Leggende metropolitane : Lo stadio del riomma

Aperto da bellodecasa, 13 Set 2013, 05:32

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ian

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mapalla

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Citazione di: m.m. il 04 Giu 2014, 00:13
Se fossi uno dei creditori vorrei che domattina iniziassero a costruire stadio, centro commerciale, svincolo e ferrovia.
Peccato che quel terreno è, allo stato, come fosse sequestrato e non è più nelle disponibilità di Parsitalia; pertanto, fino a definizione del fallimento, su quei terreni l'unica cosa che può crescere sono le erbacce (naturalmente secondo la legge, se poi interviene la lobby dei putridi è un altra musica)

:asrm

mapalla

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Citazione di: gentlemen il 05 Giu 2014, 11:35
Stadio della Roma: allarme Tor di Valle
05.06.2014 10:15 di Emanuele Melfi Twitter: @EmanueleMelfi  articolo letto 4590 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport - Zucchelli

Proprio nelle ore in cui in Comune partono le riunioni sul progetto presentato, arrival'ufficialità di una notizia nell'aria da tempo: la Sais spa, società di Papalia che il 22 giugno 2013 ha venduto per 42 milioni l'area di Tor di Valle alla Eurnova di Luca Parnasi, è stata dichiarata fallita il 22 maggio. Non è un passaggio ininfluente. Perché in linea teorica la sentenza del giudice Umberto Gentili potrebbe creare problemi a Parnasi, che con Pallotta ha chiuso l'accordo per lo stadio della Roma. Secondo l'articolo 67 della legge fallimentare, infatti, un curatore può decidere di impugnare e dunque revocare un atto di vendita nel cosiddetto periodo sospetto, avvenuto cioè entro i 12 mesi antecedenti la data del fallimento. Il tutto se dovesse ritenere i 42 milioni della vendita una cifra non congrua, perché influenzata dal fatto che l'acquirente fosse all'epoca a conoscenza dello stato di insolvenza del venditore. Un'udienza è già stata fissata il 10 dicembre. Dunque, tra sei mesi, ben oltre i 90 giorni dei lavori del Comune, teoricamente nel bel mezzo della conferenza dei servizi.


E' esattamente quello che intendevo 2-3 pagine fa in merito alla c.d. "revocatoria".
Speriamo che, almeno in questo caso, la legge venga rispettata.
Però gli ha detto male, 1 mesetto e mezzo e la facevano franca.  :p

laziale ardeatino

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Volete sapere il titolo della mia tesi di laurea in diritto fallimentare (anno 2000)?
MEZZI ANORMALI DI PAGAMENTO E AZIONE REVOCATORIA

Ero certo che sarebbe stato un argomento che mai mi si sarebbe ripresentato nel corso della vita...
E invece....

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robylele

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Citazione di: laziale ardeatino il 05 Giu 2014, 12:51
Volete sapere il titolo della mia tesi di laurea in diritto fallimentare (anno 2000)?
MEZZI ANORMALI DI PAGAMENTO E AZIONE REVOCATORIA

Ero certo che sarebbe stato un argomento che mai mi si sarebbe ripresentato nel corso della vita...
E invece....

L A, pendiamo dalle tue labbra. C'hanno effettivamente un bastone tra le chiapp.. le ruote o é solo una  piccola seccatura a cui faranno fronte con facilità?


Tarallo

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Citazione di: laziale ardeatino il 05 Giu 2014, 12:51
Volete sapere il titolo della mia tesi di laurea in diritto fallimentare (anno 2000)?
MEZZI ANORMALI DI PAGAMENTO E AZIONE REVOCATORIA

Ero certo che sarebbe stato un argomento che mai mi si sarebbe ripresentato nel corso della vita...
E invece....

E invece niente. Ti sei occupato di mafia e camorra durante i tuoi studi? No?
Allora continua a goderti cibi prelibati in tranquillita' all'ardeatino :DD

Cialtron_Heston

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Per capire:
la mafia riomica individua nella zona di Tor di Valle il sito dove ergere la cloaca maxima.
In base a quali parametri è stata scelta quella zona?Che tipo di studi sono stati fatti dietro?
Nulla.Niente di niente,probabilmente il peggior luogo d'Europa dove mandare una ruspa.
Siccome c'era una società che stava per fallire,la mafia ha bussato alla sua porta facendo il prezzo di vendita,nettamente inferiore a quello che è il valore reale di mercato,li hanno presi per il collo.

Eccoli i parametri presi in considerazione dalla mafia di Roma.

