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ESCLUSIVA – Caso Zarate, Tare e Calveri a processo per falsa testimonianza
Si è tenuta questa mattina l'udienza, dopo tre rinvii per motivi personali dell'avvocato Gentile: i due dirigenti dovranno difendersi in aula il prossimo 19 ottobreROMA – Adesso non potranno più sottrarsi alla sentenza. Il ds della Lazio, Igli Tare, e il segretario generale, Armando Calveri, rinviati a giudizio. Andranno a processo il prossimo 19 ottobre per falsa testimonianza. E' successo tutto questa mattina alle 11 nell'udienza fissata dal Gup Patrone e (dopo tre rinvii) tenutasi nel tribunale del lavoro di piazzale Clodio. Zarate ha prodotto tutta una serie di video, che testimonierebbero il trattamento riservatogli quando era stato messo fuori rosa alla Lazio, totalmente diverso rispetto a quanto dichiarato da Tare e Calveri. L'argentino , dopo una lunga diatriba giuridica, era stato condannato dal Tribunale Arbitrale di Losanna (Tas), in solido con il Velez, a pagare un indennizzo di circa 6 milioni di euro perché nell'agosto 2013 si era svincolato unilateralmente della Lazio, sfruttando l'articolo 17 del regolamento Fifa sui trasferimenti . In sede sportiva quindi il tribunale svizzero, Cassazione della giustizia sportiva, aveva negato l'esistenza dei presupposti giuridici per liberarsi poiché il giocatore era stato messo in condizione di svolgere il proprio lavoro. Zarate, sostenuto in questa istanza da Luis Ruzzi, da sempre vicino alla famiglia della punta attualmente in forza alla Fiorentina, ha proseguito la battaglia prima in sede di giustizia civile, sezione Lavoro
L'ITER – La Procura di Roma, nella persona del pm Carla Canaia, ha infatti chiesto il rinvio a giudizio dei due dirigenti per quanto reso nella deposizione davanti al giudice del lavoro nell'udienza del 6 novembre 2014. "Perché affermavano falsamente – si legge nel capo di imputazione – che Mauro Zarate dopo il mese di marzo 2013 e fino all'inizio del mese di giugno 2013 non si era presentato nel centro sportivo di Formello e non aveva più partecipato agli allenamenti previsti». La pronuncia di Canaia si basa su quanto prodotto dall'argentino alla Procura per dimostrare come lui in realtà tra marzo e giugno 2013 fosse a Formello allenandosi regolarmente e professionalmente. Lo staff legale di Maurito ha presentato sia le testimonianze di due ex compagni di squadra, Diakite e Cavanda – che all'epoca si allenavano in orari differenti rispetto al resto della prima squadra allenata da Vladimir Petkovic – sia foto scattate di nascosto e brevi video girati nel corso degli allenamenti, scatti con un quotidiano in mano per indicare una data e una location per dimostrare che Zarate c'era.
DIFESA – La Lazio, che aveva chiesto il rinvio di tre udienze per motivi di salute dell'avvocato Gian Michele Gentile, sostiene le tesi che il calciatore ad aprile e giugno non fosse presente con continuità nel quartier generale laziale, portando a sostegno di questa tesi sia le testimonianze di tesserati come Mauri e Petkovic, sia il certificato medico prodotto dallo stesso calciatore.
Fonte: [Città Celeste]
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