Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici

Aperto da FatDanny, 09 Apr 2020, 22:23

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12.maggio.74

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Citazione di: pan il 21 Apr 2020, 15:54
allora, eccomi. innanzitutto vorrei ricordare di sotterrare l'ascia di guerra, non ce l'ho con te orchetto, ma in generale, era successo anche le settimane scorse quando si prende l'argomento figli, bambini, genitori,  tutti spuntano da dietro l'erba con le orecchie puntute tipo i coniglietti. vi do una notizia: fare figli e averli è come respirare e bere acqua, non una eccezionalità, e nemmeno un atto che ponga sopra i piedistalli, non si è astronauti, quindi data la moltitudine di modelli genitoriali non è che ogni volta che uno esplica ciò che ha notato su molti (sì molti) comportamenti, gli altri si indignano in quanto appartenenti alla categoria. se no incazziamoci ogni volta che un essere umano offende un altro essere umano e famo prima.

detto questo... credo che la maniera di avere figli negli ultimi decenni sia completamente cambiata, si fanno figli dando per implicito che si verrà aiutati da nonni e affini, che ci saranno le baby sitter ecc., si lavora in due, molti bambini crescono senza passare il tempo coi genitori da soli, intendo proprio oggi stai con mamma e papà e basta, e nonno lo vedi tra una settimana. no, da quando si viene al mondo, mamma e papà da soli forse durante le vacanze, e forse nemmeno perché si parte con gli amici. unicità della famiglia come nucleo speciale, sparita.
la scuola in tutto questo ha perso, per molti, la funzione educativa ma viene vista come luogo di parcheggio...tempo pieno non come un arricchimento culturale ma necessità se no non so dove lasciare mio figlio mentre lavoro. bambini che escono da scuola alle 16.30 e alle 17.00 di corsa in piscina, calcio, a danza, al parco coi bambini perché non è che possono stare sempre con noi adulti (quando...? che a scuola ce sò stati 8 ore?). se stanno a casa, vai di playstation e smartphone alla grande, perché giustamente si sono stressati a scuola. eppoi vuoi mettere... chi li sente più in quelle ore sugli schermi, utile.
questa è la routine. ovvio che se metti un legnetto nell'ingranaggio sbrocchi e dai le testate al muro. e no, non il piccolo di quattro anni. ma proprio il genitore che è abituato a condurre la sua quotidianità con questi parametri:se si facesse un conteggio, su giornate di questo tipo, il reale contatto, vero, significativo, di parola, di concetto, coi figli  non raggiungerebbe i dieci minuti al giorno.
ovvio che nella eccezionalità della pandemia chi è abituato a quel modello adesso è nervoso come una scimmia, dieci giorni je sò sembrati mesi, e un mese anni, (guardate come la percezione del tempo è completamente alterata nei discorsi, manco fossimo in un bunker sotto terra da 6 mesi). gli adulti, non i bambini, non resistono più a casa, perché si annoiano, perché due minuti di capriccio lecito del bambino li fa sbroccare perché di solito ci pensa nonna a risolvere, perché dopo dieci minuti passati a disegnare o a leggere favole coi propri figli  si rompono i cabbassisi e vorrebbero ritornare a guardare la serie su netflix o giocare alla playstation, o sui telefonini, sui social... sempre i genitori, ovvio.
fondamentalmente è noia al quadrato, come quando ci sono le vacanze di natale o pasqua e c'è chi si rompe le palle dopo due giorni di essere tutti in casa coi figli tra i piedi, invece di prenderla come un'opportunità e siccome dire che ci si annoia coi propri figli è tabù preferibile schermarsi dietro la socialità dei bambini

evitate di alterarvi, questo è il mio pensiero che non è dedicato a voi genitori di lazio.net.
Non sono d'accordo, probabilmente anche i genitori, come scrivi te "hanno sbroccato" , ma da qui a dire che i bambini non risentano di questa di questo carcere domiciliare ( perché per loro questo è..) mi sembra veramente una assurdita' fuori da ogni contesto pedagogico. Poi viviamo in un mondo dove giustamente ognuno puo dire "il suo pensiero", ma qualsiasi psicologo ti prenderebbe per pazzo.
PS: io non ho bambini eh, ma 3 ragazze gia adulte.

