Sciopero delle curve e crisi del calcio romano.

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Sciopero delle curve e crisi del calcio romano.
« il: 17 Dic 2015, 09:17 »
Premessa: non è un post per schierarsi o per tirare fuori emozioni, bensì un topic di analisi.

Il mio presupposto è che la situazione di noi e delle merde è in questo momento simile sotto molti aspetti.
Quello  che mi interessa capire è: le curve vuote sono state decisive sul rendimento di Lazio e rioma?
E se si, esattamente qual'è stato il meccanismo?

P.s lo posto su Calcio perche vorrei che si rispondesse "dall'esterno" ovvero come osservatori e non tifosi.


Offline chuck6

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4542
Re:Sciopero delle curve e crisi del calcio romano.
« Risposta #1 il: 17 Dic 2015, 09:27 »
Aggiungo: è stata una decisione presa di comune accordo dalle due curve?

Offline Tarallo

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97761
Re:Sciopero delle curve e crisi del calcio romano.
« Risposta #2 il: 17 Dic 2015, 09:28 »
Estermamente simile, quasi identica.
Ieri ho passato due o tre ore gradevoli a sentirmi prima Max LEggeri poi Mandolesi.
Le frasi dette su Pallotta le leggo qua tutti i giorni. C'ha torto aa lazzialita' da loro diventa non abbiamo piu' una identita'. Ci ha messo gli uni contro gli altri. Lo stadio e' identico, e la divisione delle curve sembra anche da loro una specie di pretesto. Valido, ma pretesto.
La mia risposta alla tua domanda e' no, non decisive. Ma di una cosa sono sicuro: quando giochi e intorno a te CI SI ASPETTA la catastofe perche' e' anchefunzionale ai propri discorsi, tu vai con la corrente. In inglese si chiama self fulfilling profecy. Davanti a uno stadio che sembra fatto apposta per una partita di merda in una competizione di merda e che precluda a un risultato di merda, il risultato di merda viene da solo. Lo si aspetta, e quindi si gioca in modo da (quasi) invitarlo. Tanto l'atmosfera da tregenda gia' c'e', arriviamo al fondo il piu' in fretta possibile cosi' possiamo o andarcene o risalire.

DI questo sono convintissimo, e sono meccanismi di psicologia di gruppo troppo sofisticati per gente che (e mi riferisco alle radio daaa roma ieri, cosi' nessuno si offende) proclama che serve gente co' le palle e che ai tempi de mazzone nunzarebbesuccesso, quando invece gli stessi esatti uomini le palle le hanno mostrate solo qualche mese prima e ai tempi di mazzone successe esattamente la stesa cosa.

TUtte queste sovrastruttre mentali il tifoso non dovrebbe rischiarle, perche' semplicemente non e' in grado di sostenerle. Limitarsi a fare il tifo quindi sarebbe la cosa giusta da fare NON SOLO perche' e' la sola che si attiene alla definizione di tifoso, ma ANCHE perche' limiterebbe questi sconfinamenti in territori troppo complicati, terreni minati di interpretazioni di risultati, comportamente e prestazioni di uno sport di squadra che escono dai limiti di comprensione del tifoso comune e quindi lo espongono a quelle che, per me, sono COLOSSALI FIGURE DI MERDA, dalle contestazioni passando per le tristissime, patetiche e spesso ridicole esternazioni in radio.
Re:Sciopero delle curve e crisi del calcio romano.
« Risposta #3 il: 17 Dic 2015, 09:39 »
secondo me non è decisivo, ma è un fattore che contribuisce.

aggiungo anche che lo stadio olimpico rende ancora più tragica la situazione, il senso di desolazione è ancora più amplificato.


