Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici

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Offline FatDanny

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19914
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1660 il: 22 Dic 2020, 14:03 »
ah allora...  :)

Offline ES

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16359
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1661 il: 22 Dic 2020, 14:14 »
Se puoi andare a trovare gli amici fai come caxxo ti pare.

Offline Thorin

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2744
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1662 il: 22 Dic 2020, 17:05 »
Questo decreto per Natale è assurdo ed incontrollabile, non ci si crede. Il decreto più demenziale da inizio pandemia.
Praticamente bene o male chiunque ha una scusa per uscire, facevano prima a non farlo.

Online vaz

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44672
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1663 il: 22 Dic 2020, 17:20 »
basta che non sei AIRE  :pp

Offline orchetto

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12620
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1664 il: 23 Dic 2020, 12:34 »
Questo decreto per Natale è assurdo ed incontrollabile, non ci si crede. Il decreto più demenziale da inizio pandemia.
Praticamente bene o male chiunque ha una scusa per uscire, facevano prima a non farlo.
La primissima versione, quella che ha fatto si che la maggior parte dei cittadini si organizzasse per tempo per natale come tutti gli anni, prevedeva un sistema più rigido nei giorni rossi e un sistema più permissivo nei giorni gialli, senza giorni arancioni; pur essendo molto a compartimenti stagni, aveva sicuramente più logica stringente e comprensibile, crto chi poteva si muoveva per tempo e andava dove voleva ma poi nei giorni rossi veramente a parte la passeggiata intorno al palazzo non potevi più fare nulla.
Dopo di che a mio avviso, per me che ho una visione in parte differente (dalla tua ma anche di altri che scrivono qui) di come andrebbe affrontata questa pandemia, lo stare all'aria aperta va incentivato, (salvo alcune aree dove si creano assembramenti giganteschi) mentre va altamente ostacolato l'ammasso al chiuso, sia da parenti, amici, negozi per lo shopping, lavoro ecc...quindi per me questo decreto che ti consente nei fatti nei giorni rossi di ammassarti a casa con parenti ed amici ma ti consente di fare una sola piccola passeggiata vicino casa è proprio l'opposto di quello che mi sarebbe piaciuto a me.

Online Tarallo

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97605
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1665 il: 23 Dic 2020, 12:42 »
Orsetto, sono assolutamente d'accordo. Da un punto di vista scientifico è l'opposto di quello che si deve fare. Invece, per far vedere che si fa qualcosa, si chiude la gente dentro quando i negozi sarebbero chiusi lo stesso. Quindi una decisione meramente economica e a chi tocca il virus e schiatta, non s'engrugna.

Pezzi di merda.

Offline Thorin

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2744
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1666 il: 23 Dic 2020, 20:58 »
La primissima versione, quella che ha fatto si che la maggior parte dei cittadini si organizzasse per tempo per natale come tutti gli anni, prevedeva un sistema più rigido nei giorni rossi e un sistema più permissivo nei giorni gialli, senza giorni arancioni; pur essendo molto a compartimenti stagni, aveva sicuramente più logica stringente e comprensibile, crto chi poteva si muoveva per tempo e andava dove voleva ma poi nei giorni rossi veramente a parte la passeggiata intorno al palazzo non potevi più fare nulla.
Dopo di che a mio avviso, per me che ho una visione in parte differente (dalla tua ma anche di altri che scrivono qui) di come andrebbe affrontata questa pandemia, lo stare all'aria aperta va incentivato, (salvo alcune aree dove si creano assembramenti giganteschi) mentre va altamente ostacolato l'ammasso al chiuso, sia da parenti, amici, negozi per lo shopping, lavoro ecc...quindi per me questo decreto che ti consente nei fatti nei giorni rossi di ammassarti a casa con parenti ed amici ma ti consente di fare una sola piccola passeggiata vicino casa è proprio l'opposto di quello che mi sarebbe piaciuto a me.

Invece su questo siamo d'accordissimo
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1667 il: 23 Dic 2020, 22:53 »
Oggi dopo tanto tempo ho potuto rivedere la Lazio a casa mia...

Nell'ultimo mese ho perso mio zio...mia nonna e ho saggiato su di me quanto tutto questo non sia "una cazzata" o "una farsa" come molti vogliono far credere...passando giorni ricoverato...passando giorni da incubo...con la paura che da un momento all'altro l'aria potesse mancare...