RG-Lazio

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Non capisco perché quando si parla di virus bisogna mostrare conoscenze, dati, skills analitiche ed ermeneutiche (ed é supergiusto) mentre invece quando si parla di bambini/ragazzi si puó dire qualsiasi cosa senza uno straccio di base scientifica e analitica.

Sociologia, pedagogia, filosofia, psicologia sono anche scienze che necessitano di competenza. Senza contare che spesso costruiscono teorie e pratiche anche a partire da studi, elementi, ed analisi prese da altre scienze come neurologia, medicina, etc.

Ridimensionare il danno al bambino é fake news. Il fatto che la politica non si ponga il problema di tutelare il diritto all´istruzione (che non inizia a 6 anni) e allo sviluppo psico-fisico é uno scandalo. Ci sono alternative a rinchiuderli  in casa. Dire che non ci sono é fake news, ideologia.

Tra l´altro questa cosa che oggi i padri/genitori non avrebbero tempo a differenza di "prima" é ridicola. Negli ultimi decenni i genitori (sopratutto i padri) trasmettono molto piú tempo con i figli rispetto ai loro padri...quanto meno, nel momento in cui si fanno certe affermazioni, bisognerebbe limitare lo spazio geografico-sociale (nel mondo, in Italia, nel Molise, a Roma, nel mio quartiere??)

Anche la questione della scuola come parcheggio non é affatto fondata. Anzi semmai é l´esatto contrario, c´é fin troppa attenzione da parte dei genitori agli elementi puramente conoscitivi che le diverse istituzioni offrono, minimizzando dinamiche emotive, sociali e ludiche. Si tratta di questioni e analisi complesse in ogni caso. La scuola é anche attraversata dal virus dalla competizione e del marketing...per questo personalmente sono contro ogni forma di istituzione privata a partire dai 3-4 anni.

Da un punto di vista sociale, la chiusura di scuole e asili a tempo indeterminato alimenta anche il gap sociale, visto che tutti coloro che vengono da strati "bassi" (passatemi il termine) hanno un danno notevole visto che le loro famiglie non sono in grado di colmare il gap formativo.
Non pensate sempre al figlio della coppia in carriera che se la caverá sempre meglio.

Insomma vogliamo discutere partendo da elementi validi vogliamo fare ginnastica alle dita.           

pan

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allora, ad orchetto: non stavamo parlando di questo? dici? ok, sono andata fuori tema.
a 12. maggio.74: non ho detto mica che i bambini stiano una pasqua o psicologicamente faccia loro bene sta situazione. poi magari lo psicologo mi prende per pazza uguale, eh.

TomYorke

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Citazione di: pan il 21 Apr 2020, 17:18
come quasi tutti gli argomenti.
io non voglio sindacare su come la gente educa i figli. mi fa strano che molti parlino di sequestri, alterazioni psicologiche, prigioni in casa, socialità carente e poi in tempi normali non è che faccia niente di diverso o positivo rispetto a ciò per cui si indigna. tutto qui. poi per carità. ognuno di noi se la può raccontare come vuole, se preferisce dire che è colpa di conte, capisco sia pure più facile.

sì paolo71, lo so, infatti ho premesso che parlavo in generale, per quello che percepisco io, non vi conosco. e lo so che il tempo pieno e i nonni sono necessari dato che si lavora in due. appunto. ormai si è abituati così.

In generale, paragonare gli equilibri familiari ai compiti dello Stato ha poco senso. Mi pare veramente come quelli che paragonano la gestione del bilancio familiare con il bilancio dello stato.
Ad esempio, anche ci fossero delle famiglie che non permettono ai loro figli di accedere alla scuola dell'obbligo, continuerei a pretendere che lo stato garantisca l'accesso a tutti alla scuola pubblica.
Non vedo proprio quale sia la questione onestamente.

