Leggende metropolitane : Lo stadio del riomma

Aperto da bellodecasa, 13 Set 2013, 05:32

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Stadio della Roma, sì del Campidoglio (Repubblica - ed. locale)
Vertice con i capigruppo dei partiti che sostengono Marino. Si studia la delibera sulla pubblica utilità
Sarà approvata giovedì. La proprietà dovrà essere della società, ora è della holding del patron Usa

PAOLO BOCCACCI
«LA MAGGIORANZA ha deciso che lo stadio della Roma si farà». All'ora di pranzo in Campidoglio, mentre fuori piove, dopo la riunione con i capigruppo, è il coordinatore Fabrizio Panecaldo ad annunciare il via. «Il 4 settembre sarà dato l'ok dalla giunta alla pubblica utilità dell'opera e da oggi partirà un pool specifico operativo per una delibera condivisa ». E dal pomeriggio il pool, composto dall'assessore all'Urbanistica Caudo, dallo stesso Panecaldo, dal presidente della commissione Urbanistica Stampete, da quello della commissione Mobilità Cesaretti e dal presidente dell'assemblea Coratti, si è messo al lavoro. Due i "paletti" che verranno sottolineati nella delibera: la proprietà ultima dello stadio dovrà essere della società sportiva Roma e non della holding del patron Pallotta, come è adesso. Ma su questo una soluzione ancora non si vede. E le opere che qualificano il pubblico interesse accessibilità e mobilità, in particolare, come è stato stabilità dal vertice con il sindaco Marino a New York, linea metro dalla stazione Magliana fino a quella di Tor di Valle, ponte pedonale sul Tevere, svincolo sulla Roma-Fiumicino, dovranno essere tutte realizzate ed inaugurate insieme allo stadio. «Basterà che una sola opera o un pezzo non vengano realizzati» chiarisce Panecaldo «che per noi decadrà l'interesse pubblico. Le opere che vengono dichiarate strettamente qualificanti per lo stadio devono partire con la prima partita della Roma, tanto per essere chiari». Intanto anche il Pd, dopo l'invito del presidente dell'assemblea del Lazio Bonaccorsi, si muove. Annuncia il segretario romano Cosentino: «Faremo una riunione domani (oggi n.d.r.), in cui Francesco D'Ausilio, capogruppo dei Democratici in Campidoglio, farà una relazione sullo stadio. Ovviamente io ho convocato parlamentari, consiglieri comunali, regionali, faremo una riunione aperta ». Ma in quali acque si discuterà dello stadio, considerando anche l'anima ambientalista del Pd forse polemica per un intervento di quasi 900 mila metri cubi? «Lo stadio bisogna farlo e farlo bene, le due cose sono collegate» spiega Cosentino «Ci sono nodi che devono essere sciolti. La giunta approverà il 4 il suo provvedimento che poi dovrà passare anche in Consiglio, quindi non c'è una data ultima. I termini non sono perentori. Lo spirito è quello di considerare lo stadio una buona occasione per la città alla condizione che tutto venga fatto scrupolosamente». E per Forza Italia Giro già annuncia: «Penso che su questa sfida cruciale per la Capitale e per il mondo dello sport sia anche possibile una intesa bipartisan ». Stessa volontà da parte della maggioranza: incontrerà l'opposizione. Mentre l'assessore ai Lavori Pubblici Paolo Masini avverte: «Per quanto riguarda i settori di mia competenza chiedo che parte dei fondi sia destinata a fronteggiare il dissesto idrogeologico. Non è infatti possibile realizzare un'opera di quella portata senza ricordare che proprio lì un paio di anni fa, una persona è morta per le esondazioni del Tevere».


Ma l'impianto è di Pallotta e se vende la squadra palazzi e arena restano a lui (Repubblica - ed. locale)