Non sottovalutiamolo sino a quando non si sarà estinto questo schifo...e sensibilizzate tutti sia a un uso attento e correrro delle misure anti contagio e sia quando sarà al vaccino...
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1668 il: 24 Dic 2020, 00:42 »
Oggi dopo tanto tempo ho potuto rivedere la Lazio a casa mia...

Nell'ultimo mese ho perso mio zio...mia nonna e ho saggiato su di me quanto tutto questo non sia "una cazzata" o "una farsa" come molti vogliono far credere...passando giorni ricoverato...passando giorni da incubo...con la paura che da un momento all'altro l'aria potesse mancare...

Non sottovalutiamolo sino a quando non si sarà estinto questo schifo...e sensibilizzate tutti sia a un uso attento e correrro delle misure anti contagio e sia quando sarà al vaccino...
Leon, condoglianze per le tue perdite, spero che ora ti stia bene e senza strascichi, se almeno sei immunizzato ora puoi lentamente tornare verso la normalità.

Offline Thorin

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2744
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1669 il: 24 Dic 2020, 09:57 »
Oggi dopo tanto tempo ho potuto rivedere la Lazio a casa mia...

Nell'ultimo mese ho perso mio zio...mia nonna e ho saggiato su di me quanto tutto questo non sia "una cazzata" o "una farsa" come molti vogliono far credere...passando giorni ricoverato...passando giorni da incubo...con la paura che da un momento all'altro l'aria potesse mancare...

Non sottovalutiamolo sino a quando non si sarà estinto questo schifo...e sensibilizzate tutti sia a un uso attento e correrro delle misure anti contagio e sia quando sarà al vaccino...

Le mie più sincere condoglianze. Spero che tu ne sia uscito "bene".
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1670 il: 24 Dic 2020, 15:54 »
Oggi dopo tanto tempo ho potuto rivedere la Lazio a casa mia...

Nell'ultimo mese ho perso mio zio...mia nonna e ho saggiato su di me quanto tutto questo non sia "una cazzata" o "una farsa" come molti vogliono far credere...passando giorni ricoverato...passando giorni da incubo...con la paura che da un momento all'altro l'aria potesse mancare...

Non sottovalutiamolo sino a quando non si sarà estinto questo schifo...e sensibilizzate tutti sia a un uso attento e correrro delle misure anti contagio e sia quando sarà al vaccino...

Condoglianze.
Un abbraccio forte.

Offline FatDanny

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19914
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1671 il: 27 Dic 2020, 10:36 »
un forte abbraccio LeonKennedy
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1672 il: 27 Dic 2020, 15:49 »
Assemblea in aula, alla Camera, ora.
Si discute degli ordini del giorno della di Bilancio.

C'è l'ordine del giorno di Fratojanni che prevede maggiore equità nella distribuzione delle tasse.
Fratojanni chiede la parola perchè il Governo ha espresso parere contrario.

Nonostante appunto il Governo abbia espresso parere contrario si iscrivono a parlare numerosi esponenti della destra per demonizzare la "patrimoniale" ( che poi patrimoniale non è).
Ma proprio scandalizzati che qualcuno abbia osato portare alla luce questo tema.
Non bastava la marginalizzazione all'interno della maggioranza: ci vuole proprio lo stigma.
Parlare di patrimoniale dev'essere come parlare di pedofilia : un tabù.

E quindi i ricchi che dovrebbero pagare più tasse diventano "gli italiani".
E quindi l'equità fiscale diventa "ostacolo alla creazione di ricchezza".

E' incredibile quanto sia ideologico il capitalismo...





Online vaz

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44672
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1673 il: 08 Gen 2021, 18:33 »