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pan

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e chi l'ha detto che per avere un'opinione su quello che ci circonda bisogna avere competenze scientifiche? siete seri? quindi dovremmo cassare la quasi totalità degli argomenti su Lazio.net e nella vita di tutti i giorni, e prima di avere un'opinione produrre lauree specialistiche e attestati?
eccone un'altra, ho fatto fare pure ginnastica alle dita.

pan

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Citazione di: TomYorke il 21 Apr 2020, 17:52
In generale, paragonare gli equilibri familiari ai compiti dello Stato ha poco senso. Mi pare veramente come quelli che paragonano la gestione del bilancio familiare con il bilancio dello stato.
Ad esempio, anche ci fossero delle famiglie che non permettono ai loro figli di accedere alla scuola dell'obbligo, continuerei a pretendere che lo stato garantisca l'accesso a tutti alla scuola pubblica.
Non vedo proprio quale sia la questione onestamente.
quello però l'ho detto al primo post, tom. lo stato in queste settimane ha deciso per la quarantena perché c'era un pericolo in atto, non è che sta cosa possa non essere presa in considerazione. si è chiuso tutto perché si pensava che ci fosse un pericolo per  tutti e pure i bambini. non è che siccome i bambini non sono morti allora il procedimento è stato sbagliato e si poteva fare altrimenti. gac.

giovannidef

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le scuole comunque in questo periodo continuano a fare lezione, per cui non c'è nessun gap formativo
riaprire le scuole per un mese non capisco perché sia così importante
a settembre si dimezzeranno le classi, ci si preparerà con scanner termici e mascherine e si proverà a fare un anno scolastico (cosa improbabile)

italicbold

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Citazione di: RG-Lazio il 21 Apr 2020, 17:46
Da un punto di vista sociale, la chiusura di scuole e asili a tempo indeterminato alimenta anche il gap sociale, visto che tutti coloro che vengono da strati "bassi" (passatemi il termine) hanno un danno notevole visto che le loro famiglie non sono in grado di colmare il gap formativo.
Non pensate sempre al figlio della coppia in carriera che se la caverá sempre meglio.     

Questo aspetto é molto importante e sottovalutato. Aldilà della questione contingente de Coronavirus.
Uno dei miei clienti é un'associazione che si occupa di educazione e sostegno per i ragazzi delle scuole medie che sono ai margini del sistema scolare e spesso finiscono per uscirne anticipatamente. Soprattutto nei quartieri più delicati.
Ad esempio la loro battaglia che portano avanti da tre anni é quella dell'abolizione dei compiti a casa. Che sono uno dei fattori più importanti di disuguaglianza nel sistema scolastico.
Va detto che in Francia é assolutamente normale per uno scolaro restare a scuola anche nel pomeriggio.

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italicbold

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Citazione di: giovannidef il 21 Apr 2020, 18:07
le scuole comunque in questo periodo continuano a fare lezione, per cui non c'è nessun gap formativo

Se hai un computer per ogni scolaro e una buona connessione internet.
E non é per tutti cosi.

Il nostro Giorgione

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Citazione di: italicbold il 21 Apr 2020, 18:11
Se hai un computer per ogni scolaro e una buona connessione internet.
E non é per tutti cosi.

Certo, nel meridione tutte le famiglie hanno un pc o un laptop per ciascuno dei figli. E un altro per i genitori che lavorano.
Notoriamente, poi, in Campania, Calabria e Sicilia  si allacciano gratis alle reti internet dei vicini.

orchetto

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Citazione di: giovannidef il 21 Apr 2020, 18:07
le scuole comunque in questo periodo continuano a fare lezione, per cui non c'è nessun gap formativo
riaprire le scuole per un mese non capisco perché sia così importante
a settembre si dimezzeranno le classi, ci si preparerà con scanner termici e mascherine e si proverà a fare un anno scolastico (cosa improbabile)
Il gap c'è eccome. Uno è di carattere generale e riguarda tutti gli studenti perchè fino alle superiori la didattica a distanza, nella generalità dei casi non potrà mai sostituire completamente la didattica in presenza.
Altro gap, non tutti hanno i supporti adatti.
Altro gap ancora, non tutti sono supportati per diversi motivi dalla famiglia.
Ulteriore gap, non tutti a casa hanno situazioni idilliache quali grossa biblioteca, comunicazione ed empatia, stimoli culturali, per cui imparano veramente di più quando vanno a scuola.