MATTEO PINCI
LA QUESTIONE DELLA proprietà dello stadio, su cui il Campidoglio ha chiesto certezza che sia della società Roma, è un tema delicatissimo. «Sarà senza dubbio un asset del club giallorosso » ha giurato Pallotta nella conferenza di presentazione del progetto nel Palazzo Senatorio. Ma a giugno il prospetto informativo per l'aumento di capitale presentato in Consob ha evidenziato qualche elemento che ha messo in imbarazzo il management della squadra. «Lo stadio della Roma sarà autonomo ed indipendente rispetto alla Società» si legge nel documento, dove è chiaramente espresso anche come l'impianto «sarà totalmente finanziato e gestito da soggetti privati». Altrettanto chiaro che le società protagoniste nella realizzazione si sono impegnate «a concedere l'utilizzo dello stesso, una volta costruito, all'As Roma». Il motivo però di questa scelta è detto poco più avanti: «La realizzazione del progetto » si legge «non vedrà il coinvolgimento economico finanziario da parte della Società». E questo perché inserire nel bilancio del club i costi per la realizzazione dell'impianto esporrebbe automaticamente la Roma agli oneri (e soprattutto ai rischi dal punto di vista finanziario) di un'operazione dai costi esorbitanti che ne azzererebbe i margini operativi: un po' quello che è successo negli ultimi anni all'Arsenal. Lo stadio dunque non sarà della Roma, ma il capitale della società proprietaria dello stadio avrà la stessa partecipazione del club: di fatto i soggetti proprietari di uno lo saranno anche dell'altro. «Abbiamo un gruppo di proprietà che ha una partecipazione di controllo nel club e avrà la partecipazione di controllo anche nello stadio», spiega Mark Pannes, manager addetto alla gestione del progetto. Ma se Pallotta cedesse il club, dovrebbe cedere anche lo stadio? Questo, al Campidoglio, qualcuno lo dovrà chiarire. Una volta per tutte.

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Stadio della Roma, tutta la storia fra dubbi e polemiche


Chi è d'accordo e chi è contrario, quanti soldi arriveranno dall'America, tutti i problemi in vista della riunione di Giunta del 4 settembre


