Ringrazio AquilaRoja per il suo contributo fotografico riguardo ad una squadra di calcio che è capace di farsi ridere appresso anche per i colori della sua maglia.
Vengo al punto: nel citato libro Tutti i colori del calcio, sapete qual'è il titolo del capitolo dedicato alla Roma?
"CASI DI TRASFORMISMO".
Così i due autori spiegano questo titolo:
"Il rosso e giallo araldici del Roman e dell'esordio (della Roma) sono stati sottoposti ad un numero pressochè infinito di mutazioni. Nel 1934-35 furono sostituiti dal nero, il colore dei fascisti al potere, ma questa sostituzione durò un anno soltanto.
Nel 1941 la Roma aveva sfoderato, all'improvviso, una maglia "littoria" (composta cioè da un presunto porpora imperiale e un giallo carico sull'arancione, i colori adottati in vari contesti dal regime fascista nella sua azzardata previsione dell'istituzione di un nuovo impero "romano"), i cui colori vennero definiti successivamente (e prudentemente), dopo la caduta del regime, "rosso sangue di bue" e "giallo becco d'oca".
Dal 1947 la casacca romanista tornò prevalentemente giallorossa, talvolta soltanto rossa, altre volte granata bordata di giallo oppure rossa bordata di arancione, testimoniando così una inquietudine cromatica del club che travalicava la volontà dichiarata di essere fedele "ai colori di Roma che garriscono sui pennoni del Campidoglio": colori che non sono, da un punto strettamente tecnico, araldicamente corretti.
(...) Nel 1975 la scelta del granata e dell'arancione sembrò definitiva ma il club capitolino trovò il modo di adottare, in un campionato successivo, una maglia tutta arancione e, nel 1979-80, una casacca fasciata gialla, arancione e rossa, bordata di bianco: un quadricolore davvero originale. Ripristinato, l'anno successivo, il granata bordato di arancione, la Roma lo ha integrato nel 2004-05 con una ulteriore bordura nera che è però assente nei vessilli che sventolano sul Campidoglio.
(...)La forza dell'abitudine fa si che i calciatori romanisti continuino ad essere chiamati giallorossi quando ormai sono granatarancioni (quindi giustamente chiamati piscioruggine dai Lazionetters, N.d.L.).
Tutto, ovviamente, legittimo: ogni club può usare i colori che preferisce e mutarli quando lo desidera. Sarebbe però meglio dire rosso al rosso e granata al granata, nonchè giallo al giallo e arancione all'arancione. Basta osservare la casacca del Lecce, del Ravenna, del Catanzaro o, abbassando lo sguardo, quella del Poggibonsi, per comprendere cosa sono davvero il giallo e rosso".
Giallorossi? I colori della Capitale?
Maddechè?
AS Arlecchini 1927: sò nati pagliacci e pagliacci se fanno riconoscere ovunque e per sempre.