Osservo contrariato che il genetico demone del pessimismo cosmico spiega i suoi effetti perfino in questo già spassosissimo topic, uno dei pochi frequentabili in tempi di calxiomercato, e mi vedo costretto a preservarne il fuoco.
Capisco i giornalisti, professionisti della superficialità, autorelegatisi al rango di ignavi decoratori anticipati delle dozzine dell'ovarolo, ma allibisco leggendo le dichiarazioni dei politici chiacchieroni, che dovrebbero costruire le proprie carriere misurando le sillabe e dando ai propri elettori l'illusione di realismo e concretezza, come possono abboccare a una balla colossale come questa, pensando poi, quando il castello di rena franerà, di tirarsene fuori immacolati, e non le stimmate del fagiano credulone?
E infine perfino voi, lucide menti biancocelesti, cominciate ad abboccare, inverando il detto che una cazzata ripetuta 1000 volte diviene credibile.
E allora, ricominciamo da capo.
Ricordo a tutti che in questa storia, mentre la marea di cazzate monta, c'è qualcuno che conta le allodole che entrano nel suo paniere e che finora si è, saggiamente, astenuto dal proferire verbo, perchè più se ne parla (gli altri) e si avanti nella procedura amministrativa, più acquista valore un triste e gramo impianto ippico dismesso, nella pancia del fallimento di cui ha la curatela, in una zona che il prg altrimenti condanna all'inedificabilità pressochè assoluta.
E con lui si fregano le mani tutti i creditori del fallito, il fallito stesso e, perfino, il giudice delegato.
O forse questi improvvidi politicanti con la dichiarazione di pubblica utilità pensano di poter espropriare (con quali soldi, piuttosto?) non solo i proprietari delle aree destinati alle opere pubbliche complementari, ma anche il fallimento proprietario dell'area destinata allo stadio stesso, unica (per il momento) nella apparente disponibiltà del proponente?
Poveri gonzi, direbbe mia nonna, buttatisi in politica per inettitudine alla vita.
E ora ammettiamo, quia absurdum, che tale monstrum ottenga la dichirazione di pubblica utilità dal comune di poveri gonzi ammarinati (a me pare che gli sprovveduti ancora manco abbiano compreso se l'organo comptente è la giunta, improbabile, o il consiglio) e si aprisse la conferenza dei servizi per la valutazione ambientale strategica dell'opera, alla quale partecipano tutti gli enti, statali, regionali, provinciali comunali e perfino municipali, acea, società pubbliche dei trasporti interessate, per un'opera del genere così tanti che occorrerà l'aula magna de la sapienza per accoglierli e ciascuno deve esprimere il proprio parere di competenza sull'opera.
Assistere a una tale canizza di funzionari pubblici che rivendicano ciascuno la propria frazione di pubblico potere è un'esperienza che consiglio a chiunque voglia toccare con mano le autentiche ragioni dello stato di decozione del nostro paese.
Durata prevista, anni 3.
Ma ammettiamo, infine, con un'ipotetica del terzo tipo, che sulll'opera converga il parere di tutti gli enti coinvolti, che conterranno una miriade di prescrizioni, perchè il parere favorevole incondizionato è istituto sconosciuto al nostro paese, poi bisognerebbe iniziare gli espropri, subire i ricorsi degli espropriati, vincerli tutti, fare gli appalti, aprire i cantieri, iniziare gli scavi, non trovare vestigia dell'impero dei novelli eredi, costruire le stazioni della metro, and so on and on.
Chi dotato di senno investirebbe un centesimo vero (le finora intese dichirazioni d'intenti so aggratiss) in un progetto costosissimo soggetto a cotante variabili imprevedibili?
Nessuno, a parte il costruttore (per ovvie ragioni) e il gestore di fondi speculativi, che deve vendere sempre nuovi illusori prodotti ai polli del suo portafoglio (ultimo scorsese docet).
E infatti nulla di tutto ció davvero accadrà, ma intanto tutti paiono guadagnarci.
Il curatore fallimentare, da una pozza di fango si ritrova, sulla carta, una proprietà centrale in un'opera magna.
I politici, le prime pagine degli ovaroli e qualche voto dei minus.
Il costruttore che si fa pubblicità e intanto spera di partire con le compensazioni, unico suo interesse.
Il raptor, che rapterà promettendo rendimenti favolosi del neocoliseum alla pensionata del north dakota.
Ristabilito il vero, culliamoci il sonno con l'immagine del vecchio anchise pallotta che, sceso alla nuova stazione della metro, guada calosce ai pie' il rio vallerano con cristian totti in spalla per condurlo a giocare finalmente nel nuovo colosseo, già finito seggiolino dopo seggiolino nei nuovi subprime venduti come salscicciotti masala sui mercati asiatici emergenti.