02/09/2014 - di Tommaso Caldarelli per Giornalettismo   


Stadio della Roma, inizia nella Capitale la settimana decisiva per l'impianto sportivo dell'As Roma, la squadra giallorossa: giovedì la Giunta Capitolina si incontrerà per dare il via al progetto ottenuto dall'incontro fra il sindaco di Roma Ignazio Marino, il proprietario della Roma James Pallotta e l'assessore all'Urbanistica Giovanni Caudo lo scorso 23 agosto.
STADIO DELLA ROMA, LA STORIA - Fonti interne all'interno del Partito Democratico romano confermano a Giornalettismo che la riunione in Giunta è "già portata a casa" perché tutti gli assessori si sono man mano stabilizzati sulla posizione del sindaco, che è volato negli Stati Uniti per chiedere, e ottenere, dalla dirigenza della Roma ulteriori garanzie su "interventi di interesse pubblico" per concedere il via al progetto. Non solo, mentre scriviamo arriva dall'ufficio stampa del Campidoglio un comunicato ufficiale: una riunione di maggioranza sarebbe positivamente arrivata ad un "testo condiviso" da sottoporre giovedì alla riunione di giunta. Una mossa probabilmente tesa a stoppare il dibattito che ormai infuria sulla stampa romana sull'impianto sportivo dell'As Roma e che non è cessato un secondo, fra polemiche, veleni interni alla maggioranza che sostiene il sindaco di Roma e attacchi a mezzo stampa.
UN MILIARDO DI EURO DI INVESTIMENTO - Secondo il sindaco Ignazio Marino, la partita dello Stadio ammonterebbe addirittura a un miliardo-un miliardo e mezzo di euro: importo che sarebbe "evidentemente il benvenuto per una città che ha bisogno di una ripresa". Un investimento estero di tutto rispetto che l'amministrazione capitolina non vede l'ora di portare a casa; lo Stadio della Roma verrà costruito dalla Raptor Group di James Pallotta, insieme al socio italiano Parsitalia di Luca Parnasi, il costruttore che materialmente realizzerà la struttura. Il vertice dell'amministrazione capitolina è volata in America per chiedere, ottenendo, come dicevamo, alcune significative modifiche da parte della dirigenza: principalmente, più opere pubbliche e un aumento del denaro investito per costruire stazioni della metropolitana e altre infrastrutture pubbliche.
nuovo stadio roma 1
L'INTERESSE PUBBLICO - "Avevamo ricevuto una proposta" racconta l'assessore Caudo da New York "l'abbiamo esaminata e abbiamo chiesto delle modifiche. La cordata AS Roma pensava di spendere 270 milioni investendo solo il 4% in trasporti su ferro, e abbiamo ottenuto che ne spendano 319, di cui 60 (il 20%) andranno ai trasporti su ferro". Non solo, "pensavano di vedersi compensati tutti i 270 milioni di opere e invece nonostante l'incremento delle opere a 319 gli riconosciamo di interesse pubblico solo 195 milioni, di cui 60 appunto sono per i trasporti pubblici". In sostanza il proprietario della Roma ha acconsentito a costruire una fermata della linea della Metropolitana B, un prolungamento dalla fermata Eur Magliana fino allo stadio, e un ponte pedonale che colleghi la struttura alla vicina fermata Magliana della ferrovia metropolitana.
IL MESSAGGERO CONTRO LO STADIO - Al ritorno del sindaco dall'America, la polemica è divampata sui giornali. Principalmente sulla stampa romana, dove il Messaggero da settimane si sta schierando contro la costruzione dello stadio della Roma, con toni che non hanno mancato di insospettire altri grandi nomi della stampa nazionale. Ad esempio il Fatto Quotidiano ha scritto di recente riguardo "il curioso ambientalismo del Messaggero".
La lotta è tra due costruttori romani: Luca Parnasi alla conquista della Capitale e Francesco Gaetano Caltagirone che la Capitale non ha mai smesso di conquistarla. Il nodo del contendere: la realizzazione del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle, affidata a Parnasi che ha fatto scoprire a Caltagirone non di essere figlio dei fiori, sarebbe troppo, ma degli ecologisti sì. Tanto da sfoderare con la sua portaerei, Il Messaggero, uno dei più grandi attacchi mediatici contro lo Stadio della Roma di Tor di Valle che verrà costruito da Parnasi che, ahilui, non possiede giornali.
Così Sandra Amurri sul Fatto, e in effetti il Messaggero ha dato voce in queste settimane ai tanti oppositori del progetto dello stadio, oppositori che sono saltati fuori anche dove meno te li saresti aspettati.
LE CRITICITA' ANCORA APERTE - La materia del contendere, come riassume appunto oggi il Messaggero nella cronaca di Roma, sta in quattro criticità: il Tevere, perché l'impianto sorgerebbe troppo vicino al fiume "con rischio idrogeologico" sopratutto in occasione di eventuali fenomeni meteo oltre misura a cui Roma è ormai tristemente abituata; gli ingorghi, perché per raggiungere l'impianto sarebbe necessario incolonnarsi, ogni domenica, sulla Via del Mare, con rischio paralisi per la città – e infatti molti oppositori al progetto chiedono che la Roma si impegni a mettere in sicurezza la strada romana. Anche il progetto di una nuova stazione della metro, per l'importo promesso, è considerato "insufficiente"; inoltre il progetto prevede "l'edificazione di un milione di metri cubi da destinare a uffici, negozi e hotel"; ma la Regione giudicherebbe questa cifra "eccessiva" e in effetti fra le richieste che la Roma ha sottoposto alla proprietà, accolte da quest'ultima, c'è stata appunto la riduzione delle aree a compensazione.
LE ULTIME DECISIONI - - Ultima criticità sta nel fatto che l'impianto non sarebbe di proprietà della Roma, ma della società di Pallotta; la riunione di maggioranza di oggi ha ribadito che lo stadio dovrà rimanere della squadra "al di là di qualsiasi futura mutazione degli assetti proprietari", e che Roma Capitale dovrà controllare "in maniera puntuale la natura pubblica delle opere da effettuare": se verrà a mancare "una sola delle condizioni poste" si verificherà "la decadenza della dichiarazione di pubblico interesse di Roma Capitale". Dalla giunta arriva dunque la volontà di fermare, una volta per tutte, l'orda dei critici al progetto dello stadio.
IL PD NELLA BUFERA- Critici che arrivano, per lo più, tutti dal partito del sindaco, il Partito Democratico, che con vari esponenti, chi più chi meno, ha preso le distanze dal progetto dell'impianto,  chiedendo più garanzie o modifiche del piano.  Il più netto è stato l'ex assessore dell'era Veltroni, Roberto Morassut: "Legge sbagliata, non è chiaro l'interesse pubblico, costi sovrastimati". Le varie posizioni nel Pd le riassume il Tempo; il Partito Democratico romano domani si incontrerà per una riunione a porte chiuse che mira a trovare la quadra fra le varie posizioni. Entro la settimana, si avrà una parola definitiva dalla giunta; poi dovrà essere l'Assemblea Capitolina ad approvare le varianti al piano regolatore necessarie a far partire i lavori.

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Il prefetto Giuseppe Pecoraro: «Così lo stadio non lo faccio aprire Servono strade più larghe e sicure»

Se nel progetto non saranno previsti consistenti adeguamenti alla viabilità, «la Commissione provinciale di Vigilanza sui pubblici spettacoli si troverà in grande difficoltà nel concedere l'agibilità al nuovo Stadio della Roma».

Traduzione: se il progetto sulla viabilità non cambia, lo Stadio non apre.

