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RIO DE JANEIRO - Il fair-play, specie alle Olimpiadi, merita una ricompensa. E così il Cio ha deciso di 'allargare' il numero di partecipanti alla finale femminile dei 5000 metri, inserendo nella list di partenza anche i nomi di Nikki Hamblin e Abbey D'Agostino per il comportamento tenuto durante le batterie di ieri. Ai 2000 metri la Hamblin è caduta e ha trascinato con sè l'americana. La D'Agostino, la più lesta a rialzarsi, anziché riprendere la sua corsa ha aiutato la rivale a rimettersi in piedi. "Sono finita a terra, non mi sono nemmeno accorta di cosa fosse successo - ha raccontato la neozelandese - Poi ho sentito una mano sulla spalla come a dirmi 'andiamo, dobbiamo finire questa gara, sono le Olimpiadì. Sono grata ad Abbey per aver fatto questo per me, non l'avevo mai vista ma questo è lo spirito olimpico".
UN FAVORE RICAMBIATO - Poco dopo è toccato alla neozelandese ricambiare il favore: la D'Agostino, sofferente alla caviglia per la precedente caduta, si è accasciata e la Hamblin le ha dato una mano e le due hanno completato insieme la batteria, ovviamente con tempi non sufficienti per la qualificazione. Ma il Cio ha deciso di premiarle, ammettendole alla finale. "Non dimenticherò mai quello che è successo, quando qualcuno fra 20 anni mi chiederà di Rio, racconterò questa storia", ha aggiunto la Hamblin.
MA LA D'AGOSTINO DEVE DARE FORFAIT - Purtroppo non c'è favola a lieto fine per Abbey D'Agostino: gli esami hanno confermato come l'americana abbia completato la parte finale della sua batteria nonostante la rottura del legamento lacerato crociato anteriore del menisco e l'elongazione del legamento collaterale mediale.