Pereirinha si fa strada e sprona la Lazio: "Ripartiamo da Parma! Che bello il mio nome gridato dai tifosi"Umile, sornione, tutto assorto a scavare scampoli di spazio per emergere. Sotto la categoria "note positive di Parma-Lazio" rientra sicuramente la prestazione di Bruno Pereirinha. Parte dalle retrovie, il portoghese. Davanti a lui Konko e Cavanda. Ma gli stop del primo e la necessità di tirare il fiato del secondo offrono chance di visibilità anche all'ex Sporting Lisbona. Che ai microfoni di 56 Lazio su Teleroma 56 ha rilasciato una lunga intervista sul momento della squadra, sulle sue ambizioni e su tanto altro. Una lunga conversazione, che andrà in onda stasera a partire dalle ore 21 e di cui vi riportiamo un estratto. "Stiamo vivendo un momento particolare, dove troviamo qualche difficoltà sul piano offensivo - ragiona l'esterno lusitano -. A Parma abbiamo fatto bene e meritavamo la vittoria e bisogna ripartire da quella prestazione. Stiamo lavorando per migliorare, giorno dopo giorno e partita dopo partita. La squadra è unita e viaggia compatta. Anche contro il Cagliari avevamo fatto bene". Rilanciarsi in campionato è la parola d'ordine, la prima ricetta è ritrovare la convinzione in se stessi: "Dobbiamo lavorare molto sulla fiducia. Un calciatore che gioca senza di essa è completamente diverso da uno che scende in campo con uno spirito positivo. Se quando giochi hai fiducia in te stesso le cose ti riescono subito, al contrario, sei costretto a lavorare di più e in maniera più dura". La fiducia è proprio quella ricercata dai giovani, dai giocatori giunti in maglia biancoceleste quest'anno: "Io ci sono passato - spiega Pereirinha - e se posso chiedere qualcosa ai tifosi è di avere pazienza con i nuovi arrivati. Sono dei giocatori forti, ma hanno bisogno di tempo per ambientarsi. A Roma non è facile". Chi invece si sta facendo largo a suon di magie è Keita: "E' un giocatore con tanto talento, e per l'età che ha deve lavorare tanto e seguire i consigli dei suoi compagni più vecchi. Così potrà essere ancora più forte".
CHIAMATEMI TERZINO - Sembra timidino Bruno, almeno all'apparenza. Ma sul suo ruolo in campo è sicurissimo, non ha dubbi: "
Il terzino. Ho giocato tutta la vita da esterno alto o da mediano, ma da quando ho iniziato a giocare terzino ho imparato a sentirmi importante in quella posizione, che considero adatta alle mie caratteristiche. Devo lavorare molto e migliorare, soprattutto dal punto di vista difensivo". "Cosa mi chiede il mister? Di ragionare da difensore e non da centrocampista - prosegue Pereirinha - e di essere concentrato per tutti i novanta minuti. Prima della gara contro il Catania non avevo mai giocato a sinistra, ma ho capito che posso muovermi anche in quella posizione e può rappresentare una valida alternativa in futuro".
I CORI DEI TIFOSI E LA COPPA ITALIA - Ci prende gusto a collezionare presenze, il peperino Bruno avverte che il sostengo dei tifosi sta salendo: "
Sento che nelle ultime partite stanno iniziando a gridare il mio nome, quando spingo sulla fascia e questa cosa è bellissima"

.Di portoghesi la Lazio non ne ha mai avuti molti, ma due in particolare hanno lasciato un segno indelebile: "Seguivo da vicino Couto e Conceicao, ma anche Eliseu, che non ha avuto troppa fortuna". Un trofeo Pereirinha l'ha vinto già al primo anno di Lazio, una Coppa Italia che ha un valore inestimabile: "E' stato bellissimo, un'emozione unica. Sono convinto che siamo in grado di ripeterci e di giocare per delle vittorie. La squadra non è cambiata dall'anno scorso e possiamo giocarcela".