e per finire, romamerda

Offline ronefor

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8001
Re:Sciopero delle curve e crisi del calcio romano.
« Risposta #4 il: 17 Dic 2015, 09:46 »
Che siano crollate entrambe le squadre è un dato di fatto
già Roma è sempre stata una città dispersiva per i calciatori
2+2 fa 4
Re:Sciopero delle curve e crisi del calcio romano.
« Risposta #5 il: 17 Dic 2015, 10:11 »
Estermamente simile, quasi identica.
Ieri ho passato due o tre ore gradevoli a sentirmi prima Max LEggeri poi Mandolesi.
Le frasi dette su Pallotta le leggo qua tutti i giorni. C'ha torto aa lazzialita' da loro diventa non abbiamo piu' una identita'. Ci ha messo gli uni contro gli altri. Lo stadio e' identico, e la divisione delle curve sembra anche da loro una specie di pretesto. Valido, ma pretesto.
La mia risposta alla tua domanda e' no, non decisive. Ma di una cosa sono sicuro: quando giochi e intorno a te CI SI ASPETTA la catastofe perche' e' anchefunzionale ai propri discorsi, tu vai con la corrente. In inglese si chiama self fulfilling profecy. Davanti a uno stadio che sembra fatto apposta per una partita di merda in una competizione di merda e che precluda a un risultato di merda, il risultato di merda viene da solo. Lo si aspetta, e quindi si gioca in modo da (quasi) invitarlo. Tanto l'atmosfera da tregenda gia' c'e', arriviamo al fondo il piu' in fretta possibile cosi' possiamo o andarcene o risalire.

DI questo sono convintissimo, e sono meccanismi di psicologia di gruppo troppo sofisticati per gente che (e mi riferisco alle radio daaa roma ieri, cosi' nessuno si offende) proclama che serve gente co' le palle e che ai tempi de mazzone nunzarebbesuccesso, quando invece gli stessi esatti uomini le palle le hanno mostrate solo qualche mese prima e ai tempi di mazzone successe esattamente la stesa cosa.

TUtte queste sovrastruttre mentali il tifoso non dovrebbe rischiarle, perche' semplicemente non e' in grado di sostenerle. Limitarsi a fare il tifo quindi sarebbe la cosa giusta da fare NON SOLO perche' e' la sola che si attiene alla definizione di tifoso, ma ANCHE perche' limiterebbe questi sconfinamenti in territori troppo complicati, terreni minati di interpretazioni di risultati, comportamente e prestazioni di uno sport di squadra che escono dai limiti di comprensione del tifoso comune e quindi lo espongono a quelle che, per me, sono COLOSSALI FIGURE DI MERDA, dalle contestazioni passando per le tristissime, patetiche e spesso ridicole esternazioni in radio.
Ottimi spunti davvero.
La chiosa peró non mi convince del tutto.
Forse quell'epoca d'oro si è chiusa del tutto e non tornerá.
Re:Sciopero delle curve e crisi del calcio romano.
« Risposta #6 il: 17 Dic 2015, 10:23 »
E aggiungo: figure dimmerda o no forse è un bene che il tifoso abbia delle crisi di identità.
Potrebbe portarlo ad avere piu consapevolezza del suo ruolo nel meccanismo di cui fa parte

Offline NEMICOn.1

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5443
Re:Sciopero delle curve e crisi del calcio romano.
« Risposta #7 il: 17 Dic 2015, 12:16 »
C'è una differenza però ....
i tifosi dei cani hanno cominciato a criticare il sor Pallotta solo dopo che quest'ultimo gli ha insultati col fucking idiots e la divisione della curva , quindi diciamo che sono stati un po ruffiani
dall'altra parte va avanti una contestazione da anni per un chiaro ed evidente progetto di non voler mai alzare l'asticella della competitività

Offline Zanzalf

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11963
Re:Sciopero delle curve e crisi del calcio romano.
« Risposta #8 il: 17 Dic 2015, 12:35 »
Sì, senza dubbio. Le contestazioni peggiorano la situazione.
E' come se io, per stimolare mio figlio a migliorare il rendimento scolastico, lo facessi andare a scuola a piedi scalzo.

