Leggende metropolitane : Lo stadio del riomma

Aperto da bellodecasa, 13 Set 2013, 05:32

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italicbold

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Quello che fermerà questo obbrobrio é che il pubblico non c'ha una lira.
E anche il privato non é che sta tanto meglio.

Zanzalf

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#NatoIl9Gennaio: la battaglia contro lo stadiodellemerde è persa. Anche gli oppositori vogliono farlo: bastano 50 milioni in più.

La battaglia ora è un'altra: il principio usato vale per tutti. Quindi Tiberina.

NatoIl9Gennaio

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Citazione di: Zanzalf il 26 Ago 2014, 11:38
#NatoIl9Gennaio: la battaglia contro lo stadiodellemerde è persa. Anche gli oppositori vogliono farlo: bastano 50 milioni in più.
La battaglia ora è un'altra: il principio usato vale per tutti. Quindi Tiberina.
la battaglia e' persa perche' lo vogliono gli elettori e la politica si adegua.
Ma non ci giocheranno mai, non lo finiranno mai.
E' un dettaglio?
Debbo di corsa correre a fare uno schifo anche io sulla tiberina? (l'impatto sulla citta' sarebbe molto minore ma sempre schifo e').
O aspetto il cadavere sul fiume (quale paragone piu' azzeccato?).

cosmo

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Citazione di: Zanzalf il 26 Ago 2014, 11:11
Se parte il progetto stadiodellamerda è male, a prescindere da quando verrà completato. Anzi, più tardi lo completano e più tempo possono usare i flussi di credito e debito per impastare le alchimie finanziarie che vogliono. Gli si allarga immediatamente il volume degli affari, e questo è malissimo.

Una domanda, partendo dal tuo post:
A Pallotta converrebbe allungare i tempi? Oppure di fronte al muro della burocrazia potrebbe fare un passo indietro sia sullo stadio che sul suo impegno nella società melmosa?

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COLDILANA61

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La battaglia e' persa ? Hanno posato la prima pietra come per il ponte sullo stretto ?

Tiberina ? Consociativismo pure sugli stadi . Dx , Sn , Centro . Tutti insieme appassionatamente . In nome degli affari e degli interessi pubblici .

Palazzinari e generone romano . Tifosi e sindacati edili . Volemose bene e spartiamo la torta .

Se questo e' l'andazzo , auguro alla mia citta' natale di avere lo stadio a TdV e sulla Tiberina ed ovviamente le olimpiadi .

Affitto camere per chi vuole espatriare . 

Per quel momento spero di essere tornato alle signorie ed agli Sforza .

8)


m.m.

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Osservo contrariato che il genetico demone del pessimismo cosmico spiega i suoi effetti perfino in questo già spassosissimo topic, uno dei pochi frequentabili in tempi di calxiomercato, e mi vedo costretto a preservarne il fuoco.

Capisco i giornalisti, professionisti della superficialità, autorelegatisi al rango di ignavi decoratori anticipati delle dozzine dell'ovarolo, ma allibisco leggendo le dichiarazioni dei politici chiacchieroni, che dovrebbero costruire le proprie carriere misurando le sillabe e dando ai propri elettori l'illusione di realismo e concretezza, come possono abboccare a una balla colossale come questa, pensando poi, quando il castello di rena franerà, di tirarsene fuori immacolati, e non le stimmate del fagiano credulone?

E infine perfino voi, lucide menti biancocelesti, cominciate ad abboccare, inverando il detto che una cazzata ripetuta 1000 volte diviene credibile.

E allora, ricominciamo da capo.

Ricordo a tutti che in questa storia, mentre la marea di cazzate monta, c'è qualcuno che conta le allodole che entrano nel suo paniere e che finora si è, saggiamente, astenuto dal proferire verbo, perchè più se ne parla (gli altri) e si avanti nella procedura amministrativa, più acquista valore un triste e gramo impianto ippico dismesso, nella pancia del fallimento di cui ha la curatela, in una zona che il prg altrimenti condanna all'inedificabilità pressochè assoluta.

E con lui si fregano le mani tutti i creditori del fallito, il fallito stesso e, perfino, il giudice delegato.

