Citazione di: LaFonte il 14 Ott 2020, 10:24
OT
Da dipendente pubblico pure io, ho vissuto un'esperienza totalmente diversa. Perchè il pubblico non è UNO, ma TANTI e a seconda (nell'ordine) dei soldi disponibili, delle capacità dei dirigenti, delle capacità dei lavoratori, della buona volontà di questi ultimi, i risultati che raggiungi sono infinitamente diversi.
Ecco, io ho la sfiga di lavorare in un ente grosso ma senza soldi e con dirigenti che Dio ci aiuti.
Il risultato è che da noi si lavora in sw con pc di casa e col cellulare personale (e chi aveva il pargolo che doveva fare scuola lavorava di notte) senza un cent di rimborso, senza uno straccio di circolare o anche solo mail di istrusioni sulla sicurezza informatica, che non esistono procedure in cloud a parte il protocollo, che si gira con chiavette o hd esterni (spesso personali in cui copi dentro anche i file di lavoro) e se ti sei scordato di copiarci su qualcosa sei fermo.
Poi ci sono gli enti piccoli senza soldi che non hanno nulla in cloud e in cui uno dei 3 dipendenti è tornato al paesello al sud per il lockdown e metà delle procedure si sono incagliate.
Poi ci sono le PA che hanno procedure eccellenti e che sarebbero perfettamente in grado di girare sui telefonini aziendali le chiamate ai centralini di lavoro ma chissà perchè non lo fanno, con uffici che in questi mesi sono diventati totalmente irraggiungibili e le pratiche bloccate (e ne ho provati a contattare di grossi sia a Milano che in Emilia). E come mi sono incazzata io si sono incazzati i privati e giustamente, che non puoi avere l'Agenzia delle Entrate che non c'è quando hai bisogno ma si fa viva quando vuole i tuoi soldi!
Poi, c'è anche quello che giustamente dici, sta cosa che i dipendenti pubblici devono mantenere gli esercenti dei centri storici. Ma non raccontiamoci che la PA ha tutta sta capacità reattiva, che ci sono disparità clamorose tra enti e enti, figli e figliastri e come sempre nessuno ha voglia di sporcarsi le mani andando a guardare ufficio per ufficio, responsabilità per responsabilità, e capire chi ha troppo e chi non ha nulla, e redistribuire risorse umane e materiali secondo le necessità e non secondo quanto è stato deciso 30 anni fa (la stramaledetta spesa storica).
Mi piacerebbe molto confrontarmi con te su questi aspetti, magari in pvt per non tediare gli altri. Mi sa che forse ci conosciamo pure.
EOT
hai ragione che la PA non è una cosa sola e ancora più ragione rispetto alla mobilità.
io sarei a favore di una mobilità totale interna alle PA nel rispetto dei livelli contrattuali, del mansionamento e al fatto che non te mandino a lavorà a 400 km di distanza (ma credo siano criteri tutti facilmente rispettabili vista la quantità di forza lavoro interessata).
Specifico in rapporto allo scambio tra Porga e Dissi: il mio passaggio su Peppino il barista non voleva essere in alcun modo colpevolizzante della sua situazione. Anzi, comprendo assolutamente la difficoltà del momento e mi dispiace. Ha meno senso che il criterio del ritorno in ufficio sia legato a questo, magari con un conseguente aumento del carico sui mezzi pubblici.
Aggiungo pure che se questa roba cambiasse i connotati dei centri storici e li restituisse alle città (al momento solo Napoli ha un centro storico popolare) a me non farebbe affatto schifo.
Che la City di londra si sia svuotata io so' contento. Ma mica significa che so' contento per le molteplici attività che hanno chiuso, poracci, quelli dovrebbero avere gli adeguati ammortizzatori sociali per riuscire a sopravvivere e ripartire.
Sono contento perché non penso che la struttura urbana odierna possa considerarsi immutabile perché altrimenti Peppino deve chiude e spero che questa struttura cambi radicalmente e i centri storici tornino ad essere qualcosa di più di vetrine e servizi per turisti e lavoratori del centro.