Però è una fortuna: quest'anno avevano una buona squadra e la concorrenza era poca. Per copiarci, perché hanno iniziato a contestare seriamente perché avevano visto noi, mandano a puttane una stagione che poteva essere decisiva. Bene, vale il nostro sacrificio.
Re:Sciopero delle curve e crisi del calcio romano.
« Risposta #9 il: 17 Dic 2015, 12:44 »
Anche perché, e sono serio, noi siamo immortali.
loro no.

Offline paolo71

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13461
Re:Sciopero delle curve e crisi del calcio romano.
« Risposta #10 il: 17 Dic 2015, 13:15 »
non vedo molte analogie con Noi.
si sono letteralmente stancati a forza di coppe in faccia e delusioni ripetitive, e di campagne mediatiche che li avevano fatti credere di essere quello che non sono mai stati.
A forza di titoloni ed editoriali hanno pensato di essere con la juve quello che è il binomio Real - Barca in Spagna.

Le bugie hanno le gambe corte, a me han sempre detto così.
Poi il prefetto c'ha messo il suo, ma la sostanza è altro.

Offline gentlemen

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13106
Re:Sciopero delle curve e crisi del calcio romano.
« Risposta #11 il: 17 Dic 2015, 13:17 »
Io penso seriamente che se la S.S. LAZIO e la a.s. roma portassero il loro marchio, come avviene nella NBA negli USA, fuori dalla città di Roma, in altre tipo Udine o Padova, vincerebbero molto di più e sarebbero molto competitive anche quest'anno.
E' un discorso irreale ma sono convintissimo che la realtà romana, sia per la tifoseria, per le pippe mentali che ci si fan, sia per i media che vivono e campano per creare polemiche attorno alle due squadre, sia un deficit rispetto ad altre realtà.
Un po' come quello che noi studenti universitari a Roma, non romani, dicevamo della ragazze romane, ovvero che se la tiravano anche se erano delle cozze, solo perché romane.....
Roma e Lazio hanno vinto pochissimo nella loro storia, non si capisce da dove arriva la PRETESA di essere vincenti, si Lotito che Pallotta stanno dando, con presupposti e situazioni diverse, risultati sportivi molto in linea ed in media rispetto all'intera storia dei due club, anzi Lotito è molto al di sopra la media....
Il problema è che Roma ed i romani si credono di essere una potenza economica pur non essendola, in quanto lka Città Eterna è si bellissima, colmissima di Storia e Architettura, culla del Cristianesimo, ma a livello industriale e da un punti di vista di produttività economica è ZERO, per cui certe pretese sono assurde...togliendo quello che di buono storicamente c'è, la realtà romana è quella ben descritto nel Film "La Grande Bellezza".....solo politica ed intrallazzi, da cui deriva un decadente prosopopea, del tutto improduttiva.
Re:Sciopero delle curve e crisi del calcio romano.
« Risposta #12 il: 17 Dic 2015, 13:25 »
Si peró teniamo sempre presente che lo sciopero non ha come fine contestare le società ma la divisione di gabrielli.
Pure quando il rioma andava bene la curva era vuota.

Offline NEMICOn.1

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5443
Re:Sciopero delle curve e crisi del calcio romano.
« Risposta #13 il: 17 Dic 2015, 14:02 »
Si peró teniamo sempre presente che lo sciopero non ha come fine contestare le società ma la divisione di gabrielli.
Pure quando il rioma andava bene la curva era vuota.