Offline orchetto

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12620
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1674 il: 12 Gen 2021, 18:22 »
Il grande capitale in periodi di crisi non tiene semplicemente "botta", il grande capitale tendenzialmente (che non significa in maniera assoluta) concentra il medio capitale che a sua volta fagocita il piccolo. Soprattutto in periodo di crisi e distruzioni generalizzate o su larga scala di settori produttivi, si avvantaggia dalla scomparsa o dal ridimensionamento di settori economici. Un gioco alla guerra e al massacro economico in cui le micce di accensione, possono essere di volta in volta diverse o coesisterne di diverse. A volte la miccia principale, appicca il fuoco e riattiva la brace che cova sotto. Come nel caso dell'epidemia attuale. Come un piromane il grande capitale (o meglio più piromani visto che i grandi capitali sono anche in concorrenza tra di loro) si aggira tra le sterpaglie già piagate da altri incendi e sistema le micce.
Nel tempo del capitalismo maturo, il capitalismo è il grande capitale. Nel tempo del capitalismo maturo, in mancanza di un blocco socialista che vi si contrappone in maniera aperta (Cina, Cuba e qualche altro stato sono situazioni particolari), il capitalismo è egemone. Soprattutto i macro fenomeni sono suoi. Esistono costanti tra le civiltà umane. Nel caso della epidemia la costante è che periodicamente ci sono delle epidemie, ma ogni epidemia è figlia del suo tempo. Come ci furono epidemie dell'antichità o del medio evo, oggi ci sono le epidemie del capitale. Il covid19 è un virus del capitalismo maturo, sua l'epidemia, sua la distruzione che porta e sua sarà anche l'uscita da questa pandemia, che sarà inevitabilmente in funzione degli interessi del grande capitale che si manifesteranno con modalità e forme diverse a seconda degli stati e dei contesti ma tutte punteranno a renderlo più egemone.
La gestione o meglio le diverse gestioni delle epidemie nei diversi paesi, anche quando si avvalgono di scienza e tecnologia sopraffina, impensabili anche solo qualche anno fa, mancano di un concreto e reale principio di fondo, cioè di agire in primis nell'interesse dei popoli. Nella stragrande maggioranza del mondo, tra cui anche l'Italia, visioni alternative ci sono...ma sono appunto visioni, non sono forza reale - non lo sono più- non sono pezzi di reale contropotere. Sono all'anno zero. Su basi nuove e volendo (ma lo si vuole?) con una grossa esperienza storica alle spalle da mettere a frutto ma stanno all'anno zero. Agitazione, propaganda, prese di posizione. Gente disposta a fare questo la si trova. Ma manca il pezzo di popolo che ti vede come punto di riferimento. Quello che al di la delle analisi e delle soluzioni nuove che devono essere trovate, si ricostruirà con la lotta. Nessuno può dire quando con precisione. O forse è già iniziata? Chi veramente ha questa verità in tasca?
Ma soprattutto, chi ha a sinistra l'autorevolezza per dire al proletario che mugugna insieme al padroncino reazionario del collasso dell'economia, che deve stare a casa e pensare in primis a non diffondere il contagio che tutto il resto è secondario? Sulla base di quale organizzazione reale ed effettiva, pronta all'uso, di altri proletari, gli si dice "statti buono" che esiste una grande casa del soccorso rosso dove altri proletari ti aiuteranno a resistere nel periodo in cui starai in bolletta. Oppure quale effettiva forza organizzata gli si propone per dirgli, ok! ma allora lotta per il salario garantito. Chi è in grado in momenti così drammatici, per come è ridotta la sinistra anticapitalista oggi, di proporgli, non dico una lotta con possibilità di vittoria ma almeno una lotta che valga la pena di essere combattuta, che ti faccia sentire parte di una ricomposizione di classe. Che poi anche se non c'è, una sinistra che lotta non dovrebbe proprio andare a dire questo? Cioè ribellatevi? Ribelliamoci? Muoviamoci? Rivoltiamoci? Altro che stare a casa verrebbe da dire...Il proletariato, e più in generale i movimenti genuinamente popolari, storicamente ha sempre approfittato dei momenti di crisi per accellerare la crisi del proprio padrone o dominatore. 
Quali ampi pezzi di società sono in mano ad una sinistra vera che di contro sa che se invece dice al popolo di “stare a casa” (mi si perdoni la semplificazione), se questo avviene, avviene perchè vi è una ampia e diffusa consapevolezza civica per il bene comune e sa che passata la crisi quei pezzi di popolo riprenderanno immediatamente la lotta per una società più giusta.
In questi giorni si parla degli studenti. Tra di essi c'è chi tornerebbe a scuola subito e chi invece vuole tornare a breve ma in sicurezza. Ma questa sicurezza ci sarà mai a breve? Chi ha l'autorevolezza per dirgli "no alla DAD ma a scuola ci dovete ritornare solo se si è in sicurezza"? E nel frattempo in poco tempo dalla DAD alla DID, Didattica digitale Integrata, cioè il futuro...sprazzi di componenti del futuro dell'istruzione del capitale che si rimodella sfruttando a proprio vantaggio la crisi. In una scuola sempre più in sfacello...
Nel frattempo  non è che i morti ed i contagi diminuiscono, ed i disastri di una sanità piegata al profitto rasentano la mostruosità tangibile di un sistema spietato.
Dovunque la si guardi, la pandemia, con i nessi e connessi che la amplificano dovuti alla crisi sistemica ed ambientale, la gestione di essa, è un gigantesco movimento di distruzione e allo stesso tempo di tentativo in working progress di rimodulazione dell'esistente per finalità molto diverse da quelle del benessere umano.
E se i morti ed i contagi continuano, non è che finiscono i malesseri di altro tipo connessi con la pandemia, tipo quelli psicologici, ma anche le morti che continueranno nel tempo per malattie di cui non si ha più il tempo di curare, con la scusa della pandemia, o le morti per la crisi economica, acutizzata dalla pandemia.
Scatta poi il controllo sociale, ridicolo, grottesco e alla fine con il tempo anche inefficiente, o che quando è efficiente colpisce il singolo all'aperto e lascia ammassati i lavoratori nel capannone. Ma comunque con il chiodo fisso emergenziale che stiracchia, stressa, distorce gli ordinamenti giuridici, con regole assurde e sempre nuove, controproducenti perché spesso vietano quello che non andrebbe vietato e viceversa, contribuendo a creare sfiducia nella politica nonchè a far dilagare l'ignoranza di massa, tutte cose che predispongono a svolte reazionarie, carta che chi ha in mano le leve del potere economico si tiene sempre di riserva e a portata di mano.
Le ingiustizie sociali si amplificano, entrano prepotentemente nel quotidiano, dividono ancor più le genti, creando anche differenze trasversali non solo tra le classi ma anche tra gli sfruttati, e così ci sono grosse differenze ad ammalarsi di covid19 tra chi è più o meno ricattabile, come tra chi vive nei casermoni popolari od ha le ville in cui rifugiarsi.
Tante sono le falle e le storture. Il futuro ci dirà che cocci raccoglieremo e se le cose potevano andare diversamente. Quali lasciti avvelenati ci saranno?