Pochi giorni fa, Giuseppe Pecoraro, prefetto di Roma, aveva suonato un campanello di allarme. Più o meno - con l'esclusione di Fabrizio Panecaldo, coordinatore della maggioranza in Assemblea Capitolina, ("parole di buon senso") - rimasto inascoltato nella "stanza dei bottoni" capitolina.

In sintesi, in un'intervista a Il Tempo , il prefetto Pecoraro aveva evidenziato che, sulla viabilità di accesso allo Stadio, vi erano carenze apparentemente molto consistenti nelle ipotesi progettuali: inadeguati i miglioramenti sulla via del Mare e sulla via Ostiense e mancanza di accessi riservati allo Stadio dalla Roma-Fiumicino attraverso complanari dedicate. In Conferenza di Servizi i tecnici capitolini avevano corretto alcune di queste lacune con sostanziali prescrizioni, ma, successivamente, le scelte politiche operate e annunciate dal Campidoglio, avevano nuovamente privilegiato il progetto originario, cassando i rilievi dei funzionari comunali, pur di portare a casa il prolungamento della metro B.

Fra due giorni il sindaco Marino e la sua Giunta approveranno la delibera di interesse pubblico dell'opera e questo intervento del Prefetto suona ben più che un allarme.

Prefetto, può spiegare meglio?

«Il Prefetto, o un suo delegato, presiede la Commissione di Vigilanza sui pubblici spettacoli. Ne fanno parte una rappresentanza della Questura e dei Vigili del Fuoco, il Genio civile della Regione Lazio, la Asl competente, ingegneri elettrici e acustici, del Comune, nel caso di impianti sportivi, anche un rappresentante del Coni. Compito della Commissione è assicurare la compatibilità strutturale degli impianti, il rispetto delle norme antincendio e via dicendo. E, sulla base di queste competenze, la Commissione autorizza o meno l'apertura di impianti o di manifestazioni».

È già successo che alcuni impianti non abbiano ricevuto l'agibilità?

«Sì, con il parco di Valmontone. In sede progettuale non erano state rispettate le norme per quel che riguarda la sicurezza, l'accesso ai mezzi di soccorso e di emergenza. Abbiamo bloccato l'opera ed è stata rinviata l'inaugurazione fino a che non sono stati completati i lavori di adeguamento del casello autostradale con il suo allargamento e la creazione del corridoio di transito per i mezzi di emergenza».

E questo rischio c'è anche per lo Stadio di Tor di Valle?

«Il prefetto deve garantire la sicurezza civile e la sicurezza pubblica. In sostanza, la sicurezza del singolo cittadino fruitore di un impianto o che assiste a un evento e la sicurezza della massa dei cittadini. Dobbiamo valutare se l'intero complesso è idoneo o meno a garantire che non si verifichino situazioni che possano compromettere il regolare svolgimento di un evento».

Quali situazioni?

«Dalle più piccole emergenze, ad esempio la caduta di una persona, magari di un bambino, a situazioni ben più potenzialmente pericolose: un black out generale, problemi di gestione della folla, e via dicendo».

E quindi?

«Quindi, se non si creano le condizioni per garantire questa incolumità delle persone e il regolare svolgimento dell'evento, beh, avremo grossi problemi nel concedere l'agibilità».

Sotto questo profilo in cosa sarebbe carente il progetto?

«Guardi, non voglio passare per quello che vuole rallentare l'opera. Anzi, proprio per evitare di dover rimettere le mani in tempi successivi con tutti i problemi del caso, pur non essendo stato messo a conoscenza di tutti gli aspetti tecnici di dettaglio, posso solo dire che è bene che, prima che si approvi il progetto definitivo, e magari si potrà concordare il momento più adeguato, ci sia almeno una prima valutazione, entro un breve lasso di tempo, da parte di chi deve esaminare gli aspetti legati alla sicurezza e all'incolumità pubblica».

D'accordo, sfrondiamo la diplomazia. Qualche giorno fa, lei ha fatto esplicito riferimento all'accessibilità dei collegamenti viari dei mezzi di soccorso. Sta dicendo che, in assenza di queste opere, non si può concedere l'agibilità?

«Io devo preoccuparmi del flusso dei mezzi di soccorso e di emergenza da e per lo Stadio e non voglio ancora fare riferimento al problema dei flussi di traffico sul Grande Raccordo Anulare la cui chiusura, in caso di emergenze, è competenza del Prefetto di Roma. Questo è un elemento centrale che deve essere compreso da tutti, cittadini e istituzioni competenti. Quando mi riferisco alla necessità di garantire le condizioni di incolumità pubblica e regolare svolgimento di un evento, mi riferisco anche a questo, ai flussi di accesso di mezzi di soccorso e di emergenza».

