La Roma, i tre disertori e il Regime

Aperto da leomeddix, 26 Set 2011, 20:53

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leomeddix

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"Roma der core/squadra divina/tu porti er vanto/sei 'na squadra che cammina/si abbandonatte sò stati tre/de giallorossi centomila sò cò te!"

Era il 1935. L'Italia fascista invadeva l'Etiopia. Quando la campagna militare iniziò (accompagnata da una feroce propaganda razzista), molti giovani furono chiamati alle armi, e tra questi tre calciatori della Roma: Guaita, Stagnaro e Scopelli. I dirigenti romanisti si attivarono subito presso i gerarchi fascisti per non fare spostare i tre da Roma, ma Guaita, Stagnaro e Scopelli, che erano oriundi, avevano già deciso: della guerra fascista non gliene fregava niente e, appena raggiunti dalla cartolina precetto, fuggirono in Francia.
Il caso provocò uno scandalo nazionale, tutta la stampa si accanì contro i tre, chiamandoli "spregevoli disertori".
Per i fascisti fu un colpo durissimo: i disertori militavano nella squadra che portava il nome dell'Urbe, la squadra che più di tutte rappresentava il Regime (infatti la Roma in quell'epoca aveva pure cambiato il colore delle sue magliette, che da giallo-rosse erano diventate nere). Scoppiò uno scandalo nazionale, la stampa fascista definì i tre "spregevoli disertori", e fu addirittura composta una canzone sulla melodia di Faccetta Nera ("Roma der core/squadra divina/tu porti er vanto/sei 'na squadra che cammina/si abbandonatte sò stati tre/de giallorossi centomila sò cò te!") che divenne molto popolare tra i tifosi romanisti.
Guaita, Stagnaro e Scopelli non giocarono più in Italia.

Ho voluto riportare questa storia sia perchè trovare tre romanisti con un po di cervello è cosa rara  :) sia perchè l'identità di una società di calcio, come di ogni altra comunità di uomini, si può capire solo partendo dalle origini.
AS Roma: Squadra di regime ieri, squadra di regime oggi.

metello

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Citazione di: metello il 26 Set 2011, 21:26
Che vordì....bò  :(
Che, lo dice la storia, sono una società creata a tavolino, o meglio al tavolo di un governo che allora era un regime, quello fascista.
L'allora regime fasciste decise che il campinato di calcio doveva essere il campionato dove dovevano essere rappresentate le città, con il loro nome, per coinvelgere meglio il popolo (populismo), e quindi fu creato il progetto di creare a Roma una squadra che unisse tutte le società sotto l'unico nome, quello per l'appunto della città.
Non fu la passione di uomini, ma un calcolo di regime.
Ricordiamolo spesso, io lo ricordo a molti quando, ignorando la storia, mi dicono che la rioma è la squadra di Roma.
I giovani romani crearono la S.S. Lazio, il regime fascista creò l'a.s. roma.
E' STORIA !!!

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Tre scemi, ma pensavano veramente che li avrebbero mandati a combattere in Abissinia?

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http://www.enciclopediadelcalcio.it/Cur35.html

Qua dicono che fu tutta colpa...del generale Vaccaro, ma guarda un po': GOMBLOTTO!!!

vavragol

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Citazione di: leomeddix il 26 Set 2011, 20:53
"Roma der core/squadra divina/tu porti er vanto/sei 'na squadra che cammina/si abbandonatte sò stati tre/de giallorossi centomila sò cò te!"

Era il 1935. L'Italia fascista invadeva l'Etiopia. Quando la campagna militare iniziò (accompagnata da una feroce propaganda razzista), molti giovani furono chiamati alle armi, e tra questi tre calciatori della Roma: Guaita, Stagnaro e Scopelli. I dirigenti romanisti si attivarono subito presso i gerarchi fascisti per non fare spostare i tre da Roma, ma Guaita, Stagnaro e Scopelli, che erano oriundi, avevano già deciso: della guerra fascista non gliene fregava niente e, appena raggiunti dalla cartolina precetto, fuggirono in Francia.
Il caso provocò uno scandalo nazionale, tutta la stampa si accanì contro i tre, chiamandoli "spregevoli disertori".
Per i fascisti fu un colpo durissimo: i disertori militavano nella squadra che portava il nome dell'Urbe, la squadra che più di tutte rappresentava il Regime (infatti la Roma in quell'epoca aveva pure cambiato il colore delle sue magliette, che da giallo-rosse erano diventate nere). Scoppiò uno scandalo nazionale, la stampa fascista definì i tre "spregevoli disertori", e fu addirittura composta una canzone sulla melodia di Faccetta Nera ("Roma der core/squadra divina/tu porti er vanto/sei 'na squadra che cammina/si abbandonatte sò stati tre/de giallorossi centomila sò cò te!") che divenne molto popolare tra i tifosi romanisti.
Guaita, Stagnaro e Scopelli non giocarono più in Italia.

