rispondente alla realtà.
L'opposizione di Olanda e Germania fa riferimento a due aspetti: non vogliono pagare tassi d'interesse più alti di quelli che otterrebbero con titoli propri (ma se non si riesce ad affermare nemmeno questo vincolo di solidarietà minimo la cosa dovrebbe farci riflettere) e in secondo luogo, cosa che si dice ancora meno, verrebbe meno per loro uno dei modi per ammortizzare i loro, già bassi, tassi di interesse: il carry trading.
Come funziona? Se io emetto titoli con lo 0.6% di interessi ma ne compro altri all' 1.5% ogni titolo acquistato me ne finanzia due emessi in termini di interessi.
La cosa può essere molto utile, soprattutto nei tempi a venire.
Ma in un quadro del genere, assolutamente legittimo per stati nazioni, smettiamola a sto punto di parlare di Europa perché sta diventando sempre più una buffonata a favore della propaganda sovranista.
Specifico: io sto con RG-Lazio, pensare che se ne esce come stati nazione è totalmente suicida. Ma parliamo di un qualcosa, l'Europa, che nella realtà è tutta da costruire e ad oggi non esiste.

Online Gio

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #9 il: 10 Apr 2020, 08:40 »
Andrebbero rivalutate le tesi di chi ha sempre sostenuto che l'unione monetaria ha poco senso senza un'unione politica (che deve venire prima). E che la cessione della sovranità nell'emissione della moneta è dannosa se, poi, non si costruisce una politica monetaria unica, ma ogni stato mantiene il suo interesse particolare.
I terribili sovranisti.
Ora tutti a prendersela con tedeschi ed olandesi. Non stanno facendo altro che tutelare i propri interessi, applicando regole che tutti gli stati si sono dati, liberamente.
Che politica è quella che prima accetta di cedere ad altri i propri diritti e, poi, è costretta ad appellarsi alla ragionevolezza altrui? Scopriamo oggi che il mondo è cattivo con i deboli?
Bisognerebbe prendersela con chi ha accettato queste regole, senza comprenderne le conseguenze (o comprendendole ed accettandole). Non con tedeschi ed olandesi.

Nessuno ricorda, poi, che questo parlamento (proprio questo che ora si indigna contro tedeschi ed olandesi) a dicembre (tre mesi fa) ha votato una risoluzione favorevole alla riforma del MES per rafforzarlo. Ora non lo vuole. Surreale.



 
 
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #10 il: 10 Apr 2020, 11:18 »
l'ostacolo messo dall'Olanda ai coronabond é [...] proprio perché non si tratta di soldi regalati
per cui la richiesta alle società italiane di togliere la fiscalità dall'Olanda pena esproprio delle loro attività in italia sarebbe il minimo
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #11 il: 10 Apr 2020, 12:10 »
Andrebbero rivalutate le tesi di chi ha sempre sostenuto che l'unione monetaria ha poco senso senza un'unione politica (che deve venire prima). E che la cessione della sovranità nell'emissione della moneta è dannosa se, poi, non si costruisce una politica monetaria unica, ma ogni stato mantiene il suo interesse particolare.
I terribili sovranisti.
Ora tutti a prendersela con tedeschi ed olandesi. Non stanno facendo altro che tutelare i propri interessi, applicando regole che tutti gli stati si sono dati, liberamente.
Che politica è quella che prima accetta di cedere ad altri i propri diritti e, poi, è costretta ad appellarsi alla ragionevolezza altrui? Scopriamo oggi che il mondo è cattivo con i deboli?
Bisognerebbe prendersela con chi ha accettato queste regole, senza comprenderne le conseguenze (o comprendendole ed accettandole). Non con tedeschi ed olandesi.

