Citazione di: Maremma Laziale il 04 Set 2012, 09:45
E' un buon allenatore,
Non lo é mai stato.
In vent'anni di carriera ha avuto solo due risultati positivi, ovvero aldisopra delle attese della società che lo pagava, a Foggia 20 anni fa e a Pescara lo scorso anno.
Si diceva, e si dice ancora, che ottiene il meglio da materiale umano poco talentuoso.
Col cazzo.
Negli anni successivi si scopri' che quel Foggia aveva in squadra dei fenomeni, come Signori, Baiano e Rambaudi, che avrebbero comunque fatto grandi risultati, anche altrove.
Quando ha avuto materiale normale come quello che annualmente si affida a gente come Cagni, come Ventura, o, perché no, come Reja non solo s'é sfracagnato la faccia da cazzo che ha contro a un muro, ma in genere manco é arrivato a natale senza farsi cacciare in malo modo.
Nello stesso periodo, vent'anni fa, Gigi Maifredi, per dire, porto' in Uefa il Bologna, quello si, formato da giocatori da quattro soldi, ve lo ricordate il
mitico Villa ?.
Eppure oggi se si citasse Maifredi la gente si rotolerebbe per strada dalle risate. Grasse risate.
Eppoi va detto, il Foggia dei miracoli, sto cazzo de Foggia dei miracoli con Signori, Baiano, Mancini, Padalino, Rambaudi, Seno e altri arrivo' al massimo nono in campionato.
Pare che ha dominato il mondo sto Foggia dei miracoli.
Nono arrivo', cioé contatevi le dita della mano e alla fine arrivate all'anulare della seconda mano.
Nel 1980 Giovan Battista Fabbri, quello che porto' il Lanerossi Vicenza a lottare per lo scudetto con la Juventus, spostando Paolo Rossi da ala destra a centravanti, arrivo' quinto con l'Ascoli. No dico, con l'Ascoli, schierando Scanziani, Bellotto e Adelio Moro. Scusate, mi ripeto, Scanziani, Bellotto, mica Signori, Baiano e Rambaudi.
Ma quante volte avete letto articoli di esaltazione del "miracolo" di Fabbri con l'Ascoli.
Qui, vent'anni dopo ancora ce rompono il cazzo col Foggia dei miracoli.
Che arrivo' nono, nel suo massimo fulgore arrivo' nono.
Il resto della sua carriera, obiettivamente, é costellato da fallimenti abbastanza pesanti. Fallimenti che avrebbero distrutto qualsiasi carriera. Tranne quella di un grande manipolatore mediatico come il Boemo, uno che ha saputo, da sempre, costruire e lavorare sulla sua immagine. La caramella donata dallo spettatore, le sigarette che se le fumo io m'arestano, se le fuma Zeman fa intellettuale mitteleuropeo. Italo Svevo de sta ceppa.
Con una Lazio bellissima, in cui giocavano gente come Fuser, Signori, Winter, Cravero, Marchegiani non fece meglio di qualche goleada estemporanea, per poi sciogliersi come neve al sole alle prime difficoltà. Una semifinale di Coppa Italia e, lui se ne vanta pure, un secondo posto in campionato a distanza siderale dalla Juventus campione. Inutile ricordare che quel secondo posto fu dovuto a un Parma che mollo' chiaramente nele ultime giornate per dedicarsi, loro si, alle finali di Uefa e Coppa Italia. In quegli anni, a giocarsi le sfide europee, o almeno una finalina di Coppa Italia, ci andavano tutti, la Fiorentina, il Genoa, il Parma. Noi no.
Senza contare che allora, mondo crudele che ce l'ha sempre con lui, il secondo posto non valeva una ceppa e quindi la lotta per il piazzamento era decisamente meno infuocata di adesso.
Certo, pero' abbiamo battuto 4 a 0 la Juventus vuoi mettere.
Pure con Materazzi in panca battemmo 3 a 0 il Napoli di Maradona e Careca, ma mica c'abbiamo costruito una carriera trentennale di fenomeno della panchina, anzi.
Ha perso derby, sulle due panchine, come nessun allenatore nella storia del calcio capitolino é riuscito a fare.
Dal 3 a 0 subito contro Mazzone sulla panca laziale al fantastico poker sull'altra sponda.
Eppure é un grande motivatore.
mei [...].
Qualcuno noterà che non ho citato Tenerife. Me verrebbe da ridere, e quindi non lo faccio.
Zemano, lo ammetto, é un mistero che mi sfugge.
Un mistero metafisico.
Quando si parla di sport, i risultati, alla fine, e per fortuna aggiungerei, sono l'unica cosa che conta.
Ecco, questa legge fondamentale, che vale per tutti gli sportivi, da Usain Bolt a Pistorius, da Sara Simeoni a Yuri Chechi, da Sergio Parisse alla nazionale di Pallavolo, da Jesse Owens a Carl Lewis, non vale per Zdenek Zeman.
Lui no. Lui perde, prende sganassoni ma resta sempre il santone assoluto.
E' come se sulla copertina di un libro che raccontasse la leggenda di Wimbledon mettessero Paolino Cané al posto di Federer, Borg o Rod Laver.
Ma stai scherzando ? Guarda che Paolino, vent'anni fa, arrivo' al quinto set contro Ivan Lendl, mica cazzi.Più o meno.