Prefetto, a questo punto, senza voler entrare nell'ambito politico, a suo giudizio, lo Stadio è davvero utile?

«Già l'ho detto e lo ribadisco: lo Stadio di Tor di Valle è un'occasione di sviluppo sportivo ed economico sia per la città che per la Società As Roma. Di fronte a un periodo di così grave e prolungata crisi economica e sociale del Paese e, di riflesso, della città, non si può non apprezzare il beneficio che quest'opera produrrà in termini di lavoro e occupazione. Sono elementi importanti che non possono che far apprezzare l'opera... »

Tuttavia...

«Tuttavia, mi domando se non si stia rischiando di sottovalutare quelle che sono le altre, grandi emergenze cittadine, a tutti ben note».

Quali?

Il Prefetto sorride, dà una pacca alla sua scrivania, si alza e si sistema la giacca come a dire: l'intervista finisce qui.

Fernando M. Magliaro

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Stadio della Roma: Scipioni rilancia l'idea di Tor Vergata

Il Presidente del Municipio VI si appella al Sindaco perché rompa "con i vecchi schemi di governance romana". Secondo Scipioni Tor Vergata è il quartiere ideale per ospitare il nuovo stadio



Stadio della Roma: Scipioni rilancia l'idea di Tor Vergata
,,L'accordo su Tor di Valle sembra ormai cosa fatta, ma la costruzione del nuovo stadio della Roma continua fa sognare anche gli amministratori locali che sognano quest'opera per rilanciare i 'loro' territori. È il caso di Marco Scipioni, Presidente del Municipio VI, che sul suo sito ha pubblicato una lunga lettera aperta al Sindaco Ignazio Marino nella quale sostiene la proposta di realizzare il nuovo stadio "nel complesso Universitario di Tor Vergata nei pressi del Palazzo del Nuoto di Calatrava".

In questa partita il Comune di Roma non può giocare una partita di rimessa e rimanere "soggetto passivo". In altre parole "la proposta non dovrebbe essere fatta da un soggetto privato che autonomamente seleziona un luogo, costringendo l'Amministrazione Comunale a corrergli dietro", dice Scipioni. La norma nazionale sugli stadi di calcio dovrebbe invece essere usata dall' Amministrazione Comunale "per far scattare sul territorio un piano di sviluppo, contestualmente ad un programma di recupero urbano il più possibile coerente con la pianificazione vigente".

Secondo il Presidente del Municipio Tor Vergata è insomma il quartiere ideale per realizzare con successo questa grande opera.

Marco Scipioni-4MOBILITA' - Con le due linee di metropolitana A e C, che potrebbero facilmente essere collegate, su questo territorio, spiega il minisindaco "insistono interventi sulla mobilità già realizzati o in via di completamento molto potenti, unici nella città di Roma".

VIABILITA' - Tre, sostiene Scipioni, "sono le uscite dal GRA utilizzabili che consentono l'unica penetrazione autostradale della Roma - Napoli già dotata di complanari, con svincoli diretti già realizzati ed uno in fase di realizzazione. La viabilità Universitaria è già una realtà consolidata ed ha una notevole capacità di tenuta". Inoltre sono di prossima realizzazione imponenti opere di compensazione come il PRU Tor Bella Monaca.

Infine l'area da destinare allo stadio che, ricorda Scipioni, "fu capace di ospitare l'incontro mondiale dei giovani con Papa Giovanni Paolo II, con più di 3 milioni di persone".

MODELLO TORINO -  "Questo è lo stesso percorso usato dal Sindaco Chiamparino a Torino perché a Roma non emularlo visti i risultati che ha ottenuto?" si chiede il minisindaco. "Auspico di essere ascoltato e mi auguro che si proceda a verificare l'ipotesi sin qui formulata. Invece di regalare altre cubature per la costruzione del nuovo stadio, utilizzando l'urbanizzazione delle opere già esistenti della città dello sport costate ai romani più di trecento milioni di euro. Faccio un appello al Sindaco Ignazio Marino, che sino ad oggi ha dato prova di grande coraggio, rompendo con i vecchi schemi di governance romana, per valutare quest'ipotesi che rimetta al centro solo gli interessi di Roma Capitale"."


