E adesso FORZA BANCHE, seppelliteli....

Aperto da FABER67, 16 Mag 2010, 18:44

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Esprit Libre

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Citazione di: Camel il 09 Lug 2010, 23:30
in effetti anche a me sembrò una assurdità,così come lo è se ci pensi fare i debiti vendendo petrolio!

eppure ho visto i dati ufficiali di unicredit alla voce attivi da riscuotere aveva la italpetroli con valore attivo di 0 euro. (una cosa del genere) comunque la sostanza è che è valutata nulla (forse ha talmente anti debiti che i depositi e le strutture anche vendute non fanno tornare il conto in attivo)..

lo penso anche io..ma non ho capito cosa rischia unicredit andando all'arbitrato..cioè,per evitartlo preferiscono mollare 30 milioni di regalino.. perchè si intende che la gallina domani ci sarà "forse"?
cosa rischiano?
è forse un discorso sui tempi lunghi?
Se si fosse andati all'arbitrato i revisori non avrebbero certificato il bilancio di Italpetroli, che avrebbe dovuto portare i libri in tribunale.
Il fallimento avrebbe danneggiato anche le banche creditrici, dal momento che il patrimonio, compresa la Roma, sarebbe stato venduto all'asta fallimentare invece che sul mercato.

eaglefly1978

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Citazione di: Esprit Libre il 10 Lug 2010, 00:39
Se si fosse andati all'arbitrato i revisori non avrebbero certificato il bilancio di Italpetroli, che avrebbe dovuto portare i libri in tribunale.
Il fallimento avrebbe danneggiato anche le banche creditrici, dal momento che il patrimonio, compresa la Roma, sarebbe stato venduto all'asta fallimentare invece che sul mercato.

Esattamente, Unicredit può avere alcun interesse a depauperare il valore di un gruppo (IP) che già così com'è non gli consente di recuperare l'intera esposizione debitoria.

Alla luce di ciò probabilmente la Sensoli lì avrà "ricattati" con una cosa del tipo "o lasciate qualcosa anche a me o niente per niente mando tutto all'aria e non vedete un centesimo neanche voi".

Come abbia fatto poi un gruppo petrolifera ad arrivare a questa situazione resta per me un mistero...in ogni caso meglio per noi, pensa se fossero stati in salute come la ERG o la SARAS!  :D

PILØ

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Citazione di: eaglefly1978 il 10 Lug 2010, 07:02
Esattamente, Unicredit può avere alcun interesse a depauperare il valore di un gruppo (IP) che già così com'è non gli consente di recuperare l'intera esposizione debitoria.

Alla luce di ciò probabilmente la Sensoli lì avrà "ricattati" con una cosa del tipo "o lasciate qualcosa anche a me o niente per niente mando tutto all'aria e non vedete un centesimo neanche voi".

Come abbia fatto poi un gruppo petrolifera ad arrivare a questa situazione resta per me un mistero...in ogni caso meglio per noi, pensa se fossero stati in salute come la ERG o la SARAS!  :D
Immagino che il problema loro non sia stata la parte petrolifera, ma tutti gli altri investimenti sbagliati nel campo immobiliare e alberghiero.

eaglefly1978

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Citazione di: PILØ il 10 Lug 2010, 08:57
Immagino che il problema loro non sia stata la parte petrolifera, ma tutti gli altri investimenti sbagliati nel campo immobiliare e alberghiero.

Non vorrei dire un baggianata (correggetemi se sbaglio) ma pare che la maggior parte del loro problemi siano derivati dagli impianti petroliferi di Gioia Tauro acquistati ma mai entrati in funzione. In pratica un investimento milionario buttato al cess@.
Ovviamente senza tralasciare il travaso di fondi nell'a.s.merd@ nel periodo post sculetto, quando la società calcistica non era messa male come la Lazio ma poco ci mancava...

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GoodbyeStranger

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Citazione di: eaglefly1978 il 10 Lug 2010, 09:50
Non vorrei dire un baggianata (correggetemi se sbaglio) ma pare che la maggior parte del loro problemi siano derivati dagli impianti petroliferi di Gioia Tauro acquistati ma mai entrati in funzione. In pratica un investimento milionario buttato al cess@.
Ovviamente senza tralasciare il travaso di fondi nell'a.s.merd@ nel periodo post sculetto, quando la società calcistica non era messa male come la Lazio ma poco ci mancava...

