Ieri bella serata con i miei vecchi compagni. Se devo usarli come termometro direi che se la sentono calda come sempre ma non troppo. E quel non troppo fa tutta la differenza rispetto agli anni scorsi.
C'è comunque sempre maggior rispetto verso l'Italia anche perché sono due anni che gli stiamo molto addosso nel risultato e lo scorso anno avevamo il calcio della vittoria all'ultimo secondo.
In questo momento il rugby francese non vive giorni tranquilli. C'è la sensazione di sprecare una meravigliosa generazione di fenomeni (per usare un termine a noi noto) senza vincere nulla. Neanche un grande slam (per quest'anno avendo perso a Twickenham la cosa è morta lì). Il loro selezionatore comincia ad avere la poltrona traballante, la pessima prova a Londra è costata la convocazione a Damien Peanud, uno che sta a una meta dal record di mete segnate in nazionale nella storia del rugby francese, e a Jalibert, il mediano di apertura che doveva non far rimpiangere N'tamack squalificato per 2 turni dopo il rosso preso alla prima giornata. Scelte forti, che mettono da parte due giocatori tra i più forti e talentosi che il rugby francese offre in questo momento. Scelte che non tutti capiscono. Galthié, allenatore dei blues, fa una mini rivoluzione interna, con Thomas Ramos, formidabile estremo, spostato appunto a mediano di mischia. Ma la vera grossa novità, per la prima volta nella storia della nazionale francese, è la panchina, dove Galthié porterà un 7+1. Che significa che avrà sette giocatori avanti e solo un terza linea (il mediano di mischia Lucu). Un grosso rischio se, per caso, si dovessero infortunare 2 terze linee. E' vero che in panchina ci sono alcuni giocatori che sono polivalenti, ma il rischio resta grosso.
Per l'Italia, invece, un solo cambio. Quello obbligato di Monty Ioane, infortunato, che lascia il posto a Gesi all'ala. Confermata la cerniera 9 e 10 con Page-Relo e Garbisi. Insomma squadra che vince non si cambia. A me piacciono sempre i nostri rimpiazzi che possono anche spaccare le partite.
Obiettivamente il pronostico dipende dalla partita della Francia, come sempre, se giocano bene, se gli riescono le cose che provano, vincono. A noi di restare attaccati al punteggio fino all'ultimo, quando magari, le scelte coraggiose di Galthié potrebbero rivelarsi sbagliate. A ogni modo la sua scelta probabilmente vuol dire che si aspetta un'Italia resistente fino all'ultimo. Speriamo.