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inviato con il mio S3 sempre forza Lazio e asriommammerdafognadestacittà

secondo me il posto degno per loro è solo "er monte dei cocci"
d'altro canto già ce ne costruirono uno,

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Il Pd: "Sì allo stadio, ma proprietà alla Roma" (Repubblica - ed. locale)
PAOLO BOCCACCI
PALETTI, garanzie. Dal Pd romano riunito in assemblea nella sede di via delle Sette Chiese alla Garbatella arriva un "sì" allo stadio della Roma, per il quale domani dovrebbe passare in giunta il "via libera" all'attestato di pubblica utilità, ma "condizionato" alla soluzione di tutti i nodi. E c'è chi mette il dito nella piaga di quello della proprietà. Ovvero lo stadio sarà del patron Pallotta, che è anche proprietario della Roma, a cui affitterà l'impianto per 30 anni a due milioni di euro l'anno. Ma potrebbe sempre vendere la squadra e conservare il business dello stadio con annesse torri di uffici per un totale di 900 mila metri cubi. E allora c'è chi, come il coordinatore della segreteria del partito nel Lazio, Marco Di Stefano, avverte: «Lo spirito della legge sugli stadi era un altro. La mia proposta è quella di chiedere una modifica parlamentare alla legge con una clausola che dica che gli stadi devono essere di proprietà delle associazioni sportive, che sono patrimonio delle città. Altrimenti ci troveremmo i presidenti imprenditori». Il parterre è pieno, dal segretario romano Cosentino al capogruppo D'Ausilio, al presidente dell'assemblea capitolina Mirko Coratti, dall'assessore alla Roma Produttiva Marta Leonori a quello all'Ambiente Estella Marino. E poi la presidente del partito nel Lazio Lorenza Bonaccorsi, il presidente del municipio IX Andrea Santoro, il consigliere De Luca, il coordinatore della maggioranza Panecaldo, il coordinatore della segreteria romana, Enzo Foschi. Parla D'Ausilio: «Giovedì passerà la delibera sull'interesse pubblico. Questo abbraccio tra amministrazione e privati ha dato l'idea che l'opera fosse già fatta ma stiamo lavorando concretamente alla delibera per inserire le garanzie per rendere sostenibile l'intervento». Parla De Luca: «Il Comune non dice no. Ma se non è forte l'interesse pubblico vuol dire che c'è solo un interesse privato. E bisogna fare una gare per le opere pubbliche». Polemico Foschi, in particolare con le critiche di Morassut: «Consiglierei ai parlamentari di avere più fiducia nei consiglieri comunali, io ho fiducia nel lavoro fatto. Al progetto diciamo sì, abbiamo bisogno di investitori stranieri e di trovare risorse per sbloccare la città». Alla fine Cosentino conclude: «Il nuovo stadio è una bella scommessa per Roma, non solo per la Roma. Una scommessa che si può vincere. Teniamo alla qualità del progetto, al trasporto su ferro, alle opere pubbliche previste, al nuovo parco pubblico e teniamo alla trasparenza delle procedure. È per questo che ci batteremo perché la delibera tenga conto di tutte le osservazioni ». Gli interventi pubblici previsti sono la nuova stazione della linea B della metro a Tor di Valle, il ponte stradale collegato al Gra, quello pedonale dalla stazione della ferrovia regionale Muratella alla zona dello stadio, il parco e il ricongiungimento della via del Mare alla via Ostiense nel tratto compreso tra Tor di Valle e la città.

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Se fanno lo stadio lo stadio sarà di Pallotta e non della Roma    :lol:

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Citazione di: white-blu il 03 Set 2014, 08:50
Se fanno lo stadio lo stadio sarà di Pallotta e non della Roma    :lol:
E i soldi e i disagi i nostri.

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Nuovo stadio, il Comune rassicura il Prefetto
Dopo l'intervista a Il Tempo l'assessore Caudo telefona a Pecoraro: ok all'ampliamento delle strade