Nel frattempo si creano nuovi cliché, diventa anche difficile capirsi pure tra chi la pensa in maniera simile su molte cose. Il senso di un criticatissimo articolo di wu ming, dal titolo "A cosa serve l’epiteto «negazionista» e quale realtà contribuisce a nascondere", era proprio questo, cioè che in tutto questo disastro, il termine negazionista usato verso la qualunque, può diventare tossico. In un passo di quell’articolo si legge “La narrazione colpevolizzante, il costante scarico delle responsabilità sui cittadini, la demonizzazione dell’aria aperta quando il contagio è sempre stato molto più probabile al chiuso, la chiusura di luoghi della vita pubblica e settori del mondo del lavoro dove il contagio era improbabile mentre se ne tengono aperti altri dove è probabilissimo… Tutto questo deriva a cascata dalla necessità, da parte del governo, di non ledere gli interessi di Confindustria. Bisogna far vedere che si fa qualcosa, che si chiude qualcosa, e si adottano provvedimenti cosmetici, apotropaici, diversivi. È così dal marzo scorso, da quando il governo si rifiutò di dichiarare zona rossa i comuni di Alzano e Nembro, in bassa val Seriana.
E così ci ritroviamo a subire il coprifuoco, misura che non ha alcuna giustificazione epidemiologica credibile"


Si lo so, finito di leggere questo post uno potrebbe dire ma questo post è più da topic a se stante, del tipo "La sinistra anticapitalista al tempo del coronavirus" ma credo che un "la sinistra anticapitalista al tempo del coronavirus", è comunque almeno un tema sociale, se non politico che può interessare anche chi non si riconosce in questa declinazione del termine sinistra o a chi di sinistra proprio non è.   

Online Tarallo

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97605
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1675 il: 12 Gen 2021, 18:59 »
Il mondo lo governano i potentati economici. Perché la pandemia dovrebbe essere diversa?

Offline orchetto

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12620
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1676 il: 14 Gen 2021, 18:27 »
Infatti non è diversa
Capitalismo e crisi sono due buoni vecchi amici, quelle amicizie di lunga data che resistono al tempo e si rinnovano su basi nuove. La crisi accellera processi di cambiamento del capitale già in atto e ne pone le basi per nuovi, sta accadendo già, continua ad accadere adesso e proseguirà nei prossimi mesi. Nessuno ha la palla di vetro e nessuno poteva prevedere in anticipo o quello che esattamente capiterà in futuro. ma l'origine e la tendenza è quella. Probabilmente vedremo meglio tra qualche tempo le trasformazioni. Nel frattempo però alcuni pezzi di sinistra sono completamente immobili. Non è che stando fermi diventi più forte, anzi semmai ti si nota pure di meno o almeno corri il grosso rischio che sarà così. Per fortuna che vedo segni di ripresa da qualche  parte e qualcun altro che comincia a svegliarsi.
 

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