Roma - Nuovo stadio, maggioranza divisa Banchi vuoti in aula Giulio Cesare ed è pioggia di emendamenti (Repubblica - ed. romana)
Alla seduta su Tor di Valle il Pd fa saltare il numero legale. Panecaldo bacchetta i suoi Malumore ai vertici della Roma. Il capogruppo dem: "Se serve riuniti anche a Natale"
GIULIA CERASI
LE SLIDE preparate dall'assessore Giovanni Caudo dovranno aspettare. La discussione sul nuovo stadio della Roma, con l'introduzione del titolare all'Urbanistica con tanto di maxi-schermo per la presentazione delle diapositive del progetto, prevista per ieri pomeriggio in aula Giulio Cesare, è saltata per mancanza del numero legale. E slitterà, nella migliore delle ipotesi, a oggi o a domani. Uno stop dovuto all'assenza dei consiglieri di maggioranza che il capogruppo pd, Fabrizio Panecaldo, ha bacchettato sonoramente. Ma che ha creato non pochi malumori anche tra i dirigenti della società giallorossa dall'altra parte dell'Atlantico.
Il consiglio comunale, dopo il via libera della giunta, deve infatti certificare l'interesse pubdella della nuova arena progettata dall'architetto Dan Meis e ispirata al Colosseo: oltre 52mila posti a sedere, l'impianto per gli allenamenti, il museo dell'As Roma ma anche il cosiddetto "business park" con uffici, negozi e ristoranti. Cui si aggiungono le opere pubbliche che l'Eurnova di Luca Parnasi dovrà costruire: il prolungamento della metro B fino a Tor di Valle, l'adeguamento via del Mare e dell'Ostiense, l'allaccio sulla Roma-Fiumicino, il ponte ciclo-pedonale e il parco sul Tevere. Ed è proprio su questo punto che i democratici capitolini sono spaccati. Il presidente della commissione Patrimonio, Pierpaolo Pedetti, ha presentato un emendamento che chiede, come previsto dallo "Sblocca Italia", che il contributo straordinario della valorizzazione urbaniblico stica non venga erogato dal duo Parnasi-Pallotta sotto forma di opere pubbliche, ma versando i soldi al Comune. Che, poi, dovrebbe mettere le opere a gara con un bando europeo. «Altro obiettivo — ha spiegato — è prevedere una quota di superficie lorda pubblica da negoziare con una procedura concorrenziale se il costo delle opere fosse superiore al contributo straordinario».
Tra i dodici emendamenti depositati finora ne spiccano altri tre della maggioranza: uno a firma di Francesco D'Ausilio (Pd) per chiedere «il contestuale potenziamento della ferrovia Roma- Lido», e due di Gianluca Peciola (Sel) per favorire, nella costruzione dello stadio, l'impiego di categorie svantaggiate e per garantire la salvaguardia ambientale.
Per scoprire se e quali saranno approvati, però, bisognerà attendere. Perché ieri, nonostante la seduta sia iniziata con oltre due ore di ritardo, a metà pomeriggio è mancato il numero legale. E le assenze tra i banchi della maggioranza hanno fatto irritare il capogruppo dem, che ha bacchettato i "suoi": «Vedo sempre le stesse persone che mancano — ha chiosato Panecaldo — . Se sarà necessario si convocherà il consiglio anche a Natale. Mi sono stufato di fare il maestro di scuola. Non posso stare sempre a rincorrere le persone».
E se il sindaco, Ignazio Marino, ha fatto appello alla neo-presidente Valeria Baglio («Siamo nelle sue mani»), la frenata dell'aula ha fatto indispettire non poco anche i dirigenti della Roma negli States. Appena una settimana fa il presidente James Pallotta, in Campidoglio, aveva avuto rassicurazioni dal primo cittadino sulle tempistiche per il voto della delibera. Tanto che ieri mattina Mark Pannes, responsabile del progetto stadio, ha twittato: "Romanisti! Raggiungeteci in aula Giulio Cesare per il dibattito sullo stadio della Roma!". Ma anche i tifosi dovranno aspettare.