La favoletta del santone contro il sistema

Aperto da cosmo, 14 Ago 2012, 09:42

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robylele

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Citazione di: cosmo il 03 Set 2012, 10:14
Comunque è invecchiato, lo dico serenamente. Non se li porta bene i suoi 65 anni, sembra un po' stanco. Ci riflettevo ieri vedendo l'intervista sbrodolosa.
Poi ho notato che è colpa della tuta che indossa. Sembra una di quelle tute acetate che vendono alle bancarelle e che le persone anziane indossano, spesso abbinandole a mocassini e calzini a coste di un colore che non c'entra nulla. L'elastico stretto alla caviglia, il cavallo calato; quella tuta che smagrisce il c.ulo, che impallidisce il volto, che infonde tenerezza ai nipoti e immalinconisce i passanti.

:clap:


CodyAnderson

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Citazione di: cosmo il 03 Set 2012, 10:14
Comunque è invecchiato, lo dico serenamente. Non se li porta bene i suoi 65 anni, sembra un po' stanco. Ci riflettevo ieri vedendo l'intervista sbrodolosa.
Poi ho notato che è colpa della tuta che indossa. Sembra una di quelle tute acetate che vendono alle bancarelle e che le persone anziane indossano, spesso abbinandole a mocassini e calzini a coste di un colore che non c'entra nulla. L'elastico stretto alla caviglia, il cavallo calato; quella tuta che smagrisce il c.ulo, che impallidisce il volto, che infonde tenerezza ai nipoti e immalinconisce i passanti.

effettivamente, se lo incontro, un euro glielo do.

valpa62

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Citazione di: cosmo il 03 Set 2012, 10:14
Comunque è invecchiato, lo dico serenamente. Non se li porta bene i suoi 65 anni, sembra un po' stanco. Ci riflettevo ieri vedendo l'intervista sbrodolosa.
Poi ho notato che è colpa della tuta che indossa. Sembra una di quelle tute acetate che vendono alle bancarelle e che le persone anziane indossano, spesso abbinandole a mocassini e calzini a coste di un colore che non c'entra nulla. L'elastico stretto alla caviglia, il cavallo calato; quella tuta che smagrisce il c.ulo, che impallidisce il volto, che infonde tenerezza ai nipoti e immalinconisce i passanti.

:)


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Splash

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Gli interisti sono tornati ad essere i perdenti di sempre . E dire che qualche anno fa l'Inter mi stava pure simpatica : l'unica Inter degna di essere tifata era quella di Mourinho (e solo per Mourinho) , per il resto Inter merda .

chuck6

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Prima pagina della Gazzetta (non il cortrig eh)? Lui, of course. Titolone:

STREGATI DA ZEMAN

Leoomshford

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Tra Moratti e la sua corte e ora anche il testa di catzo di Straminchioni l'inter scala posizioni nella mia personale classifica delle squadre più odiate. Classifica che comprende, in ordine sparso, aspiscioruggine, udinese, napoli e ora di diritto anche l'intermerda.

hooper83

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A ZEMAN,
DACCI IL TITOLO
di ½GAUDIO PAGANI (il Fatto Quotidiano 28-08-2012)

Il maestro sa come aggirare il repertorio. Ribaltare il già visto, dare nuova forma al paradosso. "La Juve è ossessionata" dice Zeman. Vent'anni di farmacie, letteratura e minacce. Titoli che tornano. Titoli che, forse, non verranno mai. Zdenek ha vinto comunque. È uscito dalla bolla eretica per librare nella santificazione collettiva. È in piedi, a 65 anni. I cattivi ai margini. L'utopia intatta. I giornalisti grati: "Signor Zeman, cosa pensa di Antonio Conte? Può allenare?"  :o. E lui, l'eterno Candide che indossava la maglia della Juve a un anno d'età, impegnato a ristampare un aggiornato capitolo della sua poetica. La zemanite si avvia al ventennio. Risse, risposte, puntualizzazioni, insulti, nervi vigili persino nella narcosi agostana, ma sempre, rigorosamente, in prima pagina. Lui non sa trattenersi. Non ha mai voluto. Non vuole più. Se giura il contrario: "Voglio fare solo calcio" va perdonato. Zeman è un flusso di coscienza continuo. Si alimenta di fideismo e analisi, verità e scudiscio: "Voglio vincere sul campo, in passato non sempre è accaduto". Aspira Zdengo e nel fumo, vuole vedere ancora con i suoi occhi. Non ci può essere riconciliazione perché le inchieste dimostrano che l'esilio dalla parte del torto, il decennio di parole regalate ai sordi, a qualcosa, è servito. A Pescara, Zeman non ha scaricato le pistole. Le ha oliate per l'ultimo spettacolo. A Roma lo aspettavano. Non li ha delusi. Una smorfia. Una parola. Reazioni a catena, a prescindere dal contenuto. Unica concessione al plebiscito, il sorriso. A volte Zeman lo sventola ancor prima di parlare. Bandiera senile, prova provata che si cambia, anche quando ci si vorrebbe opporre e gli altri continuano a vederci identici a noi stessi.