Nessuno ricorda, poi, che questo parlamento (proprio questo che ora si indigna contro tedeschi ed olandesi) a dicembre (tre mesi fa) ha votato una risoluzione favorevole alla riforma del MES per rafforzarlo. Ora non lo vuole. Surreale.

quello che scrivi e' in parte condivisibile in parte no. L'unione monetaria ha diversi limiti senza una unione politica (ne ha altri alcuni anche peggiori l'unione politica ma e' un altro discorso), il piu' grosso dei quali e' quello noto che si usa una politica monetaria unica per economie diverse con esigenze diverse.
Era possibile fare diversamente e creare una unione politica, una vera e propria federazione?
 secondo me no, era ed e' politicamente impossibile perche' sarebbe stata una camicia di forza ancora piu' difficile da sostenere per una unione di stati che hanno una disomogeneita' economica, politica e sociale elevatissime oltre che delle tradizioni e sensibilita' nazionali e nazionaliste che difficilmente la avrebbero supportata.
Allora mi dirai tanto valeva non entrare nel euro e mantenere la propria indipendenza monetaria come ha fatto la Gran Bretagna o  la Svezia. Molti la pensano cosi', ma molti la pensano cosi' con ragioni legittime ma anche perche' hanno la memoria corta lasciando da parte i neomarxisti che forti dei grandi successi economici e sociali delle loro teorie che per decenni hanno regolato la vita di piu' di mezzo mondo ora ce le ripropongono  come nulla fosse, mischiate in qualche caso a internazionalismi ridicoli e velleitari e in altri a populismi sovranisti.

L'euro e la banca centrale europea hanno finanziato l'Italia di fatto da 20 anni con l'equivalente di centinaia di miliardi sotto forma di tassi di interesse agevolati spesso poco sopra lo 0, che in nessun modo saremmo riusciti a spuntare se avessimo mantenuto la lira. La BCE negli ultimi 10 anni ha impiegato una serie di quant easing senza precedenti e queste politiche erano molto piu' nel "interesse" dell'Italia  che delle cattivissime Germania e Olanda. Pero' tutto cio' ovviamente non viene mai ne ricordato ne considerato perche' ai nostri politici ladri e incapaci (dove la colpa piu' grave e' l'incapacita') e alle capre ignoranti che li eleggono, fa molto comodo puntare il dito sull'UE e le sue inadeguatezze vere o presunte per evitare di assumersi le loro responsabilita e per la loro incapacita' di fare riforme efficaci e necessarie.
Addirittura leggo le farneticazioni di chi sostiene l'uscita dal Euro, che ovviamente nessuno si puo' permettere ma se mai succedesse comporterebbe una  situazione argentina con inflazione a 2 cifre e probabilmente morti in strada.
Se i soldi li butti nel cesso in quantita' industriale, se sei a crescita 0 per 30 anni  perche' invece di investire in nuove tecnologie, scuola, sanita' e ricerca facendo funzionare i servizi disperdi quel poco o molto che hai in centinaia di migliaia di interventi che non portano nessun beneficio,  e in qualche caso peggiorano la situazione, allora e' inutile piagnucolare sulla Germania o sull'Olanda o sulla unione europea.
La Germania e' stata fin troppo generosa io a questa Italia non darei un euro a tasso 0 se dovessi basarmi su considerazioni economiche....

Offline FatDanny

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #12 il: 10 Apr 2020, 14:13 »
Per quanto io non ami particolarmente il personaggio una spiegazione piuttosto chiara di quanto accaduto:

https://www.huffingtonpost.it/entry/caduti-nella-trappola-del-mes_it_5e90260dc5b6458ae2a6d324?xg8&utm_hp_ref=it-homepage

Offline mr_steed

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1716
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #13 il: 10 Apr 2020, 15:06 »
Per quanto io non ami particolarmente il personaggio una spiegazione piuttosto chiara di quanto accaduto:

https://www.huffingtonpost.it/entry/caduti-nella-trappola-del-mes_it_5e90260dc5b6458ae2a6d324?xg8&utm_hp_ref=it-homepage

Quindi non ci hanno fatto neppure "un buono" ma una sorta di "cambiale protestata"...

