Leggende metropolitane : Lo stadio del riomma

Aperto da bellodecasa, 13 Set 2013, 05:32

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RubinCarter

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Citazione di: Omar65 il 13 Lug 2014, 12:14
"Consorzio di variopinti imprenditori"

:rotfl:


Totò che vende Fontana di Trevi all'ammerigani.

CodyAnderson

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Citazione di: PILØ il 13 Lug 2014, 09:06
Come al solito, la roma è parte lesa. Loro vorrebbero costruire solo lo stadio, sono i palazzinari a voler speculare.

poverini. solo lo stadio. mi chiedo perché allora ci sta in mezzo questo cattivone di Parnasi, forse perché i terreni sono suoi? (e non è detto ... vedi: http://www.asromaradio.it/rassegna-stampa/stadio-as-roma-la-sais-fallisce-vendita-tor-di-valle-a-parnasi-a-rischio.html, fossi Lotito, cercherei un Cinese qualsiasi per andare a quell'asta, se mai ci sarà, a comprare i terreni in questione). Forse perché senza Parnasi Unicredit non caccia una lira visto che Parnasi è uno dei suoi principali creditori e Unicredit lo vuole dentro per eviterne il fallimento e rientrare di qualche cosa?

comunque una soluzione io ce l'ho, spostare la asriommamerda in una delle tante "rome" che stanno negli US e farla partecipare alla MLS che forse riesce pure a vincerla. 

NatoIl9Gennaio

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Citazione di: italicbold il 13 Lug 2014, 12:11
E' un discorso parallelo ma, in qualche modo correlato.
la Nike esce dai mondiali con le ossa rotte. E' stato e sarà probabilmente un bagno di sangue per l'azienda dello Swoosh.
In finale sono finite 2 squadre targate adidas.
Che hanno battuto 2 squadre targate Nike.
Soprattutto il Brasile, che era il cavallo sui cui avevano puntato quasi tutto, ha finito con 10 reti subite nelle 2 ultime partite decisive. Inutile dire che la maglietta della seleçao, come tutto il materiale che ricorda una delle più grandi vergogne sportive dei giallo-oro non avranno picchi di vendita molto elevati.
Anche i loto rivoluzionari scarpini/calzino, i "magistra" non hanno avuto il successo sperato, almeno a livello di testimonial.
Nessuno delle loro vedettes li ha utilizzati, soprattutto Cristiano Ronaldo che sebbene sia il protagonista dello spot che li lanciava, ha pensato bene di non indossarli durante il mondiale. Anche perché i dubbi sui loro punti deboli sono stati espressi da molte parti prima del lancio.
Gli stessi testimonial scelti dalla Nike per la loro campagna "Risk Everything" non sono stati tra i protagonisti del torneo. Andare sul sito per vedere.
Da Ribery che é tornato a casa prima di cominciare passando per Iniesta, Cristiano Ronaldo e Rooney.
Paradossalmente, a fronte di un investimento strategicamente capitale, solo Neymar e David Luiz, dei giocatori scelti come testimonial hanno passato i gironi salvo finire poi o infortunati o con una disfatta epocale.
Di fronte a Adidas, che già la fa da padrone con il suo materiale tecnico ufficiale della Fifa, la Nike é a terra.
Con, appunto, un probabile bagno di sangue economico.

Per molto meno le aziende cambiano radicalmente strategia in un batter d'occhio.
Aspettiamoci sorprese.
Di sicuro la nike se vuole avere una immagine vincente del calcio ha sbagliato partner.
Se e' alla ricerca di una clientela popolare per i propri prodotti forsi il roma ci puo' stare, ma le figure di merd@ si sprecheranno.

Facessero loro.

m.m.

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Invece di prolungare la metro, non fanno prima a rendere navigabile il rio vallerano?

Il trasporto fluviale in questa città viene sempre sottovalutato.

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sharp

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Citazione di: m.m. il 13 Lug 2014, 19:57
Invece di prolungare la metro, non fanno prima a rendere navigabile il rio vallerano?

Il trasporto fluviale in questa città viene sempre sottovalutato.

che poi è anche più semplice visto che loro già galleggiano ...


inviato con il mio S3 sempre forza Lazio e asriommasempremmerdafognadestacittà

MadBob79

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Eccellente. Non lo fanno e se mai lo faranno non sarà roba loro.