DA RAGAZZO – i muscoli facciali immobili, il disprezzo in uno sguardo – Zdenek faceva paura. Ora può permettersi di scoprire il fianco. Osservare la città ai suoi piedi. Partecipare alle conferenze stampa con la pretesa teatralità alla quale torme di tossici della materia non sanno più rinunciare. Lui si siede e trova il tempo immobile. Accende il fiammifero e incendia un contesto secco, da irrigare con il lampo. Ieri sosteneva sicuro: "Io conosco solo amici. I nemici non li calcolo".
Oggi può dire lo stesso, senza avvertire l'isolamento, sicuro che siano i secondi, da sempre, a valutarne istericamente l'anomalia. A differenza dei romani, rapiti come sempre accade di fronte all'abitudine che si credeva perduta, la riparazione dei cristalli di Boemia ha infranto la tranquillità di chi lo odiava e, consolato, lo sapeva in periferia. Zeman è tornato al centro del sistema. È l'unica novità. Quasi sicuramente l'ultima carta del mazzo da giocare. L'Atlante che tiene sulle spalle un universo mediatico in via di implosione, non ha il fiatone: "Perché la Juventus mi risponde sempre in maniera acida? Non so, io continuo a dire che dormo tranquillo, loro dormono poco". Mancano 37 settimane e mezzo.
Le rughe. Le dita gialle. Le "bionde" a vista. La platea assetata: "Zeman, scusi, a che punto è la lotta al doping?"

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Maremma Laziale

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Ah, la Juve è ossessionata?
zeman ha basato una carriera sugli attacchi contro i bianconeri. Risultati alla mano, vale quanto un qualsiasi allenatore sprofondato negli abissi delle serie inferiori dopo aver annusato la Serie A.
E' un buon allenatore, ma soprattutto un personaggio. Il personaggio lo ha tenuto a galla. Per dire, il calcio di Glarean mi avrebbe fatto divertire di più, se proprio dobbiamo parlare di calcio=spettacolo

LAZIODAL1900

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Citazione di: Maremma Laziale il 04 Set 2012, 09:45
Ah, la Juve è ossessionata?
zeman ha basato una carriera sugli attacchi contro i bianconeri. Risultati alla mano, vale quanto un qualsiasi allenatore sprofondato negli abissi delle serie inferiori dopo aver annusato la Serie A.
E' un buon allenatore, ma soprattutto un personaggio. Il personaggio lo ha tenuto a galla. Per dire, il calcio di Glarean mi avrebbe fatto divertire di più, se proprio dobbiamo parlare di calcio=spettacolo
Saranno stati strumentali alla creazione del personaggio, ma tutti i suoi attacchi alla juve erano basati sulla verita... Magari avrebbe dovuto fare alcuni degli stessi attacchi anche alla riomma, ma questo è un altro discorso


robylele

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Citazione di: LAZIODAL1900 il 04 Set 2012, 09:48
Saranno stati strumentali alla creazione del personaggio, ma tutti i suoi attacchi alla juve erano basati sulla verita... Magari avrebbe dovuto fare alcuni degli stessi attacchi anche alla riomma, ma questo è un altro discorso

col cavolo che è un altro discorso, col cavolo.

se fai il predicatore non lo puoi fare a macchia di leopardo, altrimenti non sei più credibile.