Ho voluto riportare questa storia sia perchè trovare tre romanisti con un po di cervello è cosa rara  :) sia perchè l'identità di una società di calcio, come di ogni altra comunità di uomini, si può capire solo partendo dalle origini.
AS Roma: Squadra di regime ieri, squadra di regime oggi.

una curiosità. da dove è estratto questo interessante articolo?

leomeddix

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Citazione di: vavragol il 26 Set 2011, 22:46
una curiosità. da dove è estratto questo interessante articolo?

Avevo letto la notizia sul libro dello storico inglese J. Foot (Calcio, storia dello sport che ha fatto l'Italia, ed. BUR Rizzoli). Ho trovato altri riferimenti sul saggio di S. Salvi e A. Savorelli (Tutti i colori del calcio, ed. Le Lettere), oltre che su articoli rintracciabili su Internet.


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Complimenti veramente! Sono cose che pochissimi sanno.

sharp

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Citazione di: metello il 26 Set 2011, 21:26
Che vordì....bò  :(

non mi sembra ci voglia un genio per capire il concetto eh !!!
nel caso le istruzioni ce le ha messe gentlemen

carib

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leomeddix

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Citazione di: gentlemen il 26 Set 2011, 21:59
L'allora regime fasciste decise che il campinato di calcio doveva essere il campionato dove dovevano essere rappresentate le città, con il loro nome, per coinvolgere meglio il popolo (populismo), e quindi fu creato il progetto di creare a Roma una squadra che unisse tutte le società sotto l'unico nome, quello per l'appunto della città.


In nome del populismo che citi, e di una "ristrutturazione" del sistema calcistico, il fascismo attuò una politica di "unificazione" anche in altre città.
A Milano favorì l'unificazione tra Unione Sportiva Milanese e Internazionale (quest'ultima aveva anche un nome troppo "sovversivo" per i gusti fascisti) creando l'Ambrosiana, a Cagliari si ebbe la fusione tra l'Unione Sportiva
Italia e il FC Cagliari, a Firenze la Fiorentina nacque dalla fusione tra Libertas e Club Sportivo Firenze, a Bari la fusione avvenne tra l'Ideale e il Liberty.
Il risultato di questa "ristrutturazione",fu che nelle grandi città, dal 1924 al 1929, il numero delle squadre presenti nei campionati passò da 15 a 8.
In questo senso, la "resistenza" della Lazio nella Capitale fu il vero grande "intoppo" del regime fascista.
Se posso parafrasare Umberto Eco, la Roma fu la negazione non riuscita della Lazio. Non riuscita perchè non riuscì mai a cancellarla (e, dio volendo, non ci riuscirà mai).


Citazione di: carib il 27 Set 2011, 01:12
leomeddix è amico mio

:D


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mazzok

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Citazione di: leomeddix il 26 Set 2011, 20:53
"Roma der core/squadra divina/tu porti er vanto/sei 'na squadra che cammina/si abbandonatte sò stati tre/de giallorossi centomila sò cò te!"

Era il 1935. L'Italia fascista invadeva l'Etiopia. Quando la campagna militare iniziò (accompagnata da una feroce propaganda razzista), molti giovani furono chiamati alle armi, e tra questi tre calciatori della Roma: Guaita, Stagnaro e Scopelli. I dirigenti romanisti si attivarono subito presso i gerarchi fascisti per non fare spostare i tre da Roma, ma Guaita, Stagnaro e Scopelli, che erano oriundi, avevano già deciso: della guerra fascista non gliene fregava niente e, appena raggiunti dalla cartolina precetto, fuggirono in Francia.
Il caso provocò uno scandalo nazionale, tutta la stampa si accanì contro i tre, chiamandoli "spregevoli disertori".
Per i fascisti fu un colpo durissimo: i disertori militavano nella squadra che portava il nome dell'Urbe, la squadra che più di tutte rappresentava il Regime (infatti la Roma in quell'epoca aveva pure cambiato il colore delle sue magliette, che da giallo-rosse erano diventate nere). Scoppiò uno scandalo nazionale, la stampa fascista definì i tre "spregevoli disertori", e fu addirittura composta una canzone sulla melodia di Faccetta Nera ("Roma der core/squadra divina/tu porti er vanto/sei 'na squadra che cammina/si abbandonatte sò stati tre/de giallorossi centomila sò cò te!") che divenne molto popolare tra i tifosi romanisti.
Guaita, Stagnaro e Scopelli non giocarono più in Italia.

Ho voluto riportare questa storia sia perchè trovare tre romanisti con un po di cervello è cosa rara  :) sia perchè l'identità di una società di calcio, come di ogni altra comunità di uomini, si può capire solo partendo dalle origini.
AS Roma: Squadra di regime ieri, squadra di regime oggi.

solo centomila ?

Murmur

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Citazione di: mazzok il 27 Set 2011, 10:43
solo centomila ?


all'epoca, calcolando gli interessi ad oggi fa 4 mijoni

MisterFaro

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Anche se lui non lo sa Leomeddix è pure amico mio.