Fernando Maria Magliaro - Il Tempo

Proprietà dello Stadio e interesse pubblico: questi i due temi emersi dalla riunione di ieri pomeriggio del Partito Democratico romano: il progetto del nuovo Stadio della Roma a Tor di Valle continua a far ballare la politica romana, in special modo i Democrat. Il 4, la Giunta approverà la delibera di interesse pubblico e il presidente della Roma, Pallotta, è rimasto nella Capitale in attesa della conclusione di questo passaggio. E il tempo stringe. Ecco perché il Pd serra le fila.
Scontato il leti-motiv iniziale di tutti gli interventi - riassumibile dalle parole del segretario romano del Pd, Lionello Cosentino: «È una scommessa da vincere» - ad aprire le danze è il capogruppo, Francesco D'Ausilio: «Questo abbraccio tra amministrazione e privato ha dato l'idea l'opera fosse già fatta». Nell'incontro di ieri pomeriggio, nella sede di via delle Sette Chiese, c'era tutto il «gotha» del Pd romano: da Cosentino a Giuntella, dagli assessori Marino e Leonori ai consiglieri (Coratti, Panecaldo, D'Ausilio, Policastro, Stampete), e deputati, (Bonaccorsi, Di Stefano, Miccoli, Coscia). Inoltre, dopo l'intervista a Il Tempo di ieri, l'assessore Caudo ha telefonato al prefetto Pecoraro. Pare che l'assessore lo abbia rassicurato che i problemi di viabilità da lui sollevati (allargamento di Ostiense e via del Mare) verranno inseriti fra le prescrizioni al progetto definitivo.
Il primo tema caldo è quello della proprietà del futuro impianto: As Roma o Pallotta? Di Stefano è chiaro: «Serve una legge che dica che gli stadi devono essere di proprietà delle associazioni sportive che sono patrimonio delle città». E, anche il segretario romano, Cosentino, ha richiamato l'attenzione sul problema della proprietà: «Nella delibera, anche con penali, dobbiamo lavorare affinché resti il vincolo tra l'uso dello stadio e l'As Roma. Sulla proprietà non possiamo intervenire ma sulla convenzione sì».
Il primo paletto, dunque, che il Pd romano intende porre in modo chiaro è quello della proprietà dell'impianto. Detto che la legge non consente di «obbligare» Pallotta a inserire lo Stadio nel patrimonio della As Roma, l'escamotage ideato dal Campidoglio, e sul quale domani dovrebbe arrivare il parere di Avvocatura e Segretariato generale, è di inserire una clausola all'interno del contratto fra Parnasi/Pallotta (la convenzione urbanistica) e il Comune attraverso la quale sia garantita una indissolubilità fra Società e impianto. In sostanza, nel contratto verrà scritto che l'interesse pubblico viene dato anche dall'esistenza di questo legame e che, quindi, chi volesse acquistare solo la Società o solo lo Stadio dovrà accollarselo sborsando la cifretta di circa 190 milioni di euro.
Il secondo paletto è quello dell'interesse pubblico. «Deve emergere in modo chiaro e incontrovertibile - ha detto Panecaldo - e per questo, anche per assicurare il rispetto delle norme urbanistiche, dopo la delibera di Giunta, avremo quella di Consiglio che sarà pubblicata e, seguendo l'iter ordinario, le osservazioni dei cittadini saranno portate in Conferenza di Servizi in Regione». Per il presidente della commissione Ambiente, Athos De Luca, «dobbiamo mettere in campo delle garanzie perché se non è forte l'interesse pubblico vuol dire che c'è solo un interesse privato, poi ci sarà la partita della Regione». Non ha preso parte alla riunione, ma Umberto Marroni, deputato ed ex capogruppo Pd in Comune, ha fatto sentire nuovamente la sua voce: «Occorre garantire una procedura concorrenziale per la realizzazione delle opere pubbliche».

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Citazione di: Ro il 02 Set 2014, 22:17
http://torri.romatoday.it/altre/stadio-della-roma-scipioni-rilancia-l-idea-di-tor-vergata.html


Stadio della Roma: Scipioni rilancia l'idea di Tor Vergata

Il Presidente del Municipio VI si appella al Sindaco perché rompa "con i vecchi schemi di governance romana". Secondo Scipioni Tor Vergata è il quartiere ideale per ospitare il nuovo stadio





sono d'accordo, basta fare uno svincolo sulla Roma-Napoli prima del raccordo e il problema della viabilita' e' risolto, niente metro, niente bus, facile facile, al ritorno dal weekend da mamma', prima di tornare a casa una capatina allo stadio, senza neanche passare dal raccordo, 0 spese in infrastrutture e raccordo piu' libero, una favola. :asrm

FatDanny

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mi pare evidente che lo stadio verrà approvato e si procederà alla costruzione.
Credere che si fermeranno è vano e anche sperare in impedimenti vari mi pare poco lungimirante.

Urgono contromosse. e anche valide, non solo di facciata.

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Citazione di: FatDanny il 03 Set 2014, 09:05
mi pare evidente che lo stadio verrà approvato e si procederà alla costruzione.
Credere che si fermeranno è vano e anche sperare in impedimenti vari mi pare poco lungimirante.

Urgono contromosse. e anche valide, non solo di facciata.

Lo stadio lo faranno pure , ma prima che risolvono i milioni di problemi non sarà arrivato il 2022.

