Io penso che continui ad andare in campo per diversi fattori.
Anzitutto perché il giocatore comprato per sostituirlo (o surrogarlo) non è meglio di lui. O lo è solo a livello dinamico e non realizzativo.
Poi perché i due allenatori che lo hanno gestito, hanno sperato e sperano sempre in un colpo di coda, in un risveglio, in un qualcosa che lo riporti se non proprio ai livelli di 2 anni fa almeno a livelli decenti e presentabili.
Inoltre in tutto l'ambiente della Lazio credo ci possa essere un grande senso di riconoscenza nei confronti di Ciro, per tutto quello che ha fatto, per come s'è comportato negli anni, per tutte le volte che ha giocato non dovendo farlo per vari acciacchi, per le castagne dal fuoco che c'ha levato in tante occasioni, per l'uomo che è, perché è il capitano. Questo del suo passato credo possa comportare un occhio di riguardo nei suoi confronti da parte di tutti, in primis i due tecnici che si sono avvicendati alla guida della Lazio.
In ultimo credo che gli allenatori abbiano anche paura di qualche colpo di testa del giocatore per una sostituzione o per una mancata titolarità in qualche partita, che possa volare qualche vaffanculo davanti a tutto lo stadio. Una cosa antipatica, perché poi che fai? Lo metti fuori rosa, lo cacci via, fai finta di niente passando per imbecille? Non è semplice e in questi casi è sempre meglio indossare un guanto di velluto.
Insomma, gestire il fine carriera di Ciro è complicato, ma lo si sapeva. Certo il basso livello di Castellanos non aiuta, perché se fosse uno che segna Ciro dovrebbe accettare la realtà e stare zitto. Invece Castellanos segna meno di lui. Da questo nasce il problema.