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I paletti del Campidoglio sul futuro stadio della Roma (Corriere della Sera ed. Roma 14 Luglio)
di Alessandro Capponi

«La penso come il presidente dell'associazione dei costruttori: non sono loro i poteri forti». L'assessore all'Urbanistica, Giovanni Caudo, sta parlando di quanto fatto «in un anno per tutti gli operatori del settore, piccoli e grandi, senza guardare in faccia nessuno»: la polemica è ormai quotidiana — con tutto ciò che sta accadendo tra lo stadio della Roma, Parnasi, Caltagirone — e di certo le ultimissime puntate dello scontro racchiudono il curioso record di aver messo d'accordo l'editore del Messaggero e Legambiente, «un miracolo dei tempi moderni» come scritto da Stefano Menichini su Europa, in un editoriale dal titolo perfetto per spiegare ciò che sta accadendo con lo stadio della Roma: «Una partita di potere».

Assessore, buongiorno. Ma quindi farete lo stadio a Tor di Valle così come si legge in questi giorni? Così senza metropolitana e con 220 milioni di compensazioni?
«Due premesse. La prima: qualsiasi proposta è soggetta a modifiche e quindi anche questa. La seconda: io lo chiamerei lo stadio della trasparenza, visto che il dibattito a tratti polemico al quale lei faceva riferimento l'ho voluto io perché tutti i documenti sono nella Casa della Città, un luogo tra Garbatella e Ostiense nel quale tutti i romani possono visionare questo e altri importanti progetti. Tutto aperto ai cittadini, altro segno di discontinuità col passato».

Il progetto, nel merito.
«La proposta ci è stata presentata da un gruppo privato in accordo con la Roma, sulla base di una legge nazionale. Per me si tratta di una proposta semplicistica: oltre i 340 milioni per lo stadio ne metterebbero 50 per le opere infrastrutturali, gli altri 220 andrebbero compensati con edificabilità per uffici...».

Troppi?
«Ragioniamo, il progetto è complesso e vale, euro in più euro in meno, un miliardo. Sia chiaro: io non ho pregiudizi ma l'amministrazione non può ridursi al ruolo di passacarte e nell'operazione dev'esserci spazio per l'utilità pubblica. 220 milioni da compensare sono troppi o pochi? Io in verità, in un momento nel quale a Roma grazie al piano casa molti uffici si stanno trasformando in case, rilancerei: cosa ne sarà di questi uffici una volta completati? Rimarranno vuoti? C'è una capacità di attrarre investimenti e creare nuova occupazione? Sono queste le domande a cui si deve dare una risposta».

Ce ne sarebbe un'altra, prima: la metropolitana...
«La cura del ferro per quella zona non è solamente importante, è fondamentale. Lì ci sono tre stazioni: Tor Di Valle sulla Roma-Lido, Muratella e Magliana sulla tratta del trenino da Fiumicino. In questo senso la loro proposta è carente: propongono di arrivare a Tor Di Valle con la linea B. Evidentemente non basta, perché tutte le tratte, inclusa quella del trenino, devono essere in rete. La nostra condizione è chiara: allo stadio bisogna poter arrivare in metropolitana. Voglio dire che in questa proposta l'interesse della Roma e quello dei privati sono chiari: ma quello pubblico?».

Risponda lei.
«È il sindaco che chiede di realizzare un progetto che metta al centro il riordino dell'area e in cui sia immediatamente percepito l'interesso pubblico che non può esaurirsi nel dare un magnifico stadio alla squadra ma deve incontrare una definizione più chiara dei tanti vantaggi che Roma deve avere. Il nostro interesse è risolvere i problemi che già ci sono in quella zona, le infrastrutture, e mentre il progetto sulla strada va bene — il collegamento tra la Roma-Fiumicino e l'Ostiense-via del mare con lo svincolo che consente di uscire prima e poi entrare in zona Eur — sulla cura del ferro non ci siamo...».