O forse questi improvvidi politicanti con la dichiarazione di pubblica utilità pensano di poter espropriare (con quali soldi, piuttosto?) non solo i proprietari delle aree destinati alle opere pubbliche complementari, ma anche il fallimento proprietario dell'area destinata allo stadio stesso, unica (per il momento) nella apparente disponibiltà del proponente?

Poveri gonzi, direbbe mia nonna,  buttatisi in politica per inettitudine alla vita.

E ora ammettiamo, quia absurdum, che tale monstrum ottenga la dichirazione di pubblica utilità dal comune di poveri gonzi ammarinati (a me pare che gli sprovveduti ancora manco abbiano compreso se l'organo comptente è la giunta, improbabile, o il consiglio) e si aprisse la conferenza dei servizi per la valutazione ambientale strategica dell'opera, alla quale partecipano tutti gli enti, statali, regionali, provinciali comunali e perfino municipali, acea, società pubbliche dei trasporti interessate, per un'opera del genere così tanti che occorrerà l'aula magna de la sapienza per accoglierli e ciascuno deve esprimere il proprio parere di competenza sull'opera.

Assistere a una tale canizza di funzionari pubblici che rivendicano ciascuno la propria frazione di pubblico potere è un'esperienza che consiglio a chiunque voglia toccare con mano le autentiche ragioni dello stato di decozione del nostro paese.

Durata prevista, anni 3.

Ma ammettiamo, infine, con un'ipotetica del terzo tipo, che sulll'opera converga il parere di tutti gli enti coinvolti, che conterranno una miriade di prescrizioni, perchè il parere favorevole incondizionato è istituto sconosciuto al nostro paese, poi bisognerebbe iniziare gli espropri, subire i ricorsi degli espropriati, vincerli tutti, fare gli appalti, aprire i cantieri, iniziare gli scavi, non trovare vestigia dell'impero dei novelli eredi, costruire le stazioni della metro, and so on and on.

Chi dotato di senno investirebbe un centesimo vero (le finora intese dichirazioni d'intenti so aggratiss) in un progetto costosissimo soggetto a cotante variabili imprevedibili?
Nessuno, a parte il costruttore (per ovvie ragioni) e il gestore di fondi speculativi, che deve vendere sempre nuovi illusori prodotti ai polli del suo portafoglio (ultimo scorsese docet).

E infatti nulla di tutto ció davvero accadrà, ma intanto tutti paiono guadagnarci.

Il curatore fallimentare, da una pozza di fango si ritrova, sulla carta, una proprietà centrale in un'opera magna.
I politici, le prime pagine degli ovaroli e qualche voto dei minus.
Il costruttore che si fa pubblicità e intanto spera di partire con le compensazioni, unico suo interesse.
Il raptor, che rapterà promettendo rendimenti favolosi del neocoliseum alla pensionata del north dakota.

Ristabilito il vero, culliamoci il sonno con l'immagine del vecchio anchise pallotta che, sceso alla nuova stazione della metro, guada calosce ai pie' il rio vallerano con cristian totti in spalla per condurlo a giocare finalmente nel nuovo colosseo, già finito seggiolino dopo seggiolino nei nuovi subprime venduti come salscicciotti masala sui mercati asiatici emergenti.

an10re

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fantastico post, e sto mm me sembra pure uno che ce capisce!  :)

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cosmo

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Citazione di: m.m. il 26 Ago 2014, 17:58

E ora ammettiamo, quia absurdum, che tale monstrum ottenga la dichirazione di pubblica utilità dal comune di poveri gonzi ammarinati (a me pare che gli sprovveduti ancora manco abbiano compreso se l'organo comptente è la giunta, improbabile, o il consiglio) e si aprisse la conferenza dei servizi per la valutazione ambientale strategica dell'opera, alla quale partecipano tutti gli enti, statali, regionali, provinciali comunali e perfino municipali, acea, società pubbliche dei trasporti interessate, per un'opera del genere così tanti che occorrerà l'aula magna de la sapienza per accoglierli e ciascuno deve esprimere il proprio parere di competenza sull'opera.

Assistere a una tale canizza di funzionari pubblici che rivendicano ciascuno la propria frazione di pubblico potere è un'esperienza che consiglio a chiunque voglia toccare con mano le autentiche ragioni dello stato di decozione del nostro paese.