Citazione di: leomeddix il 26 Set 2011, 20:53
... la Roma in quell'epoca aveva pure cambiato il colore delle sue magliette, che da giallo-rosse erano diventate nere...

voglio una fonte autorevole!!!!
Maro' come me ce potrei scatenare


leomeddix

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Citazione di: MisterFaro il 27 Set 2011, 12:20
voglio una fonte autorevole!!!!
Maro' come me ce potrei scatenare

basta chiedere!  :D

C'è un libro molto bello, di cui ho già parlato prima, e si intitola Tutti i colori del calcio.
Vi puoi trovare la storia delle divise e dei simboli delle società calcistiche italiane ed europee.
Per quanto riguarda la maglietta nera della Roma, comunque, non ci sono dubbi: lo stesso Guaita, uno dei tre "disertori", dai tifosi riommici era chiamato "il Corsaro Nero" proprio per la divisa che indossava.
In attesa che trovi il libro, ti fornisco una fonte che più autorevole non si può: "MAGICA ROMA - storia dei 600 uomini giallorossi". Ecco il brano che riguarda Guaita:
"Guaita spopolò nella capitale, dove fu chiamato il "Corsaro nero", un po' per le sue doti di predatore, un po' perché la Roma in quegli anni giocava con la maglia nera".


Citazione di: MisterFaro il 27 Set 2011, 12:20
Anche se lui non lo sa Leomeddix è pure amico mio.

Lo so, lo so  :beer:



Karl-Heinz-Riedle

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questi so gli aneddoti interessanti che ti arricchiscono la giornata...

AguilaRoja

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La stagione è la '33/'34, e le merde in divisa da merde sono queste:



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Flaminio

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Citazione di: MisterFaro il 27 Set 2011, 12:20

voglio una fonte autorevole!!!!
Maro' come me ce potrei scatenare
Questa non è una fonte autorevole (anzi, il sito va aperto con cautela e turandosi il naso), ma c'è chiaramente la maglia nera e anche la maglia successiva, con un fascio disegnato nel distintivo!!!!!

http://csr.altervista.org/divisa.htm

leomeddix

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Ringrazio AquilaRoja per il suo contributo fotografico riguardo ad una squadra di calcio che è capace di farsi ridere appresso anche per i colori della sua maglia.
Vengo al punto: nel citato libro Tutti i colori del calcio, sapete qual'è il titolo del capitolo dedicato alla Roma?
"CASI DI TRASFORMISMO".
Così i due autori spiegano questo titolo:

"Il rosso e giallo araldici del Roman e dell'esordio (della Roma) sono stati sottoposti ad un numero pressochè infinito di mutazioni. Nel 1934-35 furono sostituiti dal nero, il colore dei fascisti al potere, ma questa sostituzione durò un anno soltanto.
Nel 1941 la Roma aveva sfoderato, all'improvviso, una maglia "littoria" (composta cioè da un presunto porpora imperiale e un giallo carico sull'arancione, i colori adottati in vari contesti dal regime fascista nella sua azzardata previsione dell'istituzione di un nuovo impero "romano"), i cui colori vennero definiti successivamente (e prudentemente), dopo la caduta del regime, "rosso sangue di bue" e "giallo becco d'oca".
Dal 1947 la casacca romanista tornò prevalentemente giallorossa, talvolta soltanto rossa, altre volte granata bordata di giallo oppure rossa bordata di arancione, testimoniando così una inquietudine cromatica del club che travalicava la volontà dichiarata di essere fedele "ai colori di Roma che garriscono sui pennoni del Campidoglio": colori che non sono, da un punto strettamente tecnico, araldicamente corretti.
(...) Nel 1975 la scelta del granata e dell'arancione sembrò definitiva ma il club capitolino trovò il modo di adottare, in un campionato successivo, una maglia tutta arancione e, nel 1979-80, una casacca fasciata gialla, arancione e rossa, bordata di bianco: un quadricolore davvero originale. Ripristinato, l'anno successivo, il granata bordato di arancione, la Roma lo ha integrato nel 2004-05 con una ulteriore bordura nera che è però assente nei vessilli che sventolano sul Campidoglio.
(...)La forza dell'abitudine fa si che i calciatori romanisti continuino ad essere chiamati giallorossi quando ormai sono granatarancioni (quindi giustamente chiamati piscioruggine dai Lazionetters, N.d.L.).
Tutto, ovviamente, legittimo: ogni club può usare i colori che preferisce e mutarli quando lo desidera. Sarebbe però meglio dire rosso al rosso e granata al granata, nonchè giallo al giallo e arancione all'arancione. Basta osservare la casacca del Lecce, del Ravenna, del Catanzaro o, abbassando lo sguardo, quella del Poggibonsi, per comprendere cosa sono davvero il giallo e rosso".



Giallorossi? I colori della Capitale?
Maddechè?
AS Arlecchini 1927: sò nati pagliacci e pagliacci se fanno riconoscere ovunque e per sempre.

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