Sam Cromwell

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Citazione di: gentlemen il 05 Giu 2014, 11:35
Stadio della Roma: allarme Tor di Valle
05.06.2014 10:15 di Emanuele Melfi Twitter: @EmanueleMelfi  articolo letto 4590 volte
Fonte: Gazzetta dello Sport - Zucchelli

Proprio nelle ore in cui in Comune partono le riunioni sul progetto presentato, arrival'ufficialità di una notizia nell'aria da tempo: la Sais spa, società di Papalia che il 22 giugno 2013 ha venduto per 42 milioni l'area di Tor di Valle alla Eurnova di Luca Parnasi, è stata dichiarata fallita il 22 maggio. Non è un passaggio ininfluente. Perché in linea teorica la sentenza del giudice Umberto Gentili potrebbe creare problemi a Parnasi, che con Pallotta ha chiuso l'accordo per lo stadio della Roma. Secondo l'articolo 67 della legge fallimentare, infatti, un curatore può decidere di impugnare e dunque revocare un atto di vendita nel cosiddetto periodo sospetto, avvenuto cioè entro i 12 mesi antecedenti la data del fallimento. Il tutto se dovesse ritenere i 42 milioni della vendita una cifra non congrua, perché influenzata dal fatto che l'acquirente fosse all'epoca a conoscenza dello stato di insolvenza del venditore. Un'udienza è già stata fissata il 10 dicembre. Dunque, tra sei mesi, ben oltre i 90 giorni dei lavori del Comune, teoricamente nel bel mezzo della conferenza dei servizi.


Ma cosa mi dite mai, ma che davvero?
Certo non c'è più nemmeno la mafia di una volta....
Questa di oggi permette ad un giudice, evidentemente di chiara fede laziale, di dichiarare il fallimento 1 mese prima che scadesse la possibilità di esercitare l'azione revocatoria!  :o
Speriamo almeno che ora la stessa mafia riesca a convincere il curatore (poveri cavalli della zona, servirà qualche testa mozza, ma è per una giusta causa) che il prezzo di vendita è assolutamente congruo così da non esercitarla.
Ma penso di si, cioè davvero, se non riescono manco più in questo allora stanno sul serio con le pezze al qulo....  8)
Perchè quasi mi dispiacerebbe che il sogno dooostadiodaaaaariomma svanisse così, al primo stornir di foglie....
Deve svavì un pò piú avanti, perchè così è davvero una figura da cioccolatai (o demmmmmmmmmerda nel caso loro).  :stop  :asrm

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Davy_Jones

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azz proprio ora che avevano deciso de fa tre grattacieli tre vicino aossadio

gomblotto

scintilla

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Citazione di: m.m. il 04 Giu 2014, 00:13
Se fossi uno dei creditori vorrei che domattina iniziassero a costruire stadio, centro commerciale, svincolo e ferrovia.

Ma tutta sta roba non sarà di proprietà del debitore, lo era il terreno, se non revocano la vendita non rimane nulla su cui ti puoi rifare. I soldi della vendita? Ovvero i famosi 42 milioni che secondo la stampa riommerdista dovrebbero essere congrui e scongiurare la revocatoria?
Se non ricordo male il problema è proprio lí, non sono mai stati pagati. Parnasi si era impegnato a pagarli in comode rate che dovevano essere garantite da fidejussioni che il giudice non ha ritenuto adeguate, gli ha dato ulteriore tempo per presentarne di nuove, e non l'ha fatto. Troppo impegnato col progetto in Comune.

galafro

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Sarà difficile, ti pare che il curatore fallimentare non sia un merdaiolo? E non ci sia già un tacito accordo?
Insomma questi comprano un terreno da una società fallita sottraendolo ai creditori gli cambiano indice di fabbricabilità da 14mila metri cubi a un milione, fanno fare ponti e svincoli  a spese ancora non si sa di chi, poi lo speculatore è Lotito. Il colmo poi che vengono pure portati come esempio da alcuni cosiddetti laziali

laziale ardeatino

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Citazione di: robylele il 05 Giu 2014, 12:56
L A, pendiamo dalle tue labbra. C'hanno effettivamente un bastone tra le chiapp.. le ruote o é solo una  piccola seccatura a cui faranno fronte con facilità?

