Dico la mia. Io voglio vincere, ché di campioni morali ci sono già gli scatarri. Ciò posto a me andava benissimo ripartire da una squadra giovane anche se avrei voluto un altro allenatore. Ho applaudito Baroni per i suoi primi tre mesi perché, non essendo particolarmente imbecille, cerco di essere obiettiva e soprattutto me ne frego delle guerre di posizione e delle ragioni, perché voglio vincere anche a dispetto di ciò che penso. E questo atteggiamento l'ho avuto fino al Bodo in Norvegia, ma non per la partita in sé (che sarebbe bastata), piuttosto perché ho consolidato la sgradevole impressione che Baroni difendesse i suoi errori camuffandoli con una mentalità che dichiaratamente non funziona più. Il ritorno all'Olimpico lasciamolo stare, solo se ci ripenso mi incazzo di nuovo. Io non voglio un allenatore che difenda la sua incompiutezza (per me trascurare la fase difensiva è una dichiarazione di incapacità, io davvero non so come facciate a farvi andare bene una cosa così assurda), non voglio un allenatore che si ostini a non porre rimedio alla superficialità con la quale affronta partite cruciali. Sì il percorso, tutto bellissimo, campioni di percorso, ce ne facciamo assai. Premetto che non rivoglio Sarri, gli ex non mi interessano, anche se riprenderei Inzaghi adesso (sparateme). Perché io voglio vincere, voglio vincere ciò che la Lazio può permettersi, ma voglio vincere. Anche con uno [...] in panchina, ma voglio vincere.