Appunto da una parte si sciopera per cose loro personali dall'altra invece contro la società
Re:Sciopero delle curve e crisi del calcio romano.
« Risposta #14 il: 17 Dic 2015, 14:11 »
"Cose loro personali"?
Re:Sciopero delle curve e crisi del calcio romano.
« Risposta #15 il: 17 Dic 2015, 14:13 »
Io penso seriamente che se la S.S. LAZIO e la a.s. roma portassero il loro marchio, come avviene nella NBA negli USA, fuori dalla città di Roma, in altre tipo Udine o Padova, vincerebbero molto di più e sarebbero molto competitive anche quest'anno.
E' un discorso irreale ma sono convintissimo che la realtà romana, sia per la tifoseria, per le pippe mentali che ci si fan, sia per i media che vivono e campano per creare polemiche attorno alle due squadre, sia un deficit rispetto ad altre realtà.
Un po' come quello che noi studenti universitari a Roma, non romani, dicevamo della ragazze romane, ovvero che se la tiravano anche se erano delle cozze, solo perché romane.....
Roma e Lazio hanno vinto pochissimo nella loro storia, non si capisce da dove arriva la PRETESA di essere vincenti, si Lotito che Pallotta stanno dando, con presupposti e situazioni diverse, risultati sportivi molto in linea ed in media rispetto all'intera storia dei due club, anzi Lotito è molto al di sopra la media....
Il problema è che Roma ed i romani si credono di essere una potenza economica pur non essendola, in quanto lka Città Eterna è si bellissima, colmissima di Storia e Architettura, culla del Cristianesimo, ma a livello industriale e da un punti di vista di produttività economica è ZERO, per cui certe pretese sono assurde...togliendo quello che di buono storicamente c'è, la realtà romana è quella ben descritto nel Film "La Grande Bellezza".....solo politica ed intrallazzi, da cui deriva un decadente prosopopea, del tutto improduttiva.

permettimi. Roma non è certamente una città industriale ma in varie annate ha avuto un PIL superiore a quello di Milano. solo per precisare.

Offline NEMICOn.1

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5443
Re:Sciopero delle curve e crisi del calcio romano.
« Risposta #16 il: 17 Dic 2015, 14:15 »
Si ....
non vanno allo stadio solo ed esclusivamente per la divisione in curva voluta dal prefetto e attaccano la società perché non fa nulla , forse , perché anche hanno capito che la società non li vuole

Offline Bambino

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5103
Re:Sciopero delle curve e crisi del calcio romano.
« Risposta #17 il: 17 Dic 2015, 14:21 »
io dico no, secondo me non c'entra niente lo sciopero con l'andamento in campionato, ricordo lo sciopero di qualche anno fa con la curva in silenzio e siamo funiti in champions con una squadra buona ma nulla di più, soprattutto ricordo quelli della' riempire lo stadio come nella famosa partita con lo slavia praga ed uscire dalla coppa,  certo, avere lo stadio che ti sostiene ti da una grossa mano, ma l'andamento scandaloso che abbiamo avuto fin qua non può essere giustificato solo con l'assenza di tifo.. i soldi li prendono ugualmente e devono fare il loro lavoro..
Re:Sciopero delle curve e crisi del calcio romano.
« Risposta #18 il: 17 Dic 2015, 14:36 »
Si ....
non vanno allo stadio solo ed esclusivamente per la divisione in curva voluta dal prefetto e attaccano la società perché non fa nulla , forse , perché anche hanno capito che la società non li vuole

Giusto.
Anche secoondo me le societá non li vogliono.
Mi sfugge peró come pensano di sostituire un'intera classe curvarola così su due piedi.
E contemporaneamente sopportare la negatività che la protesta genera.
Re:Sciopero delle curve e crisi del calcio romano.
« Risposta #19 il: 17 Dic 2015, 14:40 »
Giusto.
Anche secoondo me le societá non li vogliono.
Mi sfugge peró come pensano di sostituire un'intera classe curvarola così su due piedi.
E contemporaneamente sopportare la negatività che la protesta genera.

coi manichini no? il loro sogno sarebbe un bel teatro. tutti seduti ed applausi a comando. stanno freschi. noi continuiamo a rinnovare gli abbonamenti e teniamo la curva vuota. vediamo chi vince.
 

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