Dipende tutto dal prezzo....
Se il curatore fallimentare ritiene "congruo" il prezzo di 42 milioni di euro del trasferimento dei terreni da Papalia a Parnasi, l'atto di vendita rimane pienamente efficace...
In caso contrario, il curatore ha la facoltà di esercitare la c.d. "azione revocatoria", in conseguenza della quale l'atto di vendita verrebbe annullato ed il terreno entrerebbe a far parte del c.d. "attivo fallimentare", che andrebbe liquidato insieme agli altri beni di proprietà del fallito al momento della dichiarazione di fallimento (più eventualmente altri beni recuperati da altre "azioni revocatorie"), in maniera tale che con il ricavato possano essere soddisfatti in primis tutti i creditori privilegiati e, se "avanza qualcosa" (perdonatemi l'espressione..), tutti gli altri creditori (che si chiamano "chirografari"), in proporzione dei crditi da loro vantati, nel rispetto della par condicio creditorum...

A questo punto è d'obbligo fare una precisazione importante...
Nel caso in cui l'azione revocatoria venisse in effetti esercitata, però, nulla vieterebbe al Parnasi di "riacquistare" comunque quel terreno all'asta fallimentare, pagandolo a prezzo d'asta, che presumibilmente sarà superiore ai 42 milioni, ma non di tantissimo, visto che secondo me non è che gli imprenditori si scanneranno tra loro per quei terreni...

In sintesi:
- ci sono pochissime probabilità che il curatore eserciti l'"azione revocatoria";
- nel caso in cui l'"azione  revocatoria" venisse esercitata, i danni che si farebbero alla società che abbia comunque la ferma intenzione di portare avanti il progetto, sarebbero solo di allungare sensibilmente i tempi.

Spero di essere stato chiaro...

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scintilla

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Questo se i 42 milioni fossero stati pagati.
In quel caso, probabilmente, non si sarebbe nemmeno arrivati al fallimento, visto che Papalia ha chiesto il concordato il giorno dopo l'accordo con Parnasi proprio per evitarlo.

m.m.

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Dissento.

Estremamente probabile l'azione revocatoria, con sospensione del progettino coliseum per almeno 5 anni, e accoglimento prevedibile.

Mi pare d'aver letto che la fallita abbia chiesto un concordato preventivo, poi rigettato con la declaratoria, il giorno dopo aver stipulato la vendita a rate col parnasi.

Atto anomalo in pregiudizio del patrimonio e scientia decotionis già provati per tabulas.

Lavoretto facile per il curatore.

Certo, lo potrà ricomprare all'incanto nel 2025 e ripartire col progetto del figlio di meis.

Magnassero tranquillissimi i polli che hanno prenotato il palchetto cogli sghei.

Ve lo scrivo qui, oggi: lo faremo prima noi e non sulla tiberina.







scintilla

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Dici che Lotito parteciperà all'asta?  :)

m.m.

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Noi lo faremo dove lo svincolo del gra è già stato fatto da qualche anno.

Berserkr

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Citazione di: laziale ardeatino il 05 Giu 2014, 23:47
Dipende tutto dal prezzo....
Se il curatore fallimentare ritiene "congruo" il prezzo di 42 milioni di euro del trasferimento dei terreni da Papalia a Parnasi, l'atto di vendita rimane pienamente efficace...
In caso contrario, il curatore ha la facoltà di esercitare la c.d. "azione revocatoria", in conseguenza della quale l'atto di vendita verrebbe annullato ed il terreno entrerebbe a far parte del c.d. "attivo fallimentare", che andrebbe liquidato insieme agli altri beni di proprietà del fallito al momento della dichiarazione di fallimento (più eventualmente altri beni recuperati da altre "azioni revocatorie"), in maniera tale che con il ricavato possano essere soddisfatti in primis tutti i creditori privilegiati e, se "avanza qualcosa" (perdonatemi l'espressione..), tutti gli altri creditori (che si chiamano "chirografari"), in proporzione dei crditi da loro vantati, nel rispetto della par condicio creditorum...

A questo punto è d'obbligo fare una precisazione importante...
Nel caso in cui l'azione revocatoria venisse in effetti esercitata, però, nulla vieterebbe al Parnasi di "riacquistare" comunque quel terreno all'asta fallimentare, pagandolo a prezzo d'asta, che presumibilmente sarà superiore ai 42 milioni, ma non di tantissimo, visto che secondo me non è che gli imprenditori si scanneranno tra loro per quei terreni...

In sintesi:
- ci sono pochissime probabilità che il curatore eserciti l'"azione revocatoria";
- nel caso in cui l'"azione  revocatoria" venisse esercitata, i danni che si farebbero alla società che abbia comunque la ferma intenzione di portare avanti il progetto, sarebbero solo di allungare sensibilmente i tempi.

Spero di essere stato chiaro...
Ah che bello diritto fallimentare. Ero indeciso se fare la tesi tra questa materia e un'altra e alla fine ho scelto l'altra. Ma tornassi indietro cambierei idea subito!