Durata prevista, anni 3.

anderz

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Si è schierato a favore dello ssadio anche il blog "antidegrado" Romafaschifo. Per fare fede al suo nome immagino.

NatoIl9Gennaio

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Citazione di: anderz il 26 Ago 2014, 19:21
Si è schierato a favore dello ssadio anche il blog "antidegrado" Romafaschifo. Per fare fede al suo nome immagino.
Riferimenti/link?


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anderz

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Citazione di: NatoIl9Gennaio il 26 Ago 2014, 19:47
Riferimenti/link?

dal fb del blog

A Tor di Valle c'è abbandono, accampamenti abusivi, prostituzione, discariche illegali. Qui con investimenti internazionali può nascere un nuovo quartiere, belle architetture, aree per eventi, uffici, uno stadio. Ma SEL, i Verdi e Italia Nostra sono contrari. Perché secondo voi?

NatoIl9Gennaio

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Citazione di: anderz il 26 Ago 2014, 19:59
dal fb del blog

A Tor di Valle c'è abbandono, accampamenti abusivi, prostituzione, discariche illegali. Qui con investimenti internazionali può nascere un nuovo quartiere, belle architetture, aree per eventi, uffici, uno stadio. Ma SEL, i Verdi e Italia Nostra sono contrari. Perché secondo voi?
Anche in questo caso prima romisti e poi antagonisti (fa pure rima).

Facile dare la colpa ai politici.

Maremma Laziale

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Citazione di: an10re il 26 Ago 2014, 18:08
fantastico post, e sto mm me sembra pure uno che ce capisce!  :)

Si, ma non c'ha l'amico che lavora a Via del Giorgione  :)

Ranxerox

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Citazione di: m.m. il 26 Ago 2014, 17:58
Osservo contrariato che il genetico demone del pessimismo cosmico spiega i suoi effetti perfino in questo già spassosissimo topic, uno dei pochi frequentabili in tempi di calxiomercato, e mi vedo costretto a preservarne il fuoco.

Capisco i giornalisti, professionisti della superficialità, autorelegatisi al rango di ignavi decoratori anticipati delle dozzine dell'ovarolo, ma allibisco leggendo le dichiarazioni dei politici chiacchieroni, che dovrebbero costruire le proprie carriere misurando le sillabe e dando ai propri elettori l'illusione di realismo e concretezza, come possono abboccare a una balla colossale come questa, pensando poi, quando il castello di rena franerà, di tirarsene fuori immacolati, e non le stimmate del fagiano credulone?

E infine perfino voi, lucide menti biancocelesti, cominciate ad abboccare, inverando il detto che una cazzata ripetuta 1000 volte diviene credibile.

E allora, ricominciamo da capo.

Ricordo a tutti che in questa storia, mentre la marea di cazzate monta, c'è qualcuno che conta le allodole che entrano nel suo paniere e che finora si è, saggiamente, astenuto dal proferire verbo, perchè più se ne parla (gli altri) e si avanti nella procedura amministrativa, più acquista valore un triste e gramo impianto ippico dismesso, nella pancia del fallimento di cui ha la curatela, in una zona che il prg altrimenti condanna all'inedificabilità pressochè assoluta.

E con lui si fregano le mani tutti i creditori del fallito, il fallito stesso e, perfino, il giudice delegato.

O forse questi improvvidi politicanti con la dichiarazione di pubblica utilità pensano di poter espropriare (con quali soldi, piuttosto?) non solo i proprietari delle aree destinati alle opere pubbliche complementari, ma anche il fallimento proprietario dell'area destinata allo stadio stesso, unica (per il momento) nella apparente disponibiltà del proponente?

Poveri gonzi, direbbe mia nonna,  buttatisi in politica per inettitudine alla vita.

E ora ammettiamo, quia absurdum, che tale monstrum ottenga la dichirazione di pubblica utilità dal comune di poveri gonzi ammarinati (a me pare che gli sprovveduti ancora manco abbiano compreso se l'organo comptente è la giunta, improbabile, o il consiglio) e si aprisse la conferenza dei servizi per la valutazione ambientale strategica dell'opera, alla quale partecipano tutti gli enti, statali, regionali, provinciali comunali e perfino municipali, acea, società pubbliche dei trasporti interessate, per un'opera del genere così tanti che occorrerà l'aula magna de la sapienza per accoglierli e ciascuno deve esprimere il proprio parere di competenza sull'opera.

