Anche per non ingenerare aspettative, sia sulla Juve che soprattutto su altre, il discorso sulle plusvalenze ha sempre un margine aleatorio a livello di prova giuridica.
Da un lato, c'è sempre l'argomento che "il valore lo fa il mercato", per cui non è che esistano in natura giocatori che valgono 5 o 20, perché il valore è sempre determinato dall'accordo delle parti. Dall'altro, ci deve essere la dimostrazione che la valutazione sia stata stabilita per alterare i bilanci e in questo caso gli elementi probatori possono essere soltanto documentali/intercettazioni, oppure essere desunti dagli stessi bilancio dai quali emerga che operazioni del genere erano una prassi consolidata e organica.
Quest'ultimo è sicuramente il caso della Juve e quello che, ragionevolmente, ha portato alla sentenza di ieri: loro di queste operazioni hanno fatto metodo di gestione societaria, visto che se ne trovano a decine anche supportate da prove documentali o testimonianze, mentre resta più difficile dimostrare che la singola operazione di mercato, magari unica realizzata con un altro club, sia stata fatta con intento di alterazione contabile anche da parte della controparte. In sintesi, circa lo scambio Pellegrini/Spinazzola si può già incominciare ad apparecchiare per pranzare serenamente, tanto più in quanto ci sono in mezzo essi.