Cmq conclusioni di Fassina del tutto condivisibili...

È comunque impraticabile? Allora, si prenda atto che è necessario recuperare, attraverso un “divorzio amichevole” (proposto da tempo da Joseph Stiglitz), l’autonomia monetaria sciaguratamente ceduta. Almeno possiamo tentare di evitare l’avvitamento economico dell’Italia, fratture territoriali e sociali sempre più profonde e una torsione autoritaria della nostra democrazia. Si aprirebbe uno scenario doloroso e rischioso, ma vi sarebbe la speranza di sottrarsi ad una lenta agonia.

Come ho sottolineato più volte, l’obiettivo non è uscire dall’Ue per approdare a un regime autarchico, isolazionista e nazionalista, ma rideterminare le basi dell’Unione europea: dal sempre più pericoloso miraggio federale, ad una confederazione di democrazie nazionali. Siamo ad un tornante storico. Il primo compito delle classi dirigenti è guardare in faccia la realtà. La sofferenza economica e sociale dell’Italia non ci consente più le colpose favole sui “passi avanti” verso gli Stati Uniti d’Europa.


Ma secondo me sono un'utopia: se Conte facendo la voce grossa ha ottenuto nulla o quasi, dovrebbe quanto meno ribaltare il tavolo al prossimo incontro dei capi di governo, ma se non ha una grossa leva con cui ribaltarlo, la missione diventa impossibile...

Crimi comunque stamane ha detto:
"Noi non vogliamo che il Mes ci sia nel testo e comunque se anche ci fosse non la voteremmo mai. Questo significa che Conte non può sottoscrivere la proposta? Sentiamo cosa ci dice il presidente Conte oggi: dobbiamo ancora ascoltarlo per sapere qual è il risultato e come lui si è posto all'interno dell'Eurogruppo. Credo che Conte ci stupirà anche in questa occasione". Lo ha detto il capo politico del M5s Vito Crimi a Radio Anch'io dove ha anche sottolineato di essere sicuro che "porteremo una posizione forte del nostro paese al Consiglio europeo". Sul Mes, ha detto ancora Crimi, il premier "ha le spalle coperte. Il governo è stato forte e duro e ha portato a tutti i tavoli la linea del sì agli eurobond e del no al Mes".

Offline pentiux

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17162
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #14 il: 10 Apr 2020, 15:14 »
Ho la sensazione che da questa situazione si uscirà con il ritorno dell'inflazione. Se sarà al 20% o al 6/7% non lo so, credo dipenderà soprattutto se l'inflazione riguarderà l'Euro o la lira.
Anche negli USA molti economisti danno per scontata questa strada...

Offline FatDanny

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18047
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #15 il: 10 Apr 2020, 15:37 »
https://www.repubblica.it/politica/2020/04/10/news/il_pd_un_contributo_di_solidarieta_da_chi_ha_un_reddito_superiore_a_80mila_euro_-253640966/?ref=RHPPTP-BH-I253644671-C12-P1-S1.12-T1

Del tutto inadeguata come quantità (1.3 mld l'anno ce famo i gargarismi) ma finalmente una proposta nella direzione giusta.

Offline RG-Lazio

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #16 il: 10 Apr 2020, 15:43 »
Quindi non ci hanno fatto neppure "un buono" ma una sorta di "cambiale protestata"...

Cmq conclusioni di Fassina del tutto condivisibili...



Quindi non ci hanno fatto neppure "un buono" ma una sorta di "cambiale protestata"...

Cmq conclusioni di Fassina del tutto condivisibili...