Intanto, con il progetto dello stadio, questa amministrazione ha fatto ritrovare sulle stesse posizioni Legambiente e Francesco Gaetano Caltagirone...
«Anche questo è un esito dell'operazione "Lo stadio della trasparenza", siamo interessati a raccogliere tutte le opinioni e le osservazioni. Ricordo poi che il 3 agosto dello scorso anno, appena insediati, abbiamo cancellato 23 milioni e 610 mila metri quadrati di aree potenzialmente edificabili ma alla notizia non è stato dato il benché minimo risalto... In più di un anno non abbiamo fatto un atto che cancellasse anche solo un metro quadrato di aree agricole, niente, e invece abbiamo liberato 9.500 ettari di città malamente costruita che saranno rigenerati, e si badi che quello della rigenerazione è l'unico settore dell'investimento edilizio in crescita...».

Poi si lamenta se i costruttori la attaccano...
«Tutti a Roma devono poter lavorare. Ma abbiamo anche fatto in modo che tutti i costruttori dessero seguito agli obblighi firmati sulle convenzioni, in modo da costruire parchi o scuole o strade a seconda dei casi, ed è evidente che il privato ha fin qui sfruttato la disattenzione dell'amministrazione nel passato... Dico di più: una delibera consentiva a Porte di Roma di cambiare cubatura per il 30 per cento del totale, l'abbiamo portata al 18; in questo caso riguardava il costruttore Parnasi, mentre a Grottaperfetta abbiamo difeso le regole anche se scontentavamo i comitati... È necessario far rispettare le regole: per tornare alla richiesta avanzata ai costruttori di dare seguito agli impegni presi, si sappia che abbiamo pezzi di quartieri che non sono nel contratto di servizio Ama, strade mai completate...».

galafro

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Mi pare di capire che l'assessore  valuti sottostimate le infrastrutture viarie e non si scandalizzi affatto del milione di metri cubi a compensazione. A sto punto che problema c'è famose due milioni di metri cubi e gli regaliamo anche la metropolitana.

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scintilla

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Citazione di: galafro il 14 Lug 2014, 09:11
Mi pare di capire che l'assessore  valuti sottostimate le infrastrutture viarie e non si scandalizzi affatto del milione di metri cubi a compensazione. A sto punto che problema c'è famose due milioni di metri cubi e gli regaliamo anche la metropolitana.

Pure a me sembra di capire che basta che gli allungano la metropolitana e l'ecomostro avrà il via libera.
Inoltre mi sembra che diffondano con esattezza i dati del cesso ma non del milione di metri cubi dati a compensazione. Si parla di tre grattacieli.
Parnasi ne ha già fatti due alle porte dell'eur,  uno comprato da Zingaretti e l'altro che è di una bruttezza vergognosa, anche un bambino lo avrebbe disegnato con più eleganza.
Gliene facciamo fare altri tre?
Insieme alla nuvola, alle torri ridotte a scheletri e alla geometria del laghetto rovinata, stanno facendo solo danni.
Vanno fermati.

porgascogne

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Citazione di: scintilla il 14 Lug 2014, 10:43
Pure a me sembra di capire che basta che gli allungano la metropolitana e l'ecomostro avrà il via libera.

quanto nerettato, è praticamente impossibile (sia per spesa che per fattibilità entro i prox 6 anni)



scintilla

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Citazione di: porgascogne il 14 Lug 2014, 10:47
quanto nerettato, è praticamente impossibile (sia per spesa che per fattibilità entro i prox 6 anni)

Io avrei detto lo stesso del ponte sul Tevere, eppure la fanno facile facile. Eccheccevò...

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Andiamo a lezioni di "Come prendere per il culo una tifoseria".

Titolone TMW: Roma, Zanzi: "Il nuovo stadio sarà di proprietà del club"

Testo: Italo Zanzi si è presentato nella sala stampa di Trigoria in occasione della presentazione di Seydou Keita. Il CEO del club giallorosso si è soffermato anche a parlare della vicenda nuovo stadio. Questo quanto riportato a riguardo da VoceGiallorossa: "Noi siamo fiduciosi che tutti i problemi vengano risolti, l'importante è continuare nel processo. Abbiamo una programmazione e una buona interazione con il comune. Pensiamo di essere sulla linea giusta per fare quello vogliamo. Di chi sarà la proprietà dello stadio? La risposta è semplice. La Roma e lo stadio saranno controllati dallo stesso gruppo".

