L'evoluzione tecnica di uno sport tende a seguire, con un certo fisiologico ritardo, l'evoluzione regolamentare. E, di solito, anche viceversa.
(Solo Wilt-13, che mi ricordi, si è beccato una regola contro ad personam).
In un gioco con contatti sempre meno tollerati, che nel tempo ha del tutto modificato il ruolo del centro, togliendo riflettori all'omone spalle a canestro.
Con stagioni regolari bulimiche e abbastanza inutili dove le stelle vanno preservate (spesso senza riuscirci: il caso di Rose, su tutti, ha insegnato molto negi ultimi anni).
Un gioco dove lo spettacolo non vuole difese brutte, arcigne (una volta prendersi una posterizzazione era un problema, oggi sui poster altrui, a turno, ci finiscono tutti, è il gioco).
Era solo questione di tempo che si costruissero superfenomeni esterni come il buon Steph.
Che io adoro. Soprattutto perchè fisicamente non è un superman, anzi. Ed è un genio, e pensa più velocemente di tutti.
La sua peculiarità, più che la mira (e anche il suo tiro, concordo, non è "canonico") è la rapidità sovrumana nel prendere posizione ed nell'estrarre della pistola.
Dono naturale. Ce n'è stato un altro prima.
Chissà perchè nessuno ha ancora ricordato Pete Maravich.
E lui il regolamento col tiro da tre non ce l'aveva, eh.