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Come ho sottolineato più volte, l’obiettivo non è uscire dall’Ue per approdare a un regime autarchico, isolazionista e nazionalista, ma rideterminare le basi dell’Unione europea: dal sempre più pericoloso miraggio federale, ad una confederazione di democrazie nazionali. Siamo ad un tornante storico. Il primo compito delle classi dirigenti è guardare in faccia la realtà. La sofferenza economica e sociale dell’Italia non ci consente più le colpose favole sui “passi avanti” verso gli Stati Uniti d’Europa.




[/i]

Perché democrazie nazionali?

Partiamo da una realtá, l´istituzione europea non sará mai democratica, perché il concetto di europa é un concetto geografico ed economico. Non ci sono basi culturali, linguistiche e sociali che permettano una vera e propria partecipazione politica dei cittadini in termini "europei"

Storicamente é anche verissimo che l´idea di nazione non aveva una base culturale, linguistica e sociale analogica al concetto geografico. La nazione nasce in parte come opposizione all´ordine sociale esistente in epoca moderna, in parte nel contesto di guerra tra e per i territori. La nazione non nasce e si afferma in 80 anni di storia, ci sono tutta una serie di guerre (territoriali ma anche civili), rivoluzioni, distruzioni (anche culturali e linguistiche).

O ci decidiamo ad abbandonare la nazione e comprendere in che modo vivere la partecipazione politica europea o resteremo in un contesto in cui noi cittadini non possiamo determinare niente.

Fermo restando che l´europa é troppo grande per essere partecipativa e dunque democratica. Il mio sogno/utopia é confederazione territoriale con libertá non di circolazione di capitali (personalmente farei a meno di capitali) ma di conoscenze, pertanto il politico si dovrebbe occupare della partecipazione cittadina alla gestione del territorio e a definire le relazioni extraterritoriali.

 

Offline pizzeman

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #17 il: 10 Apr 2020, 16:01 »
https://www.repubblica.it/politica/2020/04/10/news/il_pd_un_contributo_di_solidarieta_da_chi_ha_un_reddito_superiore_a_80mila_euro_-253640966/?ref=RHPPTP-BH-I253644671-C12-P1-S1.12-T1

Del tutto inadeguata come quantità (1.3 mld l'anno ce famo i gargarismi) ma finalmente una proposta nella direzione giusta.

e infatti si è alzato il coro.. no alle mani nelle tasche degli italiani! lo stato deve dare non prendere!
Ma da dove prende per dare? maledetti.
ridicoli tutti, da Renzi a Larussa, passando per i 5stelle.
Ma in effetti non sono abituati a sentir dire queste cose dal PD..

Offline FatDanny

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18047
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #18 il: 10 Apr 2020, 16:06 »
per altro segnalo interessantissimo articolo di Boeri sulla Rep: (quindi purtroppo a pagamento) che spiega alcune delle assurdità del dl liquidità.
Detto in soldoni: teoricamente il dl vale solo per nuove linee di credito, ma le imprese possono chiudere le attuali linee di credito (non garantite) e aprirne di nuove a garanzia statale, ovviamente supportate dagli istituti bancari che avrebbero altrettanto da guadagnarne.
Praticamente rischiamo che lo Stato si assuma 400 mld di rischio d'impresa in Italia senza vedere mezzo spiccio di profitto.
Praticamente sarebbe un sistema di socialismo del rischio e capitalismo del profitto.
Ai poracci, forse, 600 euro per due mesi.
Fichissimo.
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #19 il: 10 Apr 2020, 16:35 »
https://www.repubblica.it/politica/2020/04/10/news/il_pd_un_contributo_di_solidarieta_da_chi_ha_un_reddito_superiore_a_80mila_euro_-253640966/?ref=RHPPTP-BH-I253644671-C12-P1-S1.12-T1

Del tutto inadeguata come quantità (1.3 mld l'anno ce famo i gargarismi) ma finalmente una proposta nella direzione giusta.

Ma Crimi si oppone a ogni patrimoniale.
Pezzi demmerda maledetti alla fine gettate la maschera pure voi.
 

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