Ed evito di parlare delle situazioni a rischio e di chi ha problemi economici molto grossi oppure di chi ha delle disabilità.

Per me, qualunque cosa succeda, se da qui a ottobre non trovano il modo di rifar partire l'anno scolastico con la didattica in presenza, sarà un disastro generalizzato i cui effetti purtroppo si vedranno, solo nel tempo e solo se la società avrà voglia di vederli e non si girerà dall'altra parte

giovannidef

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basta uno smartphone costo 10 € con annessa linea wind 3
molti studenti già oggi lo preferiscono al computer
però non capisco se mi state a prendere per il culo
in questi 3 mesi ci sono stati 24000 morti e passa (quando si potrà contare con calma la cifra aumenterà pure) e il problema è il gap culturale
le classi il prossimo anno dovranno essere ridotte per limitare il contatto e a turno qualcuno starà a casa con lo smartphone
a casa sbagliano il congiuntivo e non sanno dove stanno i carpazi, se rischiamo di ripartire con altri 24 mila morti anche chi se ne frega
comunque le scuole si stanno attivando per dotare gli studenti di terminali ma saranno in comodato e non so se poi verranno presi, quando è stato fatto non sono stati presi

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orchetto

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Citazione di: giovannidef il 21 Apr 2020, 18:59
però non capisco se mi state a prendere per il culo
in questi 3 mesi ci sono stati 24000 morti e passa
è che è colpa degli studenti?

RG-Lazio

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tra l´altro questa cosa del dategli un tablet e risolviamo é abbastanza inquietante. Esite anche una dimensione sociale nell´apprendere.

Citazione di: orchetto il 21 Apr 2020, 19:21
è che è colpa degli studenti?

certo che é colpa dei ragazzi e dei bambini...non starai certo pensando che tali morti siano responsabilitá della gestione sanitaria dall´epidemia, delle fabbriche aperte, delle case di eterno riposo

Tra tutti i numeri che si stanno facendo e dando, a me stona parecchio che non stiano piú differenziando. Nei primi momenti quando si voleva minimizzare tutti i morti erano vecchi con un piede nella fossa, poi improvvisamente si é scoperto che uccide e quindi bisogna creare il panico perché "tutti a casa"".
A questo punto io invece gradirei dei dati non solo per sesso, per etá e per patologie progresse ma anche per occupazione lavorativa. Insomma per me é importante sarebbe importante che il 40% degli infetti nel comune di Brescia era attiva nell´edilizia (esempio ipotetico)
Insomma prima di tracciare tutti perché tutti potenzialmente infatti...si potrebbe iniziare con una mappa di chi si é realmente infettato per ricostruire le vie di contagio.     

12.maggio.74

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Citazione di: pan il 21 Apr 2020, 17:50
allora, ad orchetto: non stavamo parlando di questo? dici? ok, sono andata fuori tema.
a 12. maggio.74: non ho detto mica che i bambini stiano una pasqua o psicologicamente faccia loro bene sta situazione. poi magari lo psicologo mi prende per pazza uguale, eh.
no pan, senza polemica veramente ma rileggiti, hai scritto che il problema è dei genitori e NON dei bambini. Io penso che invece il problema i bambini lo hanno eccome, anche più dei genitori, i quali, magari una spiegazione se la possono anche dare, un bambino, anche quando non mostra, apparentemente, lo stato ansioso di un adulto, ha più difficoltà a capire la dinamica di una costrizione.

