Citazione di: 12.maggio.74 il 21 Apr 2020, 20:49
no pan, senza polemica veramente ma rileggiti, hai scritto che il problema è dei genitori e NON dei bambini. Io penso che invece il problema i bambini lo hanno eccome, anche più dei genitori, i quali, magari una spiegazione se la possono anche dare, un bambino, anche quando non mostra, apparentemente, lo stato ansioso di un adulto, ha più difficoltà a capire la dinamica di una costrizione.
sono stata la prima, qua sopra, dopo una settimana di quarantena a sollevare l'argomento bambini, immedesimandomi nella testa di un piccolo di due/tre anni che, dall'oggi al domani, si è ritrovato a casa con mamma e papà, con l'evaporazione improvvisa di nonni, cugini, amichetti, asilo, maestre, giardinetti e giochi all'aria aperta e nella difficoltà dei genitori a trovare un impossibile metodo (visto la fascia d'età) nel potere umanamente spiegare una cosa del genere. da brividi, non c'ho dormito la notte.
ma questo dolore l'ho collegato all'evento, al pericolo, non a qualcuno che brutto e cattivo ci ha reclusi per farci del male. la gente moriva, potevano morire i bambini e pure i vecchi. bisognava fare così.
poi ho visto che le dinamiche cominciavano a cambiare, la gente si alterava (anche qui), dopo una settimana la quarantena aveva perso il suo peso originario ed era diventata coercizione e danno nei confronti del cittadino. quindi non riuscivo più a capire quegli stessi genitori che, spaventati per la vita dei propri piccoli, la seconda e terza settimana si indignavano se qualcuno notasse che stavano fuori a giocare o che a casa non li tenevano più. rischiavano la vita! non è che qualcuno li stava a giudicare dalla finestra (pijamose pure questa), ecchecacchio!
qua per me c'è stata la cesura. se tu sei preoccupato per la vita di tuo figlio, dovresti esserlo anche la seconda, la terza, di settimana. se nel piatto cominci a mettere temi come socialità, ci hanno rapito, la colpa non è dei bambini di questa situazione (come se qualcuno poi gliela avesse mai data boh), il gap... probabilmente tutta sta paura non l'avverti più, perché la situazione non si è evoluta in maniera drammatica nei propri luoghi geografici circoscritti, o per le fasce di età che interessano.
ma che la situazione non è avvenuta nella maniera drammatica preventivata, per bambini o noi stessi, non consente, a mio parere, cambiare totalmente il punto di vista di partenza, né tantomeno
uscite tutti garantiamo che pericolo non c'è più. è ovvio che fai tutto per gradi, perché, come già detto, se succedesse l'irreparabile poi con chi te la prendi? col gap, con le scuole chiuse, con le lezioni virtuali?
quello fatto sulla tipologia dei genitori che ho analizzato è altro discorso che non esclude quello che ho detto sui bambini. sono solo due discorsi che si sono intersecati. penso che molti genitori siano così, lo vedo, lo so, lo confermo, mi fa piacere che su
Lazio.net no, ma non è che mi devo privare di notarlo se no qua, tipo mamme (papà) pancine scatta lo sdegno. o meglio, ora che ci penso, tutto sommato sì, me ne sarei potuta privare, che me frega dopotutto.
io in altre parole non riesco più a spiegarlo, non ne conosco altre.