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laziale ardeatino

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Uno degli articoli meno chiari degli ultimi anni:

GASPORT (A. CATAPANO, D. STOPPINI) -«Un mistero». Non trova altre parole Gaetano Papalia. Dal 22 maggio la sua Sais — la società che un anno fa ha venduto per 42 milioni di euro l'area di Tor di Valle all'Eurnova di Luca Parnasi — è fallita e il destino dell'area di Tor di Valle affidato ad un curatore fallimentare, che ora dovrà decidere se il contratto tra Papalia e Parnasi tutela sufficientemente i creditori della Sais.

Tutti i requisiti Un paio di settimane fa, il giudice Umberto Gentili ha dichiarato l'«inammissibilità» della richiesta di concordato preventivo e decretato il «fallimento» della società, mettendo a rischio la validità del contratto di vendita di Tor di Valle e, conseguentemente, la titolarità di Parnasi dell'area dove sorgerà il nuovo stadio della Roma, su cui ora dovrà pronunciarsi il curatore Maurizio Battista. «Eppure — denuncia Papalia — avevamo fatto le cose perbene. Le trattative con Parnasi sono cominciate nel 2010 (quando il costruttore romano pensava di sfruttare quell'area per una piccola Venezia con tanto di ponti e canali, ndr ) e il contratto con Eurnova, ulteriormente migliorato nel corso di questi mesi, era in grado di tutelare i creditori e soddisfare chi ha presentato istanza di fallimento, a cominciare da Equitalia. Insomma, avevamo tutti i requisiti, per questo a me più che un fallimento sembra un esproprio. Troppe cose non tornano».

Eppure... Vediamole. La versione finale del contratto, cui si è giunti attraverso tre addenda (aggiunte al testo), avrebbe dovuto convincere il giudice perché «liberava» subito 17 dei 21 milioni che spettano a Papalia come prima tranche di pagamento e che servono a coprire la quasi totalità dei creditori (mentre la seconda parte resta ancorata alla firma della convenzione urbanistica con il Comune, che non avverrà prima di aprile o maggio 2015). Doveva essere la carta vincente, ma non è bastata. Il giudice Umberto Gentili ha rilevato nella richiesta di concordato preventivo un «vizio di asseverazione». In pratica, nella relazione tecnica presentata a ottobre i due asseveratori (garanti) certificavano la correttezza dell'operazione, ma al tempo stesso esprimevano perplessità sulla reale solvibilità di Eurnova. Una contraddizione che ha influito sul giudizio finale. «Ma che sarebbe bastato chiarire allora — fa notare Papalia —, perché non è stato fatto? Mistero». Non è chiaro nemmeno perché la Procura di Roma stia indagando sulla possibilità che in realtà tutta questa operazione sia solo una «vendita simulata» di Papalia. Che abbia influito anche questo? Non solo. Nemmeno le garanzie presentate da Parnasi — una fideiussione assicurativa da 4 milioni, una personale da 3 e la dotazione a Eurnova di un capitale sociale di 10 — hanno convinto il collegio giudicante. Non sarebbe stata più convincente una fideiussione bancaria?

Appuntamenti Oggi Luca Parnasi, assistito dall'avvocato Di Gravio e rappresentato dall'ingegner Ricci, ha il primo appuntamento con il curatore fallimentare. Non è escluso che gli proponga di rilevare il fallimento di Sais, ovviamente ad una cifra inferiore ai 42 milioni pattuiti con Papalia, che garantirebbe i creditori ma lascerebbe a bocca asciutta l'imprenditore reatino. «Tra pochi giorni presenteremo ricorso», annuncia Papalia, che a questo punto vuole vederci chiaro. Come il Comune, che oggi nel corso della prima riunione della task force allestita per l'analisi del progetto presentato dalla Roma, chiederà chiarimenti all'Avvocatura dello Stato sul fallimento della Sais, di cui ha appreso dai giornali.

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Masters

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Come il Comune, che oggi nel corso della prima riunione della task force allestita per l'analisi del progetto presentato dalla Roma, chiederà chiarimenti all'Avvocatura dello Stato sul fallimento della Sais, di cui ha appreso dai giornali.

no vabbeh.... :s

scintilla

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Si sono prestati al gioco e ora fanno i pesci in barile.  :S
Hanno fatto la task force per esaminare il progetto nei 90 giorni e non si sono preoccupati di seguire la procedura fallimentare. Scaduto il termine per presentare le garanzie chieste dal giudice a parnasi era scontata la dichiarazione di fallimento.

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