NatoIl9Gennaio

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Citazione di: FatDanny il 03 Set 2014, 09:05
mi pare evidente che lo stadio verrà approvato e si procederà alla costruzione.
Credere che si fermeranno è vano e anche sperare in impedimenti vari mi pare poco lungimirante.

Urgono contromosse. e anche valide, non solo di facciata.
Ci vuole uno straccio di opposizione visibile da parte di chi vive in quella zona o che ci passa tutte le mattine via trenino o via auto, altrimento la politica si adegua.

FatDanny

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Citazione di: white-blu il 03 Set 2014, 09:13
Lo stadio lo faranno pure , ma prima che risolvono i milioni di problemi non sarà arrivato il 2022.

si si.
Come ce volevano 10 anni prima che approvassero un progetto così, vè?
:sisisi:

Siete troppo ottimisti.
Questi in 4 anni al massimo se ritrovano lo stadio. te lo posso garantire e sono pronto a scommetterci.
Oggi sono pronto a scommetterci.

porgascogne

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Citazione di: FatDanny il 03 Set 2014, 09:33
si si.
Come ce volevano 10 anni prima che approvassero un progetto così, vè?
:sisisi:

Siete troppo ottimisti.
Questi in 4 anni al massimo se ritrovano lo stadio. te lo posso garantire e sono pronto a scommetterci.
Oggi sono pronto a scommetterci.

dan,
ci saranno problemi di due ordini
- espropri (per allargamento strade, creazione svincoli, ecc.: quando espropri sei sempre sottoposto ad un ricorso...SE esiste la pubblica utilità, il ricorrente ha poca speranza sia di vincere che di modificare la somma propostagli e valutata dall'UTE...SE, invece, è dubbia la pubblica utilità, beh...)
- unificazione ostiense e via del mare (così come pensato): sono di due enti distinti (comune ed ANAS) e la discussione va avanti da 25 anni (peraltro, non avrebbe senso fare l'unificazione SOLO nel tratto fino al GRA, visto che è proprio dopo il GRA che ci sono problemi seri di traffico)

Zeppelin

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Citazione di: Ro il 02 Set 2014, 22:17
http://torri.romatoday.it/altre/stadio-della-roma-scipioni-rilancia-l-idea-di-tor-vergata.html


Stadio della Roma: Scipioni rilancia l'idea di Tor Vergata

Il Presidente del Municipio VI si appella al Sindaco perché rompa "con i vecchi schemi di governance romana". Secondo Scipioni Tor Vergata è il quartiere ideale per ospitare il nuovo stadio



Stadio della Roma: Scipioni rilancia l'idea di Tor Vergata
......
Faccio un appello al Sindaco Ignazio Marino, che sino ad oggi ha dato prova di grande coraggio, rompendo con i vecchi schemi di governance romana, per valutare quest'ipotesi che rimetta al centro solo gli interessi di Roma Capitale"."




Ma la ssLazio non ha anch'essa bisogno di uno stadio di proprietà?
Se Tor Vergata va bene per la terza squadra perchè non potrebbe andare bene per la prima? :since

FeverDog

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* 21.297
Registrato
Citazione di: Zeppelin il 03 Set 2014, 11:08
Ma la ssLazio non ha anch'essa bisogno di uno stadio di proprietà?
Se Tor Vergata va bene per la terza squadra perchè non potrebbe andare bene per la prima? :since


Forse non va bene al presidente della prima squadra di Roma

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arturo

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* 16.412
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Citazione di: FatDanny il 03 Set 2014, 09:33
si si.
Come ce volevano 10 anni prima che approvassero un progetto così, vè?
:sisisi:

Siete troppo ottimisti.
Questi in 4 anni al massimo se ritrovano lo stadio. te lo posso garantire e sono pronto a scommetterci.
Oggi sono pronto a scommetterci.

Aiuto!!!

m.m  dove sei?
te prego riporta un pò di serenità ...

FatDanny

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guarda artù, non c'è m.m che tenga.
Tante opere in Italia sono assolutamente prive di senso, logica e teorici permessi.

Se guardo alla Torino-Lione anche lì c'era il problema dei vincoli ambientali (aggirati), degli espropri (effettuati violando addirittura una sentenza del TAR), della quantità folle di materiale da smaltire nella costruzione dei tunnel, ecc ecc.

Non mi pare sia stato un problema. E non lo sarà nemmeno questo.
Se hanno deciso che lo faranno, si farà.
Hai voja a dormì tranquillo. Ne condividerai la fine de "tranquillo".

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