Un gruppo si dimostra forte quando riesce ad andare avanti nonostante gli errori dei singoli, Pioli ha plasmato la Lazio caratterialmente e grazie a questo lavoro è riuscito a mantenere unito il gruppo, gli errori, a turno, li hanno fatti un po' tutti e la frustrazione per qualche risultato negativo non è durata molto, riprendere il filo e ricominciare a tessere gioco quando tutto sembrava perduto è stato possibile solo grazie al carisma che il mister ha messo in mostra sin dal primo giorno che è arrivato, a mia memoria non ha mai fatto osservazioni personali nei confronti di nessuno della rosa, neanche quando ce ne era la possibilità, non ricordo chi, ieri, aveva segnalato la domanda su Keita che gli avevano fatto nella conferenza post partita e che lo aveva fatto alterare, oggi sono riuscito ad ascoltarla e la sua reazione era dovuta all'insinuazione che la vittoria di Verona fosse suo merito esclusivo oltre ad essere anche una rivincita personale, viste le critiche feroci subite dopo Napoli, e che gran parte di quel merito era dovuto ai cambi indovinati, la domanda era come al solito maliziosa e Pioli ha voluto subito ribadire che vince la squadra intera e che lui cerca sempre di mettere il gruppo nelle condizioni migliori per puntare al risultato, prendendosi anche le responsabilità per le prestazioni col Chievo e con Napoli, quindi una difesa pubblica e soprattutto totale del gruppo, cosa che invece non viene recepita dalla stampa e da molti tifosi.
Se c'è una possibilità che la Lazio ripeta i risultati dello scorso campionato, e che li possa migliorare, questa passa per la coesione del gruppo, nessuno escluso, perché come è possibile che a turno qualcuno faccia qualche errore c'è anche l'eventualità che chi al momento sembra ai margini venga chiamato a supplire qualche assenza forzata, colpevolizzare tizio o caio e indicare i capri espiatori da mettere alla berlina è un esercizio gratuito ma infecondo per questa Lazio, utile solo per chi è uso alimentare sterili polemiche.