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italicbold

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Citazione di: Maremma Laziale il 04 Set 2012, 09:45
E' un buon allenatore,

Non lo é mai stato.
In vent'anni di carriera ha avuto solo due risultati positivi, ovvero aldisopra delle attese della società che lo pagava, a Foggia 20 anni fa e a Pescara lo scorso anno.
Si diceva, e si dice ancora, che ottiene il meglio da materiale umano poco talentuoso.
Col cazzo.
Negli anni successivi si scopri' che quel Foggia aveva in squadra dei fenomeni, come Signori, Baiano e Rambaudi, che avrebbero comunque fatto grandi risultati, anche altrove.
Quando ha avuto materiale normale come quello che annualmente si affida a gente come Cagni, come Ventura, o, perché no, come Reja non solo s'é sfracagnato la faccia da cazzo che ha contro a un muro, ma in genere manco é arrivato a natale senza farsi cacciare in malo modo.
Nello stesso periodo, vent'anni fa, Gigi Maifredi, per dire, porto' in Uefa il Bologna, quello si, formato da giocatori da quattro soldi, ve lo ricordate il mitico Villa ?.
Eppure oggi se si citasse Maifredi la gente si rotolerebbe per strada dalle risate. Grasse risate.
Eppoi va detto, il Foggia dei miracoli, sto cazzo de Foggia dei miracoli con Signori, Baiano, Mancini, Padalino, Rambaudi, Seno e altri arrivo' al massimo nono in campionato.
Pare che ha dominato il mondo sto Foggia dei miracoli.
Nono arrivo', cioé contatevi le dita della mano e alla fine arrivate all'anulare della seconda mano.
Nel 1980 Giovan Battista Fabbri, quello che porto' il Lanerossi Vicenza a lottare per lo scudetto con la Juventus, spostando Paolo Rossi da ala destra a centravanti, arrivo' quinto con l'Ascoli. No dico, con l'Ascoli, schierando Scanziani, Bellotto e Adelio Moro. Scusate, mi ripeto, Scanziani, Bellotto, mica Signori, Baiano e Rambaudi.
Ma quante volte avete letto articoli di esaltazione del "miracolo" di Fabbri con l'Ascoli.
Qui, vent'anni dopo ancora ce rompono il cazzo col Foggia dei miracoli.
Che arrivo' nono, nel suo massimo fulgore arrivo' nono.
Il resto della sua carriera, obiettivamente, é costellato da fallimenti abbastanza pesanti. Fallimenti che avrebbero distrutto qualsiasi carriera. Tranne quella di un grande manipolatore mediatico come il Boemo, uno che ha saputo, da sempre, costruire e lavorare sulla sua immagine. La caramella donata dallo spettatore, le sigarette che se le fumo io m'arestano, se le fuma Zeman fa intellettuale mitteleuropeo. Italo Svevo de sta ceppa.
Con una Lazio bellissima, in cui giocavano gente come Fuser, Signori, Winter, Cravero, Marchegiani non fece meglio di qualche goleada estemporanea, per poi sciogliersi come neve al sole alle prime difficoltà. Una semifinale di Coppa Italia e, lui se ne vanta pure, un secondo posto in campionato a distanza siderale dalla Juventus campione. Inutile ricordare che quel secondo posto fu dovuto a un Parma che mollo' chiaramente nele ultime giornate per dedicarsi, loro si, alle finali di Uefa e Coppa Italia. In quegli anni, a giocarsi le sfide europee, o almeno una finalina di Coppa Italia, ci andavano tutti, la Fiorentina, il Genoa, il Parma. Noi no.
Senza contare che allora, mondo crudele che ce l'ha sempre con lui, il secondo posto non valeva una ceppa e quindi la lotta per il piazzamento era decisamente meno infuocata di adesso.
Certo, pero' abbiamo battuto 4 a 0 la Juventus vuoi mettere.
Pure con Materazzi in panca battemmo 3 a 0 il Napoli di Maradona e Careca, ma mica c'abbiamo costruito una carriera trentennale di fenomeno della panchina, anzi.
Ha perso derby, sulle due panchine, come nessun allenatore nella storia del calcio capitolino é riuscito a fare.
Dal 3 a 0 subito contro Mazzone sulla panca laziale al fantastico poker sull'altra sponda.
Eppure é un grande motivatore.
mei [...].
Qualcuno noterà che non ho citato Tenerife. Me verrebbe da ridere, e quindi non lo faccio.