Adler Nest

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Citazione di: pan il 21 Apr 2020, 15:54
allora, eccomi. innanzitutto vorrei ricordare di sotterrare l'ascia di guerra, non ce l'ho con te orchetto, ma in generale, era successo anche le settimane scorse quando si prende l'argomento figli, bambini, genitori,  tutti spuntano da dietro l'erba con le orecchie puntute tipo i coniglietti. vi do una notizia: fare figli e averli è come respirare e bere acqua, non una eccezionalità, e nemmeno un atto che ponga sopra i piedistalli, non si è astronauti, quindi data la moltitudine di modelli genitoriali non è che ogni volta che uno esplica ciò che ha notato su molti (sì molti) comportamenti, gli altri si indignano in quanto appartenenti alla categoria. se no incazziamoci ogni volta che un essere umano offende un altro essere umano e famo prima.

detto questo... credo che la maniera di avere figli negli ultimi decenni sia completamente cambiata, si fanno figli dando per implicito che si verrà aiutati da nonni e affini, che ci saranno le baby sitter ecc., si lavora in due, molti bambini crescono senza passare il tempo coi genitori da soli, intendo proprio oggi stai con mamma e papà e basta, e nonno lo vedi tra una settimana. no, da quando si viene al mondo, mamma e papà da soli forse durante le vacanze, e forse nemmeno perché si parte con gli amici. unicità della famiglia come nucleo speciale, sparita.
la scuola in tutto questo ha perso, per molti, la funzione educativa ma viene vista come luogo di parcheggio...tempo pieno non come un arricchimento culturale ma necessità se no non so dove lasciare mio figlio mentre lavoro. bambini che escono da scuola alle 16.30 e alle 17.00 di corsa in piscina, calcio, a danza, al parco coi bambini perché non è che possono stare sempre con noi adulti (quando...? che a scuola ce sò stati 8 ore?). se stanno a casa, vai di playstation e smartphone alla grande, perché giustamente si sono stressati a scuola. eppoi vuoi mettere... chi li sente più in quelle ore sugli schermi, utile.
questa è la routine. ovvio che se metti un legnetto nell'ingranaggio sbrocchi e dai le testate al muro. e no, non il piccolo di quattro anni. ma proprio il genitore che è abituato a condurre la sua quotidianità con questi parametri:se si facesse un conteggio, su giornate di questo tipo, il reale contatto, vero, significativo, di parola, di concetto, coi figli  non raggiungerebbe i dieci minuti al giorno.
ovvio che nella eccezionalità della pandemia chi è abituato a quel modello adesso è nervoso come una scimmia, dieci giorni je sò sembrati mesi, e un mese anni, (guardate come la percezione del tempo è completamente alterata nei discorsi, manco fossimo in un bunker sotto terra da 6 mesi). gli adulti, non i bambini, non resistono più a casa, perché si annoiano, perché due minuti di capriccio lecito del bambino li fa sbroccare perché di solito ci pensa nonna a risolvere, perché dopo dieci minuti passati a disegnare o a leggere favole coi propri figli  si rompono i cabbassisi e vorrebbero ritornare a guardare la serie su netflix o giocare alla playstation, o sui telefonini, sui social... sempre i genitori, ovvio.
fondamentalmente è noia al quadrato, come quando ci sono le vacanze di natale o pasqua e c'è chi si rompe le palle dopo due giorni di essere tutti in casa coi figli tra i piedi, invece di prenderla come un'opportunità e siccome dire che ci si annoia coi propri figli è tabù preferibile schermarsi dietro la socialità dei bambini

evitate di alterarvi, questo è il mio pensiero che non è dedicato a voi genitori di lazio.net.
Lucidissima fotografia.

ES

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Citazione di: giovannidef il 21 Apr 2020, 18:07
le scuole comunque in questo periodo continuano a fare lezione, per cui non c'è nessun gap formativo
riaprire le scuole per un mese non capisco perché sia così importante
a settembre si dimezzeranno le classi, ci si preparerà con scanner termici e mascherine e si proverà a fare un anno scolastico (cosa improbabile)

Fare lezione è un eufemismo...

Per il resto concordo.