Assistere a una tale canizza di funzionari pubblici che rivendicano ciascuno la propria frazione di pubblico potere è un'esperienza che consiglio a chiunque voglia toccare con mano le autentiche ragioni dello stato di decozione del nostro paese.

Durata prevista, anni 3.

Ma ammettiamo, infine, con un'ipotetica del terzo tipo, che sulll'opera converga il parere di tutti gli enti coinvolti, che conterranno una miriade di prescrizioni, perchè il parere favorevole incondizionato è istituto sconosciuto al nostro paese, poi bisognerebbe iniziare gli espropri, subire i ricorsi degli espropriati, vincerli tutti, fare gli appalti, aprire i cantieri, iniziare gli scavi, non trovare vestigia dell'impero dei novelli eredi, costruire le stazioni della metro, and so on and on.

Chi dotato di senno investirebbe un centesimo vero (le finora intese dichirazioni d'intenti so aggratiss) in un progetto costosissimo soggetto a cotante variabili imprevedibili?
Nessuno, a parte il costruttore (per ovvie ragioni) e il gestore di fondi speculativi, che deve vendere sempre nuovi illusori prodotti ai polli del suo portafoglio (ultimo scorsese docet).

E infatti nulla di tutto ció davvero accadrà, ma intanto tutti paiono guadagnarci.

Il curatore fallimentare, da una pozza di fango si ritrova, sulla carta, una proprietà centrale in un'opera magna.
I politici, le prime pagine degli ovaroli e qualche voto dei minus.
Il costruttore che si fa pubblicità e intanto spera di partire con le compensazioni, unico suo interesse.
Il raptor, che rapterà promettendo rendimenti favolosi del neocoliseum alla pensionata del north dakota.

Ristabilito il vero, culliamoci il sonno con l'immagine del vecchio anchise pallotta che, sceso alla nuova stazione della metro, guada calosce ai pie' il rio vallerano con cristian totti in spalla per condurlo a giocare finalmente nel nuovo colosseo, già finito seggiolino dopo seggiolino nei nuovi subprime venduti come salscicciotti masala sui mercati asiatici emergenti.

Fantastico, nella prosa e nei contenuti. Da applausi il passaggio finale che regala un emozionante fotogramma sospeso tra l'epico ed il visionario.
Grande m.m.

robylele

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grandissimo m.m. Grande penna!

inquietante l'immagine dell'aula magna della Sapienza stracolma di funzionari pubblici..   :s

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Tor di Valle, la giunta corre ai ripari (Il Messaggero, 27 Agosto)

IL CASO
È una pratica da maneggiare con cura, il dossier sullo stadio a Tor di Vale. Appena arriva una mezza schiarita, subito un altro dubbio fa fibrillare la maggioranza e la giunta Marino. Per non parlare poi del Pd, dove si stanno delineando due chiese: quella dei fedeli al progetto senza se e senza ma e quella più rigorosa che va alla ricerca di chiarimenti e risposte su un tema ancora del tutto opaco, senza lesinare le critiche.
IL SUMMIT
Per questa mattina è in programma una sorta di mini-giunta. Intorno al tavolo: Giovanni Caudo (Urbanistica), Luigi Nieri (in funzione di vicesindaco e capitano di Sel) e Guido Improta (Trasporti). Si cercherà di mettere a fuoco le criticità che ancora circondano il progetto presentato dal costruttore Luca Parnasi e dal presidente della Roma James Pallotta. Il tempo a disposizione è quello che è. Per lunedì è previsto un vertice di maggioranza. Un passaggio cruciale prima del via libera della giunta sull'interesse pubblico dell'opera, con tanto di delibera. La riunione è stata però posticipata di un giorno. Dal 3 al 4 settembre. Un rinvio tecnico per permettere al sindaco di ritornare dalle ferie in Usa. Ignazio Marino ha in mente di anticipare di un giorno abbondante il proprio ritorno a Roma. E anche ieri la giornata in Campidoglio è scivolata via su questo spartito: summit di mattina e di sera. Prima l'assessore Caudo ha incontrato il presidente della commissione Urbanistica Antonio Stampete. Poi nel pomeriggio il faccia a faccia tra il coordinatore della maggioranza Fabrizio Panecaldo e l'assessore. In questa occasione il renziano è ritornato all'attacco: serve la riqualificazione della Via del Mare e dell'Ostiense nel tratto tra Tor di Valle e Ponte Marconi. Un intervento non contemplato dal pacchetto di opere pubbliche (320 milioni di euro) che la newco deve portare a termine per mettere le mani su 900 mila metri cubi di cemento da spalmare nei pressi dell'impianto. La linea di Panecaldo sembra essere passata. Caudo ha detto che si spenderà per far inserire l'intervento (oltre al completamento della Metro B) ma senza ulteriori spese per i costruttori. Il quadro sarà più chiaro a fine settimana, quando Parnasi&Pallotta presenteranno gli interventi per le opere pubbliche. Ma intanto il Pd è in fibrillazione. Dopo le critiche e i dubbi sul progetto sollevati da Panecaldo e da Lorenza Bonaccorsi, deputata renziana, ecco la scomunica dei vertici cittadini: l'intesa di Marino non si tocca, zitti tutti. L'anatema di via delle Sette Chiese è stata accolto così da Panecaldo: «Sono un amministratore: ho il dovere di segnalare le criticità del progetto, come già sottolineato dal sindaco».
S. Can.

