Imbrattare i muri di una città è un comportamento che ho sempre trovato insopportabile.
L'espressione artistica (se proprio la volete vedere nei murales) non può essere imposta a chi non la ritiene tale.
Vagoni della metropolitana, muri dei palazzi non sono proprietà privata, ma sono della comunità e è senso civico il fatto di rispettarli.
Qui però siamo di fronte al delirio puro. Qui siamo di fronte a un disegno che imbratta il muro di un edificio pubblico autorizzato dal comune stesso.
Non solo, lo spazio scelto è una scuola pubblica, una struttura dove si dovrebbe insegnare legalità, rispetto, educazione.
Si è scelta una scuola dove probabilmente i soldi spesi per questa opera potevano servire per rendere migliore il servizio offerto ai ragazzi e ai genitori.
Autorizzare uno scempio del genere permette a chiunque di chiedere l'autorizzazione a fare altrettanto su un altro muro di un edificio pubblico.
Non ho ancora affrontato il tema del "soggetto" disegnato.
Allora affrontiamolo.
Il culto della persona ha portato nella storia a rivedere anche l'immagine pubblica dei dittatori. Stalin per esempio era un soggetto basso e butterato, ma nell'iconografia comunista appare alto e fiero.
Ma quello era anche il capo di un regime sanguinario.
Ecco che qui si cerca di dare uno sguardo che guarda al futuro, quasi di intelligenza a un essere fortunato, uno che grazie al saper calciare a pallone ha fatto, fa e farà una vita agiata, un personaggio che si è contraddistinto per comportamenti vili, senza rispetto (io ricordo ancora i pollici versi), carichi di quella idiota sbruffonaggine dei deboli.
Si sceglie quindi di mostrare quasi fosse un grande condottiero che unisce i popoli un essere espressione SOLO del suo "popolo", che una parte della città non sopporta, che non ha MAI mostrato sportività.
E lo si raffigura così, con lo sguardo al futuro, uno sguardo pensoso, uno sguardo da simbolo.
Tutto questo a sfregio di una parte della città, di quella tifoseria che ha le origini più profonde.
VERGOGNA.