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giovannidef

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ma è proprio la socialità che andremo a perdere nel tempo che resta tra una cura o un vaccino
la perderanno tutti compresi i non colpevoli studenti e i bambini
i bambini ne risentiranno socialmente, gli studenti ne risentiranno culturalmente
bisogna ancora decidere se il distanziamento sociale serve? io sono convinto che serva se non vogliamo rischiare una nuova infezione di coronavirus, per cui non mi pesa sopportare queste rinunce
ovviamente capisco che chi pensa che il distanziamento non serva, sia arrabbiato a dover sottostare a queste regole

ES credo che se oggi dici a mia moglie che le sue lezioni sono fasulle ti mena
poi tutto dipende dagli studenti, come sempre, sia in classe che online, se hai voglia di imparare lo fai sennò dici che non hai la telecamera e ti metti a dormire

finalmente una buona notizia, speriamo di copiarla, anzi spero che l'olanda aiuti FCA

pan

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Citazione di: 12.maggio.74 il 21 Apr 2020, 20:49
no pan, senza polemica veramente ma rileggiti, hai scritto che il problema è dei genitori e NON dei bambini. Io penso che invece il problema i bambini lo hanno eccome, anche più dei genitori, i quali, magari una spiegazione se la possono anche dare, un bambino, anche quando non mostra, apparentemente, lo stato ansioso di un adulto, ha più difficoltà a capire la dinamica di una costrizione.

sono stata la prima, qua sopra, dopo una settimana di quarantena a sollevare l'argomento bambini, immedesimandomi nella testa di un piccolo di due/tre anni che, dall'oggi al domani, si è ritrovato a casa con mamma e papà, con l'evaporazione improvvisa di nonni, cugini, amichetti, asilo, maestre, giardinetti e giochi all'aria aperta e nella difficoltà dei genitori a trovare un impossibile metodo (visto la fascia d'età) nel potere umanamente spiegare una cosa del genere. da brividi, non c'ho dormito la notte.
ma questo dolore l'ho collegato all'evento, al pericolo, non a qualcuno che brutto e cattivo ci ha reclusi per farci del male. la gente moriva, potevano morire i bambini e pure i vecchi. bisognava fare così.
poi ho visto che le dinamiche cominciavano a cambiare, la gente si alterava (anche qui), dopo una settimana la quarantena aveva perso il suo peso originario ed era  diventata coercizione e danno nei confronti del cittadino. quindi non riuscivo più a capire quegli stessi genitori che, spaventati per la vita dei propri piccoli, la seconda e terza settimana si indignavano se qualcuno notasse che stavano fuori a giocare o che a casa non li tenevano più. rischiavano la vita! non è che qualcuno li stava a giudicare dalla finestra (pijamose pure questa), ecchecacchio!
qua per me c'è stata la cesura. se tu sei preoccupato per la vita di tuo figlio, dovresti esserlo anche la seconda, la terza, di settimana. se nel piatto cominci a mettere temi come socialità, ci hanno rapito, la colpa non è dei bambini di questa situazione (come se qualcuno poi gliela avesse mai data boh), il gap... probabilmente tutta sta paura non l'avverti più, perché la situazione non si è evoluta in maniera drammatica nei propri luoghi geografici circoscritti, o per le fasce di età che interessano.
ma che la situazione non è avvenuta nella maniera drammatica preventivata, per bambini o noi stessi, non consente, a mio parere, cambiare totalmente il punto di vista di partenza, né tantomeno uscite tutti garantiamo che pericolo non c'è più. è ovvio che fai tutto per gradi, perché, come già detto,  se succedesse l'irreparabile poi con chi te la prendi? col gap, con le scuole chiuse, con le lezioni virtuali?

quello fatto sulla tipologia dei genitori che ho analizzato è altro discorso che non esclude quello che ho detto sui bambini. sono solo due discorsi che si sono intersecati. penso che molti genitori siano così, lo vedo, lo so, lo confermo, mi fa piacere che su Lazio.net no, ma non è che mi devo privare di notarlo se no qua, tipo mamme (papà) pancine scatta lo sdegno. o meglio, ora che ci penso, tutto sommato sì, me ne sarei potuta privare, che me frega dopotutto. 
io in altre parole non riesco più a spiegarlo, non ne conosco altre.


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