E' cosa certa che i sensoli abbiano travasato il denaro nell'unica
società "sana" (seppur di merda) del gruppo? Lo dite tanto per
dire o con cognizione di causa? Non è polemica è che proprio non
lo so e neanche so se si può fare...

Esprit Libre

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Citazione di: GoodbyeStranger il 10 Lug 2010, 10:36
E' cosa certa che i sensoli abbiano travasato il denaro nell'unica
società "sana" (seppur di merda) del gruppo? Lo dite tanto per
dire o con cognizione di causa? Non è polemica è che proprio non
lo so e neanche so se si può fare...
Sarebbe stato un reato, distrazione di capitali. L'aesse si autofinanzia, senza tener conto che con la collocazione in borsa i Sensi hanno incassato quasi 200 milioni, con i quali hanno finanziato la squadra che vinse lo scudetto e sulla quale hanno campato di rendita fino ad oggi.
L'aesse è anche stata un buon pegno verso le banche e una garanzia personale, avendo un valore che va oltre quello puramente finanziario.
C'è anche da dire che la famiglia Sensi ottiene dalla società circa due milioni di euro tra stipendi e attività varie.

Cato censor

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La asmerda 1927 (purtroppo) non sparirà.

Alla banca - di fatto, ormai proprietaria dell'asset; la divisione 51% sensolo e 49% unicredit della newco controllante il 67% di asmerda è soluzione scolastica di apparente continuità per evitare un'opa altrimenti obbligatoria che nessuno oggi vuole lanciare - non converrebbe smantellare e/o liquidare l'azienda, ricavando il più possibile dalle cessioni.
Questa è una delle ragioni della proroga, ben compensata, della presidenza di rospella.
L'altra ragione, nonché limite degli stessi poteri operativi della presidentessa, è che i costi della asmerda vanno drasticamente ridotti, per attrarre potenziali compratori, e che la banca (di Roma) non vuole assumere su di sé questa responsabilità.

Allo stato, al netto delle consuete cosmesi di bilancio, la asmerda è una società decotta, pur avendo sportivamente raggiunto risultati al di là di ogni più rosea aspettativa, che richiederebbe un immediato e robusto aumento di capitale.
Facendo due conti, capitalizzazione di Borsa alla mano, occorrerebbero un centinaio di milioni per acquisire il 67% del pacchetto di maggioranza, una trentina per coprire l'opa ed almeno ottanta per un aumento di capitale che consenta alla società di respirare: duecento milioni, lira più lira meno.

Chi può mettere tanti soldi in una società di calcio?
A Roma uno solo, che non ci pensa neanche.
Certo, c'è l'ipotesi sceicco saudita, così come il magnate russo, ma questi "ricchi scemi" - imho - sono attratti da giocattoli più divertenti: campionato inglese in primis, sede dei mercati finanziari più importanti, dove la visibilità è infinitamente maggiore, le porte che si aprono sono decorate con stucchi dorati, la legittimazione del patron ha respiro internazionale e, non ultimo, il torneo è più aperto e trasparente.
Nessun ricco, per quanto scemo, affiderebbe le sorti del proprio investimento e l'intensità delle proprie secrezioni epatiche a uno come "cut the wind".

Chi rimane allora?
Una delle ipotesi è la cordata di clienti della banca, anche se da quando Banca di Roma è Unicredit-Milano il suo potere persuasivo (coercitivo) sui clienti è assai scemato. Oggi, infatti, un altro caso Centrale del Latte sarebbe impossibile.

Ma l'ipotesi più probabile è che la prenda qualcuno che, conoscendo le dinamiche cittadine, abbia bisogno di un sostegno populista che lo ripari da strali che già lo hanno attinto, o che sa lo attingeranno a breve. Strali di tal portata da giustificare un così oneroso acquisto, tuttavia in grado di assicurare una copertura mediatica impareggiabile e, ove necessario, la mobilitazione di massa a difesa del patron della asmerda.
Qualcuno la cui fortuna sia direttamente dipendente dalla esistenza di contratti con la pubblica amministrazione, i cui organi decisionali - com'è noto - si sottopongono al voto (ahimé, anche i romanisti hanno diritto di voto) ogni quinquennio.
Qualcuno per cui la interruzione dei rapporti con la PA significherebbe la rovina.

