Citazione di: umanoide69 il 19 Ott 2010, 18:16
Vorrei ricordare che è sì una fiction ma fino a un certo punto (tra l'altro una delle poche fiction fatte davvero bene in questo paese e vendibili all'estero): il libro di De Cataldo (e il film dopo e infine il serial), per quanto in modo fantasioso e cambiando accuratamente i nomi, racconta in versione romanzata quanto è davvero accaduto nella nostra città in quegli anni. Prendersela con una fiction che racconta il mondo reale invece delle vaccate RAI a base di preti, carabinieri, nonni, maestrine e commesse o pensare che sia colpa della televisione se alcuni ragazzi assumono certi comportamenti è un discorso che mi fa accapponare la pelle. Tra l'altro poco originale: è dai tempi della crociata di Wertham nell'america degli anni '50 che si da la colpa ora ai fumetti, ora ai pulp, ora al cinema per tutti i mali della società occidentale.
Penso che tu non abbia letto attentamente il mio post.
Io ho detto che è un gran bel telefilm e che a me piace molto.
Che poi venga preso a modello dai ragazzini è un dato di fatto, ma non vuol dire che la colpa sia del serial stesso e che per questo vada censurato. Mai detto nulla del genere.
E' insito nell'animo romano (e italiano) degli ultimi 40 anni questa ricerca spasmodica della violenza fisica verbale e psicologica come veicolo d'emancipazione e affermazione sociale, il telefilm "romanzo criminale" va solamente a stuzzicare ulteriormente quella parte dell'animo sensibile a queste cose.
Ma non è di certo un prodotto fatto specificatamente per questo scopo, anzi.
Di cataldo è una persona squisita e molto intelligente che non farebbe MAI leva su queste pulsioni per vedere qualche libro in più. E le sue opere seguenti lo dimostrano.
Sono tante le opere di letteratura che nella storia hanno in qualche modo influenzato la vita e la società involontariamente.
Il problema è nel recettore, non nello stimolo.