Zemano, lo ammetto, é un mistero che mi sfugge.
Un mistero metafisico.
Quando si parla di sport, i risultati, alla fine, e per fortuna aggiungerei, sono l'unica cosa che conta.
Ecco, questa legge fondamentale, che vale per tutti gli sportivi, da Usain Bolt a Pistorius, da Sara Simeoni a Yuri Chechi, da Sergio Parisse alla nazionale di Pallavolo, da Jesse Owens a Carl Lewis, non vale per Zdenek Zeman.
Lui no. Lui perde, prende sganassoni ma resta sempre il santone assoluto.

E' come se sulla copertina di un libro che raccontasse la leggenda di Wimbledon mettessero Paolino Cané al posto di Federer, Borg o Rod Laver.
Ma stai scherzando ? Guarda che Paolino, vent'anni fa, arrivo' al quinto set contro Ivan Lendl, mica cazzi.

Più o meno.

Emanuele

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e poi si venne pure a scoprire che il pescara dei miracoli aveva un giocatore passato al psg per oltre 10 milioni di euro
e altri due niente niente male davanti

penza 'n po'

comunque ha detto tutto ib, chiudete il topic

Dissi

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Citazione di: italicbold il 04 Set 2012, 10:32
E' come se sulla copertina di un libro che raccontasse la leggenda di Wimbledon mettessero Paolino Cané al posto di Federer, Borg o Rod Laver.
Ma stai scherzando ? Guarda che Paolino, vent'anni fa, arrivo' al quinto set contro Ivan Lendl, mica cazzi.

almeno paolino canè, ai suoi tempi, si trombava paola turci, che era bona come il pane .... :DD

LAZIODAL1900

*
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* 198
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Il mistero è anche il fatto che a quella che viene chiamata "università del calcio" a Coverciano, gli allenatori il 4-3-3 lo studiano sugli schemi e gli appunti di zeman

italicbold

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Citazione di: Dissi il 04 Set 2012, 10:46
almeno paolino canè, ai suoi tempi, si trombava paola turci, che era bona come il pane .... :DD

Credo, ma non vorrei sbagliare vista la mia ignoranza in fatto di gossip, che se l'é pure sposata e c'ha fatto dei figli.

Maremma Laziale

*
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* 21.717
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Italic, ammetto che quel "buon allenatore" l'ho scritto in un impeto di buonismo mattutino  :)
Al contrario, sfogandomi, direi "allenatore di me**a". Quella notte di Tenerife ce l'ho legata al dito. Ho pianto dalla rabbia, l'unica volta per la mia Lazio. Fu una presa in giro clamorosa, epocale. Esticà delle goleade contro la florentia o l'ex Foggia dei miracoli. Fortuna poi che arrivarono i 4 derby 4 in una stagione.
Integralista de 'sta gran ceppa.

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AldoNicoli

*
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Quello detto da italic è pura e santa realtà, non c'è più niente da dire. augh. :asrm :asrm :asrm