Quanto alla squadra, se nelle more non dovessero trovare compratori per il citofono e il cameriere, probabile qualche cessione eccellente per quadrare i conti.
Li attendono anni bigi, la rometta di sempre è dietro l'angolo.

GoodbyeStranger

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Citazione di: Cato censor il 10 Lug 2010, 17:55
La asmerda 1927 (purtroppo) non sparirà.
.................................
Quanto alla squadra, se nelle more non dovessero trovare compratori per il citofono e il cameriere, probabile qualche cessione eccellente per quadrare i conti.
Li attendono anni bigi, la rometta di sempre è dietro l'angolo.

alleluja alleluja... che le tue sagge parole
possano trovare riscontro nei fatti...alleluja

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hafssol

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Citazione di: Cato censor il 10 Lug 2010, 17:55
Ma l'ipotesi più probabile è che la prenda qualcuno che, conoscendo le dinamiche cittadine, abbia bisogno di un sostegno populista che lo ripari da strali che già lo hanno attinto, o che sa lo attingeranno a breve. Strali di tal portata da giustificare un così oneroso acquisto, tuttavia in grado di assicurare una copertura mediatica impareggiabile e, ove necessario, la mobilitazione di massa a difesa del patron della asmerda.
Qualcuno la cui fortuna sia direttamente dipendente dalla esistenza di contratti con la pubblica amministrazione, i cui organi decisionali - com'è noto - si sottopongono al voto (ahimé, anche i romanisti hanno diritto di voto) ogni quinquennio.
Qualcuno per cui la interruzione dei rapporti con la PA significherebbe la rovina.

Analisi molto lucida, che condivido. Questo in particolare sembra l'identikit di Angelucci...

robylele

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Citazione di: Cato censor il 10 Lug 2010, 17:55
La asmerda 1927 (purtroppo) non sparirà.

Alla banca - di fatto, ormai proprietaria dell'asset; la divisione 51% sensolo e 49% unicredit della newco controllante il 67% di asmerda è soluzione scolastica di apparente continuità per evitare un'opa altrimenti obbligatoria che nessuno oggi vuole lanciare - non converrebbe smantellare e/o liquidare l'azienda, ricavando il più possibile dalle cessioni.
Questa è una delle ragioni della proroga, ben compensata, della presidenza di rospella.
L'altra ragione, nonché limite degli stessi poteri operativi della presidentessa, è che i costi della asmerda vanno drasticamente ridotti, per attrarre potenziali compratori, e che la banca (di Roma) non vuole assumere su di sé questa responsabilità.

Allo stato, al netto delle consuete cosmesi di bilancio, la asmerda è una società decotta, pur avendo sportivamente raggiunto risultati al di là di ogni più rosea aspettativa, che richiederebbe un immediato e robusto aumento di capitale.
Facendo due conti, capitalizzazione di Borsa alla mano, occorrerebbero un centinaio di milioni per acquisire il 67% del pacchetto di maggioranza, una trentina per coprire l'opa ed almeno ottanta per un aumento di capitale che consenta alla società di respirare: duecento milioni, lira più lira meno.

Chi può mettere tanti soldi in una società di calcio?
A Roma uno solo, che non ci pensa neanche.
Certo, c'è l'ipotesi sceicco saudita, così come il magnate russo, ma questi "ricchi scemi" - imho - sono attratti da giocattoli più divertenti: campionato inglese in primis, sede dei mercati finanziari più importanti, dove la visibilità è infinitamente maggiore, le porte che si aprono sono decorate con stucchi dorati, la legittimazione del patron ha respiro internazionale e, non ultimo, il torneo è più aperto e trasparente.
Nessun ricco, per quanto scemo, affiderebbe le sorti del proprio investimento e l'intensità delle proprie secrezioni epatiche a uno come "cut the wind".

Chi rimane allora?
Una delle ipotesi è la cordata di clienti della banca, anche se da quando Banca di Roma è Unicredit-Milano il suo potere persuasivo (coercitivo) sui clienti è assai scemato. Oggi, infatti, un altro caso Centrale del Latte sarebbe impossibile.