Chi glielo spiega che titolo e articolo dicono due cose mooolto distanti tra loro?  :rotflol:  :asrm

galafro

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Insomma 270 milioni di infrastrutture compensate con un milione di metri cubi di attività commerciali che compreso lo stadio danno un miliardo di investimenti, il tutto affinché l'as merda invece di stare in affitto all'olimpico se ne va in affitto a tor di valle, (però voi mette come se vede mejo) non vi sembra un po' debole come giustificazione?  E darne la patente di pubblica utilità?

galafro

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In questo momento  parlare bene di Lotito ai laziali è peggio di dire una bestemmia, ma come laziale posso constatare che lui ha sempre parlato di stadio di proprietà della Lazio  per patrimonizzare la società e anche la sua gestione è tutta volta a recuperare patrimoni , vedi il palazzo valenzani e il centro di Formello e se vogliamo anche l'accademia fa parte di questa visione. Tutto il contrario di quelli di la.

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Citazione di: ignoto il 27 Mar 2014, 09:45
Hanno venduto di già il 20 per cento di quelle famose suitte da 150.000 euro l'anno con obbligo di almeno 5 anni,  si sono assicurati circa 10 milioni l'anno solo da quelle pochissime suite vendute, roba da incassare quanto noi con una stagione di biglietteria da stadio e senza nemmeno che lo stadio esista ancora, e da noi "quello" sta a pensare a rientrare dei soldi per lo stadio con le case. Qui la cosa è ancora più grave, Lotito non è che è un paraculo che vuole speculare la realtà è che non ha proprio idea di come si faccia a fare operazioni del genere,  non ha le competenze e quindi sceglie la strada piu facile seguendo la strada piu vicina alla mentalità italiota e romana,  ovvero riempire roma de case ed appartamenti.
Se "questo"non ha la più pallida idea di come si faccia come possiamo sperare di poterci rialzare un giorno?

Sono sconcertato!

Citazione di: Mohammed Hussein il 14 Lug 2014, 15:52
Di chi sarà la proprietà dello stadio? La risposta è semplice. La Roma e lo stadio saranno controllati dallo stesso gruppo"[/i].


Sono sconcertato 2 .  :=))

PS : E lo stadio della juve è na fregatura .

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Proprietaria? No, solo affittuaria (La Gazzetta dello Sport ed. roma 15 Luglio)
Alessandro Catapano

Proprietaria o affittuaria, questo è il problema... «La Roma e lo stadio saranno controllati dallo stesso gruppo e lo stadio — ha assicurato ieri l'a.d. Italo Zanzi — sarà di proprietà della Roma». Alt. Qualcosa non torna. Perché nel prospetto informativo relativo all'aumento di capitale depositato in Consob il 26 giugno, a pagine 87 e 88, nel capitolo «Progetto Stadio della Roma», il club ha comunicato altro: «... lo stadio della Roma — citiamo testualmente — sarà autonomo ed indipendente rispetto alla società. La realizzazione del progetto non vedrà il coinvolgimento economico finanziario della società. Le modalità con cui la società potrà usufruire delle strutture dello stadio saranno oggetto di specifici accordi che saranno sottoscritti con la società proprietaria dell'impianto». Chiaro? Il passaggio è inequivocabile, come la previsione che si può fare degli eventi: lo stadio della Roma non sarà della Roma, che per usufruirne pagherà un canone di locazione, ma degli attuali proprietari della Roma (Pallotta e i suoi partner) più altri soci che ne deterranno quote di minoranza in cambio dei loro investimenti. Non c'è nulla di male, ma non si può nemmeno assicurare che un giorno, se e quando Pallotta deciderà di vendere la Roma, debba per forza privarsi anche dello stadio, di cui potrà benissimo restare il proprietario (o l'azionista di maggioranza), anche senza possedere il club. Un concetto che si pensava assodato, tanto che ieri, alla lettura delle dichiarazioni di Zanzi, più di qualcuno, tra le persone che lavorano al progetto stadio, è rimasto perplesso. Ma tant'è. Le perplessità vere riguardano la copertura delle infrastrutture, che il Comune ritiene insufficiente, e la richiesta di Parnasi di un milione di metri cubi in più per tirare su il Centro Direzionale, viceversa considerata eccessiva. Il 31 luglio, quando si riunirà la Conferenza di servizi, sapremo quali modifiche dovranno essere apportate all'opera per ottenere il bollino di pubblica utilità, invocato anche da Italia Nostra, altrimenti, fa sapere l'associazione, «l'operazione sarà solo una bella e ben confezionata speculazione».