eaglemiky

*
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Citazione di: italicbold il 04 Set 2012, 10:32
Non lo é mai stato.
In vent'anni di carriera ha avuto solo due risultati positivi, ovvero aldisopra delle attese della società che lo pagava, a Foggia 20 anni fa e a Pescara lo scorso anno.
Si diceva, e si dice ancora, che ottiene il meglio da materiale umano poco talentuoso.
Col cazzo.
Negli anni successivi si scopri' che quel Foggia aveva in squadra dei fenomeni, come Signori, Baiano e Rambaudi, che avrebbero comunque fatto grandi risultati, anche altrove.
Quando ha avuto materiale normale come quello che annualmente si affida a gente come Cagni, come Ventura, o, perché no, come Reja non solo s'é sfracagnato la faccia da cazzo che ha contro a un muro, ma in genere manco é arrivato a natale senza farsi cacciare in malo modo.
Nello stesso periodo, vent'anni fa, Gigi Maifredi, per dire, porto' in Uefa il Bologna, quello si, formato da giocatori da quattro soldi, ve lo ricordate il mitico Villa ?.
Eppure oggi se si citasse Maifredi la gente si rotolerebbe per strada dalle risate. Grasse risate.
Eppoi va detto, il Foggia dei miracoli, sto cazzo de Foggia dei miracoli con Signori, Baiano, Mancini, Padalino, Rambaudi, Seno e altri arrivo' al massimo nono in campionato.
Pare che ha dominato il mondo sto Foggia dei miracoli.
Nono arrivo', cioé contatevi le dita della mano e alla fine arrivate all'anulare della seconda mano.
Nel 1980 Giovan Battista Fabbri, quello che porto' il Lanerossi Vicenza a lottare per lo scudetto con la Juventus, spostando Paolo Rossi da ala destra a centravanti, arrivo' quinto con l'Ascoli. No dico, con l'Ascoli, schierando Scanziani, Bellotto e Adelio Moro. Scusate, mi ripeto, Scanziani, Bellotto, mica Signori, Baiano e Rambaudi.
Ma quante volte avete letto articoli di esaltazione del "miracolo" di Fabbri con l'Ascoli.
Qui, vent'anni dopo ancora ce rompono il cazzo col Foggia dei miracoli.
Che arrivo' nono, nel suo massimo fulgore arrivo' nono.
Il resto della sua carriera, obiettivamente, é costellato da fallimenti abbastanza pesanti. Fallimenti che avrebbero distrutto qualsiasi carriera. Tranne quella di un grande manipolatore mediatico come il Boemo, uno che ha saputo, da sempre, costruire e lavorare sulla sua immagine. La caramella donata dallo spettatore, le sigarette che se le fumo io m'arestano, se le fuma Zeman fa intellettuale mitteleuropeo. Italo Svevo de sta ceppa.
Con una Lazio bellissima, in cui giocavano gente come Fuser, Signori, Winter, Cravero, Marchegiani non fece meglio di qualche goleada estemporanea, per poi sciogliersi come neve al sole alle prime difficoltà. Una semifinale di Coppa Italia e, lui se ne vanta pure, un secondo posto in campionato a distanza siderale dalla Juventus campione. Inutile ricordare che quel secondo posto fu dovuto a un Parma che mollo' chiaramente nele ultime giornate per dedicarsi, loro si, alle finali di Uefa e Coppa Italia. In quegli anni, a giocarsi le sfide europee, o almeno una finalina di Coppa Italia, ci andavano tutti, la Fiorentina, il Genoa, il Parma. Noi no.
Senza contare che allora, mondo crudele che ce l'ha sempre con lui, il secondo posto non valeva una ceppa e quindi la lotta per il piazzamento era decisamente meno infuocata di adesso.
Certo, pero' abbiamo battuto 4 a 0 la Juventus vuoi mettere.
Pure con Materazzi in panca battemmo 3 a 0 il Napoli di Maradona e Careca, ma mica c'abbiamo costruito una carriera trentennale di fenomeno della panchina, anzi.
Ha perso derby, sulle due panchine, come nessun allenatore nella storia del calcio capitolino é riuscito a fare.
Dal 3 a 0 subito contro Mazzone sulla panca laziale al fantastico poker sull'altra sponda.
Eppure é un grande motivatore.
mei [...].
Qualcuno noterà che non ho citato Tenerife. Me verrebbe da ridere, e quindi non lo faccio.

Zemano, lo ammetto, é un mistero che mi sfugge.
Un mistero metafisico.
Quando si parla di sport, i risultati, alla fine, e per fortuna aggiungerei, sono l'unica cosa che conta.
Ecco, questa legge fondamentale, che vale per tutti gli sportivi, da Usain Bolt a Pistorius, da Sara Simeoni a Yuri Chechi, da Sergio Parisse alla nazionale di Pallavolo, da Jesse Owens a Carl Lewis, non vale per Zdenek Zeman.
Lui no. Lui perde, prende sganassoni ma resta sempre il santone assoluto.

E' come se sulla copertina di un libro che raccontasse la leggenda di Wimbledon mettessero Paolino Cané al posto di Federer, Borg o Rod Laver.
Ma stai scherzando ? Guarda che Paolino, vent'anni fa, arrivo' al quinto set contro Ivan Lendl, mica cazzi.

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