Ma l'ipotesi più probabile è che la prenda qualcuno che, conoscendo le dinamiche cittadine, abbia bisogno di un sostegno populista che lo ripari da strali che già lo hanno attinto, o che sa lo attingeranno a breve. Strali di tal portata da giustificare un così oneroso acquisto, tuttavia in grado di assicurare una copertura mediatica impareggiabile e, ove necessario, la mobilitazione di massa a difesa del patron della asmerda.
Qualcuno la cui fortuna sia direttamente dipendente dalla esistenza di contratti con la pubblica amministrazione, i cui organi decisionali - com'è noto - si sottopongono al voto (ahimé, anche i romanisti hanno diritto di voto) ogni quinquennio.
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Quanto alla squadra, se nelle more non dovessero trovare compratori per il citofono e il cameriere, probabile qualche cessione eccellente per quadrare i conti.
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complimenti per il post.
sì, anche per me l'identikit dice Angelucci.
spero ritornino i tempi di Ciarrapico e stavolta non ci sarà la famiglia ricca scema a salvarli.

arturo

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Ottima analisi,Cato censor! Anche io penso che l'indiziato n. 1 sia Angelucci,che per mantenere le mani in pasta nella sanità regionale,dovrà accettare di prendere le merde.

PILØ

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Ma Angelucci non è quello con qualche problemino con la giustizia? :roll:

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Non saprei, Famigghia numerosa è...

mapalla

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Citazione di: arturo il 11 Lug 2010, 08:45
Ottima analisi,Cato censor! Anche io penso che l'indiziato n. 1 sia Angelucci,che per mantenere le mani in pasta nella sanità regionale,dovrà accettare di prendere le merde.
Ho avuto rapporti di lavoro con Angelucci senior circa 20 anni fa, con i suoi eredi in rampa di lancio in quello che non era ancora un "impero sanitario"; credo si possano inserire in quella categoria di persone che "per i soldi" scenderebbero a compromessi con chiunque e "per i soldi" non esiste nessun credo politico, etico, religioso e, perchè no, di tifo calcistico. Probabilmente ci saranno grosse esposizioni finanziarie con la pubblica amministrazione, vista la situazione disastrata dei bilanci regionali, principali finanziatori del settore sanitario.
Non voglio dire che questa storia sia uguale a quella di Lotito di sei anni fa, ma un po' ci somiglia; la differenza sostanziale è che purtroppo a loro non sarà riservato un "Masoni" intermedio, anche se non perdo la speranza che debbano cedere qualche "pezzo pregiato". Questo non sarà solo depauperamento tecnico, ma, spero, una bella mazzata dal punto di vista psicologico per la squadra e per i loro accoliti.

Boom!

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s'aaaaaaaaa compra berlusconi!!!!

Palo

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A di là del fatto che nel dipingere l'ipotetico compratore dell'asrm si è fatto l'identikit di Lotito, posso osservare che se il risultato dovesse essere una rometta potremmo assistere a ben altro che ad un (ipotizzo) Angelucci Pezzo di Merda ... quelli lì sono dei selvaggi e farebbero ben peggio ...

Constantine

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Beh indubbiamente ora l'Unicredit se si comportasse da banca e non avesse connivenze politiche, venderebbe al primo che si presentasse con 300 milioni.
Non sarà così, lo sapete.
Già i romula club di Montecitorio di sono mobilitati.
E sapete benissimo, anche per la nostra esperienza, che le società di calcio non vengono mai trattate come aziende normali.

arturo

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Su Rai news ho letto la notizia :as rioma,accorda tra Rospella e Unicredit. Chi ne sa di più? Quali sarebbero i termini dell'accordo?

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Galgo

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Da Gazzetta.it:
"(ANSA) - MILANO - Rosella Sensi e UniCredit hanno firmato l'accordo per l'azzeramento del debito della Italpetroli. L'intesa prevede che alla famiglia Sensi vengano lasciati una serie d'immobili per 30 milioni di euro. Quanto all'As Roma è prevista la costituzione di una nuova società, Newco Roma, in cui confluirà il 67% del club, fino a oggi in mano ai Sensi. Unicredit avrà il 49% e i Sensi il 51%. Intanto l'advisor Rothschild si occuperà della ricerca del compratore."

silvia84

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esattamente questo che implicazioni può avere?

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