Citazione di: anderz il 20 Mag 2015, 19:39
al Piglio
a Piglio.
I pigliesi su questo punto sono molto suscettibili.
circa la discussione sulla genuinità del tifo per il frosinone che ho letto nei post precedenti, vorrei raccontare un fatto che mi capitò verso la fine degli anni '80.
Esattamente il 9 ottobre 1988, giorno in cui iniziò il campionato di serie A con la Lazio che tornava a giocarci dopo tre anni pareggiando a reti bianche a Cesena, si giocò al matusa Frosinone-Palermo, che decisi di andare a vedere. Non avevo trovato un amico che volesse accompagnarmi, allora decisi di prendere la macchina di mia madre e andare da solo. In quel Frosinone giocavano Claudio Ambu, nostra vecchia conoscenza, e Marco Cari, portiere prodotto del vivaio della Lazio, che chiuse quell'anno la sua carriera da giocatore (credo che ad oggi sia il giocatore con più presenze nella storia del Frosinone, attualmente allena il Rimini).
A fine partita, conclusasi con la vittoria degli ospiti per 2-0, ripresi la macchina e fatte poche centinaia di metri caricai un autostoppista che aveva la sciarpa del Frosinone al collo (a ripensarci, che tempi, si faceva l'autostop e quando si aveva la macchina si caricavano gli autostoppisti senza paura). Lo accompagnai per un tratto, durante il quale conversammo della partita e della tifoseria. Era uno che andava sempre in curva al matusa, qualche volta anche in trasferta, un tifoso del Frosinone autentico. Quando gli dissi che ero andato solo quel giorno e che in realtà andavo all'Olimpico a vedere la Lazio, rimase sorpreso, come se non si aspettasse che uno che non fa il tifo per frosinone andasse al matusa a vedere la partita.
Parliamo di una persona, non so se sia corretto generalizzare, però mi pare che come squadra il Frosinone abbia il suo zoccolo duro di tifosi genuini. Poi, certo, da qualche anno sono iniziate a spuntare vessilli gialloazzurri un po' dappertutto dove prima al massimo si vedevano poster della nazionale o di squadre di serie A.