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«Operazione immobiliare, serviva una gara» (Il Messaggero, 27 Agosto)

Umberto Marroni, deputato Pd, quali sono i rischi dell'operazione Tor di Valle?
«Partiamo dall'inizio. La legge sugli stadi, che rimane troppo ambigua, è fatta per agevolare la ricapitalizzazione dei club e non per permettere operazioni immobiliari a società collegate. Lo dico subito: il Pd è per tutelare gli interessi della As Roma, quindi il Comune e la Regione devono fare in modo che l'impianto sia di proprietà della società, altrimenti si corre un grosso rischio».

Cioè?
«Che un domani Pallotta esca dalla Roma e che il club continui a pagargli l'affitto dello stadio: sarebbe una follia, lo spirito della legge approvata in Parlamento dice altro».

Oltre all'impianto, c'è il tema dei 900 mila metri cubi di cemento sulle sponde del Tevere. Non esisteva un compromesso migliore per il Comune?
«La zona si trova in un'area difficile e complicata dal punto di vista urbanistico e dei trasporti in generale, soprattutto, le cubature aggiuntive non rientrano nello spirito della legge».

Si spieghi meglio.
«Tolti i volumi per lo stadio, questa tecnicamente è una variante urbanistica bella e buona, non prevista dal Piano regolatore».

E' un problema di strumenti urbanistici?
«A Tor di Valle si sta tentando di fare un'operazione ordinaria attraverso una legge straordinaria. Il Comune deve vigilare».

Le cubature, dice la legge, sono legate a una compensazione con le infrastrutture di interesse pubblico. Ma anche su questo tema si naviga a vista. Per molti, ormai anche nel suo partito, gli investimenti rischiano di essere insufficienti. Concorda?
«Bisogna fare un'analisi attenta su questo concambio tra cubature e infrastrutture. Dopodiché penso che le opere pubbliche, distinte dall'operazione stadio, anche se funzionali, andrebbero messe a gara con il meccanismo previsto dal Piano regolatore generale».

L'Aula Giulio Cesare potrà incidere sul progetto?
«Lo auspico. Perché come si vede la materia è molto complessa e delicata per la Capitale: ecco perché su un'operazione di questo genere è giusto che si esprima anche il consiglio comunale con un dibattito articolato di merito, non solo la giunta. Stiamo parlando di una scelta strategica non solo per il futuro della Roma, come squadra di calcio, ma di un'intera città».

Intanto, il Pd è in tilt. E Giuntella, il presidente del suo partito, si rifà al vecchio centralismo democratico: zitti e Mosca su Tor di Valle. Certi temi non si possono affrontare nel Pd?
«Il Pd è d'accordo a fare lo stadio della Roma, però la discussione è sul dove e sul come. Quindi Giuntella potrebbe convocare l'assemblea e agevolare un dibattito nel partito democratico, altrimenti anche la sua è un'opinione personale».
Simone Canettieri


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