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«Tor di Valle, stop alla speculazione» (Il Messaggero 15 luglio)
Lorenzo de Cicco

Dopo Legambiente a picconare «l' Ecomostro di Tor di Valle» è Italia Nostra, una delle più antiche organizzazioni paesaggistiche italiane, riconosciuta con decreto presidenziale nel 1958. Il progetto del nuovo stadio secondo l'associazione sarebbe un «pasticcio clamoroso», un'operazione immobiliare che «si presenta sempre come una ben confezionata speculazione edilizia con la ricerca disperata, per giustificarla, di un pubblico interesse». Nel mirino dell'organizzazione finisce «l'inaccettabile meccanismo delle compensazioni edilizie, dato che per ottenere opere pubbliche necessarie si prevedono ben 220 milioni di euro per un complesso di uffici che poi potrebbero essere tranquillamente trasformati in abitazioni grazie al "Piano casa" regionale, senza neanche avere bisogno dell'avvallo dall'assemblea capitolina». Mirella Belvisi, vicepresidente di Italia Nostra Roma, si rivolge al Campidoglio. E spiega che «nessuno vuole impedire ai tifosi della Roma di avere uno stadio. Ma bisogna guardare i numeri: grazie a questo impianto un costruttore pensa di poter realizzare addirittura tre grattacieli, come proposto a giugno a New York dall'architetto Daniel Libeskind». Ecco perché, secondo l'organizzazione, «le parole dell'assessore all'Urbanistica Caudo non bastano. Dire che ci sarà una fermata della metro B a Muratella è insufficiente, nel progetto del costruttore Parnasi si vedono tantissimi interessi privati e pochissimi per i cittadini». Secondo Italia Nostra l'area di Tor di Valle «è la più infelice tra le scelte possibili. È un cul-de-sac completamente intercluso tra l'ansa del Tevere e via Ostiense, senza vie di fuga, con 22 ettari inedificabili e gravata da vincoli paesaggistici e archeologici che sembrano non interessare nessuno».

VINCOLI NON RISPETTATI
Una zona esposta anche a possibili rischi idrogeologici. Secondo l'associazione infatti il terreno presenterebbe le stesse caratteristiche di quello che ha provocato i cedimenti del Palazzaccio a piazza Cavour. «Per questo chiederemo un'indagine all'Autorità di Bacino, perché l'impianto, con tutti i 960mila metri cubi di uffici e alberghi che il costruttore Parnasi vorrebbe tirare sù, sorgerebbe accanto al fiume
Tevere e al Rio Vallerano. Un'area che già in passato ha dimostrato evidenti limiti idrogeologici».

I DEBITI
Secondo l'organizzazione poi «non è neanche stato risolto il problema della vendita dell'area», ceduta a maggio dalla Sais di Gaetano Papalia per 42 milioni di euro all'Eurnova di Parnasi. «Il curatore fallimentare potrebbe anche dire che la vendita non è regolare – dice la vicepresidente di Italia Nostra – Perché la società Sais Spa è fallita e la vendita dell'area potrebbe essere revocata». L'udienza per verificare la consistenza della situazione debitoria della società Sais è fissata per il 14 dicembre. «Perché allora il Comune vuole decidere prima?». Secondo Italia Nostra «l'assessore Caudo ha una fretta preoccupante di chiudere tutto entro agosto, fissando la conferenza dei servizi per il prossimo 31 luglio. Invece il pubblico interesse di questa operazione deve essere dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio e non può servire per privilegiare gli interessi grandi e potenti che stanno governando senza paletti questo progetto. Questa operazione ha contorni troppo opachi e poco trasparenti».

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Caltagirone s'è svejato ambientalista

porgascogne

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a me la cosa che preoccupa, è che parnassius è ammanicatissimo con il fratello di montalbano
anzi, imho lo tiene proprio per le palle

caltaminchione me fa tenerezza, però: dopo aver ottenuto da sventroni tutto il costruibile, oggi se sveja verde

ce se dovrebbe sveja' pe' davvero, verde

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