Citazione di: Gio il 01 Giu 2025, 08:57
Non sono molto d'accordo. All'inizio non è passato giorno senza che qualcuno magnificasse le doti di Baroni. Poi le cose sono andate bene ed è stato paragonato a Maestrelli. Tu stesso hai postato vari articoli dell'epoca pieni di complimenti, a volte eccessivi. Poi non sono arrivati grandi risultati e sono cambiati i giudizi. Fossero arrivati oggi leggeremmo cose diverse.
È un po' la legge del calcio (vedi Inzaghi oggi).
Capisco il tuo punto di vista e condivido: nel calcio c'è effettivamente una "legge del risultato" che plasma e incide. Però il mio discorso riguarda il modo in cui i giudizi vengono costruiti e modulati, laddove la narrazione non è solo una reazione meccanica ai fatti, bensì una costruzione culturale, spesso instabile, soggetta a onde emotive, mode, pregiudizi, nel momento stesso in cui i social amplificano e fanno da megafono.
Io con Baroni, come ho dichiarato, ho fatto l'avvocato del diavolo sin dall'inizio volendo parlare dell'altra faccia della medaglia che io credevo esistesse, quella positiva, partendo dal presupposto che non bisogna giudicare dal curriculum e dal pedigree. Qualcuno dirà: Baroni non è stato accolto male, il bersaglio era Lotito. È vero, Lotito, certo; tuttavia, come ricorda Cucchi, e io concordo con lui, Baroni è stato oggetto di ironie e pregiudizi sgradevoli sin dal suo arrivo
https://x.com/CucchiRiccardo/status/1928470291153326335https://x.com/CucchiRiccardo/status/1928723692831260717https://x.com/CucchiRiccardo/status/1928760030368559404 (qui Cucchi espone un punto di vista più volte tracciato nel forum)
È vero, su Baroni all'inizio sono piovuti elogi perché la Lazio ha giocato benissimo nei primi 4-5 mesi. Una volta alzatasi l'asticella, e appena le cose non sono andate bene, complice il recupero della Roma, quell'immagine è crollata senza resistenza. Perché? Perché forse, e ripeto, forse, la figura di Baroni non aveva fondamenta narrative solide. Prendi Allegri: da anni la sua Juve giocava male e non vinceva. Eppure, ogni volta che si parla di lui, il tono è: "Sa tenere lo spogliatoio"; "è uno che vince"; "ha esperienza". È lì che entra in gioco la forza della narrazione: crea una "zona di protezione" attorno a certe figure, e una "zona di vulnerabilità" attorno ad altre. Baroni, invece, non aveva scudi narrativi attorno a sé. Era lì "in prestito". Alla prima difficoltà, il racconto si è ribaltato, ed è stato liquidato con lo stesso luogo comune con cui era stato accolto: "Viene dal basso, non è da Lazio."